Clamidia (Clamidiosi)

Illustrazione 3d degli organi genitali maschile e femminile per descrivere la Clamidia

 

La clamidia (o clamidiosi) è un'infezione trasmessa sessualmente causata dal batterio Chlamydia trachomatis, è molto frequente tra la popolazione ed è spesso asintomatica o caratterizzata da manifestazioni lievi. L'infezione può anche essere trasmessa durante il parto dalla madre al nascituro provocando in quest’ultimo congiuntivite o polmonite. 

 

 

Quali sono i sintomi della Clamidia?

L'infezione da Chlamydia trachomatis può essere del tutto asintomatica o paucisintomatica. Infatti, nel 70% delle donne e nel 50% degli uomini, l’infezione decorre senza nessun disturbo particolare o con pochi sintomi spesso trascurabili. In alcuni casi, invece, le manifestazioni della malattia possono essere più evidente e, dopo un periodo di tempo che va dalle due alle sei settimane dal momento del contagio, possono manifestarsi:

  • bruciore e dolore alla minzione;
  • perdite vaginali;
  • secrezioni uretrali.

 

Una clamidiosi può essere trasmessa attraverso rapporti sessuali  non protetti di qualunque tipo (vaginale, orale e orale) anche se non sono presenti i sintomi. In alcuni casi l’infezione si risolve spontaneamente e non è necessaria alcuna terapia specifica. Molto spesso però, in assenza di trattamento, l'infezione si complica portando a segni e sintomi di una certa gravità. Nella donna la clamidiosi non trattata può portare, nell’1-30% casi, all’insorgenza della malattia infiammatoria pelvica detta anche Mip.

 

 

 

 

La malattia infiammatoria pelvica è caratterizzata dai seguenti sintomi e segni:

  • perdite vaginali;
  • dolori addominali e pelvici;
  • febbre;
  • occlusione delle tube ovariche con conseguente rischio di infertilità (nel 10-20% dei casi) e/o di gravidanze extrauterine.

 

Nell'uomo, invece, può manifestarsi, anche se di rado, una forma infiammatoria dell'epididimo potenzialmente in grado, di condurre alla sterilità.

Quando la clamidia colpisce un neonato, sono possibili polmoniti (10-20% dei casi) o infiammazioni della congiuntiva (30-50% dei casi).

 

Nel caso in cui l'infezione sia stata trasmessa in seguito a un rapporto anale non protetto, può manifestare la proctite, malattia caratterizzata da sintomi quali dolori, perdite muco-purulenti e sanguinamenti. Se invece il contagio è avvenuto secondariamente a un rapporto orale è possibile contrarre un’importante faringite.

 

Un rara complicanza della clamidia, che può coinvolgere sia la donna che l'uomo, è costituita dalla cosiddetta sindrome di Reiter o artrite reattiva, una forma generalizzata dell'infezione contrassegnata dalla presenza di congiuntivite, uretrite e artrite. In Africa e in Asia è presente un forma particolare di clamidia, chiamata linfogranuloma venereo, causata da alcuni sierotipi del batterio.

 

 

Ginecologa esegue tampone vaginale ad una donna sdraiata su un lettino di uno studio medico

 

 

Come si fa la diagnosi di Clamidia?

La diagnosi di clamidia viene posta grazie a test di laboratorio basati sulla ricerca e l’amplificazione degli acidi nucleici (Naat) del microrganismo Chlamydia trachomatis. Questi test molecolari sono molto sensibili e specifici e per questa ragione vengono ritenuti il gold standard diagnostico per la clamidia. I test vengono condotti su campioni provenienti da tamponi vaginali, uretrali, endocervicali, rettali, orali. La clamidia può essere cercata anche in campioni di urina. Qualora il test risultasse positivo, è necessario che anche i partner sessuali della persona positiva vengano sottoposti ad accertamenti ed è comunque consigliato un test per la ricerca dell’HIV.

 

 

Come si cura la Clamidia?

La terapia per curare la clamidiosi si basa sull'impiego di antibiotici specifici. In assenza di complicazioni particolari, i farmaci utilizzati sono generalmente azitromicina o doxiciclina somministrati per via orale o in alternativa eritromicina, ofloxacina o levofloxacina anch'essi da assumere per bocca. In modo analogo devono essere trattati tutti i soggetti con cui il paziente ha avuto rapporti sessuali negli ultimi tre mesi a partire dal momento in cui viene posta la diagnosi della malattia. I test specifici devono comunque essere ripetuti tre mesi dopo il trattamento antibiotico per essere certi della scomparsa dell'agente batterico. L'azitromicina è anche indicata per le donne in gravidanza e per il trattamento dei neonati.

 

 

Si può prevenire la Clamidia?

La prevenzione di clamidia si basa su una corretta condotta sessuale, principalmente quindi sul corretto uso del preservativo durante i rapporti sessuali con partner occasionali o comunque dei quali non si conosce lo stato di salute. È anche opportuno recarsi quanto prima dal proprio medico nel caso si abbiano dubbi sulla possibilità concreta di essere stati infettati perché una diagnosi precoce è importante al fine di prevenire spiacevoli conseguenze. L'uso del profilattico, tuttavia, non garantisce la prevenzione dell'infezione in modo assoluto pur diminuendo in modo significativo la possibilità di contrarre la malattia.

 

 

Fonti:

 

Ricerche degli utenti

  • Cordoma

    Il cordoma è un tumore raro che colpisce la colonna vertebrale, in genere a livello della base del cranio, del collo o dell’osso sacro.

  • Ischemia

    L’ischemia consiste nel mancato apporto di sangue a un tessuto, che genera un insufficiente apporto di ossigeno.

  • Arteriosclerosi

    L’arteriosclerosi è una malattia cronica e progressiva a carico delle arterie, che diventano sempre meno elastiche e più rigide.

  • Varicocele

    Il varicocele è una patologia varicosa caratterizzata da dilatazione e incontinenza delle vene testicolari che drenano il sangue dai testicoli.

  • Cistocele (Prolasso della vescica)

    Il cistocele è un prolasso della vescica determinato da indebolimento dei tessuti di supporto per cui la vescica protrude all’interno della parete della vagina.

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