Infezione da Helicobacter pylori

Illustrazione 3d di uno stomaco per descrivere l'Infezione da Helicobacter pylori

 

L’infezione da Helicobacter pylori è un’infezione batterica dello stomaco. Non dà nessun sintomo, ma aumenta il rischio di andare incontro a ulcera peptica e a tumore gastrico. Può essere individuata facilmente anche con test non invasivi. Si cura con una terapia antibiotica.

 

 

Cos’è Helicobacter pylori?  

L’infezione da Helicobacter pylori è un’infezione batterica. H. pylori fa parte dei batteri gram-negativi flagellati e infetta il sistema digerente, in particolare si annida nello stomaco. La sua capacità di resistere al pH fortemente acido dello stomaco dipende dall’attività ureasica di cui dispone. Grazie all’enzima ureasi, questo batterio converte l’urea in ammoniaca e anidride carbonica, l’ammoniaca viene poi riversata all’esterno della cellula batterica facendo aumentare il pH nel microambiente circostante e creando così condizioni favorevoli alla sua sopravvivenza e alla colonizzazione dello stomaco.

 

L’infezione da H. pylori è estremamente diffusa in tutto il mondo, specialmente in Asia. È più comune nei luoghi dove le persone che vivono insieme sono numerose e il batterio può facilmente passare da un familiare all’altro. Il modo con cui si trasmette non è ancora chiaro, probabilmente per via orale o oro-fecale (dalle feci del soggetto infetto all’apparato digerente del soggetto sano). È stato ipotizzato che possa essere trasmessa anche attraverso strumenti medici (endoscopi) contaminati, ma non c’è nessuna certezza al riguardo. Nei Paesi industrializzati l’infezione, rara nei bambini, è presente nel 20% circa degli individui con meno di 40 anni e nel 50% di quelli con più di 60 anni; nei Paesi in via di sviluppo 4 individui adulti su 5 sono portatori dell’infezione, che interessa anche il 10% dei bambini tra i 2 e gli 8 anni. Una volta contratta, in genere l’infezione dura tutta la vita.  

 

L’infezione cronica da H. pylori espone il paziente al rischio di sviluppare una malattia dello stomaco, anche grave. Questo batterio è stato associato all’insorgenza di gastrite cronica, di dispepsia non ulcerosa e di ulcera peptica. L’ Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha inserito l’Helycobacter pylori nella lista dei microrganismi cancerogeni per l’uomo: l’infezione, infatti, aumenta di 2-6 volte il rischio di tumore gastrico. Un’altra patologia tumorale che può essere causata da questo batterio è il linfoma gastrico o MALToma (dall’acronimo inglese per “linfoma del tessuto linfoide associato alle mucose”), una rara forma aggressiva di linfoma non-Hodgkin. L’eliminazione dell’infezione (eradicazione) riduce il rischio di malattie e tumori dello stomaco.

 

 

Illustrazione di un corpo umano con focus sui batteri buoni e cattivi dell'intestino

 

 

Come si presenta l’infezione da Helicobacter pylori? 

La maggior parte delle persone portatrici dell’infezione non ha nessun sintomo. Quando in seguito all’infezione da H. pylori vengono ad instaurarsi l’ulcera peptica, la dispepsia o la gastrite cronica i sintomi sono quelli tipici di queste patologie (consulta le schede dedicate). 

 

 

Come si diagnostica l’infezione da Helicobacter pylori? 

Esistono più mezzi con cui individuare la presenza di un’infezione da Helicobacter pylori: test del respiro (breath test), test sierologico, test fecale ed endoscopia. L’urea breath test si basa sull’analisi dell’aria espirata: si raccolgono due campioni, prima e dopo la somministrazione di una bevanda contenente urea marcata con il carbonio-13 (13C), un isotopo non radioattivo del carbonio e si misura la concentrazione dell’anidride carbonica marcata, risultante dalla scissione dell’urea operata dall’ ureasi batterica. Questo test è utile sia per la diagnosi dell’infezione sia per monitorare la risposta alle terapie.

 

Il test sierologico si basa sulla ricerca di anticorpi (IgG) specifici diretti contro l’Helicobacter pylori, ma non permette di stabilire se c’è un’infezione attiva, contrariamente al test fecale basato sulla ricerca dell’antigene di H. pylori su un campione di feci. A questi metodi non invasivi si aggiunge la gastroscopia (esofagogastroduodenoscopia, EGDS) durante l’esecuzione di questo esame vengono prelevati dei campioni di tessuto che vengono poi analizzati al microscopio è l’esame più efficiente per diagnosticare l’ulcera peptica. Gli inibitori della pompa protonica interferiscono con i test per l’H. pylori, perciò andrebbero sospesi prima dell’esecuzione dell’esame. 

 

 

 

 

Come si cura l’infezione da Helicobacter pylori 

L’infezione da Helicobacter pylori viene curata con una terapia antibiotica. Sono state messe a punto diverse combinazioni di antibiotici efficaci. In genere agli antibiotici viene associato un inibitore della pompa protonica, un farmaco che blocca la produzione di acido da parte dello stomaco.

 

Un mese dopo la fine del trattamento, che dura 10-14 giorni, andrebbe eseguito il breath test o il test fecale per verificare che l’infezione sia stata debellata. Purtroppo, sono sempre più diffusi ceppi batterici che resistono agli antibiotici, perciò il trattamento non è sempre efficace; in caso sia necessario ripetere il trattamento si usano antibiotici diversi da quelli già usati. L’eradicazione dell’infezione riduce il rischio di ulcera peptica

 

 

Fonti:
In sintesi

L’infezione da Helicobacter pylori, molto diffusa, è una delle principali cause di ulcera peptica e predispone all’insorgenza del tumore dello stomaco.

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