Isterosonografia (Sonoisterografia)

Illustrazione 3d dell'organo genitale femminile per descrivere l'Isterosonografia

 

L’isterosonografia o sonoisterografia, è un esame diagnostico poco invasivo in cui vengono sfruttati gli ultrasuoni per valutare la morfologia dell’utero femminile, e verificare la presenza di anomalie o di variazioni patologiche, dovute per esempio a tumori benigni oppure maligni. L’isterosonografia consiste nell'infusione all’interno dell’utero, grazie a un catetere, di una soluzione salina, ovvero una miscela a base di acqua e sali, e nella successiva osservazione della cavità uterina attraverso un’ecografia transvaginale.

 

Lo scopo della soluzione salina è quello di espandere l’utero e consentire una facile visualizzazione e misurazione dell’endometrio (la mucosa di rivestimento dell’utero); in più, grazie all’espansione della cavità uterina, è possibile identificare anche la presenza di eventuali polipi o masse uterine. Oltre alla soluzione salina, nella cavità uterina può essere infusa anche aria, in modo che il medico possa verificare che le bolle d’aria attraversano agevolmente le tube di Falloppio (i canali che connettono le ovaie con l’utero, fondamentali nella vita riproduttiva di una donna), e appurarne la normale pervietà.

 

Una volta che l’utero è sufficientemente espanso, il medico effettuerà il vero e proprio esame diagnostico attraverso un’ecografia transvaginale. Come tutti gli esami ecografici, per esempio l’ecocardiografia, anche l’ecografia transvaginale utilizza gli ultrasuoni, onde sonore ad alta frequenza, per avere informazioni sulle strutture dell’utero. Durante un’ecografia, quindi gli ultrasuoni colpiscono i tessuti da analizzare, e ritornano al macchinario ecografico. Questi segnali saranno poi analizzati dal computer che ne genererà un’immagine, nel caso dell’ecografia transvaginale l’immagine rappresenterà la cavità uterina. L’isterosonografia a volte prevede anche la valutazione del flusso sanguigno nell’utero attraverso un’ecodoppler, esame ecografico che stima l’andamento del flusso sanguigno misurando la variazione di frequenza degli ultrasuoni sui globuli rossi circolanti.

 

 

 

 

Come si esegue l’isterosonografia?

Solitamente è consigliabile sottoporsi all’isterosonografia una settimana dopo il ciclo mestruale, così da evitare eventuali infezioni. Generalmente è un esame indolore (salvo qualche sensazione di fastidio riportata da alcune pazienti) e dura circa 30 minuti. La paziente viene fatta sdraiare sul lettino, con i piedi poggiati su staffe, in maniera del tutto analoga a un esame ginecologico. Viene utilizzato uno strumento ad ultrasuoni, cioè una macchina ecografica formata da un computer e un trasduttore (un piccolo dispositivo portatile in grado di produrre gli ultrasuoni). Il trasduttore, ricoperto da un gel ecografico che ha una duplice funzione cioè migliorare la rilevazione degli ultrasuoni e lubrificare, viene inserito all’interno del canale vaginale, e il Medico analizza l’immagine ecografica al computer in tempo reale.

 

Dopo la prima ecografia il Medico rimuove il trasduttore e, aiutandosi con uno speculum, strumento che serve anche durante l’esecuzione del pap test, inserisce un catetere, un piccolo tubicino flessibile che infonde la soluzione salina all’interno dell’utero. A questo punto viene inserito nuovamente il trasduttore e viene effettuata un’altra ecografia transvaginale.

 

La ginecologa usa l'ecografo per eseguire una isterosonografia su una paziente seduta sulla poltrona con gambe divaricate

 

 

A cosa serve l’isterosonografia?

L’isterosonografia serve a individuare anomalie strutturali e formazioni inconsuete nei tessuti dell’utero. Spesso viene eseguita a causa di sanguinamenti vaginali anormali, conseguenza non di rado di processi patologici a carico dell’endometrio e del miometrio, i rivestimenti della cavità uterina. In particolare, l’esame diagnostico può individuare:

  • polipi;
  • fibromi;
  • atrofia endometriale;
  • lesioni maligne o tumori;
  • difetti congeniti dell’utero.

 

 

Quali sono i rischi e le complicanze dell’isterosonografia?

Dal momento che vengono impiegati gli ultrasuoni, radiazioni innocue rispetto, per esempio, ai raggi X usati nella radiografia, non vi sono particolari rischi associati all’isterosonografia.

 

 

Quali possono essere le limitazioni dell’isterosonografia?

La isterosonografia, innanzitutto, non può essere eseguita in donne che presentano malattia infiammatoria pelvica attiva. Tale test, inoltre, può presentare delle limitazioni in alcune situazioni cliniche. Ad esempio, nelle donne con stenosi della cervice può risultare ostico inserire il catetere nel canale cervicale in modo da poter iniettare la soluzione salina. Una distensione inadeguata della cavità uterina può, altresì, impedire l’ottenimento di immagini ecografiche di qualità. Ciò può avvenire soprattutto in caso di grandi tumori benigni (fibromi).

 

La isterosonografia è un esame limitato nella valutazione della pervietà delle tube di Falloppio. In casi in cui si sospetti un’anomalia a carico di tali strutture, infatti, si raccomanda l’isterosalpingografia come ulteriore valutazione.

 

L’isterosonografia, quindi, è un esame diagnostico non invasivo che viene usato per accertare la struttura dell’utero e la formazione di masse tumorali. Per saperne di più su altri esami diagnostici che utilizzano gli ultrasuoni consulta le schede dell'ecodoppler, ecocardiocolordoppler, ecocontrastografia.

 

 

Fonti:
  • Radiology Info - Hysterosono;
  • ASST Settelaghi;
  • de Kroon CD, de Bock GH, Dieben SW, Jansen FW. Saline contrast hysterosonography in abnormal uterine bleeding: a systematic review and meta-analysis. BJOG. 2003 Oct;110(10):938-47. doi: 10.1111/j.1471-0528.2003.02472.x. PMID: 14550365;
  • Valenzano, M. M., Lijoi, D., Mistrangelo, E., Fortunato, T., Costantini, S., & Ragni, N. (2005). The value of sonohysterography in detecting intracavitary benign abnormalities. Archives of Gynecology and Obstetrics, 272(4), 265–268. doi:10.1007/s00404-005-0016-z.
In sintesi

L’isterosonografia è un esame ecografico in cui viene analizzata la cavità dell’utero tramite l’infusione, in esso, di una soluzione salina.

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