Da bambino a preadolescente: le 5 fasi fondamentali per lo sviluppo
Da bambino a preadolescente: le 5 fasi fondamentali per lo sviluppo

Federica Ambra Piacenza, 06 marzo 2018


Qualche tempo fa abbiamo affrontato il tema delle 7 fasi del nostro ciclo vitale: dalla nascita all'età adulta. Proviamo, ora, ad analizzarle in dettaglio partendo dalle tappe fondamentali che caratterizzano lo sviluppo di un bambino, dai suoi primi anni di vita al momento in cui entra nella fase che precede l'adolescenza.


1. Livello prenatale

Fin dal livello prenatale, il bambino recepisce stimoli uditivi e sensoriali nell’ambiente intrauterino. Con la nascita, il neonato si trova inserito in un ambiente familiare caratterizzato da specifiche dinamiche e da relazioni affettive di scambio. Il bambino è in grado di cogliere gli stati emotivi di chi lo circonda e di trasmettere i propri bisogni in uno schema relazionale fondato inizialmente sullo sguardo e sullo scambio di contatto fisico. Già a dieci settimane è in grado di discriminare le emozioni di gioia, collera e tristezza che i genitori manifestano attraverso le espressioni facciali, mimiche e verbali. Attraverso la comunicazione il bambino è in grado di ottenere la regolazione necessaria al suo benessere attraverso le figure genitoriali, il caregiver diviene infatti competente nel riconoscere i messaggi mandati dal bambino e favorisce i tentativi e la soddisfazione delle sue richieste. Grazie a questo continuo scambio, il bambino e il genitore si troveranno a fondare un primo schema di relazione, che andrà potenziato nell’arco della crescita. Favorire l’emersione di questi scambi comunicativi e affettivi permette al bambino di creare un inventario delle proprie risorse interne, favorisce la fiducia nelle proprie capacità, sviluppa la curiosità e il senso di auto efficacia. L’importanza delle cure precoci favorisce anche una continuità positiva nello sviluppo del bambino.


2. Prima infanzia

La prima infanzia (0-2 anni) è caratterizzata dunque da questa continua interazione individuo- ambiente e dalla formazione dei legami di attaccamento con i genitori. Lo sviluppo, inoltre, è molto rapido e tocca le competenze percettive, motorie, cognitive, linguistiche e sociali.


3. Periodo prescolare

Con il periodo prescolare (2-6 anni), il bambino affina le proprie competenze, diventando sempre più esperto nell’esplorazione dell’ambiente circostante e nel rapporto con gli adulti e con i pari. Comincia ad essere autonomo e vive le prime separazioni dai genitori: l’asilo nido e la scuola dell’infanzia garantiscono un inserimento graduale nel mondo dei pari, con cui il bambino sperimenterà per la prima volta la cooperazione, la competizione e l’incontro con altri adulti significativi. La crescita con i fratelli favorisce lo scambio con altri coetanei, in quanto, anche a casa, il bambino si trova a sperimentare una sorta di “laboratorio sociale” nella quotidianità. Il gioco è una modalità espressiva fondamentale di questa fase dello sviluppo, può essere individuale o condiviso, concreto o simbolico: favorisce, in ogni caso, la maturazione di competenze sociali, dello scambio di ruoli e della consapevolezza di sé. È in questo periodo che emergono anche l’identità di genere e i primi legami di amicizia.


4. Dai 6 agli 11 anni

L’inserimento nella scuola primaria (6 anni-11 anni), è il momento in cui il bambino va incontro ad uno sviluppo graduale a livello fisico e ad un ampio e importante sviluppo a livello cognitivo. Il bambino si trova a sviluppare un proprio giudizio morale e predilige la socialità caratterizzata da gruppi di bambini dello stesso genere. La scuola diventa il luogo della crescita e dell’incontro con l’altro, stimola l’apprendimento scolastico e la condivisione con i pari e con gli adulti di riferimento. In questi anni il bambino acquisisce conoscenze sul mondo, attraverso i concetti di spazio, tempo e relazioni ed entra per la prima volta a fare parte del gruppo classe. L’amico del cuore è spesso presente nei racconti dei bambini delle elementari, che vivono l’esclusività del rapporto.


5. Preadolescenza

Con la preadolescenza (10-11/ 12-13 anni) gli amici cominciano a diventare il riferimento principale del ragazzo. Non sono più solo dei compagni di giochi, ma diventano confidenti e compagni di dialogo e confronto, legati da profonde sensazioni di affetto ma anche di gelosie e competizione. il bambino si trova quindi in una sorta di ponte tra l’infanzia e l’adolescenza e comincia a sperimentare sensazioni e punti di vista sconosciuti fino a questo momento. A livello di apprendimento è questo il periodo in cui si assiste ad un potente salto, il pensiero diventa possibile e ipotetico, si stacca dalla realtà conosciuta e permette la rappresentazione di mondi e situazioni nuove. Il legame con i genitori non è più stretto come nell’infanzia. I ragazzi cominciano infatti a spingere verso comportamenti autonomi, ma allo stesso tempo esprimono ancora il bisogno di vicinanza e di contatto tipico dell’età infantile.


In tutte queste fasi dello sviluppo è importante garantire al bambino un ambiente positivo e stimolante, dove i compiti dello sviluppo possano essere affrontati adeguatamente alle competenze acquisite, senza forzare né rallentare il processo tipico di crescita.

Dottoressa in Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia. La mia formazione è cominciata al Liceo Classico Beccaria, dove ho potuto approfondire una delle mie più grandi passioni: la letteratura. Ho poi frequentato il corso di laurea in Psicologia presso l’Università Bicocca di Milano, qui, mi sono laureata a pieni voti con una tesi sperimentale sul Binge Eating Disorder in adolescenza. Attualmente sto svolgendo il tirocinio professionalizzante all’abilitazione del ruolo di Psicologa presso un servizio pubblico di psicologia clinica. Sono inoltre iscritta ad un Master di Psicodiagnostica clinica e forense che frequento a Padova.


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