Curarsi all'estero: soddisfatti e rimborsati?
Curarsi all'estero: soddisfatti e rimborsati?

Paola Amendola, 20 febbraio 2017

 

Sai che puoi scegliere liberamente la struttura sanitaria europea in cui ricevere assistenza?

Grazie a una recente Direttiva (la 2011/24/UE) l’Unione ha sancito il diritto per tutti i cittadini degli Stati membri di poter accedere a un’assistenza sanitaria transfrontaliera sicura e di alta qualità. Si tratta di un intervento resosi per certi versi necessario alla luce dei mutamenti che, nel corso degli ultimi anni, hanno caratterizzato il settore della sanità a livello europeo e non solo. In un mondo sempre più globalizzato è aumentata infatti la tendenza da parte delle persone a recarsi in nazioni estere con lo scopo di ottenere cure mediche. L’interazione tra l’industria della salute e quella del turismo ha contribuito a creare una nuova tipologia di offerta definita, dagli esperti e dai professionisti del settore, turismo sanitario. 

Cosa fa la Direttiva per garantire la mobilità dei pazienti?

In sostanza essa prevede che i cittadini anticipino i costi delle cure ricevute all’estero e successivamente ne chiedano il rimborso al proprio SSN. Con la Direttiva è possibile ottenere le stesse prestazioni che si riceverebbero nel proprio paese, potendo scegliere inoltre un fornitore di assistenza pubblico o privato, anche non convenzionato. Ne consegue che ogni cittadino ha la reale possibilità di individuare la struttura ritenuta più opportuna per il soddisfacimento delle proprie esigenze cliniche.

Per alcune tipologie di assistenza, tuttavia, può essere necessaria un’autorizzazione preventiva rilasciata dall’ASL di competenza. Tale autorizzazione è limitata alle cure che:

  • Comportano il ricovero per almeno una notte
  • Richiedono l’utilizzo di una struttura sanitaria o di apparecchiature mediche altamente costose
  • Comportano un rischio particolare per il paziente o la popolazione
  • Sono fornite da una struttura che suscita preoccupazione in merito a qualità o sicurezza dell’assistenza erogata.

La Direttiva non si applica all’assistenza di lunga durata, ai trapianti e ai programmi pubblici di vaccinazione.

A chi puoi rivolgerti?

Prima di recarsi all’estero è sempre bene prendere contatti con le Istituzioni competenti (per gli iscritti al SSN, l’ASL di appartenenza) per conoscere le procedure necessarie da seguire, anche in merito all’eventuale necessità di autorizzazione preventiva. La Direttiva ha inoltre previsto la creazione di un Punto di Contatto Nazionale, un concreto strumento a servizio dei cittadini per ottenere tutte le informazioni utili a facilitare l’accesso all’assistenza sanitaria transfrontaliera.

 

Per saperne di più sulle possibilità di ottenere cure nell’Unione Europea e per scrivere al Punto di Contatto Nazionale per l’Italia consulta a questo link l’apposita pagina sul sito del Ministero della Salute!

 

Laureata con lode in Marketing Management. Ha maturato esperienza nel campo della comunicazione e del marketing presso aziende operanti in diversi settori. Degree thesis research presso l’Instituto Interuniversitario de Investigación en Bioingeniería y Tecnología Orientada al Ser Humano (I3BH).

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