Giornata Mondiale per la lotta contro la SLA
Giornata Mondiale per la lotta contro la SLA

Ihealthyou Redazione, 01 giugno 2017

 

Il solstizio d'estate (21 giugno) è la data scelta per celebrare il tutto il mondo la giornata mondiale dedicata alla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Conosciuta anche come Morbo di Lou Gehrig, Malattia di Charcot o malattia del motoneurone, è una malattia neurodegenerativa che interessa le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale, i motoneuroni.

Con la comparsa della SLA queste cellule, adibite al trasporto del segnale nervoso dal cervello al midollo spinale, degenerano lentamente fino a morire. La patologia comporta una perdita progressiva della forza muscolare, che termina con l’impossibilità di deambulare autonomamente e di muoversi senza un supporto esterno.

La caratteristica più drammatica di questa condizione è che i motoneuroni non sono coinvolti nelle funzioni cognitive o sensoriali: pertanto chi è colpito dalla SLA, non perde la capacità di pensare e di rapportarsi con gli altri, ma resta imprigionato in un corpo che è destinato all’immobilità.

In Italia oltre 6000 pazienti sono affetti da questa condizione, che si manifesta genericamente tra i 60-65 anni, con un’incidenza maggiore negli uomini rispetto alle donne.

Le cause della Sclerosi Laterale Amiotrofica non sono ancora state identificate con certezza, ma da studi recenti pare che il fattore genetico sia preponderante, forse in concomitanza con altri fattori tossico-ambientali (non ancora confermati).

Gli studi e i trial clinici per questa patologia sono ancora in fase sperimentale: non esistono farmaci che consentano di guarire dalla malattia, ma solo di rallentarne gli effetti psicofisici. Con l’adeguato supporto medico, il paziente prende progressivamente coscienza dei cambiamenti nel suo corpo e cerca di adattarsi al meglio alla nuova condizione di degenza.

Quest’anno la giornata mondiale ha come tema “Cheers to a world free of ALS/MND”: un invito a brindare ad un mondo libero dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Ricercatori, volontari, medici, infermieri, malati di SLA e loro amici famigliari alzeranno i calici alla ricerca nel settore, ai miglioramenti in ambito assistenziale e alle nuove terapie, affinché un giorno sia possibile dire.” Ho avuto la SLA, ma sono guarito!”.

Esistono oggi in tutta la penisola italiana centri di ascolto, dove psicologi e neurologi sono incaricati di chiarire la situazione e le conseguenze a pazienti e familiari che, con una corretta presa in carico della situazione, potranno consentire al loro caro di vivere al meglio delle sue capacità.

 

Sul nostro sito, nella sezione Centri Specialistici, potrete ricercare i centri medici che si occupano della diagnosi e cura di questa malattia.

Ihealthyou Redazione
Commenti