I 4 disturbi specifici dell'apprendimento riconosciuti in Italia
I 4 disturbi specifici dell'apprendimento riconosciuti in Italia

Federica Ambra Piacenza


Cosa sono i disturbi specifici dell'apprendimento? Quando si manifestano?

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) riguardano difficoltà inerenti alle specifiche abilità di scrittura, lettura e calcolo che il bambino acquisisce nei primi anni dello sviluppo (per un approfondimento sul processo di sviluppo si rimanda all’articolo Da bambino a preadolescente: le 5 fasi fondamentali per lo sviluppo). Generalmente, infatti, questi disturbi vengono individuati nei primi anni della scuola elementare.


Come è possibile riconoscerli?

Per ottenere la diagnosi è necessaria una certificazione (compiuta da psicologo, neuropsichiatra infantile e logopedista presso il Sistema Sanitario Nazionale o presso centri accreditati, a seconda della regione di residenza), rilasciata solo dopo un attento accertamento clinico. Grazie a questa, con l’entrata in vigore della legge 170/10, il bambino può ottenere delle misure dispensative e degli strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo. I genitori, infatti, possono richiedere alla scuola un percorso didattico personalizzato (PDP)


Quali sono quelli attualmente riconosciuti in Italia?

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) al momento riconosciuti in Italia dalla Legge 170/2010 sono:

1. DISLESSIA: La dislessia è la forma più citata e conosciuta. Non origina da difficoltà cognitive, psicologiche o sensoriali ma ha origine neurobiologica. Per questo, è innanzitutto importante accertarsi che le difficoltà non abbiano una causa psicologica scatenante (come ad esempio rifiuto scolastico del bambino, scarsa motivazione, bassa autostima) né siano legate a deficit della vista. Il bambino dislessico fatica a leggere e scrivere fluentemente e in maniera automatica. Sebbene riesca a svolgere il compito, ci impiega più tempo e necessita di maggiore attenzione; per questa ragione ne consegue spesso un aumento di distraibilità e maggiore stanchezza. Possono derivare anche difficoltà ortografiche, di comprensione del testo e lessicali. Quelli che possono sembrare “errori” caratteristici comportano l’inversione nell’ordine delle lettere o dei numeri (ad esempio 31-13 o scrivere B invece di P. Infine, a volte, il bambino stesso fatica a imparare serie ed elenchi e a distinguere le coordinate spazio-temporali (ad esempio le tabelline, i punti cardinali o l’ordine dei mesi).

2. DISGRAFIA: La disgrafia è legata maggiormente all’abilità di scrittura. La disgrafia implica una difficoltà nel tracciare e riprodurre lettere e numeri e può emergere quando il bambino sviluppa una propria grafia personalizzata. I testi dei bambini disgrafici appaiono poco leggibili, con disorganizzazione dello spazio e delle forme, comportando così una scrittura molto lenta e difficoltosa. È possibile lavorare sulla corretta grafia attuando piani personalizzati volti all’esercizio motorio e di coordinazione oculo-motoria.

3. DISORTOGRAFIA: Il bambino non rispetta la trasformazione linguaggio parlato-linguaggio scritto, pertanto vengono omesse o invertite sillabe, troncate parole o sostituiti grafemi. Può coesistere con questo DSA anche un disturbo del linguaggio. 

4. DISCALCULIA: La discalculia riguarda le competenze nell’automatismo di calcolo aritmetico e di elaborazione di numeri. Anche questo specifico disturbo non è dovuto da difficoltà cognitive o psicologiche. Il bambino fatica in matematica perché non riesce a riconoscere e denominare i simboli numerici o ad abbinare il numero che viene scritto o letto alla quantità effettiva. Allo stesso tempo, anche la risoluzione di problemi e di numerazione in ordine crescente o decrescente possono essere intaccate.

Le diverse tipologie di DSA possono comparire isolatamente o, più comunemente, in associazione tra loro o con altri disturbi evolutivi (una delle associazioni più frequente è con il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): un altro disturbo evolutivo che si manifesta prevalentemente attraverso scarsa attenzione, impulsività e iperattività).


Cosa ne comporta da un punto di vista scolastico?

Per i disturbi specifici dell'apprendimento non è previsto l’affiancamento dell’insegnante di sostegno ma possono comportare gravi difficoltà a livello di rendimento scolastico e di motivazione allo studio. Pertanto, richiedono l’intervento da parte degli adulti di riferimento per predisporre tempestivamente e adeguatamente il bambino all’apprendimento.






Data pubblicazione: 10 aprile 2018
Data ultimo aggiornamento: 12 settembre 2018

Dottoressa in Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia. La mia formazione è cominciata al Liceo Classico Beccaria, dove ho potuto approfondire una delle mie più grandi passioni: la letteratura. Ho poi frequentato il corso di laurea in Psicologia presso l’Università Bicocca di Milano, qui, mi sono laureata a pieni voti con una tesi sperimentale sul Binge Eating Disorder in adolescenza. Attualmente sto svolgendo il tirocinio professionalizzante all’abilitazione del ruolo di Psicologa presso un servizio pubblico di psicologia clinica. Sono inoltre iscritta ad un Master di Psicodiagnostica clinica e forense che frequento a Padova.


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