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    A

  • Aberrometria

    L’aberrometria è un esame diagnostico che consente di valutare oggettivamente la qualità della vista e di studiare la presenza di aberrazioni oculari.

  • Ablazione della fibrillazione atriale

  • Aborto

  • Abrasioni

    Lesion siuperficiali della cute o delle mucose, provocate solitamente da un trauma che colpisce superificialmente la superficie cutanea.

  • Abusi e/o dipendenze di psicostimolanti

  • Acalasia

    Manifestazione morbosa degli sfinteri, che per eccesso di tono muscolare impediscono il passaggio di quanto normalmente vi transita.

  • Acalasia esofagea

    È un disturbo lentamente progressivo, in cui il cibo deglutito non raggiunge lo stomaco, ma rimane nelll'esofago e viene poi rigurgitato. Alla diagnosi si arriva eseguendo radiografie con pasto opaco, che evidenziano la stasi del solfato di bario nelll'esofago. La terapia è sia medica (calcioantagonisti), sia chirurgica (dilatazione forzata con palloncino, sezione della muscolatura della parte più bassa dell'esofago, resezione esofagea).

  • Aceruloplasminemia congenita

    L'aceruloplasminemia (aCP) e una malattia ereditaria a trasmissione autosomica recessiva del metabolismo del ferro per assenza della ceruloplasmina secondaria ad una mutazione del gene ceruloplasmina localizzato nel cromosoma 3, senza alterazione del metabolismo del rame.

  • Acidemie organiche e acidosi lattiche primitive

  • Aciduria glutarica

    La acidemia glutarica è una malattia metabolica causata dalla carenza congenita dell'enzima glutaril-coenzima A deidrogenasi.

  • Aciduria idrossiglutarica

    L'aciduria idrossiglutarica fa parte di un gruppo di malattie neurometaboliche con ampio spettro clinico, che varia dai segni neonatali gravi alle forme progressive e ai casi asintomatici, caratterizzati, a livello biochimico, da un aumento dei livelli di acido 2-idrossiglutarico nel plasma, nel liquido cefalorachidiano e nelle urine.

  • Acne

    Infiammazione cronica dell'apparato pilo-sebaceo. Sul piano clinico è caratterizzata da manifestazioni variabili: comedoni, pustole, papule, ascessi, cicatrici. Se ne distinguono diverse varietà in base a sede, età di insorgenza, aspetto clinico e decorso. L'acne volgare o giovanile è la forma più frequente: di norma insorge durante la pubertà e tende a risolversi spontaneamente entro i 20-25 anni di età. Le sedi maggiormente colpite sono il volto, il dorso, la regione medio-toracica anteriore.

  • Acondroplasia

    Malattia ereditaria che consiste in un difetto di accrescimento delle ossa e delle cartilagini di accrescimento: causa nanismo con arti brevi e alterazioni scheletriche. I segni sono: nanismo, arti corti, naso piccolo, cranio voluminoso. L'intelligenza è normale, come la vita media. È una malattia trasmessa geneticamente per mutazione del corredo cromosomico: la probabilità di avere più di un figlio affetto da acondroplasìa è in rapporto all'età avanzata del padre.

  • Acrodermatite enteropatica

    Malattia ereditaria di cui non è ancora nota la causa, è tipica dell'infanzia. È caratterizzata da alopecia e da lesioni cutanee, chiazze eritematosquamose o bolle, che si localizzano agli arti, ma anche agli occhi, ai genitali, intorno alla bocca; inoltre causa diarrea, ritardo della crescita e deficit dell'immunità cellulare, con frequenti infezioni respiratorie e intestinali, provocate soprattutto da Candida albicans.

  • Acromegalia

    Malattia endocrina causata da un adenoma dell'Ipofisi anteriore (adenoipofisi), che provoca un eccesso di produzione dell'ormone della crescita. L'eccesso di ormone provoca importanti alterazioni somatiche e metaboliche, come: allungamento e allargamento osseo e cartilagineo, evidente soprattutto agli arti e al volto, cui seguono deformità estetiche e sintomi dolorosi, abnorme crescita dei tessuti molli con aumento di volume degli organi e compromissione degli apparati cardiocircolatorio, respiratorio e digerente. Inoltre, sono spesso presenti alterazioni del metabolismo glicidico di varia gravità, dalla resistenza all'insulina fino al diabete mellito. La malattia ha un decorso lento, dell'ordine di anni, e insorgenza subdola: ciò porta quasi costantemente a un ritardo di diagnosi, che può compromettere la radicalità della terapia.

  • Actigrafia

    L'actigrafia è una semplice metodica che permette un monitoraggio protratto della condizione di movimento (veglia) e di marcata riduzione di movimento (sonno) e rappresenta un indice sufficientemente oggettivo del ritmo sonno-veglia.

  • Acufeni

    Sensazioni uditive soggettive, che consistono per lo più in fischi, soffi, ronzii, percepiti in assenza di stimoli sonori esterni.

  • Acufenometria

    È un esame che serve a misurare la frequenza e l'intensità dell'acufene, in particolare il tono del distrubo percepito dal paziente.

  • Adattometria

    Tecnica diagnostica per determinare la soglia di sensibilità luminosa della retina nell'adattamento al buio, cioè il tempo occorrente perché si percepisca la luce dopo che l'occhio è stato abbagliato.

  • Addestramento alle abilità sociali e della vita quotidiana

  • Addestramento all’uso degli ausili ortopedici

  • Addominoplastica

  • Adenoidectomia

  • Adenoiditi

    Processi infiammatori acuti o cronici, a carico delle adenoidi. L'adenoidite acuta, spesso associata a disturbi della tonsilla palatina, si manifesta con febbre, respirazione per via orale, rinopiorrea, otodinia e reazione linfonodale latero-cervicale. La terapia è a base di antibiotici e sulfamidici.

  • Adenoma epatico

    È una formazione tumorale benigna epatocellulare relativamente rara che si riscontra più frequentemente nelle donne nella loro terza e quarta decade di vita. Il rapporto femmine/maschi è circa di 10:1. L’insorgenza dell’adenoma epatico è risultata associata all’uso di contraccettivi orali e si è progressivamente ridotta grazie all’introduzione nella pratica clinica di pillole contenenti modeste quantità di estrogeni. Negli uomini invece l’insorgenza di adenomi epatici è più frequentemente riconducibile all’assunzione di steroidi anabolizzanti.

  • Adenomi dell’ipofisi

  • Adenomi ipofisari

  • Adenomia

  • Adrenoleucodistrofia

    L’adrenoleucodistrofia (ALD) è una patologia rara e poco conosciuta, provocata da un difetto genetico nel cromosoma X. Può essere trasmesso dalla madre ai figli; colpisce gli uomini, mentre le donne che ereditano la mutazione sono portatrici sane.

  • Aerosol terapia

    Trattamento terapeutico effettuato mediante aerosol. Largamente usato nella cura delle affezioni delle vie respiratorie (asma, bronchiti acute o croniche, bronchiettasie, sinusiti nasali e paranasali, faringiti, laringiti).

  • Afasia

    Alterazione della capacità di comprendere e usare i simboli verbali, cioè di tradurre le parole in pensiero e viceversa, causata da patologie neurologiche. È classicamente distinta in afasìa di comprensione e afasìa motoria, conseguenti a lesioni di aree cerebrali circoscritte.

  • Affezioni della pleura e del pericardio

  • Afibrinogenemia

    Malattia congenita molto rara, dovuta a difetto di sintesi del fibrinogeno. La malattia si caratterizza per il carattere emorragico, che spesso si manifesta alla nascita con sanguinamento dal cordone ombelicale. I sintomi sono: epistassi, sanguinamenti gengivali, abbondante sanguinamento da piccole ferite, con lenta e imperfetta cicatrizzazione.

  • Aftosi

    Patologia a carico della mucosa orale e genitale, caratterizzata da afte recidivanti. Fattori scatenanti frequentemente riscontrati sono: traumi locali, ingestione di alcuni cibi e stress psichici. Esistono diverse forme di aftosi: la più frequente è l'afta recidivante della bocca, che si manifesta a tutte le età, più caratteristicamente nei bambini. La lesione tipica è rappresentata dall'afta generalmente di piccole dimensioni, superficiale, localizzata alla lingua, alle guance, al pavimento della bocca.

  • Agoaspirato

  • Agobiopsia

  • Agobiopsia linfonodi

    Prelievo di un frammento di tessuto dei linfonodi, eseguito con la tecnica dell'agoaspirato e con l'ausilio dell'ecografia.

  • Agobiopsia lingua

  • Agobiopsia orbitaria

    Prelievo di un frammento di tessuto dell'orbita,la struttura che accoglie,protegge e collega l'occhio al resto dell'organismo.

  • Agobiopsia renale

  • Agobiopsia tiroide

    L’agobiopsia della tiroide è una procedura diagnostica eseguita mediante la puntura della tiroide con un ago attraverso il quale vengono prelevati campioni di cellule della tiroide da esaminare al microscopio.

  • Agopuntura

    Metodo terapeutico che, basandosi su alcuni principi filosofici e su particolari nozioni anatomofisiologiche, tende, mediante l'infissione transcutanea di aghi, a prevenire e a risolvere gli stati morbosi. Oltre all'infissione, l'agopuntura come dottrina terapeutica riconosce l'uso di pressioni digitali, di punture superficiali e di leggere cauterizzazioni, tutte manovre che vengono praticate sui meridiani seguendo sempre i principi teorici cui si è accennato.

  • Agorafobia

    Paura patologica di trovarsi in luoghi e ambienti aperti o pubblici. È la più comune delle forme fobiche, induce infatti il soggetto a evitare di attraversare piazze, strade, prati aperti ecc. Nei casi più gravi può derivarne una limitazione per le attività dell'individuo, che rimane quasi sempre in casa o esce solo se accompagnato.

  • Albinismo

    Anomalia congenita ed ereditaria, caratterizzata da mancanza di pigmento nella pelle, nei capelli, nei peli e negli occhi. È causata dall'assenza della tirosinasi, indispensabile per la sintesi della melanina. Il soggetto albino presenta cute sottile e rosata, capelli e peli finissimi di colore bianco o giallo dorato. L'albinismo si accompagna in genere a deficit visivi e da una notevole sensibilità alla luce solare e predisposizione a neoplasie della cute.

  • Alcaptonuria

    Malattia ereditaria dovuta alla carenza dell'enzima omogentisinico-ossidasi, che determina l'accumulo di specifici pigmenti detti alcaptoni. I segni caratteristici sono: aspetto bruno-azzurro della pelle, evidente sulla punta del naso, sulle orecchie, negli occhi e raramente artropatie diffuse. Il riconoscimento dell'alcaptonuria è facilitato dalla presenza degli alcaptoni nelle urine, che si presentano di colore scuro e diventano nere se esposte alla luce. L'alcaptonuria non è grave e non incide sulla durata media della vita.

  • Alcolizzazioni

    Terapie attuate mediante iniezione di piccole quantità di alcol etilico in prossimità di gangli o tronchi nervosi, allo scopo di ottenere un effetto analgesico.

  • Alcool

  • Algie croniche

    Dolorei localizzati, perlopiù senza alterazioni evidenti della regione interessata, ciclicamente ricomparsi.

  • Algie orofacciali

  • Algodistrofia

    Sindrome dolorosa degli arti, legata a fenomeni circolatori. È accompagnata da disturbi neurovegetativi, con alterazioni trofiche dei tessuti. È spesso legata a fatti traumatici, ma anche a disturbi della circolazione coronarica o a malattie nervose.

  • Alimentazione e metabolismo

    DIMMI COSA MANGI E TI DIRÒ CHI SEI

    L'alimentazione incide sulle condizioni generali di salute, sul buon funzionamento del nostro corpo e sul benessere psico-fisico complessivo. Pertanto è importante adottare uno stile di vita semplice ed quilibrato basato su un'alimentazione sana e nutriente, in grado di apportare e fornire al nostro organismo l'energia giusta e tutto quello di cui ha bisogno per svolgere le sue funzioni quotidiane. La somma dell'energia minima utilizzata da un organismo a riposo per svolgere i processi fisiologici dell'organismo stesso (es. funzioni virali come la respirazione, l'attività cerebrale, ecc) è rappresentata dal metabolismo basale, pari circa al 75% del dispendio totale di energia. Con il passare degli anni diminuisce dell'8% circa ogni dieci anni. Tale riduzione varia da persona a persona e in relazione alla pratica regolare di attività fisica che viene svolta. Il metabolismo basale è generalmente più alto nell'uomo rispetto alla donna. 

    L'energia utile all'organismo è contenuta nel cibo. Per questo è importante prestare attenzione alla propria alimentazione! Un’alimentazione scorretta può provocare numerosi squilibri e divenire uno dei maggiori fattori di rischio per numerose malattie.

     

     

  • Allenamento gruppi muscolari selezionati

    Attività di tipo psicofisico attraverso la quale l'organismo riesce a produrre prestazioni ai livelli più elevati delle sue possibilità fisiologiche.

  • Allenamento muscoli arti inferiori

    Attività di tipo psicofisico attraverso la quale l'organismo riesce a produrre prestazioni ai livelli più elevati delle sue possibilità fisiologiche.

  • Allenamento muscoli arti superiori

    Attività di tipo psicofisico attraverso la quale l'organismo riesce a produrre prestazioni ai livelli più elevati delle sue possibilità fisiologiche.

  • Allenamento muscoli respiratori

    Attività di tipo psicofisico attraverso la quale l'organismo riesce a produrre prestazioni ai livelli più elevati delle sue possibilità fisiologiche.

  • Allergia a veleno di insetti

    Per allergia al veleno di imenotteri si intende una reazione esagerata alla loro puntura. È dovuta a una sensibilizzazione allergica verso alcune componenti del veleno iniettato dall'insetto ed è importante riuscire a distinguere una reazione normale da una allergica.

  • Allergia e intolleranza ad alimenti e additivi

  • Allergie

    Disturbi del sistema immunitario caratterizzat da uno squilibrio della reattività immunologica, che determinano reazioni anomale al contatto con determinate sostanze (allergeni). L'allergia è in parte determinata geneticamente attraverso il contributo di più geni, in parte determinata dall'ambiente. Il sistema immunologico è in grado di riconoscere le sostanze extracorporee innocue, che vengono ignorate, da quelle potenzialmente dannose. In presenza di elementi estranei che vanno allontanati, come batteri e virus o tossine, il sistema immunitario si attiva ed elimina gli agenti dannosi per mezzo di anticorpi o linfociti citotossici. Questa reazione comporta una reazione infiammatoria iniziale che si spegne rapidamente. Nel soggetto allergico invece, il sistema immunitario reagisce contro sostanze che non sono necessariamente dannose, e che non suscitano alcuna reazione nel soggetto non allergico. Questa reazione anomala - detta appunto allergica - è accompagnata da un'infiammazione vivace e prolungata, che segna le caratteristiche cliniche di tali reazioni.

  • Allergie e sistema immunitario

    LO SAPEVI CHE...

    L'organismo, attraverso il sistema immunitario, con la formazione di sostanze difensive detti anticorpi, ha la capacità di reagire alla penetrazione di agenti esterni patogeni e di tossine. Gli anticorpi vengono prodotti da sostanze chiamate antigeni. Il sistema immunitario, per sua natura, è composto da cellule dette immunocompetenti, le quali in presenza di sostanze nocive ed estranee all'organismo mettono in atto una risposta immunitaria. Queste cellule sono sia sparse nell'organismo che organizzate in organi linfatici primari come il midollo osseo e il timo e in organi linfatici secondati come i linfonodi, la milza, le adenoidi, le tonsille e l'appendice cecale.

    Le allergie sono risposte anormali del sistema immunitario nei confronti di una o più sostanze che normalmente non sono dannose per gli individui. Si tratta, infatti, di un risposta difensiva esagerata da parte del sistema immunitario. Le allergie possono essere provocate da quasi tutto ciò che tocchiamo, inghiottiamo o respiriamo e tali sostanze vengono definite allergeni. Le manifestazioni più frequenti e tipiche delle allergie sono: sternuti, naso chiuso, occhi arrossati, lacrimazione, respirazione affannosa, pruriti, gonfiori ed eruzioni cutanee. 

  • Allergologia

  • Alluce rigido

    L’artrosi primaria o secondaria dell’articolazione metatarso falangea del primo raggio. Caratterizzato da scarsa mobilità dell’articolazione associata a dolore e spesso alla presenza di osteofiti dorsali tra la testa del primo metatarso e la base della falange prossimale che rendono difficile il movimento di estensione dell’alluce durante la camminata.

  • Alluce valgo

    Deformazione dell'alluce che risulta deviato verso le altre dita. È per lo più dovuto a difetto costituzionale, ma può essere provocato o aggravato anche da calzature inadeguate alla fisiologia del piede.

  • Alluce valgo dell’adulto e giovanile

  • Alopecia

    Assenza totale o parziale di peli e capelli, che può essere transitoria o permanente. È determinata da cause di natura congenita o acquisita.

  • Alterazione asse ipotalamo-ipofisi

  • Alterazioni congenite del metabolismo del ferro

  • Alterazioni congenite del metabolismo delle lipoproteine

  • Alterazioni elettrolitiche

  • Alzheimer

  • Amartoma

    Malformazione congenita dovuta a un'anormale mescolanza di elementi costitutivi normali del tessuto.

  • Amaurosi congenita di leber

    Perdita transitoria o permanente della vista, non causata da lesioni dell'occhio. Dipende da patologie che interessano il cervello, il nervo ottico o la retina.

  • Amaurosi congenita di leber (acl)

  • Ambliopia

    Diminuzione dell'acuità visiva, in mancanza di alterazioni anatomo-patologiche delle membrane oculari. Le cause più frequenti sono lo strabismo, i difetti di rifrazione di grado elevato e il nistagmo congenito.

  • Amebiasi

    Parassitosi determinata dalla colonizzazione dell'organismo da parte del protozoo Entamoeba histolytica, che può rimanere allo stato silente, determinare infezione del tratto intestinale (infezione amebica) o invadere altri organi dopo aver superato la parete intestinale (malattia amebica).

  • Amenorree

    Assenze del flusso mestruale. Nel caso non compaia entro i 16 anni di età, si parla di amenorrea primaria, che può essere dovuta a malformazioni anatomiche, a lesioni ipotalamiche o ipofisarie. Dopo tre mesi di sospensione del ciclo si parla di amenorrea secondaria, dovuta a disfunzioni ormonali o a malattie generali.

  • Amiloidosi primarie e familiari

    MalattiE determinatE dall'accumulo di amiloide nei tessuti, specie intorno ai vasi sanguigni e linfatici. Il deposito di tale sostanza può essere localizzato e non provocare alcun sintomo, ma a volte può essere tanto diffuso da interessare più organi, che aumentano di volume e non sono più in grado di funzionare normalmente. Esiste una forma primaria di amiloidosi e diverse forme conseguenti ad altre malattie: primaria, associata a mieloma multiplo, secondaria a malattie infettive croniche, a malattie infiammatorie o associata a tossicodipendenza; c) diverse forme associate a malattie ereditarie; forme localizzate, o una forma associata all’invecchiamento, infine una forma associata all'emodialisi. I sintomi della malattia sono molto variabili in relazione agli organi principalmente coinvolti. L'interessamento dei reni, di solito grave e non reversibile, conduce a una progressiva riduzione della loro funzione di depurazione, che si manifesta con un graduale aumento dell'azotemia. Il fegato è spesso interessato, anche se i segni di alterata funzione epatica sono di solito lievi e tardivi. Il coinvolgimento del cuore si manifesta con sintomi di insufficienza cardiaca, cardiomegalia e aritmie di diverso tipo. Una delle manifestazioni più caratteristiche, specie dell'amiloidosi primaria, è il coinvolgimento della pelle. Placche rilevate compaiono, specie alle ascelle, all’inguine, alla regione perianale, su braccia e collo; spesso è interessata anche la lingua

  • Amiotrofia monomelica

    Atrofia muscolare, diminuzione fino alla scomparsa della massa muscolare, per riduzione numerica delle fibrocellule muscolari, associata a riduzione dell'energia contrattile; consegue a malattie dei muscoli, delle cellule nervose che li innervano, o a prolungata immobilizzazione.

  • Amiotrofia neuralgica ereditaria

    L'amiotrofia nevralgica (NA) è una malattia rara del sistema nervoso periferico, con comparsa improvvisa di dolore acuto agli arti superiori, seguito da rapida debolezza, atrofia motoria multifocale e lenta remissione, che può durare mesi-anni. Ha una forma idiopatica (INA o sindrome di Parsonage-Turner) e una ereditaria (HNA).

  • Amniocentesi

    Intervento di prelievo del liquido amniotico che permette di valutare le caratteristiche del corredo cromosomico del feto.

  • Analisi computerizzata della deambulazione (gait analysis)

  • Analisi dei geni presenilina 1 e presenilina 2

  • Analisi del cammino

  • Analisi del gene app

  • Analisi del gene c9orf72

  • Analisi del gene g6pd

    L'analisi del gene G6PD riguarda la ricerca del gene portatore del deficit di G6PD o favismo, ossia una condizione determinata dalla carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD), importante in una via metabolica minore del glucosio. Questa via metabolica è uno dei modi in cui l’organismo utilizza il glucosio disponibile, ed è importante soprattutto nei globuli rossi maturi per proteggere la membrana cellulare dai danni ossidativi causati da numerosi farmaci e sostanze.

    Il deficit di G6PD è definito una condizione farmacogenetica: i sintomi della malattia si manifestano, nella maggioranza delle persone affette, solo in seguito all’esposizione a fattori scatenanti, quali ingestione di fave (da cui il nome favismo), ma anche digiuno, infezioni, somministrazione di alcuni farmaci (ad esempio aspirina, antimalarici, sulfamidici). Un numero ristretto di pazienti mostra costantemente i sintomi della malattia.

  • Analisi del gene mapt (tau)

  • Analisi del gene pgrn

  • Analisi del gene prnp

  • Analisi del genotipo apoe

  • Analisi del liquido sinoviale

  • Analisi di mutazione del dna

  • Analisi dianometrica

    Esame che valuta la capacità di contrazione e di forza dei muscoli degli arti e/o del tronco. La dinamometria è una delle tecniche più comuni per valutare la forza massima di un muscolo o di un'articolazione (ad esempio il ginocchio).

  • Analisi dinamometrica arto

  • Analisi mutazione geni

  • Analisi osteometabolica

  • Anatomia patologica

  • Anatomia, biologia e genetica

    COSA CI RENDE QUELLO CHE SIAMO

    La genetica è la scienza che studia il modo in cui gli organismi viventi ereditano le caratteristiche (chiamate tratti) dai loro antenati e le trasmettono di generazione in generazione. I caratteri ereditari corrispondono, quindi, a precisi tratti di DNA, detti geni, che contengono le informazioni per la sintesi delle proteine. Ciascun gene occupa nel cromosoma una determinata posizione detta locus (plurale loci) secondo un ordine lineare ben preciso, caratteristico per ogni specie. Nelle cellule sono presenti 46 cromosomi, distribuiti in 23 coppie omologhe che formano il corredo genetico di una persona. 

     

  • Andrologia

  • Andrologia

  • Anemia

    Condizione patologica caratterizzata dalla diminuzione della massa dei globuli rossi al disotto dei valori considerati normali. Nella pratica medica l'anemìa è definita dalla riduzione della quantità di emoglobina, o del valore dell'ematocrito (percentuale di globuli rossi in un campione di sangue dopo centrifugazione), o di entrambi.

  • Anemia a cellule falciformi

    Malattia emolitica che produce tre sintomi acuti: grave anemia, gravi infezioni batteriche e accidenti ischemici vaso-occlusivi (AVO), secondari alla incompatibilità del transito dei globuli rossi drepanocitici nei piccoli vasi. Possono insorgere varie complicanze.

  • Anemia di blackfan-diamond

  • Anemia di fanconi

    L'anemia di Fanconi (FA) è un difetto ereditario della riparazione del DNA, con pancitopenia progressiva, insufficienza del midollo osseo, malformazioni congenite variabili e predisposizione ai tumori ematologici o solidi.

  • Anemia diseritropoietica congenita

    L'anemia diseritropoietica congenita (CDA) definisce un gruppo eterogeneo di patologie ematologiche caratterizzate da eritropoiesi tardiva e anomalie eritrocitarie, che provocano anemia. Sono stati identificati cinque tipi di CDA: CDA I, CDA II, CDA III, CDA IV e la trombocitopenia con CDA (si vedano questi termini).

  • Anemia sideroblastica ereditaria

  • Anemie

  • Anemie carenziali

    Anemie da diminuita produzione di globuli rossi; il danno è a livello delle cellule in via di maturazione, che presentano unn'alterata sintesi dell'eme per carenza di ferro. È l'anemia più frequente nei paesi occidentali; interessa prevalentemente le donne in età fertile. Presenta i sintomi propri dell'anemia, e in particolare abnorme stancabilità, in relazione forse alla carenza di ferro anche a livello muscolare (mioglobina).

  • Anemie ereditarie

    Le anemie ereditarie sono un ampio gruppo di malattie del sangue caratterizzate da una ridotta concentrazione di emoglobina o a causa di una distruzione eccessiva di globuli rossi o di una insufficiente produzione. Possono essere dovute a difetti nella membrana dei globuli rossi (es. sferocitosi, ellissocitosi), difetti nelle catene globiniche (es. talassemie, anemia falciforme) o difetti enzimatici (es. favismo o deficit di G6PD).

  • Aneurisma dell'aorta addominale

    L’aneurisma è una dilatazione (tipo un palloncino) di un’arteria. Le arterie sono i vasi che nel corpo portano il sangue ricco di ossigeno.

  • Aneurisma dell'aorta ascendente

  • Aneurisma dell'aorta toracica discendente

  • Aneurisma dell'arco aortico

  • Aneurisma dell’aorta toracica

  • Aneurismi

  • Aneurismi aortici

    Dilatazioni della parete di un'arteria: la localizzazione più importante è a carico dell'aorta.

  • Aneurismi cerebrali

    Sono una dilatazione della parete di un'arteria cerebrale e si forma in un punto che è più debole per difetto congenito. Nel 90% dei casi si manifesta con emorragia cerebrale: la parete dell'aneurisma è molto sottile e può rompersi dando luogo a un'emorragia subaracnoidea (ESA).

  • Aneurismi dell'aorta

  • Aneurismi dell'aorta addominale

  • Aneurismi dell'aorta discendente

  • Aneurismi dell'arterie viscerali

  • Aneurismi fissurati

  • Angina di vincent

    Ulcero-membranosa, si manifesta in genere su una sola tonsilla e si caratterizza provocando piccole ulcere che si evolvono conducendo a morte il tessuto. L’insieme dei disturbi si accompagna a febbre non eccessiva, alito cattivo e deglutizione difficile.

  • Angina instabile

    Si verifica quando il soggetto compie sforzi fisici o è soggetto a molto stress. In genere l'angina stabile non si verifica con maggiore frequenza né peggiora col tempo.

  • Angina pectoris

    Sindrome provocata da una insufficiente ossigenazione del cuore, a causa di una transitoria deficienza di flusso sanguigno attraverso le arterie coronarie. La causa più frequente dell'ischemia è l'ostruzione del vaso, a opera di una placca aterosclerotica.

  • Angio rm addome inferiore

  • Angio rm addome superiore

  • Angio rm cerebrale

  • Angio rm cranio

  • Angio rm dei vasi del collo

  • Angio rm del circolo arterioso intracranico

  • Angio rm del circolo venoso intracranico

  • Angio rm distretto toracico

  • Angio rm fetale

  • Angio tac arti superiori

  • Angio tac cerebrale

  • Angio tac con ricostruzioni

  • Angio tac degli arti inferiori

  • Angio tac periferica e coronarica

  • Angiodisplasie

    Le angiodisplasie sono malformazioni vascolari congenite, ossia anomalie dei vasi presenti sin dalla nascita (a volte non immediatamente riconoscibili), che crescono progressivamente nell’infanzia, permangono e di regola si aggravano nel tempo.

  • Angioedema ereditario

    Rara malattia ereditaria, caratterizzata dalla comparsa di gonfiori (edemi) della cute, delle mucose e degli organi interni, che possono essere anche fatali in alcuni casi.

  • Angioedemi

    Sindromi allergiche, caratterizzate dall'insorgenza di edema e gonfiore a carico del dorso delle mani o dei piedi, delle palpebre, delle mucose, delle labbra o dei genitali.

  • Angiofibroma nasofaringeo

    L'angiofibroma nasofaringeo giovanile (JNA) è un tumore raro fibrovascolare benigno, localmente aggressivo, che origina dalla parete posterolaterale del rinofaringe, interessando prevalentemente maschi durante la tarda infanzia e l'adolescenza (la malattia esordisce di solito tra i 7 e i 19 anni) e si presenta sotto forma di massa nella cavità nasale e nel rinofaringe, provocando ostruzione nasale, epistassi, edema facciale importante, proptosi, diplopia.

  • Angiografia

  • Angiografia arteria mammaria sin-dx

  • Angiografia arteria mammaria sin-dx

  • Angiografia arteria polmonare

  • Angiografia arterie renali

  • Angiografia arti inferiori

  • Angiografia arti inferiori

  • Angiografia con fluoresceina

    Un'angiografia con fluoresceina è una procedura medica che prevede l'iniezione di un tracciante fluorescente nel flusso sanguigno. Il tracciante evidenzia i vasi sanguigni sul fondo dell'occhio in modo da renderli fotografabili.

  • Angiografia con indocianina

  • Angiografia con verde indocia

  • Angiografia con verde indocianina

  • Angiografia digitale

  • Angiografia graft venosi

  • Angiografia graft venosi

  • Angiografia polmonare

    L'angiografia, detta anche arteriografia, è un esame che consente al medico di osservare le arterie, che normalmente non sono visibili ai raggi X. La procedura prevede l'iniezione di un mezzo di contrasto, o tracciante, che una volta penetrato nelle arterie le rende visibili nelle immagini radiografiche.

  • Angiografia retinica

  • Angiografia retinica

  • Angiografia tronchi sovraortici (tsa)

  • Angiografia tsa

  • Angiografia vasi intraddominali

  • Angiografia vasi intraddominali

  • Angiografia vasi intratoracici

  • Angiografia vasi intratoracici

  • Angiologia

  • Angiologia

  • Angioma

    Neoformazione begnina circoscritta, dovuta ad anomalie di sviluppo dei vasi sanguigni soprattutto della cute, ma anche dei visceri che si presentano dilatati e con pareti ispessite. L'angioma può essere presente alla nascita o comparire dopo qualche anno di vita e tende a evolvere progressivamente.

  • Angioma epatico

    L'angioma epatico è una massa non cancerosa che si può formare all'interno del fegato e che in molti casi non scatena sintomi e non ha bisogno di alcun trattamento.

  • Angioma piano

    L'angioma piano è presente alla nascita; si manifesta come una chiazza di colorito rosso vivo o rosso scuro, di forma e grandezza variabili, con superficie liscia, non rilevata, che può localizzarsi in qualsiasi distretto cutaneo, ma più spesso al volto e al collo. L'estendersi della lesione è dovuto unicamente all'accrescimento corporeo del soggetto; non regredisce spontaneamente.

  • Angiomatosi complesse

    Si definiscono quadri clinici, rari, caratterizzati dalla presenza di angiomi cutanei multipli e formazioni angiomatose a carico di altri organi, in particolare del sistema nervoso centrale e dell'occhio. Alcune di queste sindromi sono congenite e si manifestano nei primi anni di vita.

  • Angiomi

  • Angiomi cavernosi

    Gli angiomi cavernosi sono malformazioni venose, spesso di riscontro occasionale, correlate a sintomatologia epilettica o emorragica. Un angioma cavernoso può spesso andare incontro a piccoli sanguinamenti asintomatici rilevabili solo in risonanza magnetica. Il trattamento è microchirurgico.

  • Angiomi degli arti

  • Angiomi del tronco

  • Angiomi viso

  • Angioscintigrafia

    Studio della circolazione arteriosa di una determinata regione dell'organismo mediante la somministrazione di un isotopo reattivo.

  • Angioscopia oculare

  • Angioventricolografia

  • Aniridia

    Assenza totale dell'iride, spesso associata a glaucoma congenito.

  • Anomalie del palato molle

  • Anomalie elettrocardiografiche

  • Anomalie genitali

  • Anomalie vascolari

    Errori nel processo di formazione del sistema vascolare durante la vita fetale. Durante la formazione del bambino, infatti, nell’utero si vive una fase nella quale compare una rete di vasellini primitivi diffusa dappertutto.

  • Anoressia

    Riduzione o perdita dell'appetito. Nella maggior parte delle malattie organiche si ha anoressìa come conseguenza della malattia stessa. Tra le malattie psichiche, la depressione è quella in cui più frequentemente si verifica una perdita dell'appetito.

  • Anoressia nervosa

    L' Anoressia Nervosa è un Disturbo dell’Alimentazione caratterizzato da restrizione alimentare, paura di ingrassare e anomalia nel percepire il proprio peso

  • Anorettosigmoidoscopia

  • Anoscopia

    L’anoscopia è l’esame che consente di visualizzare la mucosa ano-rettale attraverso l’introduzione nel canale anale dell’anoscopio, cilindro di plastica trasparente lungo circa 7-8 centimetri e del diametro di circa 20 millimetri.

  • Ansia

    Sentimento di penosa attesa nei confronti di una situazione pericolosa e minacciosa nella realtà, o avvertita come tale, soggettivamente. L'ansia è un sintomo comune e normale di fronte a situazioni traumatiche. Si parla di ansia organica quando accompagna gravi patologie somatiche (infarto cardiaco, lesioni cerebrali). L'ansia diviene patologica quando esiste sproporzione tra la portata dello stimolo ansiogeno esterno e l'ampiezza dell’effetto emotivo risultante oppure quando lo stimolo ansiogeno è collegato a una situazione di per sé niente affatto pericolosa.

  • Ansia sociale

  • Ansogramma colico

  • Anticorpi anti-sperma

  • Aortografia

    Visualizzazione radiografica dell'aorta, ottenuta mediante iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto, che può avvenire per puntura diretta dell'aorta, per via translombare o mediante cateterismo del vaso attraverso arterie periferiche. L'esame viene richiesto per valutare condizioni patologiche a carico dell’aorta, in particolare aneurismi e restringimenti.

  • Aortografia addominale

  • Aortografia addominale

  • Aortografia ascendente

  • Aortografia ascendente

  • Aortografia discendente

  • Aortografia discendente

  • Aortografia graft venosi

  • Aortografia toracica

  • Aortografia toracica

  • Aplasia polmonare

  • Apnee del sonno

  • Apnee notturne

    Quadri clinici caratterizzati da fenomeni di apnea ripetute, che si manifestano durante il sonno. Diverse sono le cause: obesità, russamento, patologie del cavo orale. A causa dell'apnea, si possono verificare periodi di desaturazione di ossigeno nel sangue, con possibile sofferenza dei tessuti. Le apnee notturne sono una causa importante di insonnia. La diagnosi precisa si effettua monitorando il paziente durante il sonno e documentando le fasi di apnea e di desaturazione.

  • Apnee notturne pediatriche

  • Apnee ostruttive del sonno

    L’apnea ostruttiva nel sonno (OSA) consiste in una transitoria ma ripetuta interruzione del respiro durante il sonno. Tale fenomeno determina un’alterazione qualitativa del riposo notturno che può portare alla comparsa di sintomi durante la veglia come l’eccessiva sonnolenza diurna e la stanchezza.

  • Apnee ostruttive notturne

  • Apparato digerente e chirurgia generale

    PARLANDO DI DIGESTIONE

    La digestione è quell'insieme di processi chimico-fisici che porta alla trasformazione dei cibi che ingeriamo in materie prime assimilabili dalle cellule del nostro corpo. Tale fenomeno avviene all'interno del sistema digerente ossia un tubo muscolare nel quale numerose ghiandole e organi ghiandolari fanno affluire le sostanze che hanno prodotto e che riescono a demolire le complesse strutture chimiche di cui i cibi sono composti, riducendole in elementari strutture facilmente assimilabili a livello cellulare. 

    Il cibo attraversa l'istmo delle fauci e la faringe per giungere nell'esofago e subito dopo allo stomaco, la parte più dilatata dell'intero sistema digerente nella quale si svolge la fase più laboriosa della digestione. In seguito, il cibo ampiamente modificato passa attraverso lo sfintere pilorico giungendo nell'intestino. Esso è suddiviso in due parti di lunghezza e funzioni diverse: l'intestino tenue (lungo circa 6.80m) e l'intestino crasso (lungo circa 1.80m). L'intestino tenue è composto a sua volta dal duodeno, nel quale si riversano il succo pancreatico e la bile prodotta del fegato, il digiuno e l'ileo, che comunica con l'intestino crasso attraverso la valvola ileo-cecale. Anche l'intestino crasso è suddiviso in tre parti: il colon ascendente, il colon discendente e il retto, che si apre all'esterno con lo sfintere anale.

     

  • Apparato genitale, riproduttivo, fertilitÀ e gravidanza

    COSA RENDE UN UOMO E UNA DONNA DIFFERENTI?

    L’apparato genitale è il complesso di organi e di strutture deputati alla funzione riproduttiva. Esso si differenzia in relazione al genere (maschile e femminile). Infatti, l'apparato riproduttivo maschile è formato dal pene, che rappresenta l'organo riproduttivo maschile per eccellenza, nonché l'ultimo tratto delle vie urinarie; dalla prostata, formata da tessuto fibroso e muscolare, il cui compito principale è quello di produrre e immagazzinare il liquido seminale che viene poi rilasciato durante l'eiaculazione. I testicoli sono invece deputati alla produzione degli spermatozoi e alla secrezione dell'ormone detto testosterone. Al contario, l'apparato riproduttivo femminile è formato dall'ovaio (costituito da due ghiandole a forma di mandorla, dette appunto ovaie che producono gli ovuli, elementi indispensabili per la riproduzione e secernono gli ormoni sessuali che regolano tutte le fasi della vita riproduttiva della donna); dalle salpingi (due condotti simmetrici che mettono in comunicazione ciascuna delle due ovaie con l'utero e rappresentano la normale sede di fecondazione); dall'utero (deputato ad accogliere l'ovulo fecondato, a consentirne lo sviluppo e a espellere il feto quando la gravidanza giunge al termine); dalla vagina (condotto che mette in comunicazione l'ultima parte del collo dell'utero con l'ambiente esterno) e dalla vulva (l'insieme degli organi genitali esterni femminili). Completano l’apparato genitale vari organi accessori come ad esempio le vescicole, i ricettacoli seminali, le ghiandole aventi funzioni diverse, i gonodotti esterni e gli organi copulatori. 

     

     

  • Appendicectomia

    L'appendicectomia è un intervento chirurgico finalizzato alla rimozione dell'appendice malata. Si esegue in presenza di un'infiammazione grave di questa piccola sacca che si protende dall'intestino crasso.

  • Appendicite

    Malattia infiammatoria acuta, ricorrente o cronica dell'appendice cecale. Il disturbo è più frequente nei soggetti di sesso maschile, di età compresa tra i 10 e i 30 anni. Lappendice, per la ricchezza di tessuto linfatico e per la ristrettezza del diametro interno, può facilmente essere ostruita, ulcerarsi e venire rapidamente invasa dai batteri intestinali.

  • Appendicite acuta

    L'appendice vermiforme è un tubulo sottile che origina dalla prima porzione del grosso intestino chiamato cieco. Normalmente è posizionata a livello del quadrante inferiore destro dell'addome. Non è ancora del tutto chiaro il suo funzionamento, anche se alcune teorie ipotizzano che svolga un ruolo di secondo piano nel sistema immunitario (soprattutto nel primo anno di vita).

  • Appendicopatie

    Disturbi la cui causa possa essere riferita a una malattia dell'appendice cecale.

  • Aritmie

    Condizioni cliniche, nelle quali il regolare ritmo cardiaco è alterato. Nel cuore umano normale il ritmo è di circa 70 battiti al minuto in condizioni di riposo.

  • Aritmie cardiache

    Il disturbi dell’attività ritmica del cuore quale pompa premente si chiamano disturbi del ritmo cardiaco o aritmie. In questi disturbi il cuore non batte più al tempo giusto.

  • Aritmie complesse

  • Aritmie secondarie a interventi chirurgici

  • Aritmie ventricolari

    Le tachicardie ventricolari (extrasistoli ventricolari, tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare) sono ritmi accelerati del cuore con origine nelle camere ventricolari.

  • Aritmie ventricolari e sopraventricolari

  • Aritmologia

  • Arresto cardiaco

    Cessazione improvvisa dell'attività cardiaca, in seguito all'arresto della contrazione delle fibre miocardiche; deriva da cause cardiache, come malattie che interessano il miocardio, il pericardio e i vasi coronarici, o extracardiache. L'arresto cardìaco provoca lesioni cerebrali irreversibili in pochi minuti e può portare in breve tempo alla morte; i suoi segni classici sono costituiti dall'assenza di respiro e di polso, da cianosi e da stato d'incoscienza.

  • Arteriografia aorta

  • Arteriografia aorta

  • Arteriografia arco aortico

  • Arteriografia arco aortico

  • Arteriografia arti inferiori

  • Arteriografia arti inferiori

  • Arteriografia carotidea

  • Arteriografia carotidea

  • Arteriografia coronarica

  • Arteriografia coronarica

  • Arteriografia polmonare

  • Arteriografia polmonare

  • Arteriografia renale

  • Arteriografia renale

  • Arteriografia vasi addominali

  • Arteriografia vasi intratoracici

  • Arteriopatia

    L'arteriopatia è una patologia del sistema circolatorio caratterizzata dalla riduzione dell'afflusso di sangue (e quindi di ossigeno) alle arterie degli arti superiori e inferiori, dovuto all'ostruzione e al restringimento di queste ultime. Interessa più spesso gli arti inferiori.

  • Arteriopatia cronica

  • Arteriopatia obliterante cronica periferica (aocp)

    L'arteriopatia obliterante periferica è una patologia legata allo scarso apporto ematico di sangue, e quindi ossigeno, agli arti inferiori. Riconosce come causa la presenza di placche aterosclerotiche, come avviene nel caso di ictus a livello delle arterie carotidi e per l'infarto a livello delle coronarie.

  • Arteriopatia periferica

    Malattia degli arti, prevalentemente inferiori, caratterizzata dall'occlusione progressiva o acuta, rispettivamente per opera di placche aterosclerotiche o di emboli da esse distaccatisi.. Le sedi maggiormente colpite sono rappresentate dalle arterie iliache comuni, dalle arterie femorali e dalle arterie della gamba e del piede. I sintomi compaiono in relazione all'aumento delle richieste di ossigeno (per esempio, durante esercizio fisico), cui l'arto occluso non può far fronte.

  • Arteriopatie

  • Arteriopatie croniche

  • Arteriopatie diabetiche

  • Arteriopatie obliteranti

  • Arteriopatie ostruttive

  • Arteriosclerosi

    Serie di alterazioni costituite da ispessimento e perdita di elasticità della parete di un vaso arterioso.

  • Arterite a cellule giganti

  • Arterite di takayasu

    È una rara vasculite che interessa l’aorta e i suoi rami, in particolare le arterie delle braccia e il capo. L’infiammazione della parete arteriosa provoca una riduzione del lume di grado variabile (stenosi), fino all’occlusione e conseguente riduzione del flusso sanguigno.

  • Arterite gigantocellulare

    Termine generico con cui si indicano le lesioni arteriose di origine infiammatoria. Nella maggior parte dei casi rientrano nell'ambito di processi patologici di tipo immunitario e vengono meglio definite come vasculiti

  • Arteropatia obliterante cronica periferica

  • Articolazione della mandibola

  • Artralgie

    Dolori articolari. Più spesso il termine viene usato per indicare dolori localizzati a un'articolazione che apparentemente non è lesa.

  • Artrite

    Malattia infiammatoria cronica che colpisce prevalentemente le articolazioni, ma che può coinvolgere anche il sistema nervoso, l'apparato respiratorio, l'apparato cardiocircolatorio e il sangue.

  • Artrite idiopatica giovanile

    Le artriti idiopatiche giovanili costituiscono un insieme di patologie autoimmuni caratterizzate da artriti croniche che colpiscono l'infanzia e l'adolescenza, ovvero esordiscono prima del compimento del 16º anno di età, pertanto sono classificate come Artriti croniche dell'infanzia.

  • Artrite psoriasica

    L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni (caratterizzate da dolore, gonfiore, calore, rigidità articolare e a volte arrossamento) associata alla presenza di psoriasi cutanea o alla familiarità per psoriasi.

  • Artrite reumatoide

    Malattia cronica, che cioè tende a persistere nel tempo, la quale colpisce la membrana sinoviale(1) delle articolazioni. Tale membrana reagisce all'infiammazione aumentando di volume dando origine al panno sinoviale. Il quale invadendo la cartilagine ne provoca l'erosione e la graduale distruzione.

  • Artriti da cristalli

    Le altre artriti da cristalli sono l’artropatia da pirofosfato di calcio (condrocalcinosi o pseudogotta) e la artropatia di idrossiapatite, in cui i depositi sono dovuti a sali di calcio.

  • Artriti da microcristalli

  • Artriti reattive

    È un’infiammazione che produce dolore, gonfiore, rossore e calore delle articolazioni. Fa parte delle spondilatropatie (famiglia di malattie articolari) che coinvolgono più frequentemente la colonna vertebrale, le articolazioni sacroiliache e i punti di inserzione dei tendini all’osso (entesite).

  • Artro rm

  • Artro rm

  • Artro tac

  • Artro tac

  • Artrocentesi

    Puntura esplorativa, consistente nell'introduzione di una cannula in una cavità articolare, allo scopo di estrarne il liquido, eseguita a fini diagnostici o terapeutici.

  • Artrografia

    Tecnica radiografica che consente di individuare alcune strutture, non individuabili con un semplice esame radiografico, come le cartilagini articolari, i menischi del ginocchio, i dischi intervertebrali. Consiste nell'introduzione nella cavità articolare di un preparato radiopaco (artrografìa opaca con sali di iodio) o radiotrasparente (pneumoartrografia con anidride carbonica). L'artrografìa è usata per la diagnosi di lesioni al menisco, anche se il suo impiego è molto limitato dopo l'introduzione dell'artroscopia.

  • Artrografia con contrasto

  • Artropatia psoriasica

  • Artropatie

    Termine con il quale viene indicata ogni malattia che colpisce le articolazioni, di natura sia infiammatoria sia degenerativa.

  • Artropatie dell’articolazione temporomandibolare

  • Artroprotesi

  • Artroprotesi di anca

  • Artroprotesi di ginocchio

  • Artroscopia

  • Artroscopia cartilagine semilunare ginocchio

  • Artroscopia del ginocchio

  • Artroscopia del ginocchio

  • Artroscopia del polso

  • Artroscopia del polso

  • Artroscopia della spalla

  • Artroscopia della spalla

  • Artroscopia di caviglia

  • Artrosi

    Malattia degenerativa delle articolazioni. Inizialmente colpisce la cartilagine articolare e successivamente l'osso, la sinovia e la capsula. Quando, per motivi diversi, la cartilagine articolare non è più in grado di resistere alle continue sollecitazioni cui è sottoposta durante i movimenti articolari insorge l'artrosi.

  • Artrosi post-traumatiche

  • Artrosi primitiva e secondaria della mano e del polso

  • Artrosi trapezio metacarpica

  • Asbetosi

    Malattia dei polmoni, causata dalla inalazione prolungata per anni di fibre di asbesto (o amianto), utilizzate un tempo, ma ora vietate, nell'industria del cemento e nella produzione di freni, frizioni e materiali termocoibenti. Il quadro clinico presenta fibrosi polmonare, tosse con scarso escreato, dispnea e insufficienza respiratoria restrittiva.

  • Ascessi

  • Ascessi perianali

  • Ascessi polmonari

  • Ascesso

  • Ascesso polmonare

    Raccolta di pus per necrosi di una zona del tessuto polmonare, dovuto a fatti traumatici o a diverse specie di batteri che spesso si trovano associati. Alcuni ascessi polmonari sono primitivi, alcuni rappresentano la complicazione di altri processi patologici.

  • Ascite

    Presenza di versamento liquido nel peritoneo. Le cause più comuni sono la cirrosi, specie quella di origine alcolica, l'epatite cronica in fase attiva, le gravi epatiti alcoliche, anche in assenza di cirrosi, e l'ostruzione delle vene epatiche. Altre cause sono: lo scompenso congestizio, la sindrome nefrosica, l'ipoalbuminemia grave, la pericardite costrittiva, neoplasie, la peritonite tubercolare, l'ipotiroidismo, la pancreatite, l'insufficienza renale. La sintomatologia è caratterizzata da senso di peso e tensione addominale e, se il versamento è imponente, da difficoltà di respiro.

  • Asimmetrie facciali

    L'asimmetria del viso è fisiologica entro certi limiti. Al di sotto di 3-4 mm. di differenza di scheletro e di parti molli delle due metà del viso, un osservatore normale non si accorge dell'asimmetria. L'asimmetria può essere localizzata a livello delle varie componenti del viso, per cui possiamo avere:

  • Asimmetrie mammarie

  • Asma

    Malattia caratterizzata da un aumento dell'irritabilità dei bronchi a vari stimoli, che predispone a crisi parossistiche di restringimento delle vie respiratorie .

  • Asma allergico

    L'asma allergica è una malattia infiammatoria dell'apparato respiratorio causata dalla presenza di allergeni: polline, polvere, acari, peli di animali domestici. I sintomi tipici di questa patologia sono solitamente cronici o intermittenti e coinvolgono i bronchi, con un improvviso restringimento delle vie aeree (broncospasmo) e una produzione eccessiva di mucosa.

  • Asma bronchiale

  • Asma cronica

  • Asma non allergica

  • Asportazione sinus pilonidalis

    Lo scopo degli interventi chirurgici e quello di asportare e guarire definitivamente il sinus pilonidalis, ossia infiammazione del tessuto cutaneo e sottocutaneo del solco posto fra i glutei.

  • Astanteria

  • Astrocitoma anaplastico

    Sono neoplasie tipiche dell’età adulta (50-60 anni), anche se esiste un picco giovanile.

  • Astrocitoma fibrillare

  • Astrocitoma in età pediatrica

  • Astrocitoma pilocitico cerebellare

    L'astrocitoma a localizzazione cerebellare, detto spongioblastoma cerebellare, è un tumore dell'età giovanile, benigno, che non dà metastasi e non recidiva dopo asportazione totale.

  • Astrocitoma pilocitico emisferico

  • Astrocitoma pilocitico ottico-ipotalamico

  • Astrocitomi

    Tumori cerebrali benigni, che originano dalla nevroglia. Colpiscono soprattutto l'adulto, in particolare di sesso maschile. Spesso le avvisaglie consistono in crisi epilettiche, cefalea o modesti disturbi psichici, che possono essere presenti da molti anni prima della diagnosi.

  • Atassia congenita

    Disturbo della coordinazione del corpo in rapporto con l'equilibrio, sia nel mantenimento della postura (atassìa statica), sia nella marcia (atassìa dinamica).

  • Atassia di friedreich

    L'atassia di Friedreich (FRDA) è una malattia neurodegenerativa ereditaria caratterizzata, tipicamente, da atassia progressiva durante la deambulazione e agli arti, disartria, disfagia, disfunzione oculomotoria, perdita dei riflessi tendinei profondi, segni piramidali, scoliosi e, in alcuni casi, cardiomiopatia, diabete mellito, perdita della vista e deficit dell'udito.

  • Atassia e retinite pigmentosa (narp)

    La sindrome Neuropatia, Atassia e Retinite Pigmentosa (NARP) è clinicamente eterogenea, ma spesso è caratterizzata dalla combinazione tra neuropatia sensoriale-motoria, atassia cerebellare e cecità notturna. La sua prevalenza è stimata in circa 1/12.000. La NARP di solito colpisce i giovani adulti.

  • Atassia episodica

  • Atassia spastica di charlevoix-saguenay

    L'atassia spastica autosomica recessiva di Charlevoix-Saguenay (ARSACS) è una patologia neurodegenerativa caratterizzata da atassia cerebellare a insorgenza precoce accompagnata da spasticità, sindrome piramidale e neuropatia periferica.

  • Atassia spinocerebellare autonomia dominante (sca)

    Le atassie spinocerebellari a trasmissione autosomica dominante (ADCA) sono un gruppo di malattie eterogenee a livello clinico e genetico, caratterizzate da atassia lentamente progressiva della deambulazione, della postura e degli arti, disartria e/o difetti oculomotori da degenerazione cerebellare, in assenza di malattie concomitanti.

  • Atassia spinocerebellare sporadica idiopatica

  • Atassia spinocerebellari

  • Atassia-teleangectasia

    Malattia genetica autosomica recessiva caratterizzata dalla combinazione di atassia cerebellare e presenza di teleangectasie diffuse. È presente anche un deficit immunitario primitivo caratterizzato da depressione combinata della risposta cellulo-mediata e anticorpale.

  • Atassie cerebellari

    L'atassie cerebellari sono caratterizzate da atassia associata ad altri segni neurologici, come i disturbi oculomotori, il deficit cognitivo, la disfunzione piramidale ed extrapiramidale, e il coinvolgimento bulbare, spinale e del sistema nervoso periferico.

  • Aterosclerosi carotidea

    Condizione morbosa caratterizzata dalla formazione di ateromi nelle arterie. Colpisce generalmente individui di 50-60 anni, benché si possa riscontrare anche nell'età giovanile.

  • Atransferrinemia congenita

    L'atransferrinemia congenita è una malattia ematologica molto rara causata dal deficit di transferrina (TF); è caratterizzata da anemia ipocromica microcitica (che si manifesta con pallore, affaticamento e ritardo della crescita) e sovraccarico di ferro. Può essere letale in assenza di trattamento.

  • Atresia biliare

    L'atresia biliare (BA) è un difetto raro, di origine sconosciuta, che si manifesta nel periodo neonatale. È la causa più comune di ittero chirurgico colestatico in questa fascia di età.

  • Atresia coanale

    Malformazione congenita caratterizzata dalla mancata pervietà (ovvero la capacità di un canale o di un condotto organico di consentire il passaggio di fluidi, liquidi o gassosi) della regione coanale.

  • Atresia del digiuno

  • Atresia dell'esofago

    L’Atresia esofagea è una malformazione congenita dell’esofago che colpisce 1 bambino su 3500 nati vivi e si determina tra la 3a e la 5a settimana di vita del feto. Le cause di questo “errore” nello sviluppo embrionale sono, ad oggi, sconosciute.

  • Atresia delle vie biliari

    L’atresia delle vie biliari è una condizione nella quale si sviluppa un’infiammazione a carico dei dotti biliari intorno al momento della nascita. L’infiammazione può insorgere ad ogni livello del sistema dei dotti biliari sia all’interno che all’esterno del fegato.

  • Atresia intestinale

    Atresia significa "assenza" di un tratto di intestino. Ciò porta all'ostruzione di una sua porzione, in genere il digiuno o l'ileo che sono due regioni dell'intestino tenue. A causa dell'atresia, il liquido amniotico che il feto normalmente deglutisce non può progredire completamente attraverso l'intestino.

  • Atresia polmonare

    L’atresia polmonare è una forma di cardiopatia congenita in cui la valvola polmonare non si forma in modo corretto. La valvola polmonare è un’apertura sul lato destro del cuore che regola il flusso del sangue dal ventricolo destro (lato destro della camera di pompaggio) ai polmoni.

  • Atrofia dentato rubropallidoluysiana

    L'atrofia dentato-rubro-pallido-luisiana (DRPLA) è un sottotipo molto raro dell'atassia cerebellare autosomica dominante tipo 1. È caratterizzata da movimenti involontari, atassia, epilessia, disturbi mentali, declino cognitivo e marcata anticipazione.

  • Atrofia essenziale dell'iride

    E’ una malattia rara, a prevalenza non nota caratterizzata dall’atrofia progressiva dell’iride.

  • Atrofia multisistemica

    L'atrofia multisistemica (MSA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da insufficienza del sistema autonomo (cardiovascolare e/o urinaria), parkinsonismo, anomalie cerebellari e segni corticospinali con una sopravvivenza media di 6-9 anni.

  • Atrofia muscolare spinale

    Malattia caratterizzata da degenerazione progressiva delle cellule delle corna anteriori del midollo spinale, con conseguente degenerazione dei nervi e atrofia dei muscoli da essi innervati.

  • Atrofia muscolare spinale con distress respiratorio tipo 1

  • Atrofia muscolare spinale con epilessia miocenica progressiva

  • Atrofia muscolare spinale infantile x-linked

  • Atrofia muscolare spinale scapoloperoneale

  • Atrofia ottica di leber

    La neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON) è una malattia neurodegenerativa mitocondriale del nervo ottico, che spesso si caratterizza per una perdita improvvisa della vista nei giovani adulti.

  • Atrofie muscolari

  • Atrofie muscolari spinali

  • Atrofie ossee dei mascellari

  • Attacchi di panico

    Episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia normalmente presente. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi, quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore.

  • Attacchi ischemici transitori

    Detti anche TIA (Transient Ischemic Attacks), sofferenze transitorie, su base vascolare, di una determinata area del sistema nervoso centrale; determinano sintomi di deficit neurologico, che a differenza delle paresi regrediscono completamente entro 24 ore.

  • Audiologia

    Disciplina che studia i meccanismi dell'audizione, l'anatomia, la fisiologia e la fisiopatologia dell’organo uditivo, le tecniche di misurazione della capacità uditiva e delle alterazioni quantitative della funzione. Studia inoltre le cause che possono dar luogo a difetti uditivi; si interessa a tutte le manifestazioni patologiche connesse con la sordità (mutismo, disturbi del linguaggio, alterazioni psichiche), alle terapie relative, alle varie tecniche di protesizzazione.

  • Audiometria

    Metodica per esaminare la funzione uditiva. È suddivisa in audiometrìa soggettiva, comportamentale, semi-oggettiva e oggettiva.

  • Audiometria tonale

    L'esame audiometrico tonale è un esame in grado di fornire informazioni sulla capacità uditiva. Generalmente viene effettuato dal tecnico audiometrista.

  • Autismo

    Comportamento patologico caratteristico degli schizofrenici, consistente nell'estraniamento più o meno accentuato dalla realtà e nella polarizzazione verso il proprio mondo interiore.

  • Autorefrattometria

    L'autorefrattometria è un sistema diagnostico computerizzato usato per determinare l'errore refrattivo di un occhio in maniera oggettiva. Lo strumento che consente tale indagine è l'autorefrattometro.

  • Auxologia

  • Avulsione ottavi inclusi

    Sinonimo di estrazione dentaria.

  • B

  • Back-averaging jerk-locked

  • Balanoscopia

    Tecnica rapida e non invasiva utilizzata in dermatologia genitale per valutare le caratteristiche vascolari della mucosa genitale maschile. È anche nota con il termine di penoscopia o genitoscopia. Una tecnica analoga utilizzata in dermatologia genitale femminile si chiama vulvoscopia.

  • Balbuzie

    Disturbo del linguaggio, che può comparire nell'infanzia (5% dei bambini in età scolare) ed evolvere successivamente sino all'età adulta. Si distinguono una forma clonica, caratterizzata dalla ripetizione dei fonemi, e una tonica, che si manifesta con un brusco arresto dell'emissione vocale, accompagnato da reazione emotiva più o meno intensa e da tentativi ripetuti per riprendere la parola. Per il trattamento vengono impiegate terapie rieducative: nelle forme recenti si procede come per i ritardi semplici del linguaggio; nelle forme stabilizzate da parecchi anni si rendono invece necessari metodi di decondizionamento.

  • Barapodometria

  • Barometria

  • Baso e spinocellulari

  • Bendaggio gastrico

  • Biofeedback

    Il biofeedback (retroazione biologica) è una tecnica che consente al soggetto di controllare funzioni vegetative come il ritmo cardiaco, la pressione arteriosa, o il grado di rilassamento muscolare, verificandone lo stato attraverso informazioni ottenute da apparecchiature elettrofisiologiche o attrezzature di monitoraggio. Il biofeedback è risultato utile nel controllo di varie patologie funzionali come l'enuresi notturna, l'incontinenza urinaria, l'asma bronchiale, la cefalea tensiva.

  • Bioimpedenziometria

    La bioimpedenziometria è una tecnica per lo studio della composizione del corpo umano nata dagli studi sull’impedenza del corpo umano.

  • Biologia

  • Biologia molecolare

  • Biometria digitalizzata

    Disciplina che si serve di metodi matematici, in particolare statistici, per analizzare problemi biologici che si possono esprimere quantitativamente, cioè mediante misure.

  • Biometria oculare

    Misurazione della distanza tra diverse strutture oculari (es.lunghezza assiale), generalmente tramite ultrasonografia in A-scan e B-scan

  • Biometria ottica ed ultrasonica

  • Biomicroscopia

    Esame microscopico dei tessuti viventi, spec. in oculistica a scopo diagnostico.

  • Biomicroscopia alla laf

  • Biopsia

    Prelievo di tessuto vitale da sottoporre a esame istologico per scopo diagnostico. Viene eseguita con tecniche e modalità diverse.

  • Biopsia addome

  • Biopsia addome

  • Biopsia apparato digerente

  • Biopsia bocca

  • Biopsia bocca

  • Biopsia bronchiale

  • Biopsia bronchiale endoscopica

  • Biopsia cerebrale

  • Biopsia cerebrale

  • Biopsia cervicale

  • Biopsia congiuntiva

  • Biopsia congiuntiva

  • Biopsia corpo uterino

  • Biopsia cute e mucose

    Mezzo d'indagine molto importante e comune nella diagnosi delle dermatosi. Consiste nel prelievo, in anestesia locale, di tessuto con lesioni, che viene poi sottoposto a esame istologico al microscopio

  • Biopsia cute e tessuto sottocutaneo

  • Biopsia cute e tessuto sottocutaneo

  • Biopsia del polmone

  • Biopsia della laringe

  • Biopsia della lingua

  • Biopsia di aspirazione con ago sottile (fnab)

  • Biopsia ecoguidata

  • Biopsia ecoguidata massa intestinale

  • Biopsia endocervicale

  • Biopsia endocervicale

  • Biopsia endometriale (vabra)

  • Biopsia endometriale (vabra)

  • Biopsia endomiocardica

  • Biopsia endomiocardica dx

  • Biopsia endoscopica del polmone

  • Biopsia endoscopica della laringe

  • Biopsia faringe

  • Biopsia faringe

  • Biopsia fegato

  • Biopsia fegato

  • Biopsia incisi

  • Biopsia intestino crasso

  • Biopsia intestino crasso

  • Biopsia intestino tenue

  • Biopsia intestino tenue

  • Biopsia labbro

  • Biopsia labbro

  • Biopsia linfonodale

  • Biopsia linfonodale

  • Biopsia linfonodo sentinella

  • Biopsia linfonodo sentinella

  • Biopsia mammella

  • Biopsia mammella

  • Biopsia midollo osseo

  • Biopsia midollo osseo

  • Biopsia miocardica

  • Biopsia naso

  • Biopsia naso

  • Biopsia occhio

  • Biopsia occhio

  • Biopsia orecchio esterno

  • Biopsia ossea

  • Biopsia ossea

  • Biopsia palpebra

  • Biopsia palpebra

  • Biopsia pancreas

  • Biopsia pancreas

  • Biopsia paratiroidi

  • Biopsia paratiroidi

  • Biopsia peniena

  • Biopsia peniena

  • Biopsia percutanea mammella

  • Biopsia peritoneo

  • Biopsia peritoneo

  • Biopsia prostata

  • Biopsia prostata

  • Biopsia retto

  • Biopsia retto

  • Biopsia sedi intestinali aspecifiche

  • Biopsia stomaco

  • Biopsia stomaco

  • Biopsia strutture linfatiche

  • Biopsia tessuti molli

  • Biopsia tessuti molli

  • Biopsia testicolare

  • Biopsia testicolare

  • Biopsia transbronchiale

  • Biopsia uretra

  • Biopsia utero

  • Biopsia vie biliari

  • Biopsia vie biliari

  • Biopsia vulva

  • Biopsia vulva

  • Biotesiometria

  • Blastoma pleuropolmonare

    Il blastoma pleuropolmonari (PPB) è una rara neoplasia intratoracica che si osserva di solito nei bambini sotto i 5 anni. Prende origine dai tessuti primitivi polmonari e pleurici. La neoplasia interessa principalmente il polmone ma può estendersi con localizzazioni extrapolmonari alla pleura, al mediastino o al diaframma.

  • Blocchi cardiaci

  • Boel test

    Il Boel test è un test comportamentale in grado di fornire informazioni non solo sull’udito del bambino, ma anche sulle sue capacità uditiva e motoria.

  • Borsiti

    Infiammazioni, di origine sconosciuta, della borsa sierosa di un'’articolazione. Le localizzazioni più frequenti sono: la spalla, il gomito, il ginocchio. Si manifesta con gonfiore, dolore, arrossamento e riduzione della motilità.

  • Botulismo

    Intossicazione provocata dall'ingestione di una tossina prodotta da Clostridium botulinum. Gli esseri umani contraggono il botulismo in seguito a ingestione di cibi avariati, in genere insaccati, carni, pesce o vegetali conservati in scatola o sott'olio, spesso consumati senza cottura o con cottura insufficiente. La cottura infatti inattiva la tossina.

  • Bpco

  • Brachicefalia

    Conformazione del cranio in cui il diametro longitudinale è uguale o minore a quello trasversale.

  • Bracialgie

  • Bradiaritmia

    Rallentamento del ritmo cardiaco al di sotto dei 60 battiti al minuto; il termine è anche sinonimo di aritmia ipocinetica. La forma più comune è la bradicardìa sinusale: una serie di fattori di varia natura agiscono sul nodo senoatriale, sede anatomica di partenza dello stimolo alla contrazione del cuore, rallentandone la frequenza di scarica.

  • Bradiaritmie

  • Breast centre

  • Breath test

    Esame diagnostico che si effettua mediante l’analisi di campioni di aria espirata.

  • Bronchiectasie

    Abnorme dilatazione permanente e irreversibile di uno o più bronchi, dovuta alla distruzione della tonaca elastica e muscolare della parete bronchiale. Le bronchiectasìe assumono forma cistica (sacculare) o cilindrica (fusiforme) a seconda che siano localizzate rispettivamente in bronchi prossimali o distali.

  • Bronchite cronica

  • Bronchite cronica acuta

  • Broncografia

    Indagine radiologica invasiva dell'apparato respiratorio. Il mezzo di contrasto radiopaco, instillato nelle vie respiratorie con un catetere, rende possibile la visualizzazione dell'albero tracheobronchiale. Rispetto alla broncoscopia, permette una migliore risoluzione delle ramificazioni bronchiali distali. È indicata nel sospetto di bronchiectasia e in tutte le ostruzioni o distorsioni, congenite e acquisite, dei bronchi distali.

  • Broncopeumopatia cronica ostruttiva (bpco)

  • Broncopneumologia

  • Broncopneumopatia

  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva

  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (bpco)

    Forma di bronchite cronica particolarmente frequente nei fumatori di sigarette e negli abitanti di zone altamente inquinate. Le infezioni batteriche e quelle virali, più che esserne il primo agente causale, entrano in gioco nel mantenere la BPCO. Quanto all'inquadramento nosografico, si parla di BPCO quando il paziente presenti una tosse persistente con produzione di escreato per almeno tre mesi, in almeno due anni consecutivi.

  • Broncoscopia

    Indagine diagnostica che permette la diretta visualizzazione dell'albero tracheobronchiale tramite un broncoscopio flessibile a fibre ottiche. La broncoscopìa consente inoltre l'esecuzione di prelievi bioptici polmonari, di brossage (spazzolatura) e di lavage (lavatura) con aspirazione delle secrezioni per l'esame citologico e colturale.

  • Broncoscopia a fibre ottiche

    La broncoscopia è un esame con cui è possibile osservare direttamente le vie aeree, cioè laringe, trachea e bronchi, attraverso uno strumento, detto fibrobroncoscopio, di forma tubolare flessibile composto da fibre ottiche e da un canale operativo.

  • Broncoscopia con biopsia transbronchiale

  • Broncospasmo

    Contrazione delle fibre muscolari lisce che circondano la parete bronchiale, con conseguente riduzione del diametro dei bronchi.

  • Brucellosi

    Detta anche febbre maltese o febbre ondulante,è una malattia infettiva causata da batteri della famiglia delle brucelle (Brucella abortus bovis, Brucella abortus suis, Brucella melitensis), che colpiscono primariamente bovini, caprini e suini, i quali trasmettono l'infezione alla specie umana. Il contagio può avvenire per via diretta mediante contatto con l'animale infetto o con le sue deiezioni.

  • Bruxismo

    Digrignamento dei denti durante il sonno o loro serramento durante la veglia. Lo sforzo sostenuto dalle gengive e dagli alveoli può determinare modificazioni irritative, infiammatorie e strutturali ossee, dando origine a parodontopatie e favorendo forse la formazione della carie. Il bruxismo è un fenomeno diffuso, specie in età pediatrica (ne sono affetti circa il 5% dei bambini).

  • Bruxismo notturno

    Il bruxismo è l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti. Questa attività è presente soprattutto durante il sonno, anche inconsapevolmente, e soprattutto nei periodi di maggiore stress o tensione. In alcuni casi può essere presente anche durante il giorno rendendo il suo trattamento più difficile.

  • Bubble test

    Il test delle microbolle è un’indagine diagnostica volta all’individuazione di shunts destro-sinistro (passaggio anomalo di sangue non ossigenato nel circolo arterioso).

  • Bulimia

    Disturbo dell'alimentazione caratterizzato da eccessiva sensazione di fame. Può essere legata a disturbi psichici (situazioni nevrotiche), a malattie gastriche (ulcera) o sistemiche (diabete). Consiste in una fame improvvisa e violenta, con bisogno incontrollabile di ingerire notevoli quantità di cibo in breve tempo. Spesso è seguita da agitazione, senso di colpa e vomito autoprovocato. Può contribuire all'obesità.

  • Bulimia nervosa

    La Bulimia Nervosa (letteralmente “fame da bue”) si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche (o “abbuffate”) a cui seguono comportamenti di compensazione finalizzati ad ostacolare l’aumento di peso.

  • Burn-out

  • By pass aorto-coronarico

    Intervento cardiochirurgico di rivascolarizzazione di una o più arterie coronarie mediante inserimento a ponte fra l'aorta e l'arteria coronaria (al di là della lesione che l'ha ostruita) di un tratto di vaso, prelevato in genere dalla vena safena della gamba del paziente stesso. In alternativa si può collegare chirurgicamente un'arteria toracica, la mammaria interna di sinistra, alla coronaria ostruita. L'intervento viene effettuato per la terapia di alcune forme di cardiopatia ischemica: le indicazioni variano però in base alla severità dei sintomi, al grado di coinvolgimento delle arterie coronarie e alla funzionalità cardiaca complessiva.

  • By pass biliointestinale

  • Bypass gastrico

  • C

  • Calazio

    Infiammazione granulomatosa cronica di una ghiandola del Meibomio, che determina una tumefazione indolore della palpebra.

  • Calcolosi

    La calcolosi è una delle condizioni patologiche che più frequentemente affligge l’apparato urinario. Essa prevede la formazione di aggregati di minerali e sostanze organiche che, una volta precipitati, possono dare un’ostruzione delle vie escretrici. Tale ostruzione può riguardare pressoché tutta la lunghezza dell’apparato urinario e pertanto sarà definita calcolosi renale qualora si localizzi ai reni, calcolosi ureterale localizzata ai ureteri e calcolosi vescicale quando concernente la vescica.

  • Calcolosi biliare

    Affezione caratterizzata dalla presenza di concrezioni all'interno della colecisti (colelitiasi) o all'interno del dotto biliare comune (coledocolitiasi).

  • Calcolosi colecisto-coledocica

    La calcolosi colecisto-coledocica è una patologia che è stata sempre affrontata dalla chirurgia tradizionale per via laparotomica.

  • Calcolosi della colecisti

    I calcoli della della colecisti (o litiasi della colecisti, spesso impropriamente denominata anche come "calcoli al fegato") rappresentano una situazione caratterizzata dalla presenza di formazioni dure simili a sassi, di dimensioni variabili da pochi millimetri a qualche centimetro, all'interno della colecisti (o cistifellea).

  • Calcolosi intra-epatica

  • Calcolosi renale

    Presenza nelle vie urinarie di calcoli di dimensioni variabili, che possono ostacolare il normale deflusso dell'urina e provocare lesioni alla parete delle vie escretrici. Si tratta di una malattia con notevole tendenza a ripresentarsi nello stesso soggetto. Per alcune forme si ritiene abbiano importanza fattori ereditari.La formazione dei calcoliI calcoli si formano con maggiore facilità quando nelle urine sono presenti elevate concentrazioni di sostanze poco solubili (per esempio, sali di calcio o di acido urico), oppure quando il flusso urinario è rallentato, e quindi tali sostanze, permanendo più a lungo nelle vie urinarie, precipitano più facilmente.

  • Calcolosi salivari

    Detta anche scialolitiasi, indica la formazione di concrezioni calcificate (calcoli) nei dotti escretori e nel parenchima delle ghiandole salivari; si manifesta più di frequente a carico della ghiandola sottomascellare. La sintomatologia consiste in dolore (colica salivare) e tumefazione intermittente della ghiandola, cui fa seguito un quadro di scialodochite e scialoadenite cronica, con tumefazione permanente.

  • Calcolosi ureterale

    Nell’uretere i calcoli solo in rari casi si formano primitivamente, poiché l’urina fluisce regolarmente per la loro formazione è necessario che esista in precedenza un ostacolo nel lume ureterale. Assai più spesso quelli ureterali sono calcoli renali che hanno abbandonato la loro sede primitiva.

  • Calcolosi urinaria

    I calcoli urinari sono concrezioni cristalline che possono formarsi nell’apparato urinario in seguito alla precipitazione e successiva aggregazione di sostanze disciolte nelle urine. La condizione patologica legata alla formazione dei calcoli è detta calcolosi urinaria o urolitiasi.

  • Calcolosi vescicale

    Calcoli alla vescica furono scoperti nelle mummie egiziane, a dimostrazione di quanto vecchia sia questa affezione, e forse ai tempi dell’antico Egitto risalgono i primi tentativi di terapia anche chirurgica di questa patologia. La formazione di calcoli nella cavità della vescica urinaria è favorita dal coesistere di diverse condizioni patologiche, vale a dire l’ostacolato deflusso urinario, l’infezione del contenuto vescicale, la presenza di formazioni patologiche (calcoli provenienti dal rene, coaguli sanguigni, piccoli ammassi cellulari), che possono rappresentare il nucleo attorno al quale si addensano per precipitazione i sali contenuti nell’urina .

  • Calorimetria

    Parte della fisica che si occupa della misurazione della quantità di calore posseduto o prodotto da un corpo

  • Campimetria

    Misurazione del campo visivo.

  • Candidiasi

    Infezione causata da funghi del genere Candida, più frequentemente dalla specie Candida albicans. Questa si riscontra abitualmente nel cavo orale, nella vagina e nel tratto gastrointestinale; in particolari condizioni può diventare infettante determinando la malattia. Tali condizioni sono rappresentate da fattori locali e fattori generali.

  • Capillaroscopia

    La capillaroscopia è una metodica di indagine non-invasiva che consente lo studio in vivo delle caratteristiche morfologiche e funzionali del microcircolo.

  • Capsuloplastica

    Ricostruzione chirurgica di una capsula articolare.

  • Capsulotomia

    Incisione di una capsula: per esempio, della capsula del cristallino nell’operazione di cataratta, di una capsula articolare o renale.

  • Caratterizzazione biologica del carcinoma della mammella

  • Carbonchio

    Malattia contagiosa degli animali, che può infettare anche l'uomo, in particolare persone esposte per ragioni professionali (veterinari, pastori, agricoltori). È provocata da Bacillus anthracis, un batterio produttore di spore resistenti, anche per anni, nell'ambiente esterno; colpisce ovini, bovini, equini e suini. L'infezione segue alla penetrazione delle spore attraverso una lesione della cute (forma cutanea), oppure attraverso l'apparato respiratorio (forma polmonare) o l'apparato digerente (forma intestinale).

  • Carcinoidi

    Insieme di sintomi causati da un tumore a basso grado di malignità, derivato da cellule di derivazione neuroendocrina situate nell'intestino (meno di frequente nei bronchi e nel pancreas), dette argentaffini per la loro capacità di fissare i sali d'argento.

  • Carcinoma della prostata

    ll carcinoma della prostata è il principale tumore maligno della prostata, ed è il secondo più comune tumore per gli uomini occidentali, dopo quello polmonare.

  • Carcinoma epatocellulare

    Il carcinoma epatocellulare (HCC, HepatoCellular Carcinoma), conosciuto anche con il nome di Epatoma Maligno, è un tumore maligno primitivo che origina dalle cellule epatiche (epatociti).

  • Carcinoma midollare della tiroide

    Il carcinoma midollare della tiroide (CMT) origina dalle cellule parafollicolari o cellule C della tiroide e rappresenta circa il 5-10% di tutti i carcinomi tiroidei.

  • Carcinoma ovarico avanzato

  • Carcinomi

    Tumori maligni di origine epiteliale. Possono derivare da qualunque tessuto epiteliale, sia esso di rivestimento (mucose, pelle) o ghiandolare.

  • Carcinomi baso-cellulari superficiali di piccole dimensioni

    Il carcinoma basocellulare (BCC) è la forma più comune di tumore della pelle, con circa 2,8 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno negli Stati Uniti. Il carcinoma basocellulare è, infatti, la più comune fra tutte le forme di cancro.

  • Carcinomi tiroidei

    I tumori della tiroide sono provocati dalla crescita anomala di un gruppo di sue cellule, e possono essere sia benign sia maligni (in questo caso si parla più propriamente di cancro).

  • Carcinosi peritoneale

    Con carcinosi peritoneale generalmente s’intende la diffusione del tumore dall’organo di origine al peritoneo, la membrana sierosa che riveste internamente la cavità addominale.

  • Carcinosi peritoneali

    Condizione caratterizzata dalla disseminazione diffusa di un tumore dentro l'organismo. La cavità peritoneale è sede tipica di carcinomatosi a partenza da tumori dell'ovaio o del colon.dell'ovaio o del colon.

  • Cardio rm

  • Cardio rm

  • Cardio tc

  • Cardio tc

  • Cardiochirurgia

  • Cardiochirurgia

  • Cardiochirurgia pediatrica

  • Cardiochirurgia pediatrica

  • Cardiologia

  • Cardiologia

  • Cardiologia interventistica

  • Cardiologia pediatrica

  • Cardiologia pediatrica

  • Cardiomiopatia aritmogena

    Termine generico con cui si indica una malattia del muscolo cardiaco, generalmente dovuta a processi degenerativi. La cardiomiopatìa dilatativa è caratterizzata da una dilatazione del ventricolo con perdita della funzione contrattile della muscolatura. Il danno può essere determinato da svariati fattori (farmaci, alcol, malattie neuromuscolari, difetti del metabolismo), ma il più delle volte la causa resta sconosciuta (si ipotizzano fenomeni autoimmunitari).

  • Cardiomiopatia dilatativa

    La cardiomiopatia dilatativa è una malattia che colpisce il muscolo cardiaco e che compromette la capacità del cuore di pompare efficientemente il sangue verso il resto dell'organismo.

  • Cardiomiopatia dilatativa ischemica

    La cardiomiopatia dilatativa familiare (DCM) è una malattia del muscolo cardiaco, caratterizzata dalla dilatazione ventricolare e dalla funzione sistolica ridotta. I pazienti presentano insufficienza cardiaca, aritmie e aumento del rischio di morte improvvisa.

  • Cardiomiopatia genetica

  • Cardiomiopatia ipertrofica

    La cardiomiopatia ipertrofica è una condizione in cui il muscolo cardiaco si ispessisce, diventando ipertrofico, in assenza di dilatazione dei ventricoli.

  • Cardiomiopatia ipertrofica-ostruttiva

  • Cardiomiopatie

  • Cardioncologia

  • Cardiopatia

    Si intende per cardiopatia qualsiasi malattia che interessa il cuore, sia essa di tipo strutturale (anatomico), oppure funzionale.

  • Cardiopatia aritmogena

    La displasia/cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (D/ARVD) è una cardiopatia del muscolo cardiaco, caratterizzata clinicamente da aritmie ventricolari pericolose per la vita dei pazienti

  • Cardiopatia congenita

    La cardiopatia congenita è un’imperfezione del cuore e dei grossi vasi dovuta ad un’alterazione del loro normale sviluppo nell’embrione. Può interessare un’unica parte o anche più parti dell’organo cardiaco.

  • Cardiopatia coronarica

    E’ un disturbo che colpisce principalmente gli uomini con più di 45 anni, le donne in menopausa e le persone con una predisposizione familiare; ad oggi costituisce la principale causa di morte nei Paesi occidentali. Si verifica quando le arterie coronarie (i vasi sanguigni che hanno origine dall’aorta ed irrorano il cuore) si restringono o si ostruiscono in modo da non poter più provvedere in modo adeguato ad irrorare il muscolo cardiaco; si manifesta con attacchi dolorosi e, nei casi più gravi, con un infarto del miocardio.

  • Cardiopatia dilatativa

  • Cardiopatia ipertrofica

  • Cardiopatia ischemica

  • Cardiopatia ischemica cronica

  • Cardiopatia pediatrica

  • Cardiopatie a rischio

  • Cardiopatie congenite

    Le cardiopatie congenite sono malformazioni semplici o complesse che interessano l'apparato cardiovascolare (il cuore ed i grossi vasi).

  • Cardiopatie congenite complesse

    Le cardiopatie sono complesse quando sono associati tra loro difetti multipli.

  • Cardiotocografia

    Registrazione simultanea delle contrazioni uterine e dell'elettrocardiogramma fetale in prossimità del parto e durante il suo svolgimento.

  • Carenza congenita di alfa 1 antitripsina

    Il deficit di Alfa-1-antitripsina (AATD) è una malattia genetica che si manifesta con enfisema polmonare, cirrosi epatica e raramente, con pannicolite. E' caratterizzata da bassi livelli di AAT nel siero, il principale inibitore delle proteasi sieriche umane.

  • Carie

    Alterazioni progressive a carattere distruttivo del tessuto duro del dente. Colpiscono soprattutto i popoli ad alto tenore di vita con un'incidenza del 70-95%

  • Carotidografia

  • Caruncola uretrale

    Piccola escrescenza carnosa dalla forma di papilla.

  • Cataratta

    Patologia dell'occhio determinata al''opacamento parziale o totale del cristallino. Può essere congenita e, come tale, non evolutiva, o acquisita, di carattere progressivo.

  • Cataratta congenita

    Si tratta di una patologia che colpisce il cristallino , la lente contenuta all’interno del nostro occhio, rendendolo opaco già alla nascita o entro i primi 3 mesi di vita. In questo modo la visione si riduce.

  • Cataratta traumatica

    L’opacizzazione del cristallino è la diretta conseguenza di un trauma all’occhio e può manifestarsi immediatamente o a distanza di tempo.

  • Cateterismo cardiaco diagnostico

    Introduzione attraverso un vaso periferico di un sottile catetere che viene poi sospinto fino alle cavità cardiache. Il cateterismo cardìaco destro (o venoso) viene effettuato introducendo il catetere nella vena femorale, nella vena brachiale o nella vena giugulare, e sospingendolo fino all'atrio destro, poi al ventricolo destro e quindi all'arteria polmonare, fino alla più piccola ramificazione raggiungibile

  • Cavernoma portale

    Cavità formatasi all'interno del tessuto polmonare in seguito a necrosi del parenchima. Caratteristica è la presenza di caverne polmonari in corso di tubercolosi attiva, in cui il focolaio di necrosi caseosa erode un bronchiolo, vi drena il materiale necrotico e si trasforma in cavità. Spesso viene eroso anche un vaso, causando perdita di sangue rosso vivo, emesso con un colpo di tosse (emottisi).

  • Cavernosografia

    Indagine diagnostica radiologica per lo studio dei corpi cavernosi del pene. Trova indicazione in campo andrologico (per esempio, nel caso di impotenza da fuga venosa). Si esegue mediante somministrazione di mezzo di contrasto ed esecuzione di una serie di radiogrammi in sequenza. Recentemente è stata introdotta la cavernosografìa dinamica: dopo la somministrazione di mezzo di contrasto si esegue una cavernosometria.

  • Cavografia

    Visualizzazione radiologica della vena cava mediante introduzione di mezzo di contrasto in un grossa vena periferica (di solito la femorale). Serve a studiare soprattutto il decorso addominale della vena cava, con lo scopo di individuare deviazioni del suo decorso, compressioni, trombosi o dilatazioni della stessa.

  • Cedimenti vertebrali

    Quando la frattura si produce spontaneamente, cioè in assenza di traumatismi rilevanti, viene anche chiamata cedimento vertebrale.

  • Cefaee primarie

  • Cefalea

    Dolore alla testa di comunissimo riscontro: le cause possono essere sconosciute (cefalea essenziale), oppure riconducibili a patologie generali o a patologie specifiche delle strutture anatomiche del capo sia intra - sia extracraniche.

  • Cefalea a grappolo cronica

    La cefalea a grappolo è una forma rara dal punto di vista epidemiologico con incidenza inferiore allo 0,5% nella popolazione maschile e 0,1% in quella femminile.

  • Cefalea mio-tensiva

  • Cefalee

  • Cefalee secondarie

    Per cefalea secondarie si intedono quei mal di testa conseguenti ad una condizione medica. Tra le cause ritroviamo patologie cerebrali, craniali, internistiche o psichiatriche, oltre a quelle derivanti da abuso di farmaci, come ad esempio gli analgesici.

  • Celiachia

    Sindrome da malassorbimento scatenata dall'assunzione di cibi che contengono glutine (proteina presente nei cereali: grano, orzo, avena e segale). Detta anche enteropatia da glutine, è una patologia frequente, avendo una prevalenza di circa 1:300

  • Cellulite

    Condizione del tessuto sottocutaneo, tipica del sesso femminile, in cui si ha un'ipertrofia, spesso a sviluppo nodulare, dei componenti connettivi e adiposi. Tale condizione si localizza prevalentemente ai fianchi, alle natiche, alle cosce.

  • Centri disturbi del sonno

  • Centri epatite c

  • Centri specialistici

  • Centri specialistici

  • Centri specialistici e cura delle malattie rare

    CONOSCERLE PER COMBATTERLE

    Le malattie rare sono definite tali in quanto si verificano con un'incidenza di 5 casi su 10.000 persone. Secondo la rete Orphanet, in Italia sono circa 2 milioni le persone affette da queste patologie (il 70% sono bambini in età pediatrica) e in tutta Europa addirittura decine di milioni. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7.000 e le 8.000, una cifra che cresce con l’avanzare della scienza e in particolare con i progressi della ricerca genetica.

    In questa sezione è possibile ricercare le strutture sanitarie specializzate nella cura delle malattie rare e i centri specialistici abilitati nella diagnosi e presa in carica di determinate patologie.

  • Centro angiodisplasie

  • Centro cefalee

  • Centro cura endometriosi

  • Centro cura obesità

  • Centro cura osteoporosi

  • Centro del melanoma

  • Centro del pavimento pelvico

  • Centro di diagnosi e cura della roncopatia

  • Centro di senologia

  • Centro di terapia del piede diabetico

  • Centro diabetologico

  • Centro disturbi comportamento alimentare dca

  • Centro ematologico

  • Centro ematologico pediatrico

  • Centro grandi ustionati

  • Centro ipertensione polmonare

  • Centro ipertensione polmonare tromboembolica cronica

  • Centro parkinson e disordini del movimento

  • Centro per l'epilessia

  • Centro sclerosi multipla

  • Cerebrolesioni acquisite

    Danni cerebrali estesi di origine traumatica o comunque di natura tale da determinare una condizione di coma più o meno protratto e conseguenti menomazioni senso-motorie, cognitive o comportamentali che danno luogo a disabilità significative.

  • Cerebropatie congenite

    Termine generico che indica tutte le affezioni, di natura infiammatoria, degenerativa, vascolare, malformativa, traumatica ecc., che colpiscono il cervello in modo più o meno diffuso.

  • Cerebropatie infantili

    La Paralisi cerebrale infantile è la malattia neuromotoria più frequente in età pediatrica. Dovuta a un danno irreversibile ma non progressivo del sistema nervoso centrale per cause differenti (come un'emorragia o un'ischemia), ha ripercussioni specialmente sul sistema muscolo scheletrico, che progrediscono e peggiorano durante tutta la vita e specialmente durante il periodo di crescita del bambino e che possono essere associate a problemi intellettivi.

  • Cerebrovasculopatie

    La vasculopatia cerebrale è una malattia curabile e prevenibile che può presentarsi in forme diverse di gravità- E’ causata dal ridotto o mancato arrivo di sangue in una zona del cervello, molto simile a quello che succede al cuore durante un’angina o un infarto del miocardio.

  • Ceroido-lipofuscinosi

    Le ceroidolipofuscinosi neuronali (NCL) sono un gruppo di malattie neurodegenerative progressive ereditarie, caratterizzate da declino cognitivo e di altre funzioni neurologiche, epilessia e perdita della vista da degenerazione retinica, con accumulo intracellulare di materiale autofluorescente, la ceroidolipofuscina, nelle cellule neuronali del cervello e nella retina. L'incidenza e la prevalenza esatte di questo gruppo di malattie non è nota.

  • Cervicalgia

    Dolore al livello del collo. Il dolore parte dal collo e da lì si irradia alle spalle (trapezi) e, nei casi più gravi, alle braccia, rendendo difficoltosi i movimenti.

  • Cervicalgie

  • Cervicobrachialgia

  • Cervicobrachialgie

  • Check-up

  • Check-up cardiologico

    Il check up cardiologico è un controllo dell'apparato cardiocircolatorio e delle sue funzionalità composto da visita cardiologica, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma.

  • Check-up e percorsi prevenzione

    Termine con cui si definisce un complesso di esami clinici e di laboratorio volti a raccogliere informazioni generali sullo stato di salute di un paziente. Nella pratica medica corrente vengono indagate alcune funzioni metaboliche basilari (metabolismo degli zuccheri e dei grassi, funzionalità ematica, epatica, renale) e le condizioni anatomo-funzionali dei principali organi e apparati mediante la visita medica e l'esecuzione di esami del sangue, elettrocardiogramma, radiografie semplici del torace, eventuali ecografie mirate.

  • Chemioterapia locoregionale

  • Chemioterapia sistemica

  • Cheratiti erpetiche

    Processi infiammatori della cornea. La sintomatologia consiste in iperemia congiuntivale, fotofobia, lacrimazione e dolore.

  • Cheratiti immunitarie

    Le cheratiti sono infiammazioni della cornea (in greco keratos).

  • Cheratiti infettive da batteri, miceti e acanthamoeba

    Le cheratiti di origine batterica sono molto comuni; un’infezione batterica della cornea è spesso legata a uno scorretto utilizzo delle lenti a contatto, in primis da una loro scarsa igiene e manutenzione; anche l’abitudine di portare le lenti a contatto durante il riposo notturno può far insorgere una cheratite.

  • Cheratoacantomi

    Tumore benigno della cute, abbastanza comune e più frequente in soggetti adulti maschi. È costituito da cheratinociti atipici ben differenziati. Compare di solito al viso e alle parti scoperte del corpo (mani, avambracci), solo occasionalmente anche in altre sedi.Si manifesta come un nodulo a rapido accrescimento, che raggiunge il diametro di 2 cm ca. nel corso di 1-2 mesi.

  • Cheratocono

    Deformazione progressiva della curvatura della cornea, che assume una forma a cono. Colpisce nell'adolescenza e comporta diminuzione dell'acuità visiva, astigmatismo irregolare e miopia. Il processo può giungere fino alla perforazione della cornea e alla formazione di un leucoma

  • Cheratodermie palmo-plantari

    Si tratta di un gruppo di disordini legati ad un'alterazione nella produzione delle cheratine, proteine essenziali nella "costruzione dei mattoncini" che formano l'epidermide (lo strato della cute più superficiale che ne costituisce il "lenzuolino" di rivestimento).

  • Cheratoestesiometria

  • Cheratosi

    Alterazione cutanea caratterizzata da ispessimento dello strato corneo dell'epidermide e localizzata specialmente sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi; se il fenomeno è accentuato si parla di ipercheratosi. La cheratosi può essere circoscritta (callo) o diffusa; congenita (ittiosi) o acquisita, conseguente a malattie cutanee (psoriasi, eczema).

  • Cheratosi attiniche

    La cheratosi attinica può rappresentare la lesione iniziale da cui può svilupparsi un carcinoma spinocellulare ed è pertanto definita come “precancerosi”.

  • Cheratosi seborroiche

    La cheratosi seborroica è un tumore benigno che interessa la nostra pelle, e che si concretizza nella comparsa di macchie di piccole dimensioni, marroni o brune, in rilievo.

  • Cheratouveiti

    Infiammazione di cornea ed uvea(iride, corpo ciliare e coroide).

  • Chetoacidosi diabetica

    La chetoacidosi diabetica è una grave complicanza metabolica del diabete, soprattutto del diabete di tipo 1, più raramente del diabete di tipo 2.

  • Chikungunya

  • Chimici industriali

  • Chirurgia andrologica

  • Chirurgia aorto-iliaca

  • Chirurgia bariatrica

  • Chirurgia cardiovascolare

  • Chirurgia cardiovascolare

  • Chirurgia colonproctologica

  • Chirurgia coronarica

  • Chirurgia dei legamenti del ginocchio

  • Chirurgia dei trapianti

  • Chirurgia dei trapianti

  • Chirurgia del calcolo renale

  • Chirurgia del cancro a colon e retto

  • Chirurgia del cancro a fegato e pancreas

  • Chirurgia del cancro al rene

  • Chirurgia del cancro al seno

  • Chirurgia del cancro della cervice

  • Chirurgia del carcinoma alle vie aereodigestive superiori

  • Chirurgia del carcinoma broncopolmonare

  • Chirurgia del ginocchio

  • Chirurgia del glaucoma

  • Chirurgia del piede

  • Chirurgia del piede

  • Chirurgia del tunnel carpale

  • Chirurgia dell'adenoma della prostata

  • Chirurgia dell'anca

  • Chirurgia dell'apparato digerente

  • Chirurgia dell'apparato digerente

  • Chirurgia dell'arteria carotidea

  • Chirurgia dell'incontinenza maschile e femminile

  • Chirurgia dell'incontinenza urinaria nella donna

  • Chirurgia della cataratta

  • Chirurgia della colonna vertebrale

  • Chirurgia della colonna vertebrale

  • Chirurgia della mano

  • Chirurgia della parete addominale

  • Chirurgia della retina

  • Chirurgia della spalla

  • Chirurgia della spalla

  • Chirurgia della tiroide e paratiroidea

  • Chirurgia delle artimie cardiache

  • Chirurgia dell’aorta

  • Chirurgia dermatologica

    La chirurgia dermatologica, detta anche dermochirurgia, è quella branca della dermatologia che può avere scopi oncologici o estetici e che si occupa del trattamento chirurgico di tutte quelle patologie cutanee che lo richiedono.

  • Chirurgia endocrina

  • Chirurgia endocrina

  • Chirurgia endocrino metabolica

  • Chirurgia endocrino metabolica

  • Chirurgia endometriosa

  • Chirurgia epato-gastro-pancreatica

  • Chirurgia epatobiliare

  • Chirurgia epatobiliare

  • Chirurgia epatobiliare e dei trapianti epatici

  • Chirurgia epatobiliare e dei trapianti epatici

  • Chirurgia epatobilio-pancreatica

  • Chirurgia estetica

  • Chirurgia estetica

  • Chirurgia gastrica dell'obesità

  • Chirurgia generale

  • Chirurgia generale

  • Chirurgia laparoscopica mini-invasiva

  • Chirurgia maxillo-facciale

  • Chirurgia maxillo-facciale

  • Chirurgia oncologica

  • Chirurgia oncologica addominale

  • Chirurgia oncologica generale

  • Chirurgia oncologica ginecologica

  • Chirurgia oncologica plastica

  • Chirurgia oncologica toracica

  • Chirurgia orale

  • Chirurgia orale

  • Chirurgia pediatrica

  • Chirurgia pediatrica

  • Chirurgia plastica

  • Chirurgia plastica

  • Chirurgia plastica pediatrica

  • Chirurgia ricostruttiva

  • Chirurgia ricostruttiva

  • Chirurgia riparativa delle valvole cardiache

  • Chirurgia tiroidea

  • Chirurgia toracica

  • Chirurgia toracica

  • Chirurgia uro-oncologica

  • Chirurgia vascolare

  • Chirurgia vascolare

  • Chirurgia vitreoretinica

  • Chirurgia vitreoretinica

  • Choriocarcinoma

  • Cicatrici

  • Ciclite

  • Ciclite eterocromica di fuch

  • Cifoscoliosi

  • Cifosi

  • Cirrosi

  • Cirrosi biliare

  • Cirrosi epatica

  • Cirrosi epatica con ascite

  • Cisternografia

  • Cisternografia

  • Cisti

  • Cisti aracnoidea

  • Cisti biliari

  • Cisti broncogene

  • Cisti colloide del terzo ventricolo

  • Cisti da echinococco

  • Cisti dei mascellari

  • Cisti del coledoco

  • Cisti del cuore

  • Cisti del funicolo

  • Cisti del pericardio

  • Cisti del polso

  • Cisti dell'epididimo

  • Cisti della tasca di rathke

  • Cisti della testa

  • Cisti mediana

  • Cisti ovariche

  • Cisti pilonidale

  • Cisti polmonare

  • Cisti renale

  • Cisti ricorrenti

  • Cisti sebacea

  • Cisti sebacee

  • Cisti semplici

  • Cistinosi

  • Cistinuria

  • Cistite

  • Cistite emorragica

  • Cistite interstiziale

  • Cistititi

  • Cistoadenoma epatico

  • Cistografia

  • Cistografia

  • Cistografia minzionale

  • Cistografia retrograda

  • Cistomanometria

  • Cistometrografia

  • Cistoscopia

  • Cistoscopia

  • Cistostomia percutanea

  • Cistouretografia

  • Citodiagnosi malattie bollose

  • Citofluorimetria

  • Citoscopia

  • Citufluorimetria

  • Clinodattilie

  • Clisma con doppio contrasto

  • Clisma del colon

  • Clisma del tenue

  • Clisma del tenue

  • Clisma opaco

  • Clisma opaco

  • Coagulopatie congenite

  • Coartazione aortica

  • Coertazione istmica

  • Coinfezione hiv

  • Colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ercp)

  • Colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ercp)

  • Colangiocarcinoma

  • Colangiocarcinoma extraepatico

  • Colangiocarcinoma intraepatico

  • Colangiocarcinomi

  • Colangiografia

  • Colangiografia

  • Colangite primitiva sclerosante

  • Colangite sclerosante

  • Colecistectomia

    La colicistectomia è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione della cistifellea (detta anche colecisti) infiammata dalla presenza di calcoli biliari, ossia sassolini duri formati da sali e colesterolo che bloccano il passaggio della bile.

  • Colecisti

  • Colecistiti acute

  • Colecistografia

  • Colecistografia

  • Colera

  • Colestasi neonatale

  • Colesteatomatosa

  • Colite

  • Colite ulcerosa

  • Colite ulcerosa (rcu)

  • Colobomi

  • Colongiopancreatografia retrogada

  • Colonscopia

  • Colonscopia

  • Colonscopia con biopsia

  • Colonscopia con biopsia

  • Colonsigmoidoscopia

  • Colpi di frusta post traumatici

  • Colpografia

  • Colpografia

  • Colposcopia

  • Colposcopia

  • Colposcopia con biopsia

  • Colposcopia con biopsia

  • Coltura di cellule di altri tessuti

  • Coma

  • Complex regional pain syndrome

  • Complicanze metaboliche

  • Compressione del nervo radiale al polso

  • Compressione del nervo radiale all’avambraccio

  • Compressione del nervo sciatico popliteo esterno (spe)

  • Compressione del nervo ulnare al gomito

  • Compressioni midollo spinale

  • Condilomi

  • Condilomi anali

  • Condilomi genitali

  • Condilomi perianali

  • Condizioni degenerative artrosiche

  • Condizioni morbose di origine perinatale

  • Condizioni morbose di origine perinatale

  • Condroma

  • Condropatie

  • Condrosarcoma

  • Conflitto subacriomiale

  • Congiuntivite

  • Congiuntivite lignea

  • Congiuntiviti cicatrizzanti

  • Congiuntiviti croniche

  • Connettivite

  • Connettivite mista

  • Connettiviti

  • Connettiviti indifferenziate

  • Connettiviti sistemiche

  • Conta cellule endoteliali

  • Conta endotelliale

  • Contratture

  • Controlli oncologici tumori della pelle

  • Controlli oncologici tumori della pelle

  • Controllo nevi e prevenzione melanoma

  • Contusioni

  • Convulsioni febbrili

  • Cordoma

  • Corea di huntington

  • Corioretinite

  • Coronarografia

  • Coronarografia

  • Coronaropatia

  • Corpo estraneo profondo extracavitario

  • Corpo estraneo superficiale

  • Cp test helicobacter pylori

  • Cp test helicobacter pylori

  • Craniofaringioma

  • Craniofaringiomi

  • Craniosinostosi

  • Craniostenosi

  • Crioglobulinemia

  • Crioglobulinemia mista

  • Criopirinopatie

  • Crioterapia

  • Criptorchidismo

  • Crispo

  • Cromatosalpingoscopia

  • Cromocistoscopia

  • Cromocistoscopia

  • Cross-fingers

  • Cuore e apparato cardiovascolare

    ALLA SCOPERTA DEL CUORE

    Il cuore è situato nella parte mediana della cavità toracica, tra i due polmoni, con l’apice rivolto verso il basso e spostato in avanti, a sinistra dello sterno; la superficie anteriore aderisce parzialmente alla parete toracica, mentre quella inferiore appoggia sul diaframma. Il cuore è un organo cavo, grande appena quanto il pugno di una mano, costituito da una massa muscolare (miocardio), rivestita da una membrana sierosa detta pericardio, a forma di cono appiattito in senso antero-posteriore.

    Consta di quattro cavità: due superiori, chiamate atri od orecchiette, separate tra loro dal setto interatriale, e due inferiori, chiamate ventricoli, separate dal setto interventricolare. Atrio e ventricolo di ogni lato comunicano tra loro tramite orifizi muniti di valvole: la mitrale, o bicuspide, per il lato sinistro, la tricuspide per il destro. Nell’atrio destro sboccano due grandi vene, la vena cava superiore e la vena cava inferiore, che trasportano il sangue proveniente rispettivamente dal capo e dalla parte superiore del corpo, dall’addome e dagli arti inferiori.

    Il cuore è il motore dell’organismo; fornisce infatti l’energia necessaria a far circolare il sangue attraverso i vasi dei vari distretti del corpo umano. Nonostante le sue modeste dimensioni, pompa quotidianamente attraverso il corpo circa 5000-7000 litri di sangue. Finché l’individuo è in vita, il cuore batte incessantemente e si contrae, in media, 70 volte al minuto

     

     

  • Cuore polmonare cronico

  • Cura degli anziani

    SALUTE IN TERZA ETÀ

    Chi si prende cura delle persone anziane? Esiste una branca della medicina che si occupa proprio dei bisogni e dei problemi di salute tipici della terza età. Questa è la geriatria e il medico in questione è il geriatra. Il suo compito spesso è delicato e difficile dal momento che, dopo i 65 anni, possono presentarsi contemporaneamente più problemi di salute che richiederebbero l'intervento di specialisti diversi, afferenti ad altre branche della medicina. Fra le patologie più comuni con cui un geriatra si trova più spesso ad avere a che fare sono incluse l'artrite, il diabete, le difficoltà nelle interazioni sociali, i disturbi della memoria, l'ipertensione, le malattie cardiovascolari e le patologie cognitive.

  • Cura dei denti

    I NOSTRI DENTI...IMPARIAMOLI A CONOSCERE

     

    I denti, in relazione alla loro comparsa, possono distinguersi in denti decidui, o da latte, e denti permanenti. I primi sono 20 e spuntano tra il sesto mese e il secondo anno di vita del bambino.

    Sebbene siano transitori, questi denti svolgono una funzione molto importante ossia quella di permettere la masticazione e quindi favorire al bambino il passaggio da cibi liquidi a cibi semiliquidi e poi solidi. I denti permanenti, invece, sono 32 e la loro eruzione comincia verso i 6 anni con la comparsa del primo molare inferiore per completarsi verso i 18/20 anni, con il terzo molare, detto dente del giudizio.

    I denti sono composti da tre parti principali: la corona (bianca e dura visibile esternamente e al di fuori della gengiva), il colletto (o zona di transizione tra la corona e la radice) e la radice (permette di fissare il dente all'osso per mezzo del legamento alveolo-dentale e ai vasi sanguigni di nutrirlo). Esternamente la parte di osso in cui il dente è contenuto è ricoperto da un tessuto morbido e delicato detto gengiva.

  • Cura dei piÙ piccoli

    IL MAGICO MONDO DEI BAMBINI

    Tante sono le domande e le curiosità che i genitori si pongono sulla crescita dei loro figli, sin dal loro primo giorno di vita. Quando comincerà a camminare? Ma può riconoscere i suoni? Quando svezzarlo? Come fare se ha la febbre? Lo sviluppo del bambino dipende da diversi fattori ed è caratterizzato da una serie di fasi della crescita, ossia intervalli temporali in cui i bambini tendono ad acquisire determinate capacità, ciascuno con i propri tempi e con i propri ritmi. Questa fasi permettono lo sviluppo e il perfezionamento di specifiche abilità afferenti al campo motorio, relazionale, uditivo, visivo, cognitivo e linguistico. L'infanzia è perciò una fase di grande plasticità biologica che favorisce la progressiva acquisizione di competenze psicomotorie, emozionali e cognitive, competenze che sono anche influenzate dall'ambiente in cui il bambino cresce. Nei primi anni di vita del bambino il suo cervello attraversa importanti processi maturativi, principalmente legati al consolidamento delle reti di comunicazione tra le cellule che lo compongono. Durante la crescita, invece, il bambino modifica il proprio comportamento sulla base dell'esperienza. A chi rivolgersi quando qualcosa non va? Esistono diverse figure mediche atte alla cura dei più piccoli tra cui i pediatri. La pediatria, infatti, è la branca della medicina che si occupa dello sviluppo psicofisico dei bambini e della diagnosi e terapia delle malattie infantili. Ad essa si affianca la neonatologia, ossia quell'area della pediatria che si occupa dei bambini entro il primo mese di vita.

  • Cura del cancro

    IMPARARE A CONOSCERLO PUÒ FARE LA DIFFERENZA!

    Per cancro, tumore o malattia neoplastica si intende un insieme di circa 200 malattie caratterizzate dalla crescita cellulare incontrollata, svincolata dai normali meccanismi di controllo dell’organismo, e identificate come tali dalla Classificazione Internazionale delle Malattie per l’Oncologia (ICD-O). La possibilità che una cellula normale acquisisca la capacità di proliferare in modo incontrollato dipende da una serie di fattori, interni ed esterni, che, agendo spesso in modo sinergico e prolungato nel tempo, determinano delle progressive alterazioni di tipo genetico, morfologico e funzionale. I fattori interni non sono generalmente modificabili perché caratteristici delle cellule dell’organismo (e in alcuni casi trasmissibili alla progenie): mutazioni genetiche, ormoni, funzionalità dell’apparato immunitario. Al contrario, i fattori esterni, legati sia all’ambiente di vita e di lavoro (es.: agenti infettivi, prodotti chimici, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, ecc.) nonché allo stile di vita delle persone (ad esempio: alimentazione, livello di attività sica, fumo) possono essere modificati attraverso specifici interventi di prevenzione la cui efficacia è ampiamente dimostrata. Il nostro organismo è in grado, attraverso processi di riparazione e attivazione del sistema immunitario, di contrastare i processi di trasformazione, ma, quando questa capacità viene meno, la cellula si trasforma, attraverso varie tappe, in cellula tumorale. 

    I continui progressi scienti ci contro le malattie neoplastiche riguardano tutti i settori della ricerca biomedica oncologica con trasferimenti delle scoperte, sempre più tempestivi, nei settori della diagnosi, della cura e della prevenzione dei tumori. Usando metodologie biostatistiche sempre più raffinate, molte ricerche epidemiologiche hanno contribuito a identificare e ad aggiornare il ruolo dei fattori di rischio e a quantificare il loro impatto sull’insorgenza dei tumori.

     

     

  • Cura della pelle e medicina estetica

    CONOSCERE LA CUTE

    La cute rappresenta il 16% del peso corporeo totale (circa 5kg). Il suo spessore varia da 0,3 a 2-3 mm a seconda delle diverse aree corporee. Ad esempio, la cute è più spessa sul palmo della mano e sulla pianta del piede per via delle sollecitazioni meccaniche a cui gli arti sono soggetti. La sua superficie non è liscia, bensì presenta pieghe, solchi, creste e orefizi. Da un punto di vista microscopico, la cute si compone di tre strati principali detti epidermide (strato superficiale con spessore variabile), derma (strato di tessuto connettivo denso separato dall'epidermite tramite una membrana basale) e ipoderma (strato di tessuto connettivo lasso). Gli annessi cutanei, i nervi e i vasi sanguigni sono contenuti al livello di derma e ipoderma. 

    La cute riveste e protegge i tessuti sottostanti, quali muscoli, ossa, organi interni. Insieme agli annessi cutanei (peli e unghie) forma quello che in medicina viene chiamato apparato tegumentario. La sua funzione principale è quella di costrutire una protezione e una barriera tra l'esterno e l'interno del corpo per proteggere quest'ultimo da eventuali lesioni, dalla disidatrazione o da agenti patogeni esterni. 

  • Cure palliative

  • Cure palliative

  • Curiosità

  • Curva glicemica

  • Curva tonometrica

  • Cutireazione

  • Cytomegalovirus

  • D

  • Defeco-rm

  • Defecografia

    La defecografia è un esame radiologico utilizzato per studiare le disfunzioni del pavimento pelvico che causano problemi nella defecazione.

  • Deficienza congenita di zinco

    L'acrodermatite enteropatica, un disordine autosomico recessivo, e caratterizzata da un ridotto trasporto dello zinco attraverso la mucosa dell'i

  • Deficienza di acth

    La deficienza di ACTH e caratterizzata da sintomi di insufficienza surrenalica come anoressia, debolezza, nausea, vomito ed ipotensione.

  • Deficienza di alfa-1

    Il deficit di alfa-1 antitripsina è una condizione caratterizzata da ridotti livelli di una proteina (alfa-1 antitripsina) sintetizzata dal fegato con la funzione di inibire alcuni enzimi prodotti come difesa dell'organismo. Se questi enzimi sono presenti in eccesso, però, possono causare lesioni ai tessuti e in particolare ai polmoni. Il deficit può portare a compromissione della funzionalità respiratoria, con insorgenza di enfisema; tuttavia, l'entità del danno polmonare e l'età di comparsa delle sue manifestazioni sono variabili.

  • Deficienza familiare di vitamina e

    L'atassia con carenza di vitamina E (AVED), o carenza di vitamina E isolata familiare, e una rara malattia neurodegenerativa trasmessa con modalita autosomica recessiva caratterizzata clinicamente da sintomi spesso del tutto simili all'atassia di Friedreich.

  • Deficit cognitivo

  • Deficit combinato di fattore v e fattore viii

    Il deficit combinato di fattore V e di fattore VIII è una malattia genetica estremamente rara, caratterizzata da carenza contemporanea di due fattori (il V e l'VIII, appunto) che prendono parte alla coagulazione del sangue, quel processo attraverso cui, in caso di lesioni ai vasi sanguigni, il sangue forma un “tappo” che ne impedisce la fuoriuscita. I pazienti colpiti vanno incontro a frequenti sanguinamenti spontanei (oppure conseguenti a eventi fisiologici come il ciclo mestruale o la caduta di un dente), più o meno gravi.

  • Deficit di adenosina deaminasi (ada-scid)

    L'immunodeficienza combinata grave (SCID; si veda questo termine) da deficit di adenosina deaminasi (ADA) è una forma di SCID caratterizzata da linfopenia marcata e livelli estremamenti bassi di tutti gli isotipi delle immunoglobuline, che causano gravi infezioni opportunistiche ricorrenti.

  • Deficit di antiplasmina

  • Deficit di antitrombina

  • Deficit di beta-chetotiolasi

  • Deficit di biotinidasi

    Il deficit di biotinidasi (BTD) è una forma a esordio tardivo del deficit di carbossilasi multiplo (si veda questo termine), un difetto congenito del metabolismo della biotina che, in assenza di trattamento, è caratterizzato da convulsioni, disturbi respiratori, ipotonia, rash cutaneo, alopecia, perdita di udito e ritardo dello sviluppo.

  • Deficit di fattore ii

    Il deficit congenito del fattore II è una malattia emorragica ereditaria dovuta alla diminuzione dell'attività del fattore II (FII, protrombina) caratterizzata da sintomi emorragici muco-cutanei. Il deficit del fattore II è il più raro tra i difetti dei fattori della coagulazione.

  • Deficit di fattore v

    Il deficit congenito del fattore V è una malattia emorragica ereditaria dovuta alla diminuzione dei livelli plasmatici del fattore V (FV), caratterizzata da sintomi emorragici lievi-gravi.

  • Deficit di fattore vii

    Il deficit del fattore VII della coagulazione è una malattia ereditaria emorragica rara, causata dalla riduzione/assenza di questo fattore della coagulazione.

  • Deficit di fattore x

    Il deficit congenito del fattore X è una malattia emorragica ereditaria caratterizzata dalla diminuzione dell'attività e/o dell'antigene del fattore X (FX), che causa sintomi emorragici gravi o moderati.

  • Deficit di fattore xi

    Il deficit congenito del fattore XI è una malattia emorragica ereditaria caratterizzata dalla riduzione dei livelli e dell'attività del fattore XI (FXI) che provoca sintomi emorragici moderati di solito a seguito di traumi o di interventi chirurgici.

  • Deficit di fattore xiii

    Il difetto congenito del fattore XIII è una malattia emorragica ereditaria causata dalla riduzione dei livelli e dell'attività del fattore XIII (FXIII), che è caratterizzato da diatesi emorragica associata spesso a aborto spontaneo e difetti della cicatrizzazione.

  • Deficit di gh dell’adulto

    L’ormone della crescita (Growth Hormone, o GH) è un ormone prodotto dall’ipofisi, una piccola ghiandola localizzata all’interno della scatola cranica, proprio dietro il naso, in una cavità detta sella turcica. In età adulta il Gh svolge importanti funzioni, non più legate all’accrescimento, ma al mantenimento dell’integrità dell’organismo.

  • Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi

    Il deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi è una condizione determinata dalla carenza dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), coinvolto nel metabolismo del glucosio e importante per proteggere le cellule (in particolare i globuli rossi) dallo stress ossidativo. Spesso questa condizione è asintomatica, ma molti pazienti presentano ittero neonatale o crisi emolitiche (rottura dei globuli rossi con conseguente anemia) in seguito a eventi scatenanti, tra cui soprattutto l'ingestione di farmaci ossidanti (per esempio antimalarici) o di fave (per questo la malattia è nota anche come favismo).

  • Deficit di olocarbossilasi sintetasi

    Il deficit di olocarbossilasi sintentasi (HCS) è una forma di deficit multiplo di carbossilasi (si veda questo termine), ad esordio tardivo, che può causare il decesso. Il deficit multiplo di carbossilasi è un difetto congenito del metabolismo della biotina che, in assenza di trattamento, è caratterizzato da vomito, tachipnea, irritabilità, letargia, dermatite esfoliativa e convulsioni, che possono esitare in coma.

  • Deficit di ornitina aminotransferasi

    Deficit di ornitina aminotransferasi mitocondriale, a trasmissione autosomica recessiva. Si tratta di un enzima mitocondriale reversibile, che consente la transaminazione dell'ornitina e dell'alfa chetoglutarato, per formare il delta-1-pirolina-5-carbossilato. La vitamina B6 è il cofattore di questo enzima, che permette di distinguere due forme genetiche, una sensibile e l'altra resistente alla piridossina. L'esordio avviene nel periodo neonatale con coma iperammoniemico, anche se i livelli normali di ammonemia sono ristabiliti rapidamente e definitivamente subito dopo.

  • Deficit di pirimidina 5-nucleotidasi

  • Deficit di plasminogeno

    L'ipoplasminogenemia grave (HPG) o deficit di plasminogeno (plg) tipo 1, è una malattia sistemica caratterizzata da un'anomala fibrinolisi extracellulare, che causa la formazione di pseudomembrane di aspetto ligneo (ricche di fibrina) sulle mucose, quando una ferita è in fase di guarigione.

  • Deficit di privato chinasi

  • Deficit di prolidasi

  • Deficit di proteina c

  • Deficit di proteina s

  • Deficit ipofisari

    Si intende il quadro clinico conseguente a ridotta o assente secrezione di ormoni dell’ipofisi anteriore.

  • Deficit multiplo di fattori vitamina k dipendenti

    Il deficit combinato ereditario dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K (VKCFD) è una malattia congenita della coagulazione causata da una riduzione variabile dei livelli dei fattori della coagulazione II, VII, IX e X e degli anticoagulanti naturali, come la proteina C, la proteina S e la proteina Z.

  • Deficit neurovisivi

  • Deficit nutrizionale

  • Deficit sensoriali

  • Deficit ventilatori

  • Deformità acquisite post-traumatiche

  • Deformità congenite o

  • Deformità del polso e del gomito

  • Deformità dell'anca

  • Deformità delle dita

    È un gruppo eterogeneo di patologie caratterizzate da deformità delle dita minori del piede, alcune presenti fin dalla nascita, altre acquisite (vedi anche dito a martello); sono caratterizzate tutte da dolore e da callosità che nascono dal conflitto con la calzatura.

  • Deformità di madelung

    La deformità di Madelung (DM) è un'anomalia del polso, di solito bilaterale, caratterizzata dall'accorciamento e dall'incurvamento del radio e dell'ulna, che causano la dislocazione dorsale dell'ulna e la limitazione dei movimenti del polso e del gomito.

  • Deformità gabbia toracica

    Le malformazioni più frequenti della parete del torace interessano il piastrone condrosternale. Hanno come causa uno sviluppo eccessivo delle cartilagini costali, che respingono e deformano il corpo dello sterno posteriormente o anteriormente.

  • Deformità post-traumatiche

  • Degenerazione cortico basale

    La Degenerazione Cortico-Basale (CBD) è una rara malattia neurodegenerativa. Compare solitamente tra la 6° e la 7° decade ed interessa sia le aree corticali sia quelle sottocorticali del cervello, provocando un’atrofia fronto-temporale ed a livello dei gangli della base.

  • Degenerazione maculare

    Patologia a carico della parte più sensibile della retina, dovuta a deposito di materiale lipoproteico negli strati più superficiali sottoepiteliali.

  • Degenerazione maculare legata all’età atrofica

  • Degenerazioni della cornea

    Legata ad accumulo di sostanze lipidiche a livello della cornea secondario ad alterazioni del metabolismo dei grassi o patologie locali.

  • Deglutidogramma

  • Deglutizione atipica

    La deglutizione deviata (o atipica) si verifica quando persistono movimenti della lingua non funzionali alla deglutizione adulta. Il persistere di una deglutizione infantile porta a diverse conseguenze sia funzionali che estetiche.

  • Demenza

    Stato patologico caratterizzato da deterioramento delle funzioni intellettive già completamente sviluppate. È dovuta a una alterazione cerebrale organica con atrofia degenerativa; le cause possono essere note (vascolari, infiammatorie, tossiche ecc.), o non ben identificate (per esempio, demenze senile e presenile).

  • Demenza frontotemporale

    La demenza frontotemporale (DFT) è una forma rara di demenza che colpisce prevalentemente le persone di mezza età provocando alterazioni e problemi comportamentali.

  • Demenza senile

    Forma di deterioramento mentale che può insorgere dopo i 65 anni di età. Colpisce con maggior frequenza le donne. L'esordio è lento e si manifesta prevalentemente con deficit della memoria, alterazioni del carattere e del comportamento, neurastenia, confusione. Segue una compromissione più marcata delle facoltà intellettive, della memoria e della personalità, disorientamento temporo-spaziale, deliri, rare allucinazioni. Il decorso è progressivo e giunge in poco tempo (in media 4-6 anni) allo sfacelo totale. Nel corso della demenza senile si possono osservare quadri clinici particolari: sindrome presbiofrenica (vedi presbiofrenia), forma delirante, forma melanconica.

  • Demenza vascolare

    Forma di deficit cognitivo determinata dall'alterazione della circolazione sanguigna cerebrale conseguente a eventi acuti, come un ictus o un'emorragia cerebrale, o a patologie croniche, come l'aterosclerosi.

  • Demenze a corpi di lewy

    Si tratta di una demenza definita dalla presenza dei Corpi di Lewy, che risultano essere delle inclusioni intracellulari di alpha-sinucleina ed ubiquitina.

  • Dengue

    Malattia infettiva causata da virus del gruppo degli Arbovirus, sottogruppo Flavivirus. La malattia è limitata alle zone tropicali e subtropicali dove è presente il vettore, la zanzara Aedes aegypti, che trasmette l'infezione, nella forma cosiddetta urbana, con la puntura, dopo essersi a sua volta infettata pungendo un soggetto malato.

  • Densitometria ossea

    È oggi il metodo diagnostico più corrente e universalmente riconosciuto per determinare la densità ossea.

  • Densitometria ossea ad ultrasuoni

  • Denti del giudizio inclusi

  • Depressione

    Disturbo dell'affettività caratterizzato dall'abbassamento del tono dell'umore. Circa il 10% della popolazione ne è interessato nel corso della vita.Caratteristiche generaliL'elevata frequenza sembra essere in relazione anche a elementi di ordine sociale, culturale e ambientale: perdita di valori fondamentali, trasformazione di modelli culturali, tendenza all'idividualismo e alla competizione ecc. La depressione costituisce un sintomo presente in diverse patologie, anche se tale termine è ormai utilizzato per designare sindromi a sfondo depressivo indipendentemente dalla loro origine o causa. Lo stato depressivo comprende manifestazioni psichiche, psicomotorie e somatiche. Ne deriva una condizione di sofferenza e dolore che si manifesta con tristezza, pessimismo, rallentamento dell'ideazione e dell'attività motoria, svalutazione della propria persona e sfiducia nelle propria capacità, perdita di interessi, difficoltà a svolgere le abituali attività, tendenza al pianto, ansia.

  • Depressione unipolare

    Il disturbo depressivo maggiore (classificato in precedenza come depressione unipolare o depressione maggiore) è il disturbo dell'umore più diffuso nella popolazione adulta. A soffrirne sono soprattutto le donne, probabilmente a causa di una predisposizione di tipo ormonale. Il disturbo può insorgere a qualunque età, ma in genere esordisce con maggior frequenza tra i 25 e i 45 anni.

  • Dermastomiosite

    Collagenopatia caratterizzata da un processo infiammatorio localizzato alla pelle e ai muscoli scheletrici, dove si formano accumuli di cellule infiammatorie che portano alla distruzione dei tessuti. Spesso si manifesta in associazione ad altre malattie di questo gruppo (artrite reumatoide, febbre reumatica, sclerodermia); si può trovare in associazione con neoplasie, specie nei soggetti anziani. La causa è sconosciuta. Si ritiene che si tratti di una malattia su base autoimmune (vedi autoimmuni, malattie). La dermatomiosite si manifesta inizialmente con dolore e debolezza, soprattutto dei muscoli prossimali agli arti (cosce e spalle), che rendono difficili alcuni movimenti come salire le scale, pettinarsi ecc. Successivamente possono essere coinvolti altri muscoli: del collo, della laringe e della faringe (con disturbi di deglutizione e di fonazione).

  • Dermatite

    Denominazione generica delle malattie della cute, caratterizzate prevalentemente da fenomeni infiammatori. Possono essere determinate da svariate cause: agenti fisici e chimici, miceti, piogeni, virus ecc.

  • Dermatite atopica

    La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle, con intenso prurito e secchezza cutanea. Interessa il 5-20% dei bambini e l’1-3% degli adulti, con notevoli effetti negativi sulla qualità della vita di chi ne soffre e delle loro famiglie

  • Dermatite bollosa

    La dermatite bollosa è una tipologia particolare di irritazione che comporta la formazione di bolle e vesciche sulla cute: ne esistono diverse forme, così come svariate sono le possibili cause/concause all'origine del problema.

  • Dermatite da contatto

    La dermatite da contatto irritativa è una reazione infiammatoria della pelle dovuta al contatto con sostanze in grado di stimolare una risposta infiammatoria. In seguito al contatto della cute con determinate sostanze si sviluppa una reazione infiammatoria, pruriginosa della pelle caratterizzata dalla comparsa di vescicole.

  • Dermatite erpetiforme

    La dermatite erpetiforme, conosciuta anche come dermatite di Duhring, è un’irritazione della pelle che si manifesta con la comparsa di numerose bollicine che provocano al malato un costante fastidio e forte prurito.

  • Dermatiti allergiche da contatto

  • Dermatofibromi

    Il dermatofibroma, detto anche istiocitoma cutaneo, è una formazione pigmentata di piccole dimensioni, che risulta dura alla palpazione e leggermente in rilievo rispetto alla cute. Questi piccoli noduli benigni sono anche chiamati “fibromi in pastiglia”, poiché al tatto sembrano appunto piccole pastiglie conficcate nella pelle.

  • Dermatofitosi

    È un’infezione della pelle e del pelo, degli animali o degli uomini, sostenuta da alcuni funghi, detti dermatofiti.

  • Dermatologia

  • Dermatomicosi

    Malattie della pelle causate da infezioni da parte di funghi parassiti.

  • Dermatomiosite

    La dermatomiosite è una patologia infiammatoria idiopatica che interessa la pelle ed i muscoli, dando luogo a deficit muscolari, come atrofia, dolore, debolezza e alcuni segni cutanei tipici, come rash e sclerodermia.

  • Dermatoscopia

    Metodica non invasiva che attraverso l’osservazione della cute mediante un microscopio da appoggiare sulla pelle, permette al dermatologo di osservare degli aspetti morfologici della lesione impossibili ad osservarsi ad occhio nudo.

  • Dermatoscopia/epiluminescenza

  • Dermatosi

    Termine generico, impreciso, che viene spesso impiegato per indicare le malattie della pelle, soprattutto relativamente a quelle ad andamento cronico.

  • Dermatosi croniche

  • Dermatosi neutrofila atipica cronica

    La sindrome da dermatosi neutrofila atipica cronica con lipodistrofia e temperatura corporea elevata è una malattia autoinfiammatoria appartenente al gruppo delle sindromi da disfunzione del proteosoma, ed è caratterizzata da febbre ricorrente ad esordio precoce, palpebre gonfie dal colore violaceo, lipodistrofia progressiva, artralgia, lesioni cutanee purpuree e ritardo dello sviluppo fisico.

  • Deterioramento cognitivo lieve

    Il decadimento cognitivo lieve è una condizione clinica caratterizzata da una sfumata difficoltà in uno o più domini cognitivi (quali, ad esempio, memoria, attenzione o linguaggio), oggettivata attraverso i test neuropsicologici, tale però da non compromette le normali e quotidiane attività di una persona.

  • Determinazione amplificazione geni

  • Deviazione del setto nasale

    La deviazione del setto nasale, oltre ad avere un'origine oongenita, può essere il risultato di un trauma facciale (deviazioni settali secondarie) con rottura della parte cartilaginea e, più raramente, di quella ossea.

  • Diabete

    Termine che nel linguaggio comune indica il diabete mellito.

  • Diabete in gravidanza

    Il diabete mellito gestazionale, con iperglicemia che compare in gravidanza e può regredire dopo il parto, costituendo pur sempre un elemento di rischio per sviluppo successivo di diabete mellito.

  • Diabete insipido

    Malattia caratterizzata da emissione di grandi quantità di urina (poliuria) molto diluita e quindi a basso peso specifico in seguito a diminuito assorbimento di acqua da parte dei tubuli renali. Il diabete insìpido può essere causato da una insufficiente produzione di vasopressina per una malattia dell'ipotalamo o dell'ipofisi posteriore (traumi cranici, tumori, sarcoidosi, emocromatosi, alterazione dei vasi della regione, irradiazione locale) o da una anomalia congenita dei tubuli renali, che sono insensibili all’azione della vasopressina.

  • Diabete insipido nefrogenico

    ll diabete insipido nefrogenico è una malattia caratterizzata da un’eccessiva produzione di urina (poliuria) e conseguente sete intensa (polidipsia), causata dall’incapacità del rene di concentrare l’urina.

  • Diabete mellito

    Malattia del ricambio caratterizzata da alterazione del metabolismo dei carboidrati. Il paziente diabetico, per una carenza assoluta o relativa di insulina, non riesce a utilizzare gli zuccheri; pertanto questi restano in circolo e determinano un aumento della glicemia. Il diabete mellito si riconosce per la cronica iperglicemia, spesso accompagnata da polidipsia (aumento della sete), poliuria (aumento della quantità di urine), perdita di peso, obnubilamento del sensorio, che conducono, in assenza di adeguata terapia, al coma e alla morte.

  • Diabete mellito in età adolescenziale

  • Diabete mellito in età prediatrica

  • Diabete mellito tipo 1

    DDM o di tipo 1 (diabete mellito insulino-dipendente), caratterizzato da un esordio generalmente brusco e grave, spesso come conseguenza di una malattia infettiva stagionale, che compare in soggetti giovani o in bambini, e necessita di terapia insulinica.

  • Diabete mellito tipo 2

    NIDDM (diabete mellito non insulino-dipendente) o di tipo 2, che si presenta invece con esordio graduale e in genere colpisce soggetti di media età, spesso obesi, i quali nella maggior parte dei casi hanno dei diabetici tra i parenti di primo grado; diabete mellito collegato alla malnutrizione, presente esclusivamente nei paesi sottosviluppati, pare per diretto danno pancreatico; altre condizioni o sindromi in cui il diabete mellito si associa a malattie del pancreas, malattie di origine ormonale, condizioni indotte da farmaci o sostanze chimiche, anormalità dell’insulina o dei suoi recettori, o sindromi genetiche.

  • Diabetologia

  • Diabetologia

  • Diagnosi e trattamento della sindrome del legamento arcuato

  • Diagnostica in oncologia

  • Diagnostica per immagini

  • Diagnostica per immagini

  • Diagnostica strumentale

  • Diarrea

    Disturbo della defecazione caratterizzato dall'evacuazione di un maggior volume di feci a consistenza ridotta, più volte al giorno e talora anche durante la notte. La diarrea può essere di tipo secretorio, per aumento patologico della secrezione di succhi digestivi o ridotto assorbimento di sostanze nell'intestino; di tipo essudativo, per infiammazione dell'intestino, con comparsa nelle feci di muco, pus e spesso di sangue; osmotica, per la presenza di sostanze non assorbibili nell'intestino, con richiamo d'acqua che poi passa nelle feci; da alterazioni anatomiche intestinali.

  • Diarrea del viaggiatore

    Detta anche “Vendetta di Montezuma”, è un evento molto comune e si manifesta nella maggior parte dei soggetti che affrontano un viaggio.

  • Diastasi dei muscoli retti

    La diastasi dei muscoli retti addominali è una patologia che consiste in una dilatazione oltre la norma dell’aponeurosi tendinea, ossia il legamento che tiene uniti i due retti addominali situati ai due lati della parte anteriore dell’addome.

  • Dietologia

  • Dietologia

  • Difetti cromosomici

  • Difetti dei dotti

  • Difetti ereditari della coagulazione

  • Difetti posturali

  • Difetti refrattivi

    Miopia, astigmatismo e ipermetropia sono diversi disturbi della vista detti appunto difetti o vizi refrattivi.

  • Difetto inter atriale tipo ostium secundum

  • Difetto interatriale (dia)

    Definisce un'anomalia cardiaca congenita in cui l'atrio destro comunica con il sinistro determinando un aumento del flusso di sangue nelle sezioni destre del cuore (atrio destro->ventricolo destro->arteria polmonare - in blu nel diagramma), che per lavorano di più rispetto al normale.

  • Difetto interventricolare (div)

    Il difetto interventricolare (DIV) è un foro nella parete che separa i due ventricoli (setto interventricolare) ed è la cardiopatia congenita più frequente venendo riscontrata in oltre il 30% dei bambini cardiopatici.

  • Diffusione alveolo-capillare

    La Diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio, nota anche come DLCO (Diffusion Lung CO) è un esame incruento che permette di individuare un eventuale deficit di capacità di trasferimento dell’ossigeno ai tessuti, legata a patologie respiratorie, cardiologiche e/o ematologiche.

  • Difterite

    Malattia infettiva causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Il batterio penetra per via aerea e si localizza in faringe o in laringe dove causa una reazione infiammatoria, fibrinoso-necrotica, con caratteristiche pseudomembrane; confinato alle pseudomembrane, il batterio produce una tossina, che va in circolo con azione dannosa sul sistema nervoso, sul cuore, sul surrene e sugli altri organi. A seconda della localizzazione delle pseudomembrane si possono avere forme diverse di difterite: angina difterica, con membrane in sede faringea; laringite difterica, più rara, in cui le membrane sono localizzate sulle corde vocali e possono portare a ostruzione laringea con soffocamento. Nei lattanti si può avere anche localizzazione solamente nasale, importante per la diffusione del contagio.

  • Dilatazione uretrale

  • Dilatazioni uretrali progress.

  • Dipendenza da alcol e sostanze psicoattive

  • Dipendenze

  • Dipendenze dall’alcol

    Fenomeni per cui il benessere psicofisico di una persona dipende dall'assunzione di una sostanza chimica. Si verificano in seguito al consumo ripetuto di alcune sostanze, dette assuefacenti. Se l'individuo dipendente sospende la somministrazione della sostanza, va incontro a sintomi di astinenza. La dipendenza può essere solo psichica, o fisica e psichica, e assume notevole rilievo sociale nell'alcolismo, nel tabagismo, nelle tossicodipendenze.

  • Disabilità intellettiva

  • Disabilità multipla complessa

  • Disabilità neuropsichiatrica

  • Disagio psicologico e patologie psichiche di grado lieve

  • Disartria

    Disturbo dell'articolazione della parola, che risulta lenta e scandita. Dipende da lesioni delle vie nervose che regolano la fonazione e l'articolazione della parola, mentre la formulazione mentale di essa è regolare.mentale di essa è regolare.

  • Disautonimie

    Alterato equilibrio funzionale del sistema nervoso autonomo.

  • Discheratosi

    Alterazione dello sviluppo dell'epidermide che consiste in una precoce e imperfetta cheratinizzazione di alcune cellule dello strato malpighiano (vedi cute), con perdita di ogni rapporto con le cellule contigue. La discheratosi follicolare vegetante, detta anche malattia di Darier, è una forma di dermatosi giovanile, ereditaria, a decorso cronico e progressivo con peggioramenti nella stagione estiva.

  • Discografia lombare

  • Discografia lombare

  • Discopatie degenerative

    Alterazioni patologiche del disco intervertebrale: possono essere di tipo meccanico, degenerativo o infiammatorio. Le lesioni infiammatorie sono per lo più infettive (da stafilococco, da bacillo di Koch), e spesso coinvolgono corpi vertebrali contigui.

  • Discrombie

    Le discromie cutanee, comunemente definite "macchie della pelle", sono condizioni in cui aree della pelle più o meno estese dell'epidermide sono più chiare o più scure rispetto al resto della cute. A causarle possono essere irritazioni, infiammazioni, ustioni solari ripetuti, infezioni da parte di funghi o batteri, oppure reazioni autoimmunitarie.

  • Disfagia

    Difficoltà a deglutire cibi solidi e liquidi. Si distinguono una disfagìa organica, causata da lesioni situate tra la bocca e lo stomaco, e una disfagìa funzionale, dovuta a malfunzionamento della muscolatura faringo-esofagea. La disfagìa organica (o meccanica) può essere causata da malformazioni congenite, infiammazioni acute o croniche, tumori, compressioni esterne e diverticoli esofagei.

  • Disfagie neurogene

    La disfagia è definita come difficoltà a deglutire.

  • Disfibrinogenemia

    I difetti congeniti del fibrinogeno sono disturbi della coagulazione caratterizzati da sintomi emorragici lievi o gravi, dovuti alla una riduzione e/o a una alterazione qualitativa del fibrinogeno circolante.

  • Disfonia

    Disturbo a carico della funzione di emissione dei suoni. Si manifesta per un deficit motorio delle corde vocali o per difetti della loro tensione o vibrazione; le cause sono processi funzionali od organici di qualsiasi tipo, interessanti gli organi connessi con la fonazione.le cause sono processi funzionali od organici di qualsiasi tipo, interessanti gli organi connessi con la fonazione.

  • Disfonie infantili

  • Disfunzione dello sfintere di oddi

    La disfunzione dello Sfintere di Oddi (SOD) è una patologia benigna, comprende disordini che non hanno fattori eziologici dimostrabili (litiasi, neoplasie, pancreatite cronica, diverticoli).

  • Disfunzione erettile

    La disfunzione erettile è un disturbo che impedisce all’uomo di raggiungere e/o mantenere la sufficiente erezione del pene. Circa il 13% della popolazione maschile italiana soffre di questo disturbo ma l’incidenza sale al 50% considerando gli uomini con una età compresa tra i 40 e i 70 anni.

  • Disfunzione tiroidee

  • Disfunzioni articolari che comportino difficoltà o dolore alla apertura della bocca

  • Disfunzioni dell'equilibrio

  • Disfunzioni metaboliche

    La sindrome metabolica è il nome di un gruppo di fattori di rischio legati al sovrappeso e all’obesità, che aumentano le probabilità di malattie cardiache ed altri problemi di salute come il diabete e l’ictus: i fattori di rischio sono comportamenti o condizioni che aumentano la probabilità di incorrere in una malattia.

  • Disfunzioni motorie primitive dell’esofago

  • Disfunzioni sessuali

    Inadeguatezze o disturbi che caratterizzano una o più fasi del ciclo sessuale, per cui l'esperienza risulta insoddisfacente per uno o entrambi i partner. La disfunzione sessuale può essere primaria, cioè esistita da sempre, o secondaria; situazionale (si verifica in determinate situazioni, o solo con alcuni partner), o assoluta. Le cause delle disfunzioni sessuali possono essere organiche (malattie, traumi) o psicologiche (ansia, paura, depressione, inadeguata comunicazione di coppia).

  • Disgenesia gonadica

    La disgenesia gonadica completa tipo 46,XY (CGD 46,XY) è una malattia dello sviluppo sessuale (DSD) che si associa ad anomalie dello sviluppo gonadico con genitali femminili esterni e interni, in presenza di un cariotipo 46,XY.

  • Dislessia

    Detta anche legastenia, è una difficoltà di apprendimento della lettura che si manifesta con vari sintomi fra cui inversione di lettere, e scambio di lettere simmetriche. Quando è legata a fattori di maturazione la dislessia si dice evolutiva, mentre quando le capacità generali di rendimento non sono alterate si parla di dislessia specifica.

  • Dislessia evolutiva

    La dislessia evolutiva si manifesta con una lettura lenta e/o scorretta (molto spesso associata a una difficoltà di comprensione del testo); errori frequenti possono essere l'inversione o la sostituzione di lettere.

  • Dislipidemie

    Le dislipidemie sono patologie caratterizzate da anomalie del metabolismo di lipidi e lipoproteine con conseguente alterazione delle loro concentrazioni plasmatiche.

  • Dislipidemie congenite

  • Dismorfismi

  • Dismorfismi cranio facciali

    Il dismorfismo cranico-facciale è caratterizzato da malformazioni dovute a un errato sviluppo dell’embrione durante la vita intrauterina. Queste anomalie possono riguardare il cranio, craniosinostosi (chiusura prematura delle suture del cranio), la faccia, disostosi (sviluppo anomalo delle ossa facciali), oppure entrambi.

  • Dismorfismi della piramide nasale

  • Disordine combinato soggettivo-genitale dell’eccitazione

    Le disfunzioni sessuali femminili (DSF) sono definite come disordini del desiderio sessuale, dell’eccitazione, dell’orgasmo e/o dolore all’atto sessuale, che comportano disagio personale e un effetto negativo sulla salute e sulla qualità di vita della donna.

  • Disordine del desiderio sessuale ipoattivo

    Il disturbo del sessuale desiderio sessuale ipoattivo (HSDD – Hypoactive sexual desire disorder) rappresenta la carenza o mancanza del desiderio e consiste nella sua inibizione del ciclo mestruale.

  • Disordine dell’eccitazione sessuale genitale

  • Disordine dell’orgasmo

    Si parla di disturbo dell’orgasmo femminile quando vi è un persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell'orgasmo dopo una fase normale di eccitazione sessuale.

  • Disordine persistente dell’eccitazione sessuale

    Eccitazione sessuale genitale (congestione, pulsazione, lubrificazione) spontanea, intrusiva e non desiderata, in assenza di desiderio e di interesse sessuale. La consapevolezza dell’eccitazione è tipicamente, ma non invariabilmente, spiacevole. L’eccitazione non è ridotta da uno o più orgasmi. La sensazione di eccitazione può persistere per ore, giorni o più”.

  • Disordine soggettivo dell’eccitazione sessuale

  • Disordini del metabolismo delle purine e delle pirimidine

    I disordini ereditari del metabolismo delle purine e delle pirimidine comprendono un ampio spettro di malattie con varie possibili presentazioni. Queste includono iperuricemia, insufficienza renale acuta, gotta, deficit neurologici inspiegabili.

  • Disordini del movimento

    Tra i disturbi del movimento - noti come discinesie - spicca la distonia, responsabile di contrazioni e spasmi muscolari involontari che costringono il soggetto ad assumere posture fisiche anormali o a realizzare movimenti inconsueti, spesse volte dolenti.

  • Disordini della motilità oculare

    Anomalie della motilità oculare e in particolare alle posizioni anomale del capo.

  • Disordini dell’identità e delle reazioni sociali

  • Disordini emorragici

  • Disordini ormonali

  • Disortografia

  • Dispareunia

    Coito doloroso nella donna. Le cause emotive e conflittuali sono probabilmente da considerarsi le più frequenti: la dispareunìa, in questo caso, è spesso espressione di un rapporto vissuto come evento sgradevole. Le disfunzioni fisiche che possono provocare dispareunìa sono: insufficiente lubrificazione della vagina, infezioni e infiammazioni delle vie genitali (vaginiti, bartoliniti ecc.), spasmi dei muscoli genitali, malformazioni genitali, imene imperforato o rigido, postumi di parto o di interventi chirurgici o radianti, malattia infiammatoria pelvica.

  • Dispepsia

    Termine che indica genericamente un disturbo della digestione. Vengono distinte forme primitive, nelle quali non è possibile riconoscere alcuna malattia organica, da forme secondarie a patologie dell'apparato digerente (ulcere peptiche, ernie iatali, riflusso gastroesofageo, malattie epatiche e delle vie biliari, pancreatiti croniche, appendicopatie, parassitosi intestinali e neoplasie), o a patologie extraintestinali (cardiopatie, malattie vascolari, pneumopatie croniche, nefropatie, diabete). Il paziente può lamentare dolori e bruciori epigastrici a breve distanza dai pasti, seguiti a volte da vomito nelle forme con aumento della motilità e delle secrezioni gastroduodenali; oppure avvertire acidità di stomaco da quattro a sei ore dopo i pasti, con digestione laboriosa e senso di peso epigastrico nelle forme con diminuzione della motilità e delle secrezioni gastroduodenali.

  • Displasia aritmogena del ventricolo destro

    La displasia o cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVD/C) è una patologia del muscolo cardiaco (prevalentemente a carico del ventricolo destro) caratterizzata da anomalie funzionali e strutturali dovute alla sostituzione del miocardio (il normale tessuto muscolare cardiaco) con tessuto adiposo o fibro-adiposo.

  • Displasia dell'anca

    La displasia dell'anca è una deformità articolare che ha inizio durante la vita intrauterina del bambino, ma continua a evolvere durante i primi anni di vita. Questa scoperta ha fatto abbandonare la vecchia definizione di "displasia congenita dell'anca" in favore di quella più corretta di "displasia evolutiva dell'anca".

  • Displasia fibrosa

    Anomalia dello sviluppo di un tessuto o di un organo, con alterazioni della funzionalità e possibili deformità. Il termine displasìa designa anche l'alterazione della grandezza, della forma, dell'organizzazione delle cellule adulte che istologicamente precede, nell'evoluzione di un tumore maligno, l'insorgenza del tumore stesso.

  • Displasia frontonasale

    La displasia frontonasale o sindrome della schisi mediana descrive un insieme di anomalie che colpiscono l'occhio, la fronte e il naso, in rapporto a una disrafia mediofacciale.

  • Displasia renale

    Le strutture interne di uno o di entrambi i reni del bambino non si sviluppano normalmente. Sacche piene di liquido chiamato cisti sostituire il tessuto renale normale. La displasia renale di solito accade in un solo rene.

  • Displasie ossee

    La displasia fibrosa dell'osso è una malattia scheletrica benigna non ereditaria congenita, nella quale l'osso viene sostituito da un tessuto simil-fibroso con osteogenesi precoce.

  • Dissezioni acute e croniche dell’aorta toraco-addominale

  • Dissezioni aortiche

    Dilatazioni dell'aorta dovute allo scollamento della tonaca intima del vaso e alla formazione di una via di flusso sanguigno fra questa e le altre tonache di rivestimento del vaso. Costituiscono le più frequenti e le più importanti patologie acute a carico dell'aorta e se non trattata è quasi sempre mortale. La diagnosi tempestiva e le attuali possibilità di cura consentono alla maggior parte dei pazienti di sopravvivere.

  • Distacco della retina

    Il distacco di retina è la separazione della retina dal tessuto sottostante, la coroide. Si manifesta con la comparsa di una tenda o di un’ ombra scura nel campo visivo, dovuta alla porzione di retina staccata che non lavora più.

  • Distonia di torsione idiopatica

    La distonia è una sindrome caratterizzata da contrazioni muscolari protratte, che frequentemente causano movimenti di torsione ripetitivi e posture anormali. Le posture distoniche consistono in atteggiamenti scorretti degli arti e del tronco. I movimenti distonici sono movimenti lenti, di torsione, che coinvolgono anch'essi sia gli arti che il tronco e sono stati paragonati alla progressione di una vite

  • Distonie

    La distonia è una malattia caratterizzata da un’iperattività involontaria e prolungata di alcuni muscoli, che può interferire più o meno pesantemente con lo svolgimento di normali attività. Può riguardare qualsiasi gruppo muscolare: muscoli del volto, del collo, degli arti o del tronco si contraggono in modo involontario e prolungato, anche per decine di secondi.

  • Distorsioni

    Lesioni della capsula e dei legamenti di un'articolazione, provocate da un trauma indiretto, cioè che non agisce direttamente sulle strutture lese, ma impone all'articolazione un movimento esagerato e anomalo.

  • Distrofia

    Alterazione patologica delle condizioni di nutrizione di tessuti o organi, con conseguenti disturbi anatomici e funzionali.

  • Distrofia bollosa

    La distrofia bollosa tipo maculare è una patologia genetica caratterizzata dalla formazione di vescicole cutanee atraumatiche, alopecia, iperpigmentazione cutanea, acrocianosi, statura bassa, microcefalia, ritardo mentale, dita affusolate e anomalie ungueali.

  • Distrofia dei coni

    Le distrofie dei coni e dei bastoncelli (CRD) sono distrofie retiniche ereditarie, che appartengono al gruppo delle retiniti pigmentose.

  • Distrofia di becker

    La distrofia muscolare di Becker (DMB) è una malattia neuromuscolare da atrofia e debolezza muscolare progressiva, secondaria alla degenerazione dei muscoli scheletrici, lisci e cardiaci.

  • Distrofia di duchenne

    La distrofìa muscolare di Duchenne, che si presenta in due forme, l'una trasmessa attraverso i cromosomi sessuali e l'altra attraverso gli autosomi. La prima è la più grave e la più frequente fra tutte le distrofìe muscolari progressive; si trasmette attraverso le madri unicamente ai figli maschi. Ha un'incidenza di 1:3.000 nati maschi. Inizia a 2-4 anni: il bimbo cade con facilità, si rialza a stento, quasi arrampicandosi; l'andatura è anserina; in seguito i muscoli dei polpacci si ingrossano; entro pochi anni la malattia si diffonde agli altri distretti corporei, per cui prima della pubertà questi soggetti sono immobilizzati sulla sedia a rotelle, obesi, con retrazioni e contratture che fanno loro assumere posizioni viziate, mentre la mente si mantiene lucida; la morte avviene in genere verso i 20 anni per broncopolmonite o scompenso cardiaco, poiché la distrofìa muscolare colpisce anche i muscoli respiratori e il tessuto muscolare cardiaco.

  • Distrofia ialina della retina

    Malattia caratterizzata da perdita graduale della vista o cecità notturna (emeralopìa) e da segni oculari che comprendono la liquefazione delcorpo vitreo, la retinoschisi maculare e l'atrofìa e la pigmentazioneperiferica dell'epitelio pigmentato della retina. L'elettroretinogramma è estinto o marcatamente anomalo.

  • Distrofia miotonica tipo 1

    La distrofia miotonica di tipo 1 è una malattia caratterizzata da debolezza muscolare soprattutto a carico dei muscoli distali degli arti (avambraccio, mano, gamba, piede) e del volto, nonché dal fenomeno miotonico da cui prende il nome

  • Distrofia miotonica tipo 2

    E' una malattia genetica, autosomica dominante caratterizzata da una perdita di forza progressiva causata da degenerazione delle cellule muscolari (distrofia) associata ad una rigidità muscolare con difficoltà nel rilasciamento muscolare (miotonia).

  • Distrofia muscolare congenita

    Malattia ereditaria dei muscoli striati, geneticamente determinata, conseguenza cioè di un errore localizzato in un frammento della molecola di DNA di un cromosoma. Dovuta ad alterazioni di proteine del sarcolemma (distrofina, sarcoglicano e merosina), la membrana che ricopre la fibrocellula muscolare, che servono a stabilizzare le proteine contrattili (actina e miosina).

  • Distrofia muscolare dei cingoli

    La distrofìa muscolare dei cingoli, la più frequente dopo la Duchenne, è caratterizzata da atrofie che partono dai muscoli del cingolo scapolo-omerale e pelvico. Inizia nel secondo decennio di vita e si diffonde molto lentamente. La distrofìa muscolare di Landouzy-Déjérine, rara, insorge tra i 10 e i 30 anni; interessa dapprima solo la muscolatura mimica e in seguito i cingoli scapolari e le estremità prossimali degli arti superiori; l'inabilità è molto tardiva.

  • Distrofia muscolare di becker

    La distrofia muscolare di Becker (DMB) è una malattia neuromuscolare da atrofia e debolezza muscolare progressiva, secondaria alla degenerazione dei muscoli scheletrici, lisci e cardiaci.

  • Distrofia muscolare di duchenne

    La distrofìa muscolare di Duchenne, che si presenta in due forme, l'una trasmessa attraverso i cromosomi sessuali e l'altra attraverso gli autosomi. La prima è la più grave e la più frequente fra tutte le distrofìe muscolari progressive; si trasmette attraverso le madri unicamente ai figli maschi. Ha un'incidenza di 1:3.000 nati maschi. Inizia a 2-4 anni: il bimbo cade con facilità, si rialza a stento, quasi arrampicandosi; l'andatura è anserina; in seguito i muscoli dei polpacci si ingrossano; entro pochi anni la malattia si diffonde agli altri distretti corporei, per cui prima della pubertà questi soggetti sono immobilizzati sulla sedia a rotelle, obesi, con retrazioni e contratture che fanno loro assumere posizioni viziate, mentre la mente si mantiene lucida; la morte avviene in genere verso i 20 anni per broncopolmonite o scompenso cardiaco, poiché la distrofìa muscolare colpisce anche i muscoli respiratori e il tessuto muscolare cardiaco.

  • Distrofia muscolare di emory-dreifuss

    La distrofia muscolare di Emery-Dreifuss è una malattia muscolare caratterizzata da tre segni clinici specifici: contratture dei tendini (d'Achille, del collo e dei gomiti), che si manifestano in genere già nella prima infanzia e, con il tempo, possono causare una limitazione della mobilità articolare.

  • Distrofia muscolare distale

    La trasmissione è autosomica dominante. La miopatia di Miyoshi, trasmessa con modalità autosomica recessiva, si manifesta inizialmente a livello della muscolatura distale degli arti inferiori e progredisce con successiva ipostenia a livello di cosce, glutei, e della muscolatura prossimale degli arti superiori.

  • Distrofia muscolare facio-scapolo-omerale

    La distrofia muscolare facio-scapolo-omerale è una malattia genetica caratterizzata da debolezza muscolare progressiva che interessa in particolare i muscoli della faccia, delle spalle, delle braccia e, in alcuni casi, anche degli arti inferiori.

  • Distrofia muscolare oculo-gastro-intestinale

    La distrofia muscolare oculo-gastro-intestinale è una malattia neuromuscolare estremamente rara, a trasmissione autosomica recessiva, caratterizzata da sintomi oculari, come la ptosi e la diplopia, seguite da diarrea cronica, malnutrizione e pseudo-ostruzione intestinale.

  • Distrofia muscolare oculofaringea

    La distrofia muscolare oculo-faringea è una malattia muscolare a lenta progressione caratterizzata principalmente da abbassamento delle palpebre (ptosi) e da difficoltà di deglutizione (disfagia) associata ad altri sintomi quali debolezza muscolare al viso, agli arti e al tronco e disfonia.

  • Distrofia vitelliforme di best

    La distrofia maculare vitelliforme di Best (BVMD) è una distrofia maculare genetica, caratterizzata dalla perdita dell'acuità visiva centrale, da metamorfopsia, e da una riduzione dell'indice di Arden, secondaria ad una lesione ''a tuorlo d'uovo'' localizzata nella regione foveale o parafoveale.

  • Distrofia vitreo-retinica

    Malattie retiniche geneticamente determinate caratterizzate da una progressiva degenerazione dei fotorecettori. Possono interessare inizialmente e prevalentemente la retina periferica (retinite pigmentosa e forme affini) o la retina centrale (distrofie maculari).

  • Distrofie corioretiniche

    Le distrofie corioretiniche rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie ereditarie, la cui diagnosi e gestione richiede collaborazione integrata con diversi specialisti.

  • Distrofie e degenerazioni corneali

  • Distrofie ereditarie della cornea

    Le distrofie corneali sono un gruppo di disturbi progressivi, solitamente bilaterali, in gran parte geneticamente determinati, di natura non infiammatoria, che causano opacizzazione.

  • Distrofie ereditarie della coroide

    Sono un gruppo eterogeneo di patologie, geneticamente determinate, che colpiscono la coroide, l'epitelio pigmentato e la retina provocando la degenerazione progressiva di questi tessuti.

  • Distrofie miotoniche

    La distrofia è una malattia caratterizzata da progressiva debolezza muscolare prevalentemente dei muscoli distali degli arti nella DM di tipo 1, e nei muscoli prossimali in quella di tipo 2.

  • Distrofie muscolari

  • Distrofie muscolari congenite

  • Distrofie neuro-assonali

    La distrofia neuroassonale infantile (INAD) è una malattia neurodegenerativa rara caratterizzata da regressione psicomotoria, deterioramento mentale progressivo con segni piramidali simmetrici e ipotonia marcata a livello del tronco, che evolvono verso la tetraplegia spastica, il deficit visivo e la demenza.

  • Distrofie retiniche ereditarie

    Si tratta di un gruppo etereogeneo di patologie oculari, geneticamente determinate, in cui per coinvolgimento di geni e di meccanismi eziopatogenetici differenti si assiste alla progressiva degenerazione dei fotorecettori retinici (coni e bastoncelli). Vengono suddivise in due grosse categorie a seconda che siano interessati inizialmente e prevalentemente i bastoncelli (rod-cone dystrophies, impropriamente dette forme periferiche) o i coni (cone-rod dystrophies, impropramente dette distrofie maculari).

  • Distrofie vulvari

  • Distrofinopatie x-linked

    Le distrofie muscolari di Duchenne e Becker (DMD e DMB) sono malattie neuromuscolari caratterizzate da atrofia e debolezza muscolare progressiva da degenerazione dei muscoli scheletrici, lisci e cardiaci.

  • Disturbi comportamentali

    Con il termine di disturbi della condotta sono descritti una serie di comportamenti inadeguati, in cui i diritti fondamentale degli altri oppure le norme e le regole della vita sociale vengono violate.

  • Disturbi comportamentali del sonno

    Il disturbo comportamentale del sonno REM (Rapid eye movement sleep Behavior Disorder - RBD) è un disturbo motorio e comportamentale che si verifica durante la fase di sonno REM. Fisiologicamente durante tale fase di sonno i centri nervosi che inviano il comando alla muscolatura volontaria (α-motoneuroni spinali o nuclei motori del tronco encefalico) sono inibiti da centri nervosi localizzati superiormente (a livello del tronco encefalico). La fase REM è caratterizzata dunque da un'intensa attività mentale onirica e da una paralisi muscolare e ciò ci permette di sognare senza che il nostro corpo si muova, eccezion fatta per la muscolatura oculare (di qui la denominazione di sonno REM “rapid eye movements” che sta appunto per “movimenti oculatri rapidi”).

  • Disturbi comportamentali nel sonno

  • Disturbi comportamento alimentare

    I disturbi del comportamento alimentare (DCA) o disturbi dell’alimentazione sono patologie caratterizzate da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile.

  • Disturbi d'ansia

    I disturbi d’ansia differiscono dalla normale paura o ansia evolutive perché sono eccessivi o persistenti (durano tipicamente 6 mesi o più) rispetto allo stadio di sviluppo.

  • Disturbi d'ansia e panico

  • Disturbi da accumulo di lipidi

    La malattia da accumulo di lipidi neutri (NLSD) è una patologia su base genetica di recente scoperta che causa complicazioni che possono colpire la cute, il cuore e i muscoli

  • Disturbi da discontrollo degli impulsi

  • Disturbi degli annessi cutanei

  • Disturbi del ciclo dell'urea

    I disturbi del ciclo dell’urea sono un’anomalia ereditaria che possono causare problemi con la rimozione dei rifiuti dal corpo tramite le urine.

  • Disturbi del comportamento

  • Disturbi del comportamento alimentare

  • Disturbi del linguaggio

    I disturbi specifici del linguaggio interessano la comprensione e la produzione di parole e/o frasi. Possono presentarsi come un ritardo nella produzione dei suoni linguistici o con alterazioni di diverso tipo (lessicale, sintattico-grammaticale...). Il trattamento d'elezione è quello logopedico, ma è necessaria un'accurata valutazione per individuare la compresenza di altri eventuali problemi.

  • Disturbi del metabolismo e del trasporto degli aminoacidi

    I disturbi del metabolismo e del trasporto degli aminoacidi comprendono un gruppo molto vasto di malattie diverse, in cui un deficit enzimatico, sia totale che parziale, altera la sintesi o il catabolismo di molecole complesse con tre effetti principali: accumulo del prodotto non metabolizzabile a monte; intossicazione acuta o progressiva per l'accumulo di prodotti tossici; mancanza del prodotto finale.

  • Disturbi del metabolismo e del trasporto dei carboidrati escluso diabete mellito

  • Disturbi del movimento

    Tra i disturbi del movimento - noti come discinesie - spicca la distonia, responsabile di contrazioni e spasmi muscolari involontari che costringono il soggetto ad assumere posture fisiche anormali o a realizzare movimenti inconsueti, spesse volte dolenti.

  • Disturbi del pavimento pelvico

    Patologie del pavimento pelvico possono essere molteplici e soltanto una completa valutazione clinica può evidenziare le eventuali alterazioni multi fattoriali alla loro base.

  • Disturbi del respiro

  • Disturbi del sonno

  • Disturbi dell'alimentazione

  • Disturbi dell'equilibrio

    Le cause alla base di un disturbo dell’equilibrio possono essere le più svariate; esistono, infatti, diverse patologie che possono creare problemi di equilibrio (lesioni cerebrali o cerebellari, condizioni patologiche a carico dell’orecchio interno, assunzione di determinati farmaci ecc.).

  • Disturbi dell'identità di genere

    Il termine disturbo d'identità di genere (DIG) denota, in generale, una forte discrepanza tra identità di genere e sesso biologico.

  • Disturbi dell'udito

    I deficit della funzione uditiva vengono anche definiti ipoacusie e possono essere schematizzati in due grandi categorie dal punto di vista clinico-audiometrico, in base alla localizzazione del problema:

  • Disturbi dell'umore

    I disturbi dell’umore sono sindromi psicopatologiche caratterizzate da un’alterazione dei meccanismi fisiologici di oscillazione del tono dell’umore che normalmente permettono all’individuo di adeguare le proprie reazioni alle condizioni dell’ambiente che lo circonda.

  • Disturbi della condotta alimentare

  • Disturbi della conduzione atrio-ventricolare

    I disturbi della conduzione dello stimolo si presentano con dei sintomi molto differenti. Nelle forme leggere le persone interessate non hanno alcun disturbo, nelle forme gravi possono verificarsi degli svenimenti improvvisi con acuto pericolo di vita.

  • Disturbi della differenziazione sessuale

  • Disturbi della memoria

  • Disturbi della menopausa

  • Disturbi della minzione

    Per ciascuna delle caratteristiche della minzione (sensazioni avvertite prima, durante e dopo la minzione, facilità di inizio, mantenimento e completamento della minzione, caratteristiche del mitto, quantità di urina emessa ad ogni minzione, frequenza delle minzioni) si possono verificare delle alterazioni che evidenziabili dal paziente e/o dal medico.

  • Disturbi della voce

  • Disturbi dello spettro autistico

    I Disturbi dello Spettro Autistico sono caratterizzati da una compromissione grave e generalizzata in 2 aree dello sviluppo: quella delle capacità di comunicazione e interazione sociale (Deficit nella comunicazione della reciprocità sociale ed emotiva, nella comunicazione non verbale usata a scopo sociale, nella creazione e mantenimento di legami sociali adeguatamente al livello generale di sviluppo) e quella nell’area degli interessi e delle attività.

  • Disturbi dello sviluppo sessuale

  • Disturbi di natura psicosomatica

  • Disturbi di panico

    Consiste in uno stato di intensa paura che raggiunge il suo picco nel giro di dieci minuti, caratterizzato dalla comparsa, spesso inaspettata, di sintomi fisici molto spiacevoli dovuti all’attivazione del sistema simpatico e pensieri catastrofici (paura di morire, di impazzire, svenire).

  • Disturbi di personalità

    I Disturbi di Personalità costituiscono delle modalità, relativamente inflessibili, di percepire, reagire e relazionarsi alle altre persone e agli eventi; tali modalità riducono pesantemente le possibilità del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti per sé e per gli altri.

  • Disturbi di rotazione degli arti inferiori

  • Disturbi dissociativi

    Un disturbo dissociativo è caratterizzato da una discontinuità nella normale integrazione della coscienza, della memoria, dell’identità, della percezione, della rappresentazione del corpo e del comportamento.

  • Disturbi funzionali della minzione

  • Disturbi metabolici

  • Disturbi minzionali

  • Disturbi ossessivo-compulsivi

    È un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni.

  • Disturbi psico-somatici

    I disturbi psicosomatici si possono considerare malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico e che sono causate o aggravate da fattori emozionali.

  • Disturbi respiratori del sonno

    L'espressione "disturbi respiratori nel sonno" si riferisce a una gamma di condizioni che provocano una respirazione anomala durante il sonno.

  • Disturbi somatoformi

    I disturbi somatoformi e psicosomatici si presentano con manifestazioni somatiche e difficilmente la persona che ne soffre li correla a processi di tipo psicologico. Per tale motivo, il trattamento psicologico viene spesso rifiutato dal paziente.

  • Disturbi specifici dell'apprendimento

    Si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disturbi manifestati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica, presumibilmente dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale.

  • Disturbo bipolare in fase depressiva

    I disturbi bipolari rientrano nei disturbi dell’umore e si caratterizzano per gravi alterazioni dell’umore, e quindi delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un periodo e alla disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente, passando dal paradiso della fase maniacale o ipomaniacale all’inferno della fase depressiva anche più volte durante la vita.

  • Disturbo comportamentale del sonno rem

  • Disturbo d'ansia da separazione

    Il disturbo d’ansia da separazione si manifesta come un’eccessiva paura o ansia riguardante la separazione da casa o dalle figure più importanti per il bambino.

  • Disturbo da avversione sessuale

    Il disturbo da avversione sessuale, è una problematica sessuale che appartiene alle disfunzioni della prima fase della risposta sessuale: la fase del desiderio sessuale.

  • Disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività – adhd

  • Disturbo delirante

    Il disturbo delirante è un disturbo caratterizzato da convinzioni deliranti, in assenza degli altri sintomi tipici della schizofrenia (allucinazioni e sintomi negativi). In alcuni casi sono presenti anche le allucinazioni, ma in una forma poco rilevante.

  • Disturbo di panico

    Gli attacchi di panico (detti anche crisi d’ansia) sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia normalmente presente. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi, quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore.

  • Disturbo d’ansia generalizzato

  • Disturbo oppositivo provocatorio

    La diagnosi di Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) si applica a bambini che esibiscono livelli di rabbia persistente ed evolutivamente inappropriata, irritabilità, comportamenti provocatori e oppositività, che causano menomazioni nell’adattamento e nella funzionalità sociale.

  • Disturbo ossessivo-compulsivo

    Disturbo mentale caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni. Il DOC è stato indicato come mania senza delirio monomania affettiva o ragionante, nevrosi ossessiva o zwangneurose. il DOC viene classificato tra i disturbi d’ansia. Alcuni studiosi non concordano con questa classificazione e auspicano un’autonomia nosografica del DOC in base all’andamento della distribuzione nei due sessi, alla scarsa risposta al trattamento benzodiazepinico, al placebo e alla terapia psicanalitica.

  • Disturbo post-traumatico da stress

    Il Disturbo Post Traumatico da Stress si manifesta in conseguenza di un fattore traumatico estremo, in cui la persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri, come, ad esempio, aggressioni personali, disastri, guerre e combattimenti, rapimenti, torture, incidenti, malattie gravi.

  • Disventilazione cronica

  • Dita a collo di cigno

    La deformità a collo di cigno consiste nel piegamento (flessione) della base del dito, un’estensione della parte intermedia e la flessione di quella terminale.

  • Dita a martello

    Il dito a martello è una deformità del piede che può interessare una o più dita del piede (più comunemente il secondo, terzo e quarto dito) e che consiste nella flessione dell'articolazione intermedia del dito stesso, con tipico atteggiamento “curvo” o “ad artiglio”.

  • Dita a scatto

    l dito a scatto, anche detto tenosinovite stenosante, è una condizione che colpisce uno o più dei tendini della mano, rendendo difficile o impossibile piegare il dito colpito (colpisce soprattutto pollice, anulare o mignolo).

  • Diversione biliopancreatica

  • Diverticoli

    Dilatazioni a forma di sacco che si possono formare, a seguito di processi patologici diversi, nella parete di un viscere cavo. Le sedi più frequentemente interessate sono l’intestino colon, la vescica urinaria, l’esofago in entrambi si può avere a volte la presenza di numerosi diverticoli.

  • Diverticoli esofagei

    I diverticoli esofagei sono estroflessioni della parete dell’esofago e possono essere distinti in diverticoli “da pulsione” e “da trazione”; questa distinzione si basa sul meccanismo di formazione dei diverticoli.

  • Diverticolite

    Malattia che si instaura su una diverticolosi intestinale per l'infiammazione di uno o più diverticoli. Si distinguono una diverticolite acuta e una diverticolite cronica. Nella prima compaiono: dolore al quadrante addominale inferiore sinistro (diverticolite del sigma) o periombelicale (diverticolite digiunale), alternanza di stitichezza e diarrea, anoressia e di frequente sangue nelle feci; in quella cronica i sintomi sono gli stessi, ma attenuati e ricorrenti nel tempo. La diverticolite è una malattia della terza età e può essere confusa, specie nella variante cronica, con il cancro del colon.

  • Diverticoliti associate a peritonite

  • Diverticolo di zenker

    I diverticoli dell’esofago sono delle fuoriuscite, a forma di sacca, della mucosa dell’esofago. Quest’organo ha una struttura tubulare formata da diversi strati, rappresentati, dall’esterno all’interno, da muscolare, sottomucosa e mucosa.

  • Diverticolosi

    Presenza di diverticoli a carico di uno o più organi.

  • Diverticolosi-diverticoliti

  • Dolore anale e perineale

    Il dolore pelvico e ano-perineale ha cause poco conosciute ed è scarsa anche la correlazione tra l'entità della sintomatologia dolorosa e il grado di lesione organica riscontrata. Questo significa che molto spesso ad un dolore intenso, continuo e invalidante non corrisponde una patologia altrettanto grave o manifesta.

  • Dolore artrosico

  • Dolore cervicale

  • Dolore cronico

  • Dolore cronico di origine centrale

  • Dolore cronico muscolo-scheletrico

  • Dolore da sindrome dell’arto fantasma

    Si tratta di una patologia che causa dolore a livello dell’arto oggetto di amputazione; viene così definita perché il paziente lo percepisce a livello di una parte del corpo che non c’è più.

  • Dolore dell'anca

  • Dolore della spalla

  • Dolore dorsale

  • Dolore ischemico

  • Dolore muscolo scheletrico

  • Dolore neoplastico

  • Dolore neuropatico

  • Dolore oncologico terapia intensiva

  • Dolore pelvico cronico

    Si tratta di un complesso sintomatologico caratterizzato principalmente da dolore cronico in sede pelvica e/o perineale, con possibili irradiazioni alla regione lombare, ai genitali esterni, agli inguini, alla regione sovrapubica, al sacro-coccige, alla radice delle cosce, più o meno accompagnati da sintomi minzionali, colonproctologici, sessuali.

  • Dolore post-traumatico e post-chirurgico

  • Dolori ischemici

  • Dolori miofasciali

  • Dolori oro facciali

  • Dolori reumatici artrosi

  • Dolori toracici

  • Doppler

  • Doppler flussimetria ostetrica

  • Doppler flussimetria ostetrica

  • Doppler trans-cranico

    L’esame Color Doppler Transcranico è una metodica non invasiva dotata di elevata sensibilità che permette di evidenziare una comunicazione intracardiaca e/o artero-venosa polmonare. In casi selezionati verranno adottate le soluzioni di ”chiusura” del difetto, percutanea (il cosiddetto ombrellino) o chirurgica.

  • Dorsalgia

    Dolore localizzato a livello della regione dorsale della colonna vertebrale.

  • Dosaggio della cistina intra-leucitaria

  • Dosaggio della progranulina su plasma

  • Dosaggio di beta-amiloide su liquor

  • Dosaggio proteina 14.3.3 su liquor

  • Dosaggio proteina tau fosforilata su liquor

  • Dosaggio proteina tau totale su liquor

  • Dotto di botallo pervio

    Canale con pareti proprie nel quale scorre in genere un liquido organico (sangue, linfa, bile ecc.).

  • Droga

  • Duo test con trans-lucenza nucale

  • Duodenoscopia

    Esame endoscopico spesso compreso nell’esofagogastroduodenoscopia (EGD) che consiste nell’introduzione di uno strumento a fibre ottiche attraverso bocca e faringe sia a scopo diagnostico che terapeutico.

  • E

  • E-no bronchiale

  • Ebola

    Virus responsabile di epidemie mortali fortunatamente circoscritte identificate per la prima volta nel 1976 in Sudan e Zaire. I pipistrelli sembrano esserne la riserva naturale.

  • Ebus-tbna (ecografia transbronchiale)

    La broncospia EBUS è un esame diagnostico di endoscopia toracica che utilizza un videobroncoscopio di ultima generazione (EBUS, Endo Bronchial Ultra Sound) al fine di diagnosticare anche le più piccole avvisaglie del tumore al polmone intervenendo con precisione ed efficacia all’interno delle vie bronchiali.

  • Echinococcosi

  • Echinococcosi epatica

    Malattia parassitaria causata da Echinococcus granulosus. Tale parassita ha come ospite definitivo (nel quale si svolge un ciclo riproduttivo completo) il cane o il lupo; ospiti intermedi sono numerose specie di mammiferi erbivori e la specie umana. La malattia è diffusa in tutto il mondo nelle zone dove sono presenti allevamenti di bestiame; in Italia la maggior incidenza si ha nelle regioni centrali e meridionali. Ci si infesta assumendo le uova del parassita per via alimentare da cibi contaminati da feci di cane o per contatto diretto con il cane infestato. Nell'intestino dalle uova si libera una larva che, superata la parete intestinale, per via ematica giunge al fegato o al polmone, dove dà origine alla cisti idatidea. Intorno alla cisti l'organismo sviluppa una reazione infiammatoria (pericistio).

  • Eco doppler dei tronchi sovraortici

  • Ecobiometria

    Valuta il valore refrattivo del cristallino artificiale che dovrà essere impiantato durante l’intervento.

  • Ecocardiocolordoppler

    L’ecocardiografia color-doppler è diventata la principale metodica diagnostica in cardiologia, dato l’alto contenuto di informazioni, la disponibilità e la grande possibilità di espressione. E’ una metodica non invasiva, ripetibile, eseguibile ovunque in tempi relativamente brevi, in grado di fornire importanti dati utili per una diagnosi differenziale in presenza dei principali sintomi clinici delle patologie del sistema cardiocircolatorio.

  • Ecocardiocolordoppler cardiaco con stress farmacologico

  • Ecocardiocolordoppler con stress

    L’esame serve a evidenziare strumentalmente un’ischemia cardiaca di una persona sana o a “stressare” il cuore per valutare l’efficacia della terapia fino a quel momento assunta da un paziente noto cardiopatico.

  • Ecocardiografia fetale

    E’ una normale ecografia della gravidanza finalizzata allo studio dell’anatomia, della funzione e del ritmo cardiaco fetale.

  • Ecocardiogramma

    L'ecocardiografia è una metodica con cui si studiano il cuore e il flusso del sangue attraverso le valvole per mezzo degli ultrasuoni. A differenza delle radiazioni utilizzate in radiologia, gli ultrasuoni sono innocui, per cui non è necessaria alcuna precauzione e l'esame può essere eseguito su qualunque paziente innumerevoli volte

  • Ecocardiogramma basale

  • Ecocardiogramma color doppler

  • Ecocardiogramma con stress

  • Ecocardiogramma con stress farmacologico

  • Ecocardiogramma da sforzo

  • Ecocardiogramma transesofageo

    L’ecocardiogramma transesofageo con doppler completo è un esame che, attraverso gli ultrasuoni trasmessi da una sonda ecocardiografica introdotta dalla bocca e avanzata delicatamente all’interno dell’esofago (il “tubo” che collega la bocca con lo stomaco), permette una visualizzazione più ravvicinata e dettagliata delle strutture che formano il cuore.

  • Ecocardiogramma tridimensionale

    L'ecocardiografia 3D consente di effettuare una migliore valutazione d'insieme del cuore, particolarmente utile nel caso delle malattie valvolari (soprattutto della valvola mitrale) e dei difetti interatriali.

  • Ecocolor doppler arterioso e venoso degli arti inferiori

  • Ecocolor doppler delle carotidi e del distretto aorto-iliaco

  • Ecocolordoppler addome

  • Ecocolordoppler addome

  • Ecocolordoppler aorta addominale

  • Ecocolordoppler aorta addominale

  • Ecocolordoppler aorta e arterie iliache

  • Ecocolordoppler arterie renali

  • Ecocolordoppler arterie renali

  • Ecocolordoppler arterioso e venoso

  • Ecocolordoppler carotidi e tronchi sovraortici (tsa)

  • Ecocolordoppler cerebrale

  • Ecocolordoppler degli arti inferiori

  • Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici

  • Ecocolordoppler dei vasi epiaortici

  • Ecocolordoppler delle carotidi

  • Ecocolordoppler dell’aorta e delle arterie iliache

  • Ecocolordoppler penieno

  • Ecocolordoppler penieno

  • Ecocolordoppler testicolare

  • Ecocolordoppler testicolare

  • Ecocolordoppler tiroideo

  • Ecocolordoppler tiroideo

  • Ecocolordoppler transcranico

  • Ecocolordoppler transcranico

  • Ecocontrastografia

    L’ecocontrastografia è un metodica ecocardiografica che prevede la somministrazione per via endovenosa di un mezzo di contrasto durante l’esecuzione di un ecocardiogramma transtoracico o transesofageo. I mezzi di contrasto adoperati in ecocardiografia sono diversi dai tradizionali mezzi di contrasto radiologici

  • Ecodoppler dei tronchi sovraortici

  • Ecodoppler ed ecocolordoppler

  • Ecoendoscopia

    Una metodica esplorativa del tubo digerente che associa l’immagine endoscopica ottenuta con sonde flessibili e la visione ecografica prodotta da un ecografo miniaturizzato collocato sulla punta dello strumento.

  • Ecoendoscopia tubo digerente

  • Ecoflussimetria

    L’esame viene eseguito nel corso dell’ecografia fetale utilizzando delle particolari funzioni dell’apparecchio che misurano il flusso di sangue che attraverso la placenta arriva al bambino.

  • Ecoflussimetria pelvica

  • Ecografia

    Metodica diagnostica per immagini (o di imaging) che sfrutta le proprietà degli ultrasuoni per mettere in evidenza le caratteristiche strutturali degli organi interni o dei tessuti molli. Per mezzo di una sonda che l’operatore muove sulla superficie cutanea in corrispondenza degli organi più o meno profondi da esaminare, viene emesso un fascio di ultrasuoni (U.S.) variamente riflesso in relazione alla differente densità dei tessuti attraversati (solidi, liquidi e gassosi). A questo punto la sonda funziona come ricevitore dell’“eco di ritorno” dai tessuti esplorati, trasferendo il segnale ad un elaboratore che lo converte in immagine bidimensionale su monitor.

  • Ecografia addome completo

  • Ecografia addome completo

  • Ecografia addome inferiore

  • Ecografia addome inferiore

  • Ecografia addome superiore

  • Ecografia addome superiore

  • Ecografia anse intestinali

  • Ecografia anse intestinali

  • Ecografia articolare

  • Ecografia articolare

  • Ecografia cardio esofagea

  • Ecografia cerebrale

  • Ecografia cerebrale

  • Ecografia collo

  • Ecografia collo

  • Ecografia contrasto ceus

    La CEUS rappresenta la novità in campo ecografico per la diagnostica delle lesioni occupanti spazio epatiche. Questa nuova metodica, oltre alla ecografia standard e al color-Doppler, è disponibile presso la nostra Unità operativa e viene effettuata con l’utilizzo di un apparecchio ecografico di ultima generazione.

  • Ecografia cute

  • Ecografia cute

  • Ecografia dell'anca neonatale

  • Ecografia dell'anca neonatale

  • Ecografia dell'apparato urinario

  • Ecografia dell'apparato urinario

  • Ecografia endoanale

  • Ecografia endoanale

  • Ecografia endocrina

  • Ecografia endovaginale

  • Ecografia endovaginale

  • Ecografia epatica

  • Ecografia epatica

  • Ecografia ghiandole salivari

  • Ecografia ghiandole salivari

  • Ecografia ginecologica

  • Ecografia ginecologica

  • Ecografia gravidica

  • Ecografia inguinale

  • Ecografia inguinale

  • Ecografia intracoronarica

  • Ecografia mammaria bilaterale

  • Ecografia mammaria bilaterale

  • Ecografia mammaria monolaterale

  • Ecografia mammaria monolaterale

  • Ecografia muscolo scheletrica

  • Ecografia muscolo scheletrica

  • Ecografia muscolo tendinea

  • Ecografia muscolo tendinea

  • Ecografia neonatale e pediatrica

  • Ecografia neonatale e pediatrica

  • Ecografia oculare

  • Ecografia oculare

  • Ecografia osteoarticolare

  • Ecografia osteoarticolare

  • Ecografia ostetrica

  • Ecografia ostetrica

  • Ecografia ostetrica morfologica

  • Ecografia ostetrica morfologica

  • Ecografia ovarica

  • Ecografia pancreatica

  • Ecografia pancreatica

  • Ecografia paratiroidea

  • Ecografia paratiroidea

  • Ecografia parti molli

  • Ecografia parti molli

  • Ecografia pelvica

  • Ecografia pelvica

  • Ecografia peniena

  • Ecografia peniena

  • Ecografia prostatica transrettale

  • Ecografia prostatica transrettale

  • Ecografia renale

  • Ecografia renale

  • Ecografia reno-vescicale

  • Ecografia reno-vescicale

  • Ecografia scrotale

  • Ecografia testicolare

  • Ecografia testicolare

  • Ecografia tiroidea

  • Ecografia tiroidea

  • Ecografia transfontanellare del neonato

  • Ecografia transperineale

  • Ecografia transperineale

  • Ecografia transrettale

  • Ecografia transrettale

  • Ecografia transtoracica

  • Ecografia transvaginale

  • Ecografia transvaginale

  • Ecografia urologica con doppler

  • Ecografia vascolare

  • Ecografia vascolare

  • Ecografia vescicale

  • Ecografia vescicale

  • Ecometria

  • Ecotomografia

    L'ecotomografia è un indagine diagnostica che non utilizza radiazioni ionizzanti (Raggi X) ma ultrasuoni. In campo senologico l'ecotomografia è un esame di fondamentale importanza per la diagnosi e la caratterizzazione di una buona parte della patologia nodulare mammaria.

  • Ectasie

    Dilatazioni uniformi, congenite o acquisite, del lume di un vaso o di un organo cavo. Le ectasìe acquisite traggono origine da un ostacolo al deflusso delle secrezioni (per esempio, calcoli nelle vie biliari o urinarie, nel pancreas, corpi estranei nel tubo gastroenterico), oppure da processi degenerativi delle pareti (per esempio, bronchiectasie, arteriosclerosi).

  • Eczema

    Dermatite pruriginosa localizzata o con tendenza a diffondersi.

  • Eczema erpetico

    infezione erpetica di eczemi preesistenti, con vescichette sulle zone eczematose.

  • Eczemi

  • Edema di quincke

    Edema angioneurotico o orticaria gigante. Condizione caratterizzata dalla rapida comparsa di tumefazioni estese alla faccia, alle mani, ai piedi, agli organi genitali, o anche alle mucose (particolarmente quella orofaringea, con possibili crisi di soffocamento) tali tumefazioni, indolenti e non accompagnate da prurito, persistono per 2-3 giorni e poi scompaiono, potendo ricomparire nella stessa sede o in sedi diverse.

  • Edema maculare

    L’edema maculare (EM) infiammatorio è una patologia della regione centrale della retina, la macula, in cui per molteplici cause può crearsi uno stato infiammatorio che induce la liberazione di sostanze pro-infiammatorie.

  • Edema polmonare

    Condizione in cui è presente una quantità di liquido superiore alla norma negli spazi interstiziali dei tessuti e che comporta un anomalo rigonfiamento degli organi o delle regioni interessate, cui seguono alterazioni delle caratteristiche dei tessuti colpiti e della composizione del sangue, che viene privato di parte della componente liquida.

  • Educazione all’ergonomia

  • Eiaculazione precoce

    Disturbo sessuale del maschio che consiste nella tendenza a eiaculare costantemente in una fase molto precoce del rapporto sessuale. È di difficile inquadramento poiché il criterio di definizione non può tenere conto né dell'aspetto temporale, né del numero di spinte coitali, né del raggiungimento del piacere del partner, ma piuttosto deve basarsi sull'incapacità del soggetto di controllare volontariamente il riflesso eiaculatorio una volta che abbia raggiunto l'intenso livello di eccitamento che caratterizza la fase di plateau.

  • Eiaculazione reatrograda

  • Eiaculazione retrograda

    Disturbo sessuale del maschio, caratterizzato da eiaculazione in vescica, da non confondere con l'aneiaculazione: il paziente avverte le contrazioni eiaculatorie e prova l'orgasmo, ma non vede la fuoriuscita di liquido seminale.

  • Eiaculazione ritardata e aneiaculazione

  • Elastografia epatica

    Metodica diagnostica utile a quantificare la fibrosi epatica, vale a dire il fenomeno di cicatrizzazione che consegue a malattie come l’epatite virale e che può portare alla cirrosi epatica. Questa tecnica è eseguita grazie ad uno strumento, chiamato fibroscan.

  • Elastografia tiroidea

  • Elastometria epatica

  • Elastosonografia

    L’elastosonografia o elastografia è una nuova tecnica ecografica in grado di fornire informazioni sulla durezza di un tessuto o di un nodulo.

  • Elastosonografia tiroidea

  • Elettroanalgesia

    L’utilizzazione di una stimolazione elettrica per eliminare una sensazione dolorosa senza intervenire sulla coscienza del paziente. Questa tecnica utilizza aghi infissi in punti particolari del corpo (scelti a seconda della localizzazione del dolore), i quali vengono poi collegati con un elettrostimolatore.

  • Elettrocardiogramma (ecg)

    Grafico che riproduce le variazioni elettriche che si verificano durante la contrazione cardiaca. Schematicamente è costituito da tre onde positive (dirette superiormente rispetto alla linea isoelettrica di base), P, R e T, e da due onde negative Q, S (dirette inferiormente).

  • Elettrocardiogramma ad alta risoluzione per la ricerca dei potenziali tardivi

    Tecnica volta alla rilevazione di un’attività elettrica anormale nel muscolo cardiaco, soprattutto in corrispondenza dei ventricoli.

  • Elettrocardiogramma da sforzo

    Tecnica diagnostica che consiste nella registrazione dell'elettrocardiogramma durante l'esecuzione di un determinato sforzo fisico e non in condizioni di riposo assoluto, come avviene invece per l'elettrocardiogramma standard o basale. In generale l'elettrocardiogramma da sforzo viene registrato mentre il soggetto aziona un cicloergometro (una sorta di bicicletta da camera), con carichi di lavoro crescenti e controllati.

  • Elettrocardiogramma da sforzo al cicloergometro o nastro trasportatore

  • Elettrocardiogramma da sforzo con step test monitorizzato

  • Elettrocardiogramma fetale

  • Elettrocardiogramma sec. holter

    L’elettrocardiogramma dinamico secondo Holter (più conosciuto semplicemente come “l’Holter”) consiste nella registrazione prolungata del comune elettrocardiogramma, ma in questo caso il tracciato viene trascritto su un comune nastro magnetico.

  • Elettrocinesiografica della deglutizione oro-faringea

  • Elettroencefalogramma

    Tecnica mediante la quale è possibile registrare dal cuoio capelluto l'attività elettrica cerebrale spontanea, a riposo. Tale registrazione (elettroencefalogramma) è effettuata derivando tramite elettrodi applicati su vari punti prestabiliti del cranio le variazioni di potenziale elettrico degli elementi nervosi, opportunamente amplificate. Le oscillazioni dei potenziali cerebrali si possono raggruppare in diverse bande a seconda della frequenza.

  • Elettroencefalogramma con analisi spettrale

  • Elettroencefalogramma con privazione sonno

    L’elettroencefalogramma dopo privazione di sonno è un esame simile a un elettroencefalogramma di routine, ma dal momento che la prima parte del test deve essere fatta mentre il paziente dorme; a questo scopo è necessario che egli arrivi in laboratorio stanco dopo diverse ore di veglia; in alcuni casi si richiede di stare svegli almeno 24 ore, in altri addirittura 30. Una volta giunto nel laboratorio, il sonno del paziente verrà favorito facendo coricare quest’ultimo con luce soffusa.

  • Elettroencefalogramma dinamico 24 ore

  • Elettroencefalogramma dinamico sec. holter

    L’elettrocardiogramma dinamico è un esame che permette di osservare l’attività elettrica del cuore in un intervallo di tempo variabile tra le 24 e le 72 ore.

  • Elettrofisiologia

  • Elettrofisiologia

  • Elettromiografia

    Tecnica diagnostica impiegata per registrare l'attività elettrica legata alla contrazione muscolare e studiare le variazioni qualitative e quantitative dei potenziali d'azione sia del muscolo, sia delle singole fibre muscolari.

  • Elettromiografia di singola fibra con studio del jitter e della densità di fibre

  • Elettromiografia perineale

  • Elettromiografia perineale

  • Elettromiografia sfintere uretrale

  • Elettromiografia sfintere uretrale

  • Elettromiografia singola fibra

  • Elettromiografia singola fibra

  • Elettromiografia unità motoria

  • Elettromioneurografia

  • Elettroneurografia

    Tecnica elettrofisiologica che, avvalendosi della stimolazione elettrica dei tronchi nervosi, consente la valutazione dell’integrità funzionale della fibra nervosa periferica sia nei segmenti distali.

  • Elettroretinogramma

    Metodo di indagine basato sulla registrazione dei potenziali d'azione della retina in risposta a stimoli luminosi. Viene utilizzata nei casi in cui la visualizzazione del fondo oculare è ostacolata.

  • Emangioma

    Sinonimo di angioma.

  • Emangiomi

  • Emangiopericitoma

    Raro tumore che deriva dai periciti, cellule situate sulla superficie esterna dei piccoli vasi sanguigni.

  • Ematologia

  • Ematologia

  • Ematologia pediatrica

  • Ematologia pediatrica

  • Ematoma profondo

  • Ematomi

  • Ematuria

    Presenza di sangue nelle urine. La ematuria può essere macroscopica, cioè abbondante e tale da dare un colore rossastro torbido all'urina o microscopica.

  • Embolia polmonare

    Ostruzione improvvisa di un ramo arterioso del circolo polmonare. Le cause più comuni sono: emboli provenienti dalle vene profonde degli arti inferiori, in caso di tromboflebite o flebotrombosi profonda; una bolla d'aria, liberatasi in circolo per troppo rapida decompressione (per esempio, barotraumatismo nei sommozzatori); eccezionalmente, materiale lipidico del femore, passato in circolo in conseguenza di fratture ossee (per esempio, frattura nell'anziano); trombi staccatisi dall'atrio o dal ventricolo del cuore sinistro, in caso di anomalie anatomiche (vizi congeniti con shunt sinistro-destro, fistole arterovenose).

  • Embolizzazione aneurisma intracranico

  • Emeralopia congenita

    Grave alterazione della visione notturna, che risulta difficoltosa, presente nelle degenerazioni tapeto-retiniche; di solito è bilaterale; la trasmissione ereditaria è di tipo recessivo.

  • Emicrania

    È la più comune forma di cefalea, è molto più frequente nelle donne ed è caratterizzata dal fatto che il dolore di solito localizzato a una metà del capo e accompagnato da nausea e vomito, si manifesta in modo accessuale, cioè per crisi della durata di parecchie ore, intervallate da periodi di perfetto benessere. La crisi emicranica è talvolta preceduta, per alcune ore o anche per uno o due giorni, da segni premonitori come stanchezza, irritabilità, svogliatezza, inappetenza.

  • Emiparesi

    Condizione patologica caratterizzata da una perdita parziale dell’attività motoria volontaria di una metà del corpo. Il deficit può essere di grado variabile a volte è tanto modesto da consentire una vita ed una attività lavorativa pressoché normali. L’e. riconosce le stesse cause dell’emiplegia di cui spesso rappresenta l’evoluzione.

  • Emiplagia

    Paralisi che interessa una metà laterale del corpo, determinata da una lesione vascolare (trombosi, embolia cerebrale, emorragia) o tumorale, a livello dell'emisfero cerebrale opposto al lato colpito (area motoria) o del tronco encefalico o delle vie piramidali a livello dei primi segmenti cervicali.

  • Emispasmo facciale

    L’emispasmo facciale è una condizione che si presenta con una contrazione muscolare involontaria e intermittente dei muscoli facciali.

  • Emocitoaferesi biologica

  • Emocomponenti

  • Emocromatosi

    Malattia caratterizzata da sovraccarico di ferro che si deposita nei tessuti corporei, in forma localizzata o generalizzata. Quando i depositi di ferro sono superiori alla norma e riguardano prevalentemente le cellule del sistema reticoloendoteliale senza danni ai tessuti, si parla di emosiderosi; quando invece sono associati al danno tessutale, allora si parla di emocromatosi.

  • Emocromo

    L’emocromo completo si caratterizza per essere un esame del sangue che si effettua, nella maggior parte dei casi, dopo la richiesta da parte del medico.

  • Emodialisi

    L’emodialisi è il metodo usato con maggior frequenza per curare l’insufficienza renale grave e definitiva. A partire dagli anni Sessanta, quando l’emodialisi entrò in uso come terapia per l’insufficienza renale, la scienza ha fatto passi da gigante, rendendo più efficiente questa terapia e minimizzando gli effetti collaterali.

  • Emodinamica

  • Emodinamica

  • Emofilia a

    La forma più nota di emofilia; risulta legata a un difetto di sintesi del fattore VIII (in particolare della sua subunità C, componente proteica ad attività pro-coagulante altrimenti conosciuta come globulina o fattore antiemofilico. La carenza dell'altra subunità, detta R o fattore Von Willebrand, è invece responsabile dell'omonima malattia) della coagulazione del sangue. Colpisce esclusivamente soggetti maschi, trasmettendosi come carattere ereditario legato al cromosoma del sesso X (che contiene il gene responsabile della sintesi del fattore VIII); la modalità di trasmissione tipica dell'emofilìa A sarà da madre portatrice a figlio maschio malato.

  • Emofilia b

    Tipo di emofilia caratterizzata dalla carenza di fattore IX. Analogamente all'emofilia A è una malattia ereditaria legata al cromosoma X e colpisce 1 su 100 000 neonati maschi. Il quadro clinico è simile alla forma da carenza di fattore VIII

  • Emogasanalisi

    Analisi della concentrazione dei gas disciolti nel sangue. L'emogasanalisi registra la pressione parziale di ossigeno e anidride carbonica, la saturazione di ossigeno, la concentrazione di monossido di carbonio, l'equilibrio acido-base.

  • Emoglobinuria parossistica notturna

    Presenza di emoglobina disciolta nell'urina. L'emoglobinuria indica che nel circolo sanguigno si è realizzata una massiccia distruzione di globuli rossi (emolisi), con liberazione di elevate quantità di emoglobina, poi filtrata ed eliminata dal rene.

  • Emopatie acute

    Termine generico per indicare qualsiasi affezione del sistema emopoietico.

  • Emorragia cerebrale

    Emorragia causata dalla rottura di vasi che irrorano il cervello. Nel giovane è perlopiù dovuta alla rottura di malformazioni vascolari; nell'adulto e nell'anziano è in genere conseguenza dell'ipertensione. Le circostanze scatenanti sono rappresentate da crisi ipertensive in occasione di pasti copiosi, emozioni, sforzi fisici, esposizioni prolungate al sole. Si distinguono diversi tipi di emorragìa cerebrale. La grande emorragia capsulare (a livello della capsula interna) - o, meglio, capsulo-lenticolare, perché è nella zona lenticolare che ha inizio, originando dalle arterie perforanti di derivazione silviana - è detta anche tipica (60%), ed è solitamente legata all'ipertensione arteriosa.

  • Emorragie digestive

    Sono emorragie digestive tutte le perdite ematiche che si verificano, a qualsiasi livello, entro il lume del tubo digerente o delle ghiandole annesse (fegato, pancreas). digerente o delle ghiandole annesse (fegato, pancreas).

  • Emorroidi

    Dilatazioni varicose della rete venosa sottomucosa del retto. Si distinguono: emorròidi di primo grado, quando non fuoriescono dall'orifizio anale nemmeno durante la defecazione; emorròidi di secondo grado, quando migrano verso l'esterno solo durante la defecazione, per poi rientrare spontaneamente al termine di questa; emorròidi di terzo grado, quando migrano come le precedenti ma è necessario farle rientrare manualmente; emorròidi di quarto grado, quando rimangono sempre al di fuori dell'ano, a prescindere dall'atto defecatorio, e non è possibile riportarle nella loro sede naturale nemmeno manualmente.

  • Emostasi

    Arresto di una emorragia. Tale fenomeno avviene spontaneamente nell’organismo per un complesso di fattori che intervengono ogni volta che venga lesa la parete di un vaso sanguigno.

  • Emoterapia

    Forma di terapia che utilizza il sangue umano iniettandolo direttamente nel letto circolatorio (trasfusione) quando sia necessario ripristinare rapidamente la massa di sangue circolante (come in caso di gravi emorragie, di shock, di gravi anemie).

  • Empiema

    Raccolta di pus all'interno di una cavità dell'organismo (pleura, seno mascellare, cistifellea ecc.). Abitualmente si indica con questo termine la presenza di un versamento infetto o francamente purulento nel cavo pleurico. In genere è secondario alla difusione di una infezione dagli organi circostanti.

  • Empiemi pleurici

  • Encefalite australiana

    Encefalite causata da un Flavivirus e trasmessa da Culex annulirostris e Culex fatigans.

  • Encefalite da virus california

  • Encefalite di st.louis

    L'encefalite di Saint-Louis è una malattia causata da un virus (SLEV) appartenente al genere Flavivirus, il cui contagio è dovuto alla puntura di zanzare del genere Culex (zanzare comuni), e più precisamente delle zanzare Mansonia pseudotitillans.

  • Encefalite equina tipo est

  • Encefalite equina tipo ovest

  • Encefalite giapponese

    L’Encefalite Giapponese è una infezione virale acuta, trasmessa al'uomo da zanzare del tipo Culex, e rappresenta la prima causa di malattia encefalica, midollare e meningea nei paesi Asiatici ed in particolare in Estremo Oriente.

  • Encefalite virale da zecche

    È causata da un arborvirus appartenente al genere Flavivirus (molto simile ai virus responsabili della febbre gialla e della dengue), che viene trasmesso all'essere umano dal morso di zecche del genere Ixodes.

  • Encefalocele

    Condizione patologica caratterizzata dalla fuoriuscita di parte dell’encefalo dalla cavità cranica in conseguenza di una malformazione congenita che comporta una lacuna nella parete ossea del cranio. Si può manifestare a livello della regione occipitale, o di quella frontale, e si presenta già alla nascita come una tumefazione sporgente sotto il cuoio capelluto.

  • Encefalomeningoceli

    Ernia delle meningi e del cervello attraverso un’apertura del cranio.

  • Encefalopatia

    Termine generico che indica qualsiasi malattia dell'encefalo.

  • Encefalopatie

  • Encefalopatie ipossico ischemiche

    L’encefalopatia ipossico-ischemica è una delle maggiori cause di morte neonatale e disabilità neurologica nel bambino. L’incidenza stimata è di circa 1-2/1000 nati a termine e fino al 60% nei neonati prematuri di peso inferiore a 1500 grammi.

  • Endocardite

    Malattia determinata da un processo infiammatorio che interessa l’endocardio, cioè la sottile lamina di endotelio che riveste la superficie interna delle cavità cardiache. Il processo può colpire l’endocardio delle pareti degli atri o dei ventricoli, oppure, più spesso, l’endocardio degli apparati valvolari.

  • Endocardite reumatica

    Malattia reumatica ove l’interessamento dell’endocardio costituisce una delle manifestazioni più frequenti vengono interessate soprattutto la valvola mitrale o quella aortica, con la comparsa sui lembi valvolari di piccoli noduli formati da depositi di fibrina e di piastrine. In casi più rari l’infiammazione dell’endocardio è dovuta all’impianto di germi, nel corso di infezioni generalizzate dell’organismo, oppure provenienti da focolai di infezione cronica a volte poco manifesti. In questo secondo caso, l’endocardite assume un decorso protratto, ed è dovuta di solito allo Streptococcus viridans.

  • Endocarditi

  • Endocitometria

  • Endocrinologia

  • Endocrinologia

  • Endofibrosi dell’arteria iliaca esterna

  • Endometriosi

    Malattia caratterizzata dalla presenza in regioni anomale di tessuto tipico della mucosa uterina: il tessuto può trovarsi nello spessore dei fasci muscolari dell'utero (endometriosi interna, o adenomiosi), oppure in altri organi pelvici, come le ovaie, le tube, la vescica, il sigma e i legamenti.

  • Endometriosi parietali

  • Endoscopia

  • Endoscopia bronchiale

    Tecnica diagnostica e terapeutica che permette, mediante l'uso di specifiche apparecchiature dette endoscopi, di esplorare visivamente l'interno di alcuni organi e cavità del corpo umano, allo scopo di verificare l'eventuale presenza di alterazioni morbose e di praticare piccoli interventi chirurgici (asportazione di materiale patologico, cauterizzazioni, biopsie ecc.).

  • Endoscopia del basso tratto urinario

  • Endoscopia del basso tratto urinario

  • Endoscopia del tratto digestivo inferiore

  • Endoscopia del tratto digestivo superiore

  • Endoscopia delle vie aereo digestive superiori (vads)

    L'esame di Videoendoscopia delle Vie Aerodigestive Superiori (VADS) permette la valutazione interna (endoscopica) delle varie strutture che costituiscono le vie aeree e digestive superiori per poterne studiare l’anatomia, la funzionalità e le possibili patologie.

  • Endoscopia digestiva

    L’endoscopia digestiva è una tecnica diagnostica e terapeutica che permette di avere una visione diretta, dall’interno, di alcuni organi. Questa metodica permette di verificare l’eventuale presenza di alterazioni o lesioni e di effettuare piccoli interventi quali asportazione di polipi, arresto di emorragie digestive, palliazione di tumori avanzati, cauterizzazioni, biopsie.

  • Endoscopia e ecoendoscopia

  • Endoscopia ginecologica

  • Endoscopia ginecologica isteroscopica

  • Endoscopia ginecologica isteroscopica

  • Endoscopia ginecologica laparoscopica

  • Endoscopia ginecologica laparoscopica

  • Endoscopia laringea

  • Endoscopia laringea

  • Endoscopia nasale

  • Endoscopia nasale

  • Endoscopia pediatrica

  • Endoscopia toracica

  • Endoscopia urologica

  • Endoscopia urologica

  • Enfisema lobare isolato congenito

  • Enfisema lombare

    Indica una condizione patologica caratterizzata dall'infiltrazione gassosa di segmenti corporei.

  • Enfisema polmonare

    L'enfisema polmonare consiste in un aumento del contenuto d'aria del polmone conseguente alla scomparsa o alla diminuzione delle fibre elastiche, con dilatazione permanente delle vie aeree intrapolmonari. L'enfisema polmonare è distinto in panlobulare e centrolobulare, a seconda che sia distrutto tutto il lobulo polmonare oppure solamente la sua sezione centrale.

  • Enteroscopia con vce

  • Enteroscopia video capsula

    La capsula endoscopica è una metodica che consente di studiare il piccolo intestino o intestino tenue, cioè la porzione di tubo digerente posta tra lo stomaco e il colon.

  • Entesopatie

    Infiammazione dei legamenti articolari nel loro punto di inserzione nell'osso. È una manifestazione tipica dell'artrite reumatoide.

  • Enuresi

    Perdita incontrollata di urina durante la notte; è considerata normale nel bambino fino ai quattro o cinque anni. L'enuresi si distingue in primaria, più spesso familiare, in cui non è mai stato raggiunto il controllo della funzione urinaria; secondaria, in un bambino che aveva già raggiunto il controllo della funzione, fenomeno più spesso legato a eventi disturbanti, come la nascita di un fratello o di una sorella, che producono atteggiamenti regressivi.

  • Enuresi notturna

  • Eos

  • Eos

  • Epatia acuta

  • Epatite

    Processo infiammatorio del fegato, che può essere acuto o cronico. Le cause più importanti di epatite sono i virus (vedi epatite virale), l'alcol e i farmaci.

  • Epatite a

    L'epatite virale acuta A (alimentare o infettiva) è sostenuta da un virus RNA; presenta incubazione più breve (15-60 giorni) rispetto alla epatite virale B, contagiosità elevata e trasmissione fecale-orale. È più diffusa nelle popolazioni a basso livello igienico. La via di contagio è generalmente orale, attraverso cibi contaminati (acqua, latte, frutti di mare ecc.). Il sintomo classico è rappresentato dall'ittero, che però compare in una piccola percentuale di casi, per cui molte forme passano inosservate: la malattia guarisce completamente nella stragrande maggioranza dei casi.

  • Epatite autoimmune

    L'epatite autoimmune è una malattia cronica in cui si verifica un fenomeno di “rigetto” del fegato da parte dell'organismo: il sistema immunitario, infatti, attacca l'organo riconoscendolo come estraneo.

  • Epatite b

    L'epatite virale acuta B è sostenuta da un virus DNA; ha un tempo di incubazione di 30-180 giorni, minore contagiosità rispetto alla precedente e trasmissione quasi esclusivamente parenterale. È caratterizzata dalla presenza nel sangue dell'antigene Australia, o HBsAg, che è una componente della particella virale. Il contagio avviene con trasfusioni di sangue o emoderivati infetti (attualmente di frequenza molto ridotta per il controllo accurato del sangue dei donatori); con inoculazione accidentale di piccole quantità di sangue infetto mediante siringhe, aghi, strumenti e apparecchiature sanitarie non adeguatamente sterilizzate (per esempio, agopuntura, tatuaggi, cure dentarie, manicure ecc.) o con uso di spazzolini da denti, rasoi, forbici di soggetti infetti; per contatto sessuale, per trasmissione del virus contenuto nel liquido seminale e nel secreto vaginale; per passaggio da madre infetta al neonato al momento del parto.

  • Epatite c

    L'epatite virale acuta C è sostenuta da un virus RNA, contagioso come e quanto il virus B. Questa forma di epatite è quella che, oggi, più facilmente viene riconosciuta nei soggetti politrasfusi e in coloro che, in passato, si sono sottoposti a interventi chirurgici o a trattamenti odontoiatrici, quando ancora non era stato identificato il virus e non erano quindi disponibili efficaci mezzi di prevenzione del contagio. Le modalità di trasmissione e i soggetti a rischio sono, in linea di massima, gli stessi dell'epatite virale B, benché non siano ancora stati definitivamente chiariti. Più frequentemente, tuttavia, decorre in maniera asintomatica. L'evoluzione verso una forma cronica sembra - anche per questi motivi - molto frequente e l'esito in cirrosi appare, qui, proporzionalmente ancora più probabile di quanto avvenga per la forma da virus B. È segnalata anche una maggior incidenza di degenerazione neoplastica. L'alcol è assolutamente da eliminare nei soggetti portatori di virus C in quanto è in grado di aumentare la replicazione del virus

  • Epatite cronica

    Si tratta di un processo infiammatorio cronico del fegato persistente da almeno sei mesi. In genere l’epatite cronica è l’esito di una forma acuta che non si è risolta caratterizzata dalla persistenza nel tempo di necrosi epatocitaria, infiammazione ed in ultimo fibrosi.

  • Epatite e

    L’epatite E è un’infezione epatica causata dal virus HEV (Hepatitis E Virus).

  • Epatiti

  • Epatiti acute

  • Epatiti croniche

  • Epatiti ulcerose

  • Epatiti virali

    I virus dell'epatite A, dell'epatite B, dell'epatite C e dell'epatite D sono le principali cause di epatite acuta e cronica in Italia, più del 50% dei casi. La diffusione delle infezioni virali e dei fattori di rischio ad esse correlati ha subito nell'ultimo decennio notevoli variazioni. Il miglioramento generale delle condizioni igienico sanitarie, la vaccinazione obbligatoria per il virus B, la vaccinazione per il virus A, la maggior attenzione in comportamenti a rischio soprattutto per la paura dell'AIDS, il miglioramento dell'igiene nelle procedure sanitarie (materiali monouso, sterilizzazione più accurata, ecc.) e lo sviluppo di test diagnostici che permettono il riconoscimento dei virus (trasfusioni sicure) hanno permesso di ridurre la trasmissione delle epatiti virali.

  • Epatiti virali croniche

    Sono state descritte molte forme di epatiti croniche. In Italia la causa più frequente è l'epatite cronica virale da virus dell'epatite C

  • Epatocarcinoma

    Sinonimo di epatoma.

  • Epatocarcinoma (hcc)

    È il principale tumore maligno del fegato. I termini carcinoma epatocellulare, epatocarcinoma e tumore maligno primitivo del fegato sono tutti sinonimi. Il termine epatoma è invece un termine poco usato e non corrett

  • Epatologia

  • Epatologia

  • Epatologie acute

  • Epatopatia

    Termine generico che indica malattia del fegato. In generale il quadro delle epatopatìe varia dalla semplice steatosi - caratterizzata dall'accumulo reversibile di grassi (in particolare trigliceridi) sotto forma di goccioline nelle cellule epatiche-, all'epatite e alla cirrosi, con lesioni gravi, non più reversibili, e progressivamente sempre più rilevanti.

  • Epatopatia cronica

  • Epatopatia da fibrosi cistica

  • Epatopatie autoimmuni

  • Epatopatie metaboliche

  • Ependimoblastoma

    L'ependimoblastoma è una forma rara di tumore neuroectodermico primitivo (PNET), che di solito interessa i bambini con meno di 2 anni, e si distingue, dal punto di vista istologico, per la produzione di rosette ependimoblastiche. Si associa a un decorso aggressivo e a una prognosi sfavorevole.

  • Ependimoma

    Tumore che deriva dalle cellule epiteliali che tappezzano i ventricoli cerebrali (ependima) e dagli astrociti della nevroglia.

  • Epicanto-coloboma

    Plica cutanea che talora copre l'angolo interno dell'occhio; possibile nella prima infanzia, è considerato anomalo nell'adulto.

  • Epicondilite

    Malattia dovuta all'infiammazione dei tendini dei muscoli dell'avambraccio al loro punto di inserzione sull'epicondilo (estremo distale dell'omero). È provocata da una sollecitazione eccessiva di questa inserzione e da microtraumi ripetuti. Sembrano avere un ruolo anche l'invecchiamento del tessuto tendineo, errori nella tecnica di esecuzione di alcuni movimenti ripetuti, una certa predisposizione individuale. Si manifesta con dolore spontaneo al gomito, che s'irradia alla faccia posteriore, dell'avambraccio e della mano, specie durante e dopo uno sforzo.

  • Epicondilite omerale

    sindrome dolorosa localizzata all’epicondilo laterale, ed è secondaria all’insulto micro-traumatico dei tendini dei muscoli estensori del polso e della mano a livello della loro inserzione prossimale (tendinite “inserzionale”).

  • Epidermolisi

    L'epidermolisi bollosa semplice (EBS) fa parte del gruppo delle malattie ereditarie dell'epidermolisi bollosa (EEB,) caratterizzate da fragilità cutanea, che causa la comparsa di bolle intraepidermiche e di erosioni che si formano sia spontaneamente che a seguito di traumi.

  • Epidermolisi bollosa distrofica

    Affezione cutanea a trasmissione ereditaria, caratterizzata da una spiccata fragilità della cute. Secondo gli studi, non si tratterebbe di un'unica entità ma di un insieme di affezioni, geneticamente trasmesse in dominanza o in recessività, accomunate dalla localizzazione dell'alterazione strutturale a livello della zona di passaggio fra epidermide e derma.

  • Epidermolisi bollose ereditarie

    L'epidermolisi bollosa distrofica (DEB) è una forma di epidermolisi bollosa (EB) ereditaria da fragilità della cute e delle mucose, con conseguente formazione di vescicole e ulcerazioni superficiali al di sotto della lamina densa della membrana basale cutanea, che guariscono con significativa cicatrizzazione e formazione di milia. Ha 10 sottotipi: i 3 più comuni sono la DEB dominante (DDEB) generalizzata, la DEB recessiva generalizzata grave (RDEB-sev gen) e la RDEB generalizzata di altro tipo.

  • Epigastrica

  • Epilessia

    Sindrome neurologica caratterizzata da alterazione dell'attività biolettrica del cervello, che si manifesta con 'crisi' di aspetto clinico diverso - sensitive, psichiche, neurovegetative, motorie - e insorgenza improvvisa, con spiccata tendenza a ripetersi (una sola crisi, quindi, non significa automaticamente epilessia). Tali crisi dipendono da una improvvisa e incontrollata iperattività elettrica delle cellule cerebrali, dalla quale origina una 'scarica' elettrica. La scarica può restare confinata a un gruppo di cellule del cervello, oppure interessare inizialmente solo un gruppo e successivamente diffondere all'insieme delle altre cellule, oppure interessare fin dall'inizio e nello stesso tempo tutte le cellule del cervello.

  • Epilessia mioclonica progressiva

    L’epilessia mioclonica progressiva è una malattia neurologica caratterizzata dalla comparsa di crisi convulsive in progressivo peggioramento e da mioclono, brevi e involontarie contrazioni di un muscolo o di un gruppo di muscoli, spesso stimolate dal movimento, da luci lampeggianti, da certi suoni e dallo stress.

  • Epilessie

  • Epilessie critogenetiche

  • Epilessie generalizzate

  • Epilessie parziali

  • Epilessie secondarie a malattie sistemiche

  • Epilettologia dell'infanzia e dell'adolescenza

    Area medica dedicata alla diagnosi e cura delle epilessie dell'infanzia e dell'adolescenza.

  • Episcleriti

    Infiammazioni dell'episclera, sottile strato di tessuto connettivale lasso sovrapposto alla sclera dell'occhio. L'edema può interessare anche gli strati più esterni della sclera.

  • Epispadia

    Malformazione congenita dell'uretra maschile caratterizzata dall'anomalo sbocco dell'uretra (meato uretrale esterno) sul dorso del pene invece che sulla cima del glande. A seconda della sede, e quindi della gravità, lo sbocco può essere localizzato sul corpo del glande (epispadia balanica) o sul pene (epispadia peniena o penieno-pubica, se arretrata verso il pube).

  • Epispadia e ipospadia balanica

  • Epispadia e ipospadia peniena

  • Epispadie

  • Epiteliomi

    Tumori maligni, che originano dagli epiteli di rivestimento della cute, delle mucose e degli organi parenchimatosi. La terapia degli epiteliomi è di tipo chirurgico o radiante. La chirurgia classica escissionale può essere sostituita dalla chirurgia micrografica. Lesioni molto piccole possono essere distrutte mediante diatermocoagulazione, laserterapia o azoto liquido

  • Epitrocleite

    Infiammazione dell'articolazione del gomito.

  • Equitest

  • Ergometria

  • Ergospirometria

    Questo esame è divenuto fondamentale nella valutazione degli atleti professionisti e viene eseguito con un apparecchio elettromedicale computerizzato costituito da un ergometro, un elettrocardiografo e un pneumotacografo (misuratore della ventilazione polmonare) abbinato ad un analizzatore di gas (ossigeno e anidride carbonica).

  • Erisipela

    Malattia infettiva determinata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A, che si manifesta clinicamente con una chiazza eritemato-infiltrativa a evoluzione rapidamente estensiva

  • Eritema

    Arrossamento della pelle determinato dall'aumentato apporto di sangue ai vasi sanguigni del derma superficiale. L'eritema si definisce attivo quando esprime la dilatazione dei vasi arteriosi: si presenta di colorito rosso vivo e può esservi un aumento della temperatura locale.

  • Eritema nodoso

    Ipodermite prevalentemente settale, ad andamento acuto o subacuto, che si manifesta con sintomi generali (febbre, mialgie, astenia, cefalea) e con nodosità ipodermiche, più spesso localizzate agli arti inferiori. I noduli sono rotondeggianti, dolenti alla palpazione, caldi al tatto, di consistenza duro-elastica. Tipica è la variazione di colore di tipo contusiforme (dal rosso vivo al giallo.

  • Eritrocheratolisi hiemalis

    L'eritema cheratolitico invernale, conosciuta anche come malattia cutanea di Oudtshoorn o eritrocheratolisi hiemalis e una malattia della cute trasmessa come tratto autosomico dominate ad eziologia sconosciuta, caratterizzata da eritema, ipercheratosi e dalla desquamazione ricorrente ed intermittente della cute dei palmi delle mani e le piante dei piedi, soprattutto durante l'inverno.

  • Eritrodermia

    Malattia caratterizzata da un eritema generalizzato e persistente, a cui si accompagna una più o meno intensa desquamazione della pelle. Interessa quasi tutti i distretti cutanei e anche le mucose, soprattutto quelle orali. L'eritrodermìa può manifestarsi, anche nello stesso paziente, ora con un aspetto prevalentemente secco, con desquamazione abbondante, continua, e con riduzione delle secrezioni sebacee e della sudorazione; ora con un'iniziale componente eritemato-essudativa, a cui segue la desquamazione.

  • Ermafroditismo

    Presenza in un soggetto di caratteri sessuali sia maschili sia femminili. È una rara situazione patologica caratterizzata dalla simultanea presenza di tessuto ovarico e testicolare nella stessa gonade (tale condizione va sotto il nome di ovotestis) o nelle due gonadi separate. La diagnosi pertanto non si basa sull'aspetto fisico, né su quello dei genitali esterni e interni, ma va confermata mediante laparoscopia.

  • Ernia crurale

    Ernia acquisita per cui un'ansa dell'intestino tenue o l'omento, impegnandosi sotto il legamento inguinale, attraversano l'anello crurale, fuoriuscendo dall'addome.

  • Ernia del disco cervicale

    Patologia del disco che consiste nella fuoriuscita del nucleo polposo (parte centrale del disco intervertebrale) attraverso le fibre dell'anulus fibrosus (parte periferica dello stesso). Generalmente l'ernia del disco interessa un disco che si presenta alterato: dopo i 40-50 anni, tutti i dischi della colonna vertebrale, ma soprattutto quelli del tratto cervicale (superiore) e lombosacrale (inferiore), che sono esposti a maggior movimento e pressione, vanno incontro a fenomeni regressivi quali la perdita di elasticità delle fibre dell'anulus. In alcuni soggetti questi fenomeni sono più accentuati, anche a causa dell'usura e dei fattori microtraumatici derivanti da alcune professioni.

  • Ernia del disco dorsale

    Queste ernie sono le più rare (con un’occorrenza del 10%) e coinvolgono i dischi che si trovano tra le vertebre dorsali, in particolare quelli nel tratto compreso tra D8 e D11.

  • Ernia del disco lombare

    L'ernia del disco lombare è una patologia che colpisce la schiena proprio in una delle parti più delicate della colonna vertebrale, il disco intervertebrale.

  • Ernia dello sportivo-pubalgia (sindrome dolorosa pubica inguinale)

    La Sindrome dolorosa pubica inguinale (SDPI) o Pubalgia o Ernia dello sportivo è una patologia a carico dell’osso pubico e dell’inguine che si presenta come un dolore persistente localizzato a destra o a sinistra sull’osso pubico stesso.

  • Ernia di spigelio

    Sono ernie ben più rare delle comuni inguinali o femorali e hanno la caratteristica di non essere sempre diagnosticabili agevolmente perchè il contenuto erniario che fuoriesce in modo intermittente come in tutte le ernie attraverso la fascia muscolare, in genere si ‘mimetizza’ nel tessuto adiposo sottocutaneo del paziente. Sono in genere ernie piccole che si possono strozzare comunemente.

  • Ernia diaframmatica

    L'ernia diaframmatica congenita è causata da uno sviluppo anomalo del diaframma durante il periodo della gestazione. Questo provoca lo spostamento degli organi addominali verso la zona polmonare.

  • Ernia discale

    L’ernia del disco identifica quindi un danno al disco intervertebrale; il disco va incontro a uno spostamento che può causare un’irritazione dei nervi vicini, con la conseguente comparsa di dolore alla schiena e sciatalgia.

  • Ernia disco dorsale

  • Ernia disco lombare

  • Ernia epigastriche

  • Ernia femorale

    L'ernia femorale anche nota come crurale rappresenta il 2-5% delle ernie addominali. Anche in questo caso è formata dalla fuoriuscita di un'ansa intestinale nell'area del pube per l'indebolimento della fascia muscolare, la fascia ileo-pubica, che ricopre questa parte.

  • Ernia iatale

    Risalita di parte dello stomaco dalla cavità addominale all'interno di quella toracica, attraverso il foro diaframmatico in cui passa l'esofago. Può essere congenita o acquisita. Fattori favorenti lo sviluppo di un'ernia iatale possono essere: debolezza dei legamenti che uniscono esofago e stomaco al diaframma; aumento della pressione endoaddominale per obesità o gravidanza; più cause tra loro associate.

  • Ernia inguinale

    Fuoriuscita di intestino tenue, omento e vescica attraverso il canale inguinale. Nel 90% dei casi colpisce i maschi (specialmente bambini e anziani), in cui il canale inguinale mette in comunicazione l'addome con il sacco scrotale, permettendo il passaggio del funicolo spermatico, mentre nella donna è in genere chiuso dal legamento rotondo dell'utero.

  • Ernia jatale

  • Ernia ombelicale

    Sinonimo di onfalocele.

  • Ernia ombelicali

  • Ernia paraesofagea

    Le ernie paraesofagee possono essere enormi, con l’intero stomaco nel torace. Sia la giunzione esofagogastrica sia il piloro possono essere a livello del diaframma, mentre il fondo gastrico si disloca in alto nella parte destra o sinistra del torace. Una grande bolla di gas può essere osservata attraverso una radiografia del torace e la diagnosi è confermata mediante studi con contrasto baritato.

  • Ernia post-operatorie-laparoceli

  • Ernia rare (spigelio, otturatorie)

    L’ernia rara di spigelio è un’ernia che si forma nell’addome, in alto rispetto alla regione inguinale, là dove i muscoli larghi dell’addome incrociano i muscoli retti (al centro), e il paziente avverte “qualcosa”,anche se non un’evidente protuberanza in uno spazio compreso tra l’ombelico e la spina iliaca antero-superiore (parte superiore dell’anca).

  • Ernie

  • Ernie cervicali

  • Ernie del disco

  • Ernie della parete addominale

    L'ernia della parete addominale include tutti i casi in cui un viscere intestinale, o una sua parte, fuoriesce dalla sua sede naturale approfittando della debolezza dei muscoli e delle fasce dell'addome o di una "porta" naturale come l'ombelico o altri canali.

  • Ernie della parete addominale complicate

  • Ernie diaframmatiche

  • Ernie discali

  • Ernie inguinali complicate

  • Ernie lombari

  • Ernie ombelicali

  • Ernie palpebrali

  • Ernie primitive

  • Ernie su incisione

  • Erosioni aorto enteriche

  • Esame afasia

  • Esame allergologico

    La visita allergologica è un passaggio fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere allergologico. Si può essere inviati dal proprio medico curante all'allergologo per accertare la natura di sintomi come difficoltà respiratorie, prurito in alcune zone del corpo, prurito agli occhi, naso chiuso o che cola, emicrania, eczema.

  • Esame audiometrico

  • Esame audiometrico in campo libero

    tests audiometrici, utili soprattutto durante la protesizzazione acustica per valutare l'efficacia e la corretta regolazione dell'apparecchio acustico, vengono eseguiti mediante speciali amplificatori di suono posti in una stanza silente (audiometria in campo libero).

  • Esame autoptico

  • Esame citochimico del liquor

    L’analisi del liquido cefalorachidiano (LCR) può esser effettuata come supporto alla diagnosi di una ampia varietà di malattie e condizioni che colpiscono il sistema nervoso centrale (SNC).

  • Esame citologico della mucosa nasale

  • Esame citologico della mucosa nasale

  • Esame citologico mammella

  • Esame colturale delle urine

    L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina.

  • Esame colturale dello sperma

    La spermiocoltura è un esame colturale che viene effettuato sul liquido seminale.

  • Esame criostatico intraoperatorio rapido

  • Esame del riflesso corneale (blink reflex)

    Il Blink Reflex test (BR) è un esame impiegato nello studio delle patologie a carico delle strutture nervose che compongono l’arco riflesso trigemino-reticolo-faciale.

  • Esame istologico-mammario

    Un esame istologico consiste nello studio al microscopio ottico delle caratteristiche di un tessuto dopo asportazione mediante biopsia o chirurgica. Il tessuto, fissato in formalina ed incluso in paraffina, viene reso idoneo al taglio in sezioni di pochi micron che saranno colorate routinariamente in Ematossilina-Eosina.

  • Esame micologico

  • Esame micologico colturale

  • Esame midollo osseo

  • Esame morfostrutturale del feto

  • Esame nervo ottico

    È un esame diagnostico per immagini: permette di analizzare la retina e, in particolare, la macula (area centrale del tessuto retinico che ci consente di leggere, vedere i volti, ecc.).

  • Esame neuropsicologico

  • Esame posturale con pedana stabilometrica

    La Stabilometria è un esame che permette di valutare e misurare l’equilibrio attraverso una pedana computerizzata che risponde a precise norme internazionali di costruzione, sensibilità e taratura.

  • Esame psichiatrico

    Parte della valutazione psichiatrica clinica che descrive l'insieme complessivo delle osservazioni e delle impressioni dell'esaminatore relative al paziente psichiatrico al momento dell'intervista (Kaplan). Comprende vari punti che, durante il colloquio, vanno esaminati singolarmente, ma al tempo stesso con empatia ed entrando in comunicazione profonda con il paziente, in quanto l'atteggiamento dello psichiatra e la modalità di porre le domande non sono mai neutri, bensì terapeutici o patogeni.

  • Esame spettrografico della voce

  • Esame urodinamico

    L’esame urodinamico permette una valutazione approfondita dell’attività funzionale del basso apparato escretore, poiché valuta il comportamento dell’apparato urinario durante la minzione. Viene eseguita, insieme ad una uroflussometria, per approfondimenti diagnostici in pazienti affetti da patologie funzionali come l’incontinenza urinaria da sforzo o in esiti di lesioni midollari.

  • Esame vestibolare

    L’ esame vestibolare è un esame sia strumentale che clinico effettuato per la diagnosi delle vertigini. Infatti, esso permette di studiare la funzionalità dell’apparato vestibolare (posizionato nell’orecchio interno e formato dai tre canali semicircolari – il superiore, il posteriore ed il laterale – nonché dall’utricolo e dal sacculo).

  • Esami di laboratorio ed esami colturali

  • Esami istocitopatologici

  • Esami istologici

  • Esercizi di respirazione controllata

  • Esisti di ictus ischemici o emorragici e cerebrovasculopatie

  • Esiti amputazioni

  • Esiti cicatriziali

  • Esiti da tubercolosi pregressa

  • Esiti di ischemie

  • Esiti di paralisi di nervo sciatico

  • Esiti emorragia cerebrale

  • Esiti fibrociti di tubercolosi

  • Esiti ictus cerebrale

  • Esiti protesi articolari

  • Esofagite

    Processo infiammatorio della parete esofagea. Il termine è spesso usato in senso estensivo per indicare oltre ai processi di origine batterica, virale o allergica, le lesioni da caustici, le reazioni al passaggio o alla penetrazione di corpi estranei, e la esofagite peptica, dovuta all’azione digestiva del succo gastrico acidopeptico che invade la parte inferiore dell’esofago per un reflusso gastroesofageo.

  • Esofagogastroduodenoscopia (egds)

    Indagine che si prefigge di ispezionare con adatti strumenti ottici l’interno dei primi tratti del tubo digerente. I più moderni endoscopi sono strumenti flessibili dotati di telecamere a fibre ottiche e di vie accessorie operative con le quali si riesce ad ottenere biopsie mirate. I calibri di tali strumenti permettono oggi di condurre gli esami in regime ambulatoriale. Le indicazioni della g. coprono in pratica tutta la gamma della patologia gastrica poiché essa consente di verificare la forma e il volume dello stomaco, accertare la presenza di diverticoli, ulcere, tumori, esaminare l’aspetto della mucosa, le condizioni della vascolarizzazione, controllare la presenza di contenuti normali o patologici. L’esame viene preceduto da una blanda sedazione il paziente collabora nella fase di introduzione innescando il riflesso della deglutizione rendendo meno fastidiosa questa fase. Una volta concluso l’esame il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo e quando si sente viene dimesso.

  • Esofagopatie

    Malattia dell'esofago.

  • Esoftalmometria

    L'esoftalmometria è una misurazione della sporgenza del bulbo rispetto al piano frontale dell'orbita, che si esegue usando l'Esoftalmometro di Hertel.

  • Espettorato

    Materiale che con la tosse viene espulso dalle vie aeree (trachea e bronchi). In condizioni normali l’espettorato è molto scarso, in quanto scarsa è la quantità di muco che viene prodotto dalla mucosa bronchiale l’espettorato è costituito quasi esclusivamente da muco, contenente rare cellule sfaldate della parete bronchiale o delle vie aeree più alte, da essudato, colonie di germi, particelle di polvere e qualche leucocito.

  • Espianto e trapianto di organi

    PERCHÈ È IMPORTANTE:

    Un trapianto è può essere considerato come quell'atto chirurgico che consiste nell’introduzione, nel corpo di una persona, di un organo funzionante prelevato da un altro individuo o da specie differenti. La storia scientifica relativa all'atto del trapianto di organi ha inizio nel 1902 quando un chirurgo di nome Alexis Carrel mise a punto la tecnica per congiungere due vasi sanguigni, attraverso la quale furono eseguiti i primi trapianti di cuore e di rene su animali. Il primo ostacolo, però, che questi pionieri dovettero affrontare fu il rigetto: l'organismo ospite rifiutava i tessuti e gli organi estranei. Un problema ancora oggi esistente sebbene siano stati fatti enormi passi in avanti in campo medico. 

  • Estesiometria

    Studio quantitativo dei meccanismi della sensazione. La misurazione della sensibilità è effettuata graduando l’intensità di determinati stimoli e osservando se essi, a tale intensità, diano origine alle sensazioni elementari.

  • Estesioneuroblastoma

    L'estesioneuroblastoma o neuroblastoma olfattivo è un tumore molto raro che origina dalle cellule olfattive nella cavità nasale.

  • Esthesioneuroblastoma

  • Estrazione di dna o rna

  • Estrazione di dna o rna

  • Estrofia vescicale

    Malformazione congenita caratterizzata dall’arrovesciamento verso l’esterno di un viscere cavo, attraverso una apertura anomala presente nella parete della cavità che lo contiene. Tale condizione è caratteristica della vescica, quando per un difetto dello sviluppo non si forma la parete anteriore della vescica stessa e la porzione corrispondente di parete addominale pertanto la mucosa vescicale con gli sbocchi ureterali, il trigono e la mucosa dell’uretra risultano esposti e si continuano nella cute dell’addome. In casi rari il difetto è molto più grave e coinvolge anche la mucosa dell’intestino retto, che non si è separata da quella urogenitale.

  • Estrofie

  • Eutropion-ectropion

    lterazione palpebrale consiste in un rovesciamento delle palpebre verso l’esterno. Secondo la gravità si distinguono tre gradi: di primo grado, in cui il margine della palpebra è allontanato dalla superficie del bulbo oculare di secondo grado, in cui il rovesciamento all’esterno della palpebra è più accentuato e la congiuntiva tarsale è in parte messa a nudo di terzo grado, in cui la palpebra è completamente rovesciata e tutta la congiuntiva tarsale è rivolta all’esterno.

  • F

  • Faringografia opaca

    La faringografia opaca è un esame diagnostico effettuato dall'Unità Operativa di Radiologia Diagnostica.

  • Farmacia ospedaliera

  • Farmacologia clinica

  • Farmacologia clinica

  • Fascite diffusa

    Malattia caratterizzata da una infiammazione diffusa del tessuto fasciale, solitamente associata a eosinofilia dei tessuti o del sangue. L'infiammazione dei tessuti fasciali interessa principalmente gli arti, ed il tronco; le mani, i piedi, e il volto sono in genere risparmiati

  • Fascite eosinofila

    Malattia infiammatoria di origine sconosciuta. Interessa le fasce muscolari degli arti con dolore articolare, tumefazione e ispessimento della pelle. Si riscontra notevole aumento degli eosinofili circolanti, della VES e della concentrazione delle gammaglobuline.

  • Fascite plantare

    Una delle cause più comuni di dolore alla pianta del piede. Si tratta di un dolore sotto il tallone che si estende alla prima metà dell'avanmpiede, che peggiora sotto carico e durante la deambulazione.

  • Fastrostomia endoscopica

    La Gastrostomia Endoscopica Percutanea (PEG) consiste nell'applicazione chirurgica di una sonda, la quale collega lo stomaco all'esterno. Il posizionamento della PEG avviene attraverso l’esecuzione di una esofagogastroduodenoscopia.

  • Febbre da morso da ratto

    La febbre da morso di ratto (RBF) con infezione da streptobacillo è una zoonosi sistemica dovuta a un batterio aerobico gram-negativo, Streptobacillus moniliformis, ed è trasmessa all'uomo attraverso i morsi e i graffi dei ratti infetti. La malattia è diffusa in tutto il mondo, ma non è nota l'incidenza esatta.

  • Febbre del nilo occidentale

    La febbre del Nilo Occidentale è una malattia causata delle zanzare. Le gamme di condizioni va da lieve a grave.

  • Febbre di lassa

    La febbre di Lassa è una malattia virale diffusa nell’Africa occidentale tropicale, provocata dal virus di Lassa Arenavirus.

  • Febbre familiare mediterranea

    La febbre mediterranea familiare (FMF) è una malattia autoinfiammatoria con brevi episodi ricorrenti di febbre e sierosite, che esitano in dolore addominale, toracico, articolare e muscolare. È tipica nel Sud-Est del Mediterraneo.

  • Febbre gialla

    Malattia infettiva causata da un virus della famiglia degli Arbovirus, veicolato da zanzare del genere Aedes. La malattia è endemica in alcuni paesi dell'Africa e dell'America Meridionale, dove si verificano anche epidemie dovute alla trasmissione del virus da parte delle zanzare delle foreste. Si manifesta dopo 2-7 giorni dalla puntura dell'insetto, con grado variabile di intensità; i sintomi sono febbre, cefalea, epistassi, albuminuria.

  • Febbre reumatica

    Malattia acuta, febbrile, che insorge come conseguenza di una infezione da streptococchi, ed è caratterizzata da una reazione infiammatoria a livello di vari tessuti: cuore, articolazioni, vasi sanguigni.È una malattia che predilige i soggetti giovani, e che compare prevalentemente in inverno e all’inizio della primavera.

  • Febbre tifoide

    La febbre tifoide, conosciuta anche come febbre enterica o tifo addominale, è causata dal batterio Salmonella enterica sierovariante typhi (Salmonella Typhi). L’uomo è l’unico vettore della malattia che, se non trattata, ha un tasso di mortalità superiore al 10%.

  • Febbre tifoide e paratifoide

  • Febbri emorragiche virali

  • Febbri ricorrenti

    Malattie causate da varie specie di batteri spirochetacei del genere Borrelia.

  • Fecaloma

    Ammasso di feci particolarmente consistenti ristagnanti nell’intestino crasso. Esso si forma in soggetti predisposti alla stitichezza cronica (specie se osservano una dieta incongrua) e nelle persone anziane, per il ristagno delle feci nell’intestino colon, ove esse subiscono una progressiva disidratazione: pertanto la loro consistenza va via via aumentando. In tal modo la loro emissione diventa sempre più difficoltosa. Se poi esistono condizioni particolarmente favorevoli, un piccolo ammasso di feci può impregnarsi di sali di calcio e assumere l’aspetto di un sasso.

  • Fenilchetonuria

    Malattia ereditaria, che viene trasmessa come un carattere autosomico recessivo, determinata dall’assenza dell’enzima fenilalanina-idrossilasi che trasforma la fenilalanina in tirosina con conseguente accumulo nei tessuti e nei liquidi dell’organismo di fenilalanina e dei suoi prodotti di trasformazione (acido fenilpiruvico, acido fenillattico, acido fenilacetico, fenilacetilglutamina).Tali sostanze inibiscono importanti sistemi enzimatici determinando gravi conseguenze soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, con notevole compromissione dello sviluppo intellettivo, fino all’idiozia.

  • Fenomeno di raynaud

    Disturbo della motilità vascolare (vasospasmo) a carico delle piccole arterie delle mani o dei piedi, con episodi intermittenti caratterizzati da impallidimento marcato della porzione distale delle dita, seguito prima da cianosi e poi da arrossamento da iperemia reattiva. Le mani sono più frequentemente colpite rispetto ai piedi tutte le falangi possono essere simmetricamente affette o solo alcune possono essere colpite in maniera asimmetrica. Gli episodi possono essere associati a intorpidimento e formicolio durante la fase ischemica e a dolore durante la fase di riperfusione.Gli attacchi sono per lo più scatenati dall’esposizione al freddo, ma possono anche verificarsi dopo pressione (anche traumi di lieve entità e ripetuti, come per es. nei pianisti, nelle dattilografe) o stress emotivi.

  • Feocromocitoma

    Tumore produttore di catecolamine che origina dalle cellule cromoaffini, cellule ampiamente distribuite nell’organismo, che derivano dai gangli simpatici nel corso della vita fetale. La maggior parte di queste cellule dopo la nascita subisce una involuzione e una parte restante costituisce la midollare del surrene.

  • Feocromocitomaincidentaloma del surrene

    Con incidentaloma surrenalico si intende una massa localizzata nei surreni, ghiandole che si trovano appena sopra i reni, scoperta per caso (incidentalmente) durante un esame diagnostico non eseguito per segni o sintomi riconducibili a malattie surrenaliche.

  • Ferite conseguenti a interventi chirurgici

  • Ferite difficili

  • Ferite post traumatiche

  • Feto cardiopatico

    Feto affetto da cardiopatie congenite.

  • Fibrillazione atriale

    Contrazione irregolare, disordinata e superficiale di un muscolo. Tale fenomeno può manifestarsi a carico di un muscolo volontario quando viene denervato a carico della muscolatura cardiaca. Il primo caso può essere rilevato con l’elettromiografia in soggetti normali, oppure può costituire il sintomo di malattie diverse del midollo spinale, in cui vengono interessate le cellule nervose da cui dipende l’innervazione della muscolatura scheletrica: nel caso in cui il fenomeno si manifesti a carico della muscolatura cardiaca esso ha significato e conseguenze diversi a seconda che interessi la muscolatura degli atri o dei ventricoli.

  • Fibrillazione atriale parossistica

    La fibrillazione atriale è l'aritmia più diffusa nella popolazione generale e la sua prevalenza tende a crescere con l'aumentare dell'età. Pur non essendo un'aritmia di per sé pericolosa per la vita, può esporre a delle complicanze che, in alcuni casi, possono rivelarsi molto invalidanti. Si definisce parossistica quando gli episodi si presentano e si risolvono spontaneamente in un tempo inferiore a una settimana.

  • Fibrillazione atriale permanente

    Fibrillazione atriale definita quando non siano ritenuti opportuni tentativi di cardioversione, o gli interventi terapeutici si siano dimostrati inefficaci.

  • Fibrillazione ventricolare

    La fibrillazione ventricolare è un’aritmia che si caratterizza per un ritmo cardiaco caotico e disorganizzato che origina dai ventricoli. La rapidità e la disorganizzazione dell’impulso elettrico rendono il cuore incapace di espellere il sangue all’interno del circolo arterioso, portando a un arresto cardiocircolatorio.

  • Fibrillazione ventricolare idiopatica

    Il termine FV idiopatica definisce aritmie molto diverse per punto di origine, aspetto dell’ECG e meccanismo elettrofisiologico di base, accomunate da alcuni aspetti clinici qua- li: l’esordio in età giovanile, l’assenza di una cardiopatia sottostante dimostrabile, la pro- gnosi in genere favorevole, la sensibilità in acuto a farmaci o a manovre di stimolazione vagale efficaci nelle tachicardie parossistiche sopraventricolari.

  • Fibrobroncoscopia

    Indagine diagnostica che permette di verificare laringe, trachea e bronchi e di valutarne lo stato di salute. Per effettuare la fibrobroncoscopia ci si avvale dell'aiuto di uno strumento flessibile e tubolare, detto appunto fibrobroncoscopio, che è composto da un canale attraverso il quale è possibile operare, e da fibre ottiche.

  • Fibrodisplasia ossificante progressiva (fop)

    La fibrodisplasia ossificante progressiva (FOP) è una malattia ereditaria gravemente disabilitante che interessa il tessuto connettivo. È caratterizzata da malformazioni congenite degli alluci e un'ossificazione eterotopica progressiva con la formazione di osso qualitativamente normale in siti extrascheletrici caratteristici.

  • Fibrolaringoscopia

    Esame endoscopico che viene eseguito facendo passare una sottile fibra ottica attraverso una narice del naso fino a raggiungere il faringe (la regione subito dietro il naso): da quella posizione privilegiata, l'operatore, potendo vedere le immagini che provengono dalla punta dello strumento tramite un visore ottico o una telecamera, riesce a vedere in modo corretto e completo faringe e laringe.

  • Fibrolipomi

    Tumori benigni del tessuto adiposo. È uno dei più frequenti e ne sono affette soprattutto le donne in età adulta. Può insorgere in qualsiasi sede dell’organismo, ma più spesso a livello dei tessuti sottocutanei.

  • Fibroma

    Tumore benigno derivato dalla proliferazione di fibroblasti, cioè delle cellule del tessuto connettivo che producono la sostanza fondamentale del connettivo stesso e le fibrille collagene.In realtà oggi questo termine viene poco usato, perché sotto l’etichetta di fibroma sono state di frequente incluse lesioni di diversa natura, tumorali e non, spesso anche tumori di origine differente, quali neurofibromi, istiocitomi, neurinomi, leiomiomi, ecc.Inoltre il comportamento biologico dei fibromi può essere molto diverso a seconda della sede in cui insorgono, di qui la necessità di dare ai vari tipi di proliferazione fibroblastica una denominazione precisa che ne rifletta il comportamento e di conseguenza possa essere di guida al chirurgo per la terapia da intraprendere.

  • Fibromatosi uterina

    Raggruppamento di numerose lesioni del tessuto connettivo, costituite da una proliferazione di fibroblasti (cioè delle cellule del connettivo fibroso), che possono insorgere a qualunque età e in qualunque sede. Si tratta di processi che presentano una spiccata tendenza a recidivare e a infiltrare i tessuti vicini (tessuto adiposo, tessuto muscolare ecc.), tanto da creare spesso dei problemi al chirurgo che ne deve effettuare l’asportazione essi però non danno mai metastasi a distanza, e in questo si differenziano dai tumori maligni.

  • Fibromi

  • Fibromi penduli di piccole dimensioni

  • Fibromialgia

    Forma reumatica ad eziologia sconosciuta che non coinvolge le articolazioni, caratterizzata da dolori muscolari diffusi accompagnati da aree di tensione denominate trigger points. Non esistono attualmente esami di laboratorio in grado di fare la diagnosi che di solito viene posta per esclusione.

  • Fibropapillomi

  • Fibrorinoscopia

    Metodica strumentale endoscopica per lo studio delle cavità nasali, di facile e veloce esecuzione, non dolorosa, eseguibile ambulatorialmente senza bisogno di anestesia.

  • Fibroscopia

    La fibroscopia nasale e/o laringea è un'indagine ottica che permette di valutare le cavità nasali, il rinofaringe e la faringolaringe.

  • Fibrosi

    Aumento della quantità di tessuto connettivo fibroso, ricco di fibre collagene e povero di cellule e vasi. La fibrosi è un’alterazione che può far seguito a diversi processi morbosi, quali infiammazioni acute o croniche, stasi cronica ematica o linfatica, sostituzione connettivale di parti di tessuto andate incontro a distruzione. Le conseguenze saranno diverse a seconda della sede colpita: esse saranno tanto più evidenti quanto più il processo di fibrosi interessa un organo in modo diffuso: così per esempio nel fegato, nel polmone o nel miocardio, le fibrosi diffuse determinano modificazioni delle condizioni nutritizie dell’organismo colpito, ostacolando gli scambi metabolici tra sangue ed elementi cellulari propri, e pregiudicando la funzione.

  • Fibrosi cistica

    Sinonimo di mucoviscidosi.

  • Fibrosi epatica

    La fibrosi epatica è un processo di guarigione delle lesioni troppo esuberanti in cui un eccesso di tessuto connettivo si accumula nel fegato. La matrice extracellulare è prodotta in eccesso, degradata in modo deficitario, o entrambi.

  • Fibrosi epatica congenita

  • Fibrosi polmonare

    Patologia del polmone costituita da una fibrosi connettivale, che progressivamente sostituisce il tessuto interstiziale polmonare fino a determinare un quadro clinico e funzionale di tipo restrittivo, con dispnea ingravescente ed evoluzione verso l'insufficienza respiratoria. Può essere a eziologia sconosciuta (fibrosi polmonare idiopatica) oppure essere secondaria ad altre malattie polmonari diffuse interstiziali (pneumoconiosi, sarcoidosi).

  • Fibrosi retroperitoneale

    La fibrosi retroperitoneale, originariamente chiamata malattia di Ormond, è una rara condizione caratterizzata dalla formazione di tessuto infiammatorio e fibroso nella parete posteriore dell’addome, che spesso ingloba gli ureteri e gli altri organi presenti nel retroperitoneo.

  • Filariosi

    Gruppo di malattie tropicali provocate da vermi nematodi appartenenti al genere Filaria, che invadono i vasi linfatici e il tessuto sottocutaneo provocando infiammazioni e ostruzione dei vasi linfatici. La femmina del parassita immette nel circolo sanguigno migliaia di larve (microfilarie) che vengono assunte da alcuni tipi di zanzare (Culex fatigans) durante la puntura. Le larve maturano nell'intestino della zanzara che, pungendo altri soggetti, diffonde l'infezione. La forma più comune è causata dal verme Wuchereria bancrofti, endemico nelle zone tropicali e subtropicali (si calcola che ne siano infestate 140 milioni di persone nel mondo).

  • Fimosi

    Stenosi congenita dell'orifizio prepuziale, per cui viene impedito lo scorrimento del prepuzio sul glande e la scopertura completa di questo durante l'erezione. A questa anomalia facilmente si associa un frenulo corto; ma soprattutto può concorrere ad aggravarla una stenosi del meato uretrale. Solitamente l'orifizio prepuziale non è tanto ristretto da costituire un impedimento alla minzione ma, quando la stenosi è molto pronunciata, allora si manifestano anche i disturbi urinari: a ogni minzione, l'urina distende il prepuzio in forma di tasca prima di venire emessa.

  • Fish test

    La FISH (Fluorescence in Situ Hybridization) è una tecnica altamente sensibile e riproducibile per valutare la presenza o meno di amplificazione genica.

  • Fisiatria

  • Fisiokinesiterapia

    La Fisiokinesiterapia è una metodologia di fisioterapia basata su una particolare tipo di ginnastica con funzione terapeutica. Questa terapia si basa sul movimento, e consente di prevenire disturbi muscolo-scheletrici, ma è anche un importante ramo della riabilitazione post traumatica o post operatoria.

  • Fisiopatologia della gravidanza

  • Fisiopatologia della riproduzione umana

  • Fisiopatologia della riproduzione umana

  • Fisiopatologia digestiva

  • Fisiopatologia digestiva

  • Fisiopatologia respiratoria

  • Fisioterapia

  • Fisioterapia

  • Fistola

  • Fistola artero-venosa durale cerebrale e spinale

  • Fistole

  • Fistole anali

    Dopo che un ascesso è stato drenato (con fuoriuscita di pus), può persistere un tunnel che unisce la ghiandola anale, dalla quale l'ascesso ha preso origine, alla pelle. Se questo si verifica, il continuo drenaggio di materiale sieroso, fecale o purulento da un orifizio esterno può indicare la persistenza di questo canale. Se l'apertura esterna del canale guarisce (si chiude), si può sviluppare un ascesso ricorrente poiché il materiale che precedentemente trovava una strada per esser drenato all’esterno, inizia ad accumularsi nei tessuti perianali e si infetta.

  • Fistole durali

  • Fistole perianali

    Fistole che si formano in seguito ad ascessi perianali o perirettali, e cronicamente contengono secrezioni purulente o di natura tubercolare. Si creano, in tal modo, canali patologici che mettono in comunicazione l'ultima porzione dell'intestino con le parti vicine, comprese la fossa ischio-rettale e lo spazio pelvirettale superiore.

  • Fistolografia

    La fistolografia è un esame radiologico che permette di analizzare il tragitto delle fistole, comunicazioni patologiche che si possono formare tra due organi cavi (ad esempio tra il retto e la vescica o tra il retto e la vagina) o tra un organo cavo e la cute (ad esempio una fistola peri-anale).

  • Fistolografia arto inferiore

  • Fistolografia arto inferiore

  • Fistolografia arto superiore

  • Fistolografia arto superiore

  • Fistolografia parete addominale

  • Fistolografia parete addominale

  • Flebectomia

    La flebectomia, solitamente eseguita per microincisioni, è una tecnica che consente l'asportazione delle varici o vene varicose.

  • Flebiti

    Processo infiammatorio, acuto o cronico, che interessa un vaso venoso o parte di esso. Poiché la flebite spesso si accompagna a un processo trombotico più o meno imponente, si parla allora più frequentemente di flebotrombosi o di O tromboflebite, a seconda che l'evento che si verifica per primo sia l'infiammazione o la trombosi. Nel caso di interessamento delle arterie polmonari (che sono definite arterie in quanto si allontanano dal cuore, ma trasportano sangue venoso) si parla di malattia tromboembolica. Fattori predisponenti e cause possono essere l'accelerazione del tempo di coagulazione, l'aumento delle piastrine, il rallentamento del circolo periferico, eventuali lesioni delle pareti venose, malattie infettive, gravidanze, parti, operazioni chirurgiche ginecologiche o interventi per tumori prostatici, per cancro del retto ecc.

  • Flebiti superficiali

    La flebite, essendo un'infiammazione, ha come sintomi caratteristici quelli di un processo infiammatorio generico. La parte colpita è rossa e calda, per la presenza dell'infiammazione, inoltre è gonfia, a causa dell'edema che si forma, e dolente al tatto. LA flebite superficiale ha un decorso generalmente benigno.

  • Flebografia cavale inferiore

  • Flebografia cavale superiore

  • Flebografia ccsvi

  • Flebografia giugulare

  • Flebografia orbitaria

  • Flebologia

  • Flessione delle ginocchia

  • Fluorangiografia

    Tecnica diagnostica utilizzata per la valutazione della circolazione retinica, mediante l'esecuzione di una serie di fotogrammi del fondo dell'occhio, dopo somministrazione di un colorante fluorescente (fluorescina) in una vena periferica.

  • Fluorangiografia digitale

  • Fluorangiografia retinica

  • Fluoroscopia

    Tecnica di radiologia usata per acquisire immagini dell’anatomia interna nel soggetto esplorato in tempo reale. Si mette in pratica con un apparato noto come fluoroscopio, che consiste in una sorgente di raggi X e uno schermo costituito da uno strato di sostanza fluorescente (platinocianuro di bario, tungstato di calcio o, più recentemente, ioduro di cesio).

  • Flussimetria

    La flussimetria Doppler (anche velocimetria Doppler) è una tecnica diagnostica che ha come scopo principale quello di valutare le condizioni di salute del feto.

  • Flussimetria doppler fetale

  • Flutter

  • Flutter atriale

    Tachiaritmia cardiaca sopraventricolare, caratterizzata da un'attivazione atriale molto rapida (compresa solitamente tra 250 e 350 impulsi al minuto) e regolare. L'impulso proveniente dagli atri viene bloccato a livello della regione di passaggio tra atri e ventricoli (giunzione atrioventricolare): dall'entità di questo blocco dipende la frequenza di attivazione ventricolare (solitamente corrisponde alla metà della frequenza atriale, cioè circa 150 battiti al minuto).

  • Fobia sociale

    Paura eccessiva o immotivata nei confronti di un oggetto, o di una situazione, a cui si associa un intenso stato d'ansia. Solitamente l'individuo affetto da fobìa ne è consapevole e cerca di evitare le situazioni che la scatenano.