Infertilità femminile

Illustrazione di un organo genitale femminile per descrivere l'Infertilità femminile

 

L’infertilità femminile consiste nell’incapacità di instaurare una gravidanza. È causata da un problema che interessa uno qualunque dei passaggi che portano dalla maturazione del follicolo ovarico all’impianto dell’embrione.

 

Quando è conseguente a specifiche cause note si può intervenire farmacologicamente o chirurgicamente. Se i trattamenti non sono efficaci o la causa resta inspiegabile si può ricorrere alla riproduzione assistita.

 

 

Cos’è l'infertilità femminile

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’infertilità è “una malattia caratterizzata dall’insuccesso nell’instaurarsi di una gravidanza clinica dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari senza l’uso di contraccettivi”. Per potere parlare di gravidanza clinica devono esserci segni evidenti di una gravidanza oppure deve essere possibile visualizzare una o più camere gestazionali all’esame ecografico. Si stima che nel mondo occidentale una coppia su sei abbia problemi di infertilità.

 

Sono stati identificati fattori di rischio che aumentano la probabilità di avere problemi di concepimento, tra cui gli stili di vita (come fumo, eccessivo consumo di alcol e caffeina, obesità), ma soprattutto l’età della donna: la fertilità femminile è stabile dalla pubertà ai 30 anni circa, poi declina a velocità crescente fino alla menopausa, quando la probabilità di una gravidanza è pari a zero. Va tenuto presente che, mentre in altre specie animali la probabilità di instaurare una gravidanza durante un singolo ciclo ovulatorio si avvicina al 100%, negli esseri umani questa probabilità è, al meglio, pari al 30%.

 

 

 

 

Se una donna non ha mai iniziato una gravidanza clinica si parla di infertilità femminile primaria, se ha già avuto una gravidanza e non riesce ad iniziarne un’altra si parla di infertilità femminile secondaria.

 

Affinché si instauri una gravidanza devono verificarsi numerosi eventi. Il follicolo deve maturare per rilasciare l’ovulo dall’ovaio nelle tube di Falloppio; ciò richiede un ciclo mestruale normale coordinato da una complessa interazione di ormoni. L’ovulo deve essere fecondato da uno spermatozoo che arriva alla tuba attraversando tutto il tratto genitale femminile. L’ovulo fecondato deve poi muoversi verso la cavità uterina e deve impiantarsi nell’endometrio. L’infertilità femminile può coinvolgere uno qualunque di questi processi.

 

Le cause dell’infertilità femminile includono:

  • disturbi dell’ovulazione, l’incapacità di ovulare è evidenziata dalla frequenza e dalla durata del ciclo mestruale: tipicamente dura 25-35 giorni, ma ci sono donne che non hanno mai avuto il ciclo mestruale (amenorrea primaria), altre che hanno lunghi periodi senza ciclo mestruale (amenorrea secondaria) o un ciclo mestruale irregolare (oligomenorrea); l’amenorrea primaria può dipendere da uno sviluppo anomalo delle gonadi o da problemi all’ipotalamo, l’amenorrea secondaria può essere provocata da problemi endocrini che coinvolgono l’ipotalamo, la ghiandola pituitaria, la tiroide, il surrene e le ovaie;
  • insufficienza ovarica, perdita di funzionalità delle ovaie, per alcune donne si verifica prematuramente (maggiori informazioni sono riportate nella scheda dedicata a questa patologia);
  • sindrome dell’ovaio policistico, una condizione caratterizzata da ovaie piene di cisti (maggiori informazioni sono riportate nella scheda dedicata a questa patologia);
  • tube di Falloppio danneggiate o ostruite, raramente dipende da difetti congeniti, più frequentemente il problema è conseguente a infezioni, specie a infezioni sessualmente trasmesse (clamidia, gonorrea, ) o a interventi chirurgici;
  • endometriosi, può creare un ambiente pelvico sfavorevole (maggiori informazioni sono riportate nella scheda dedicata a questa patologia);
  • fibromi uterini, possono impedire il passaggio nelle tube, causare ostruzione delle tube o interferire con l’impianto dell’embrione (maggiori informazioni sono riportate nella scheda dedicata a questa patologia).

 

In circa il 30% dei casi la causa dell’infertilità resta sconosciuta.

 

 

Come si presenta l’infertilità femminile

Come dice la definizione, in caso di infertilità femminile dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari senza l’uso di contraccettivi non si instaura una gravidanza clinica.

 

 

Primo piano di un test di gravidanza negativo e sullo sfondo una donna infertile

 

 

Come si diagnostica l’infertilità femminile

Lo studio della fertilità deve coinvolgere entrambi i partner. Si basa su una raccolta dettagliata della storia di coppia (da quanto tempo prova a concepire) e personale (regolarità del ciclo mestruale, uso di contraccettivi, precedenti gravidanze o aborti, storia medica, interventi chirurgici, storia familiare, esposizione a sostanze tossiche, stili di vita), sull’esame fisico e su accertamenti.

 

I test che possono essere eseguiti includono: test dell’ovulazione (mediante dosaggio ormonale o monitoraggio ecografico della maturazione del follicolo), test di pervietà delle tube (mediante isterosalpingografia, isterosonografia o laparoscopia ginecologica), ecografia transvaginale, isteroscopia e test di riserva ovarica (dosaggio dei livelli di ormone antimulleriano e di ormone follicolostimolante, conta follicolare antrale).

 

 

Come si cura l’infertilità femminile

Se la causa dell’infertilità è rimasta sconosciuta, è necessario valutare e intervenire sui comportamenti che possono ridurre la fertilità. Sono stati sviluppati dei modelli matematici che consentono di stimare la probabilità di una gravidanza naturale sulla base di alcuni parametri: se c’è almeno il 30% di probabilità si attendono 3 anni per ulteriori tentativi di concepimento naturale, se la probabilità è inferiore al 30% si può considerare la stimolazione ovarica con inseminazione intrauterina e se questa non funziona si può optare per la fecondazione in vitro.

 

Nel caso delle donne che non ovulano o soffrono di ovaio policistico si somministrano farmaci che inducono l’ovulazione o si ricorre al drilling ovarico laparoscopico (si creano piccoli fori sulla superficie ovarica che aumentano il tasso di ovulazione); se questi trattamenti non sono efficaci si ricorre alla fecondazione in vitro.

 

In caso di fibromi uterini può essere eseguita una miomectomia, anche in caso di endometriosi e di problemi alle tube si può intervenire con la chirurgia. Se il trattamento non ha successo resta l’opzione della fecondazione in vitro.

 

Le donne che hanno una ridotta riserva ovarica possono ancora ricorrere alla fecondazione in vitro, mentre in caso di insufficienza ovarica è necessario ricorrere alla donazione degli ovuli.

 

È importante che venga prestata sufficiente attenzione anche al benessere psicologico della donna.

 

 

Fonti:
  • Farquhar CM, Bhattacharya S, et al. Female subfertility. Nat Rev Dis Primers. 2019;5(1):7. doi:10.1038/s41572-018-0058-8;
  • Evers JLH. Female subfertility. 2002;360(9327):151-159. doi:10.1016/S0140-6736(02)09417-5.
In sintesi

L’infertilità femminile può avere diverse cause, in quasi un caso su tre tuttavia il motivo dell’incapacità di concepire resta sconosciuto.

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