Test per l'HIV

 

Il test per l'HIV permette di capire se una persona è stata infettata dal virus dell’immunodeficienza umana, l’agente responsabile dell’AIDS. Viene eseguito quando si sospetta di essere entrati in contatto con il virus. I test più recenti si basano sulla rilevazione combinata di anticorpi anti-HIV e di un antigene virale.

 

Il test HIV serve a rilevare un’infezione da parte del virus dell’immunodeficienza umana (in inglese Human Immunodeficiency Virus, HIV). L’HIV è l’agente infettivo che causa l’AIDS, ossia la sindrome da immunodeficienza acquisita (Acquired ImmunoDeficiency Syndrome). È importante sottolineare che risultare positivi al test HIV non significa essere ammalati di AIDS, ma solo che si è entrati in contatto con l’HIV, ci si è infettati e il virus è presente nel corpo.

 

L’HIV fa parte dei virus a RNA: il suo patrimonio genetico è costituito da una molecola di acido ribonucleico (RNA) che contiene le sequenze dei geni che servono al virus per moltiplicarsi e formare nuove particelle virali. L’RNA è racchiuso nella porzione del virus chiamata core assieme alla trascrittasi inversa (un enzima che permette al virus di convertire l’RNA in DNA), ad altri enzimi per la replicazione e alla proteina p24. Il core è circondato da uno strato fatto di proteine p17, detto matrice. Lo stato proteico è a sua volta racchiuso dall’envelope, una membrana fatta di lipidi in cui sono contenute le glicoproteine gp120 e gp41 che servono al virus per agganciarsi alle cellule ed introdurvisi. Esistono due tipi di HIV, l’HIV-1 (il più diffuso) e l’HIV-2.

 

 

 

 

L’HIV può infettare molti tessuti, ma il suo bersaglio principale sono le cellule del sistema immunitario, in particolare i globuli bianchi che possiedono sulla loro superficie una molecola chiamata CD4: linfociti T e macrofagi. Il virus entra nella cellula, si replica e forma nuove particelle virali che distruggono la cellula per uscirne. Infettando e distruggendo i linfociti CD4 positivi (chiamati anche linfociti T helper), che hanno un ruolo fondamentale nelle risposte alle infezioni, l’HIV induce uno stato di forte immunosoppressione. Il paziente è immunodeficiente in quanto il suo sistema immunitario è indebolito e non è in grado di combattere infezioni opportunistiche da parte di virus, batteri e funghi ed è suscettibile all’insorgenza di tumori. L’AIDS, lo stadio più avanzato dell’infezione da HIV, comporta inoltre danni al sistema nervoso. Si tratta di una malattia progressiva, che può non dare sintomi per anni. La conta delle cellule CD4 permette di valutare la compromissione del sistema immunitario: un paziente ha l’AIDS quando ci sono meno di 200 cellule CD4 per millimetro cubo di sangue.

 

Oggi sono disponibili dei farmaci (farmaci antiretrovirali) che arrestano la progressione della malattia. Anche se non eliminano del tutto il virus ne limitano la replicazione e ciò consente al paziente di avere un’aspettativa di vita paragonabile a quella del resto della popolazione.

 

 

Quando si esegue il test HIV

Il test HIV viene eseguito quando si ha il timore o il sospetto di essere entrati in contatto con il virus dell’immunodeficienza umana. Il virus è presente nei fluidi corporei (sangue, liquido seminale, fluidi vaginali e rettali, latte) e viene trasmesso attraverso rapporti sessuali non protetti e attraverso aghi o altri oggetti appuntiti contaminati. Il test per l’HIV è quindi consigliato in caso di rapporti sessuali senza l’uso del preservativo, di condivisione di aghi e siringhe per l’iniezione di farmaci e droghe e quando si ipotizza di essere stati esposti al virus in altro modo, per esempio per motivi professionali. Diagnosticare l’infezione consente di iniziare subito la terapia e di prendere le dovute precauzioni per evitare di passare l’infezione ad altri. Una donna può trasmettere l’infezione da HIV al figlio durante la gravidanza, il parto e l’allattamento, perciò il test HIV fa parte degli esami raccomandati in gravidanza.

 

 

Come si effettua il test HIV

Il test non richiede nessuna preparazione da parte del paziente che viene semplicemente sottoposto un prelievo di sangue. Nel tempo sono stati messi a punto test sempre più performanti: è stata aumentata la sensibilità ed è stato ridotto il periodo finestra, vale a dire l’intervallo di tempo in cui il risultato rischia di essere falsamente negativo perché è passato troppo poco tempo dall’episodio a rischio affinché la quantità di virus e/o la risposta anticorpale del paziente siano misurabili. Il test va quindi eseguito qualche settimana dopo l’evento considerato a rischio.

 

I test che si usano oggi sono test di quarta generazione: si ricercano gli anticorpi IgG e IgM prodotti dall’organismo in risposta all’HIV e una proteina strutturale del virus, la proteina p24. I test di quarta generazione possono essere eseguiti dopo 30 giorni dall’episodio a rischio. Il test viene eseguito nei laboratori pubblici e privati dietro presentazione di ricetta medica, tuttavia in ogni azienda sanitaria pubblica c’è almeno un centro dove il test può essere eseguito in maniera gratuita e anonima all’interno di un percorso di counselling sanitario. In farmacia è disponibile un test rapido per lo screening dell’HIV che si può effettuare in autonomia su un campione di saliva o sangue; in caso di risultato positivo occorre però effettuare il test di quarta generazione per conferma.

 

 

Fonti:
  • Alexander TS. Human immunodeficiency virus diagnostic testing: 30 years of evolution. Clinical and Vaccine Immunology. 2016;23(4):249-253. doi:10.1128/CVI.00053-16;
  • Branson BM. HIV diagnostics: current recommendations and opportunities for improvement. Infect Dis Clin North Am. 2019;33(3):611-628. doi:10.1016/j.idc.2019.04.001;
  • HelpAids

 

In sintesi

Il test HIV permette di scoprire se una persona si è infettata con il virus dell’immunodeficienza umana, il virus responsabile dell’AIDS.

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