L’eritema cheratolitico invernale: che cos'è e come si presenta?


L’eritema cheratolitico invernale costituisce una forma rara di disturbo cutaneo, caratterizzata da desquamazione ed eritema ricorrente sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi, con un’estensione delle lesioni che varia a seconda della stagione (con il freddo le ferite diventano più gravi e meno localizzate).
Le lesioni dell’epidermide colpiscono il dorso delle mani e dei piedi e gli spazi tra le dita, ma talvolta possono interessare anche la parte inferiore delle gambe, le ginocchia e le cosce. L’eritema costituisce un problema cutaneo estremamente comune, specialmente durante l’estate, è solitamente molto frequente nelle persone con pelle chiara ed è in genere causato dall’esposizione prolungata al sole. In questo caso tuttavia si tratta di un fenomeno infiammatorio spontaneo molto raro, per cui non bastano le solite creme lenitive rinfrescanti o le protezioni solari per contrastare i raggi ultravioletti (UVB e UVA).


Sintomi e cause dell’eritema cheratolitico invernale

L’eritema cheratolitico invernale è una rara patologia di origine genetica a trasmissione autosomica dominante: inizialmente era stata osservata solo in alcune famiglie del Sud Africa di discendenza francese o tedesca, dove, a causa dell’effetto del fondatore (un processo che determina una perdita parziale della variabilità genetica in una nuova popolazione che si sviluppa a partire da un piccolo numero di individui provenienti da una più ampia e che è causato da un prolungato periodo di isolamento da quella di origine) conosceva un’incidenza piuttosto elevata, 1 caso su 7000 nascite. Il gene responsabile è stato individuato sul cromosoma 8 (8p22- p23). Le caratteristiche forme di infiammazione possono essere precedute da iperidrosi (eccessiva sudorazione) delle zone interessate e sensazione di prurito localizzato. L’eritema è spesso inoltre associato a lesioni vescicolari, asciutte, superficiali, che spesso vanno incontro a desquamazione o ad arrossamento residuo. Il fenomeno si ripete ciclicamente per alcune settimane, lasciando l’epidermide intatta nei periodi di pausa. Un fattore scatenante o aggravante viene rappresentato dal clima freddo e secco, ma a questo possono aggiungersi anche febbre, stress e ciclo mestruale, mentre gravidanza e senilità possono alleviare i sintomi.

Come diagnosticare l’eritema cheratolitico invernale

Per accertare la diagnosi di eritema cheratolitico invernale si consiglia di richiedere un esame istologico (che mostra ipercheratosi, paracheratosi, assenza dello strato granuloso, edema cellulare) e una biopsia cutanea, diretta a evidenziare spongiosi epidermica (processo patologico per cui lo strato spinoso dell'epidermide è imbibito di siero) e le relative fissurazioni nello strato corneo con successiva ricrescita.

Che terapie esistono per contrastare l’eritema cheratolitico invernale?

Nonostante l’assenza di un rimedio ritenuto universalmente efficace, non è consigliato ricorrere una terapia topica a base di farmaci contenenti cortisone, retinoidi, cheratolitici e steroidi. Questa cura ha infatti dimostrato di poter aggravare la dermatosi.