Chi è lo psicologo: cosa fa? che formazione possiede?
Chi è lo psicologo: cosa fa? che formazione possiede?

Federica Ambra Piacenza, 03 ottobre 2017


Nell’immaginario collettivo, lo psicologo e il suo lavoro sono spesso immersi in un’aurea di mistero: chi è? Cosa fa? Che formazione possiede? È vero che lavora con i “matti”?

Per queste ragioni ci sembra importante provare a descrivere e a raccontare questa figura professionale.

Dopo la laurea magistrale in Psicologia, seguita dal tirocinio professionalizzante della durata di un anno, lo psicologo diventa tale solo dopo aver superato un esame di stato strutturato in tre prove scritte ed un orale e a seguito dell’iscrizione all’Albo della regione di appartenenza. Alcuni professionisti decidono poi di proseguire la formazione attraverso master o corsi specifici, altri, per diventare psicoterapeuti, frequentano un’ulteriore scuola di specializzazione della durata di quattro anni, accompagnata anch’essa da tirocini, approfondimenti teorici e (in alcune scuole) anche da psicoterapia personale obbligatoria.

Lo psicologo è innanzitutto un essere umano che pratica una professione di aiuto: ha la sua storia di vita personale, i suoi ritmi, le sue specifiche dimensioni caratteriali. Non è un santone, non legge i tarocchi, non possiede né la bacchetta magica né la sfera di cristallo e non offre consigli e chiacchierate da amico. Il suo ruolo professionale è quello di accompagnare e guidare il paziente (alcune correnti lo definiscono cliente) in un percorso personale, definito in base alla richiesta e al bisogno del soggetto che gli si rivolge.

In seduta si cercano nuove vie per comprendere e risolvere problematiche relazionali, emotive, traumatiche oppure per conoscere sé stessi e il proprio funzionamento disadattivo e a volte sintomatico. Ci si rivolge allo psicologo per risolvere un conflitto, una condizione stressante o un periodo di stasi e difficoltà.

Un macro obiettivo direziona il lavoro congiunto dello psicologo e del paziente: il raggiungimento del benessere psicologico e del sentirsi nel posto giusto nella propria vita.

Gli strumenti dello psicologo sono svariati, anche se a volte di difficile comprensione. In seduta non sono utilizzate prescrizioni o indicazioni mediche (solo lo psichiatra può infatti prescrivere farmaci!), non troveremo consigli e spesso la parola farà da sovrano. Sono elementi imprescindibili il colloquio clinico, l’ascolto attivo, l’empatia e l’intuizione. Per ultima, ma non per importanza, è fondamentale la relazione e l’alleanza terapeutica che si instaura tra professionista e paziente: come spesso le relazioni hanno creato le difficoltà contingenti, così la relazione terapeutica diviene curativa. Così come spesso ci si ammala in una relazione significativa, così è possibile stare meglio nella relazione terapeutica.

La disposizione d’animo dello psicologo non è giudicante, ma è anzi volta alla ricerca della soluzione migliore per lo specifico paziente, nella fase della vita in cui si trova, il tutto inserito in una cornice teorica di riferimento che garantisce la messa in atto di tecniche e significati precisi e validati.

Non sempre però lo psicologo lavora nello studio: alcuni li troviamo nelle scuole, con progetti volti garantire la crescita positiva dei bambini e dei ragazzi, in un’ottica preventiva o di sostegno; altri collaborano con i tribunali, in veste di professionisti deputati alle valutazioni di funzionamento e di situazioni complesse in casi di separazioni, violenza, maltrattamenti, adozioni e affidi. Altri ancora si dedicano alle aziende, favorendo il benessere organizzativo e instaurando un clima positivo sul posto di lavoro. E ancora, si lavora da psicologi in strada in mezzo alla gente come psicologi dell’emergenza (pensiamo a Psicologi per i Popoli, presente in centro Italia insieme alla Protezione Civile a seguito dei sismi degli ultimi mesi), con lo scopo di contenere, supportare e favorire una elaborazione psicologica nelle vittime; si lavora nelle corsie d’ospedale, nelle indagini di mercato, nella psicologia sperimentale, nelle carceri e nello sport.

Lo psicologo è quindi una figura reale, in carne ed ossa, formato ed esperto rispetto al proprio ambito di applicazione. È un professionista che si dedica al supporto psicologico o (nel caso dello psicoterapeuta), ad un vero e proprio percorso volto al cambiamento del funzionamento psicologico dell’individuo. Lavora con la psicopatologia e con i sintomi, ma altrettanto spesso si dedica ad attività di psicologia positiva, favorendo e progettando percorsi preventivi e di attenzione al benessere del soggetto in senso lato.

Il viaggio che il paziente compie con il professionista sarà a volte lungo, altre breve, faticoso, in alcuni istanti triste, in altri ricco di risate: l’importante è ricordarsi che non sarà un viaggio in solitaria ma anzi un ricco cammino mano nella mano, fino al momento in cui il paziente sarà pronto a spiccare il volo nel mondo, forte delle proprie ali sicure.

Dottoressa in Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia. La mia formazione è cominciata al Liceo Classico Beccaria, dove ho potuto approfondire una delle mie più grandi passioni: la letteratura. Ho poi frequentato il corso di laurea in Psicologia presso l’Università Bicocca di Milano, qui, mi sono laureata a pieni voti con una tesi sperimentale sul Binge Eating Disorder in adolescenza. Attualmente sto svolgendo il tirocinio professionalizzante all’abilitazione del ruolo di Psicologa presso un servizio pubblico di psicologia clinica. Sono inoltre iscritta ad un Master di Psicodiagnostica clinica e forense che frequento a Padova.


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