Diventare mamma: cosa aspettarsi quando si aspetta
Diventare mamma: cosa aspettarsi quando si aspetta

Ihealthyou Redazione, 27 febbraio 2017

Un’esperienza inaspettata quella della nostra gravidanza. Un'esperienza che non avevamo assolutamente messo in conto, almeno per ora, nonostante lo avessimo messo in conto per il futuro. Sorpresa e al tempo stesso terrore, quel terrore del “e adesso che faccio”. Eravamo più che altro spaventati non avendolo programmato e avendo due vite, se così si può dire, ancora da ragazzi.

"Che facciamo? Come affrontiamo la cosa? Come ci comportiamo?" Nonostante la paura, tutto ciò che di inaspettato ci stava accadendo e i sentimenti contrastanti, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di andare dal dottore del consultorio il quale senza peli sulla lingua disse: “Che cosa vuole fare? Vuole tenerlo o interrompere la gravidanza? In base alla vostra decisione ci sono due strade diverse da intraprendere”. Quando mi sono sentita dire questa cosa non avevamo assolutamente deciso cosa fare e come organizzarci. Non avevamo pensato proprio a nulla. Eppure spontaneamente, quasi d'istinto, ho risposto che non avrei assolutamente interrotto la gravidanza, che l’avrei continuata, portata avanti e non lo avrei mai fatto. Dopo le domande iniziali del caso, mi hanno fatto ascoltare il battito del suo cuoricino ed è stata la cosa più bella che abbia mai potuto provare. Nonostante fossi tanto spaventata quando ho sentito quel cuoricino battere mi sono commossa. Mi commuovo ancora se ci penso. È stato straordinario perchè li ho capito che c’era una vita dentro me stessa e non l’avrei mai potuta abbandonare o interromperla….avremmo fatto la sola unica cosa possibile da fare: l’avremmo fatta crescere e l’avremmo fatta nascere a prescindere da tutto quanto

Con il tempo, dopo averlo comunicato alle nostre famiglie con i pro e i contro del caso e le diverse reazioni a volte contrastanti, la gravidanza è stata vissuta con tranquillità (io sono una abbastanza tranquilla devo dire) e serenità. Oggi, grazie a tutte le informazioni disponibili, si sanno molte cose in più sulla prevenzione e sulle abitudini da intraprendere in gravidanza. Con tutte queste conoscenze messe a disposizione, con tutta la prevenzione fattibile ho vissuto la gravidanza con molta tranquillità, sebbene molti siano gli esami a cui bisogna sottoporsi e che ti fanno insorgere ansie, paranoie, preoccupazioni: “perché si deve fare questo esame? e se poi compare questa malattia? e se sta soffrendo? e se le trasmetto qualcosa? e se il peso non va bene?”. La mia fortuna è forse quella di riuscire a vivere le cose con tranquillità e questo mi ha portato ad affrontarla serenamente, senza stress. Forse solo un po' di stress durante quegli impegni che ti travolgono quando stai per diventare mamma e si diventa genitore. “Cosa compriamo? La cameretta come la scegliamo?” Insomma devi prepararti per bene, e la preparazione al parto è senza dubbio la parte più impegnativa del percorso, quella che ti fa sentire un po' sotto pressione. "Cosa dovrò portare in ospedale? Cosa posso avere? E se mi serve questo piuttosto che quest’altro? e se non ho tutto?" Un essere così piccolo ha bisogno di una serie infinita di cose. Piccole ma infinite. Aveva già cosi tante cose ancora prima di nascere. Sebbene sia stato impegnativo, organizzare il tutto per la nascita è stato divertente e al tempo stesso frenetico. Ognuno diceva la sua, opinioni diverse sulla carrozzina, sulla cameretta, sulle tutine, sulla necessità o meno di determinati accessori. 

Ecco, ora la piccola si è svegliata mentre raccontavo la nostra storia. Quanto è bella, è cresciuta tanto. Quando mi guarda e mi sorride è il momento più bello. Quando mi sveglio di notte per allattarla e capita che sono davvero super stanca e penso “uffa non puoi dormire un po’" lei poi mi sorride con quell’espressione innocente e smetto di pensare alla stanchezza, al fatto che mi tiene sveglia di notte per mangiare. Mi basta il suo sorriso

Quando penso alla gravidanza, penso a quanto fosse meraviglioso poter mettere al mondo una creatura. Abbiamo avuto l’opportunità della vita e noi in quel momento diamo a un’altra persona l’opportunità di vivere. È una cosa fantastica davvero. Hai l’opportunità di creare e dare la vita a un piccolo essere che sarà legato a te per sempre. Ed è bellissimo. 

Dopo il trambusto iniziale c’è stata la felicità. Con la persona che amo avrei avuto un figlio o una figlia e questo mi bastava, era quello che avevamo progettato per il futuro. Certo, forse è accaduto solo un po' prima, ma ne eravamo felici. Avremmo formato una famiglia. All’inizio non mi rendevo conto di essere incinta. Non si vedeva nulla dall’esterno e io non ho visto niente per i primi mesi. Non riuscivo davvero a realizzare concretamente quello che stava accadendo. Sentivo il cuore ma non era una cosa tangibile, sai una di quelle cose che tu tocchi, vedi e quindi realizzi che è vero.

Dopo il secondo mese, la pancia ha iniziato a gonfiarsi e non nascondo che mi dava un po' fastidio. Ci avevo messo tanto a farla diventare piatta e adesso si stava gonfiando, stava diventando rotonda. Non riuscivo a vedermi con la pancia. Non mi infastidiva il fatto che gli altri potessero vederla, mi infastidiva soltanto vedere il mio corpo cambiare, trasformarsi. Volevo essere magra prima della gravidanza. Prestavo attenzione alla linea, agli addominali e non accettavo la rotondità. Mi vergognavo di questa cosa. Non lo avevo detto a nessuno, neanche al mio compagno perchè mi vergognavo, sapevo che era una cosa folle. Dopo un po' di tempo ho smesso di pensarci. Veder crescere durante le visite e le ecografie quell’esserino dentro la mia pancia e formarsi, diventare grande, cancellava ogni mio pensiero. Era bellissimo. Contare i millimetri della sua crescita. Mi ricordo ancora che alla sua prima ecografia era 5,6mm. Ogni 12 giorni cresceva di qualche millimetro e pensavamo “o mio dio, ha preso 18 millimetri”. Per noi queste piccole crescite erano qualcosa di enorme, immenso, fondamentale. Sono queste le cose che vivi e ti creano dipendenza. Conoscere i progressi che fa il tuo piccino nella pancia ti rende davvero dipendente. Accresce sempre di più la voglia di conoscerlo, di sapere se sia maschio o femmina con tutti i retroscena e le credenze del caso.

Ci sono un sacco di metodi per saperlo: quello della luna, quello del mese, un metodo simpaticissimo della forchetta e del coltello. Lo conoscete? Praticamente consiste nel sedersi su una sedia che scegli a caso tra due sulle quali sono state poggiate rispettivamente una forchetta e un coltello con delle coperte. Se ti siedi sulla sedia con la forchetta è femmina. Se ti siedi su quella del coltello è maschio. Io mi sono seduta su quella della forchetta, eppure tutti gli altri sistemi e metodi dicevano che mio figlio sarebbe stato un maschietto.

Al 5 mese abbiamo scoperto che era una femminuccia. Ero con mia mamma durante quella visita e la dottoressa con enfasi ha esclamato: è una femminuccia. Premetto che non sarebbe cambiato nulla. Sarei stata super felice a prescindere, ma quando ha detto così ero al settimo cielo. Mamma mi strinse forte la mano. Mi commuovo ancora. Così come mi commuovo ancora quando penso alla prima volta in cui l’ho sentita.

Era il 20 Ottobre. Stavo dormendo e all’improvviso ho sentito un movimento nella pancia. Pensavo fosse aria. Poi capì che non lo era, ma era lei. Cominciai a parlarle: “ciao, ma sei tu”. Provai a muovere la pancia e lei si mosse ancora. Fu un attimo speciale. Da quel momento in poi abbiamo iniziato a parlarle, a giocare con lei. E io ad abituarmi ai suoi movimenti. Mi piaceva immaginala muoversi nella pancia, in che posizione stesse, se avesse il pollice in bocca, le gambe e le braccia incrociate o dietro la testa come se fosse in spiaggia. E mi divertivo un sacco quando aveva il singhiozzo….povera stella!

Un giorno mi resi conto che aveva imparato a riconoscere la voce del padre. Eravamo a tavola e il papà rispose al telefono. Quando risponde al telefono urla un po'. Appena rispose la piccola si mosse. Pensai: “vuoi vedere che si è mossa perchè ha sentito la voce del padre?”. Così abbiamo fatto alcuni esperimenti, e l’esperimento portò i suoi frutti. Quando lui alzava la voce, la piccola si muoveva. Meraviglioso. È stato bellissimo. Non vi dico la gioia del papà. Si sa, noi donne viviamo la gravidanza in prima persona perchè portiamo in grembo quel cucciolo che nascerà. Sentiamo tutto, viviamo tutto. Mentre i papà a volte passano in secondo piano perchè possono viverla con altri modi esterni, dal di fuori. Il fatto di aver potuto condividere con lui questa sensazione ci rendeva davvero felici. Era un momento tutto nostro. Noi tre e nient’altro. Quando il papà ha iniziato a sentire i suoi movimenti (all’inizio non riusciva e a me dispiaceva tanto, mi sentivo quasi in colpa per il fatto che solo io potessi sentirla) si è commosso.

Durante la gravidanza ho letto molti libri scoprendo che tutto quello che facevo, ascoltavo, provavo, mangiavo e assaporavo lo trasmettevo alla piccola. Così ho cominciato a mangiare speziato, come piace a me, per avvicinarla a quei sapori, ad ascoltare musica classica per lo sviluppo psicofisico e a suonare la chitarra per trasmetterle le vibrazioni e il ritmo. Sperando che abbia il ritmo nelle vene come la sua mamma.

Il momento più strano è arrivato quando ho cominciato a pensare che sarebbe nata, l’ultimo mese, immaginavo e pensavo solo a quello. A quando sarebbe successo e poi….e se mia figlia non fosse stata bella? Ok, ogni scarrafone è bello alla mamma sua, dicono. Ma il pensiero c’era. E quando è nata….era la più bella bambina che avessi mai visto e basta. Contava solo quello. Sebbene la nascita sia avvenuta in maniera….inaspettata.

Quando si sono rotte le acque è stato davvero divertente. Un’esperienza che abbiamo vissuto in tanti: genitori, amiche, zie, parenti, amici. È stato divertente il modo in cui è successo. Non ce lo aspettavamo! Ma da quel momento tutti i pensieri hanno iniziato a ruotare attorno alla nascita della bambina. Avendo scelto il nome già da prima della nascita avevamo cominciato a chiamarla. Il papà le dava i baci, le raccontava tante storie. Ci risponderà? Starà parlando anche lei? È stato surreale. Le cose sarebbero cambiate. L’ho portata nella pancia per nove mesi e poi tutto ad un tratto sarebbe nata. Eravamo eccitati all’idea di vederla. Non vedevamo l’ora. Il parto non mi spaventava per niente, nonostante i racconti sul dolore, i video e le esperienze di altre persone. Volevamo solo vederla e abbracciarla forte. Volevamo averla tra noi e avere la nostra famiglia al completo. Era il traguardo di un percorso, la fine di una prima fase e l’inizio di una nuova vita.

All’inizio sei solo tu, pensi solo alle tue cose. Dopo inizi a pensare a un’altra vita. Tutto cambia, tu non sei più nulla, non comandi più, passi in secondo piano perchè metti al primo posto lei. Inizi a prenderti cura di un piccolo essere che è frutto di un amore. Mi fermavo a guardala e mi commuovevo. Appena è nata l’ho sentita piangere immediatamente, me l’hanno messa sul petto e io e il papà abbiamo abbracciato nostra figlia. Ci siamo messi a piangere insieme. È una gioia infinita, una gioia che non ho mai provato prima nella vita. È la gioia più bella del mondo. Avere una figlia, un figlio in generale è davvero la cosa più bella del mondo. Cambia tutto. Metti al primo posto il bene e l’amore che provi per tuo figlio e fai di tutto affinché possa star bene e vivere bene. Ora sono qui che la guardo mentre dorme e la amo e penso: va benissimo così! La vedi crescere e cambiare giorno per giorno. E la gioia di vedere la creatura a cui tu hai dato la vita ti riempie il cuore. 

 

Giusy

 

PS: Consigli per le neomamme? Viverla serenamente e senza ansie perchè trasmetti tutto anche a loro in pancia. Viverla insieme il più possibile, anche perchè è un periodo unico e speciale. È un inno alla vita la gravidanza. Alla fine pensi solo alle cose belle (almeno è così per noi) perchè l’idea di sentire tuo figlio e sentire il pianto quando nasce dopo i nove mesi in pancia è la gioia più grande. E non ci sono cose negative. Appena lo prendi tra le tue braccia spariscono tutte! Tu ce l’hai tra le braccia e tutto diventa tranquillo, fattibile, sopportabile….straordinario! Ah un ultimo consiglio: mettere i neonati sul petto aiuta a calmarli perchè loro riconoscono il tuo battito e il tuo odore. Quindi, fatelo!

 

 

Le opinioni espresse fanno fede al solo punto di vista di chi racconta le storie. Ci riserviamo di riportarle per dovere di cronaca.

 

Ihealthyou Redazione
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