Tilt test (TTT, Test del tavolo inclinato o Tilting test)

Illustrazione 3d del sistema cardiocircolatorio per descrivere il Tilt test

 

Il tilt test è un esame di tipo diagnostico che permette di identificare la causa e i meccanismi di una sincope (svenimento). È noto infatti che, in alcuni soggetti predisposti, il mantenimento della posizione eretta per un certo periodo di tempo può produrre alterazioni del cosiddetto "tono vagale" determinando una caduta repentina della pressione arteriosa e una diminuzione della frequenza cardiaca.

 

Quando si verificano queste due condizioni, l'afflusso di sangue al cervello viene ridotto in maniera importante, si perde conoscenza e si cade a terra. Una volta posizionato in decubito supino, il soggetto colpito dalla sincope riprende rapidamente i sensi e i parametri cardiocircolatori rientrano nella norma. Il tilt test permette di riprodurre, sotto controllo medico e con monitoraggio della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, le stesse condizioni che hanno condotto alla perdita di coscienza e di instaurare di conseguenza, successivamente, la terapia più opportuna. Si tratta di un test semplice che quindi, in sintesi, permette di confermare o di escludere l’origine vasovagale di una sincope.

 

 

Quale preparazione è necessaria per il Tilt test?

Prima di sottoporsi al tilt test è necessario che il paziente stia a digiuno per un periodo di almeno 8 ore. È inoltre essenziale che il Medico venga informato di una eventuale terapia farmacologica in atto in modo da poter decidere se i farmaci in questione possano essere assunti prima dell’esame oppure no.

 

 

 

 

Come funziona il Tilt test?

Questo esame viene svolto sotto lo stretto controllo di un medico in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità. Il paziente viene fatto accomodare su uno specifico lettino dotato di una particolare inclinazione (60 gradi) al quale viene legato per maggior sicurezza. Inoltre, per tutta la durata dell'accertamento, il soggetto è collegato a un apparecchio che permette di rilevare in modo costante sia la frequenza cardiaca sia la pressione arteriosa. Se dopo venti minuti trascorsi in questa posizione non accade nulla di particolare, si procede alla somministrazione di nitroglicerina per via sublinguale e il test continua per altri venti minuti al termine dei quali, in assenza di manifestazioni significative, il risultato è considerato negativo e il test viene concluso. Durante tutto il tempo, il paziente è tenuto a informare immediatamente il personale che lo assiste qualora insorgano disturbi o sintomi di qualsiasi genere.

 

Se invece si manifesta una sincope, oppure se i valori della pressione sanguigna scendono in modo progressivo per almeno cinque minuti e sono accompagnati dalla comparsa di sintomi anche generici, l’esame viene interrotto, e in caso di problemi seri, il soggetto viene posizionato in decubito supino e si procede alla somministrazione di alcuni specifici farmaci necessari, come ad esempio l’atropina. In questi casi, il risultato del tilt test è considerato positivo.

 

 

Cosa succede dopo il Tilt test?

Subito dopo aver terminato l'accertamento è possibile che il soggetto avverta stanchezza e dolori allo stomaco. In questo caso è opportuno che rimanga sotto osservazione per 30-60 minuti continuando a monitorare e a registrare sia la pressione sanguigna che la frequenza cardiaca. Trascorso questo periodo di tempo il paziente può essere congedato. Se però si verifica un episodio sincopale durante l'esecuzione del test, l'osservazione successiva deve essere protratta per un tempo più lungo e potrebbe anche essere necessaria la somministrazione di medicamenti specifici.

 

 

Illustrazione di un tilt test con paziente posizionato su un lettino a 75° e le varie strumentazioni necessarie per il corretto svolgimento dell'esame

 

 

Quali sono i possibili rischi del Tilt test?

L’esame è generalmente sicuro e non comporta rischi significativi per la salute. In alcuni casi è tuttavia opportuno preparare una via venosa di accesso prima di iniziare l'esame per somministrare liquidi o farmaci se necessario. Anche se molto rari, infatti, sono riportati casi di ictus cerebrale e di arresto cardiaco che impongono l’esecuzione delle opportune manovre di rianimazione cardio-polmonare.

 

 

Fonti:

Ricerche degli utenti

  • Condrosarcoma

    Il condrosarcoma è un tumore raro che ha origine dalla trasformazione maligna delle cellule della cartilagine.

  • Cordoma

    Il cordoma è un tumore raro che colpisce la colonna vertebrale, in genere a livello della base del cranio, del collo o dell’osso sacro.

  • Ischemia

    L’ischemia consiste nel mancato apporto di sangue a un tessuto, che genera un insufficiente apporto di ossigeno.

  • Arteriosclerosi

    L’arteriosclerosi è una malattia cronica e progressiva a carico delle arterie, che diventano sempre meno elastiche e più rigide.

  • Vescica iperattiva

    La sindrome da vescica iperattiva è una condizione che comporta l’urgenza urinare tanto frequentemente da influire sulla qualità di vita.

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