Celiachia (Morbo celiaco o Sprue celiaca)

Illustrazione 3d di un intestino per descrivere la Celiachia

 

La celiachia è una patologia infiammatoria permanente dell’intestino. Si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti in seguito all’assunzione di glutine. Le manifestazioni della malattia non riguardano solo l’apparato gastrointestinale. Non esistono cure, ma bandendo il glutine dalla dieta si eliminano i sintomi e si riduce il rischio di complicanze.

 

Indice degli argomenti

 

 

Cos’è la celiachia? 

La celiachia (o malattia celiaca o sprue celiaca) è una malattia infiammatoria permanente dell’intestino. È una patologia scatenata dall’assunzione di glutine in persone che hanno una particolare predisposizione genetica. Il glutine è un complesso proteico contenuto in cereali come frumento, orzo, farro e segale (ma non nel riso o nel mais).

 

Nei soggetti che presentano un preciso background genetico (alleli HLA-DQ2/HLA-DQ8), il glutine attiva le cellule del sistema immunitario che producono anticorpi che aggrediscono il tessuto intestinale come fosse estraneo all’organismo, danneggiandolo. Su questo processo biologico abbiamo scritto l'approfondimento "Il ruolo degli anticorpi nella celiachia".

 

La superficie dell’intestino è normalmente ricoperta da piccole estroflessioni chiamate villi intestinali, che servono ad aumentare la superficie utile per l’assorbimento dei nutrienti e nei pazienti celiaci essi si riducono di numero e di volume (fenomeno chiamato atrofia dei villi). Ciò causa difficoltà di assorbimento che possono portare alla malnutrizione. Solo il 3% delle persone geneticamente predisposte sviluppa la celiachia, i fattori scatenanti non sono ancora noti, potrebbero essere rilevanti le infezioni virali e la quantità di glutine assunto.

 

In Italia, l’1% della popolazione soffre di questa malattia. È più frequente nel sesso femminile. Si può presentare ad ogni età, ma si osservano due picchi di incidenza, uno subito dopo lo svezzamento nei primi 2 anni di età e uno attorno ai 20-30 anni. Si associa spesso a malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1 o la tiroidite autoimmune.

 

 

 

 

Sintomi classici della celiachia

Il morbo celiaco si può manifestare con modalità diverse da paziente a paziente, seppur la forma classica ha sintomi a livello intestinale.

I sintomi classici della celiachia nei bambini sono rappresentati da:

  • diarrea;
  • aumento della circonferenza addominale;
  • perdita di appetito;
  • ritardo di crescita.

 

Invece, i sintomi classici negli adulti possono essere:

 

Sintomi atipici della celiachia e forma silente

La forma atipica della lue celiaca ha prevalentemente manifestazioni extra-intestinali e si può presentare con sintomi come:

  • stanchezza e debolezza muscolare (dipendenti dall’anemia causata dal malassorbimento di ferro, vitamina B12 o folati)
  • bassa statura;
  • cambiamenti nella densità ossea (osteoporosi);
  • difetti nello smalto dei denti;
  • stomatiti frequenti;
  • alti livelli di transaminasi nel sangue;
  • sintomi neurologici (mal di testa, ansia, depressione);
  • alterazioni della sfera riproduttiva, come ad esempio:
    • assenza di mestruazioni (amenorrea);
    • infertilità (maschile o femminile);
    • aborti spontanei ripetuti;
    • riduzione del numero e della mobilità degli spermatozoi.

 

La forma silente, spesso identificata in seguito a screening dei parenti di un paziente celiaco, è caratterizzata dall’assenza di sintomi. Se non si adotta in modo stringente una dieta senza glutine la celiachia può portare a complicanze quali la digiunoileite ulcerativa, la sprue collagenosica e il linfoma intestinale.

 

 

Illustrazione 3d per rappresentare la celiachia nelle sue varie manifestazioni (conseguenze) e nei sintomi che caratterizzano la sprue celiaca

 

Come si diagnostica la celiachia? 

La diagnosi di malattia celiaca può non essere facile, dato che i sintomi variano molto da paziente a paziente. 

 

Se il medico sospetta la presenza di questa patologia prescrive degli esami sierologici e una biopsia del duodeno.

Si esegue un prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi anti-transglutaminasi (anti-TG), anti-endomisio (EMA) e anti-gliadina deamidata (anti DGP) e per il dosaggio delle immunoglobuline A (IgA) totali. Il primo test sierologico per la diagnosi della celiachia si basava sulla ricerca degli anticorpi anti-glidina, ma si è rivelato poco specifico, perciò è sempre meno usato. Per avere la certezza della diagnosi si esegue poi una gastroscopia (esofagogastroduodenoscopia, EGDS) con biopsia duodenale: l’analisi istologica della mucosa duodenale consente di verificare se i villi intestinali sono danneggiati. Se gli altri dati sono sufficientemente conclusivi ai bambini può essere risparmiato questo esame invasivo.

 

Lo standard corrente prevede che si possa formulare la diagnosi di celiachia quando il paziente soddisfa almeno 4 di 5 criteri: segni tipici di malattia (diarrea e malassorbimento), positività agli anticorpi, positività al test genetico per HLA-DQ2 e/o HLA-DQ8, danno intestinale (atrofia dei villi e lesioni minori), risposta clinica alla dieta senza glutine.

 

 

Come si cura la celiachia? 

Ad oggi l’unico intervento possibile per gestire la celiachia è adottare una dieta ad hoc priva di glutine, prevalentemente senza glutine (gluten-free diet, GFD). Proprio per gli scarsi progressi nel trovare una cura alternativa che non vada ad intaccare stili di vita e abitudini alimentari è necessario restare molto attenti e vigili per riuscire a distinguere informazioni utili e falsi miti tra i tanti articoli sul web.

 

 

Celiachia e dieta

Aderire al piano alimentare privo di glutine è indispensabile non solo per fare scomparire i sintomi della celiachia, ma per ripristinare e mantenere la salute dei villi intestinali e prevenire le complicanze della celiachia. Normalmente i sintomi scompaiono e i tessuti intestinali vengono ricostruiti in 6-18 mesi di dieta gluten-free.

 

Questa dieta va seguita per tutta la vita.

 

I pazienti devono eliminare dalla loro alimentazione tutti i cibi che contengono frumento e gli altri cereali in cui è presente il glutine. Oggi sono disponibili, anche presso la grande distribuzione, molti prodotti sostitutivi. Il Sistema Sanitario Nazionale italiano eroga gratuitamente ai pazienti celiaci i prodotti con la dicitura “senza glutine - appositamente formulati per celiaci/intolleranti al glutine” che sono compresi nel Registro nazionale degli alimenti del Ministero della Salute; la quantità erogabile su base mensile dipende dal sesso e dall’età del paziente.

In Italia, per i pazienti celiaci che hanno ottenuto il codice di esenzione per la malattia è possibile richiedere un rimborso mensile ("esenzione per la celiachia").

 

Adottare e mantenere rigorosamente un regime alimentare che esclude i cibi e le bevande contenenti glutine può non essere facile, può incidere sulla qualità della vita e in qualche caso creare anche problemi psicologici come il terrore di assumere cibi contaminati. È importante che il paziente riceva adeguato supporto dal medico, che deve spiegare i rischi di una dieta inadeguata, e da un nutrizionista esperto in celiachia, che aiuti a creare una dieta bilanciata; un percorso di counseling psicologico può aiutare il paziente ad accettare e affrontare la malattia.

 

 

Illustrazione di un intestino con primo piano di villi intestinali normali e di villi in caso di morbo celiaco

 

Pillola per la Celiachia e altri rimedi

Attualmente si sta lavorando sulla creazione di apposite "pillole" per combatte la celiachia o comunque per facilitare la vita alle persone celiache, ma non è chiaro quando potrebbero essere messe in commercio.

 

 

 

Approfondimenti sulla celiachia

 

 

Fonti

In sintesi

La celiachia, o Morbo celiaco o Sprue celiaca, è una malattia infiammatoria dell’intestino scatenata dall’ingestione di glutine, che va perciò escluso a vita dalla dieta del paziente.

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