L'epatite virale acuta C è sostenuta da un virus RNA, contagioso come e quanto il virus B. Questa forma di epatite è quella che, oggi, più facilmente viene riconosciuta nei soggetti politrasfusi e in coloro che, in passato, si sono sottoposti a interventi chirurgici o a trattamenti odontoiatrici, quando ancora non era stato identificato il virus e non erano quindi disponibili efficaci mezzi di prevenzione del contagio. Le modalità di trasmissione e i soggetti a rischio sono, in linea di massima, gli stessi dell'epatite virale B, benché non siano ancora stati definitivamente chiariti. Più frequentemente, tuttavia, decorre in maniera asintomatica. L'evoluzione verso una forma cronica sembra - anche per questi motivi - molto frequente e l'esito in cirrosi appare, qui, proporzionalmente ancora più probabile di quanto avvenga per la forma da virus B. È segnalata anche una maggior incidenza di degenerazione neoplastica. L'alcol è assolutamente da eliminare nei soggetti portatori di virus C in quanto è in grado di aumentare la replicazione del virus