Insonnia

Illustrazione 3d del corpo umano per descrivere l'insonnia

 

L’insonnia si manifesta con una ridotta qualità del sonno, difficoltà nell’iniziazione e/o nel mantenimento del sonno, che causano un forte disagio nell’esecuzione di tutte le attività quotidiane. L’insonnia rappresenta uno dei disturbi più comuni riscontrati nella pratica clinica.

L’insonnia può essere un evento acuto che non dura nel tempo, tipicamente qualche giorno o al massimo qualche settimana; si parla in questo caso di insonnia a breve termine. L’insonnia a lungo termine, o insonnia cronica, può invece durare invece per più di un mese.

 

 

Indice degli argomenti

 

 

Caratteristiche e sintomi dell’insonnia

L’insonnia, nel paziente adulto, può manifestarsi con:

  • una difficoltà nell’addormentarsi;
  • una difficoltà nel mantenere la continuità del sonno, un problema che si presenta con continui risvegli durante la notte e problemi nel riaddormentarsi;
  • un risveglio anticipato la mattina, molto prima dell’orario desiderato ed indipendentemente dalle circostanze esterne;

 

Nei bambini l’insonnia si presenta con frequenti risvegli durante la notte e/o come forte resistenza nell’andare a dormire. I bambini, per andare a dormire, possono avere un certo grado di dipendenza rispetto ad alcuni fattori, che includono stimoli inibitori come narrazione di storie e/o dondolo, oggetti come biberon e/o specifici giocattoli, o la presenza dei genitori nella stanza. La mancanza di questi fattori può provocare ansia e paura nel bambino che, conseguentemente, può sviluppare disturbi del sonno.

 

 

 

 

 

Quali sono le cause dell’insonnia?

L’insonnia può rappresentare il problema primario o essere accompagnata da altri disturbi. Si ritiene che l’insonnia origini da uno stato di tensione e ipereccitazione che può influire sull’inizio e sul mantenimento del sonno. Questo stato di ipereccitazione può essere connesso a fattori fisici o, molto spesso, a fattori mentali. Le cause comuni dell’insonnia sono:

  • stress: questo fattore mentale rappresenta una delle maggiori cause dell’insonnia. La preoccupazione per la salute, per le finanze, e per il lavoro, possono mantenere la mente eccessivamente attiva costringendo la persona ad uno stato di ipereccitazione mentale che non permette il sonno. Anche eventi traumatici o preoccupanti come la morte o la malattia di una persona vicina, così come la perdita del lavoro, possono causare stress e quindi insonnia;
  • cattive abitudini del sonno: queste includono orari irregolari o attività stimolanti prima di andare a letto, come guardare schermi di smartphone, computer e TV che possono disturbare il sonno, dato che queste attività interferiscono con la secrezione di melatonina, un ormone essenziale nella regolazione del ciclo sonno-veglia;
  • orari di lavoro e/o di viaggio: i ritmi circadiani agiscono come un vero e proprio orologio che permette la regolazione di metabolismo, della temperatura interna e del ciclo sonno-veglia. Quando questi ritmi vengono alterati, l’equilibrio nelle attività interne dell’organismo, incluso il sonno, può essere modificato. Tra le cause di uno squilibrio dei ritmi circadiani ci sono il jet lag dovuto a viaggi attraverso vari fusi orari, e i continui e frequenti cambiamenti nei turni di lavoro;
  • consumo di pasti troppo tardi la sera: mangiare in maniera eccessiva e/o poco prima di andare a dormire possono provocare insonnia a causa di una sensazione di pesantezza, talvolta in presenza di bruciore allo stomaco e reflusso esofageo.
  • problemi di salute fisica: il dolore fisico può rendere difficoltoso l’inizio del sonno e anche il suo mantenimento. La necessità di urinare più volte durante la notte, che può derivare da una la gravidanza o dall’ipertrofia della prostata (ingrossamento della prostata), può causare insonnia. Lo stesso è valido anche per disturbi come l’apnea del sonno, caratterizzata da episodi di respirazione irregolare durante la notte;
  • disturbi associati alla salute mentale: l’insonnia può essere indotta anche da disordini come depressione e disturbo bipolare (bipolarismo).

 

 

Come viene diagnosticata l’insonnia?

Per la valutazione e diagnosi dell’insonnia esistono vari tipi di questionari che il medico può sottoporre al paziente. Tra questi, i più importanti sono il questionario Epworth Sleepiness Scale (ESS) (punteggio totale 0-24; punteggi > 15 rilevano una grave sonnolenza diurna) e il questionario Pittsburg Sleep Quality Index (PSQI) (un punteggio > 5 rileva una cattiva qualità del sonno).

Oltre ai questionari il medico può avvalersi dell’actigrafia del polso, una tecnica diagnostica che utilizza uno strumento non invasivo che registra l’attività motoria durante il sonno e la veglia.

 

 

Foto scura di donna con le mani sul volto perché non riesce a dormire per colpa dell'insonnia mentre in primo piano si vede una sveglia che segna le tre 3 di notte

 

 

Come si cura l’insonnia?

La terapia cognitivo comportamentale rappresenta il rimedio più efficace per trattare l’insonnia. Questa terapia può aiutare a controllare o eliminare i pensieri negativi che affliggono il paziente. Tra le strategie incluse in questa terapia vi sono:

  • tecniche di rilassamento basate su rilassamento muscolare progressivo ed esercizi di respirazione;
  • limitazione del sonno, incentrata sulla riduzione del tempo trascorso a letto, evitando i sonnellini diurni. La privazione parziale del sonno può rendere il paziente più stanco e quindi più propenso a dormire meglio la notte successiva;
  • terapia della luce, utilizzata quando il paziente si addormenta troppo presto e, di conseguenza, si sveglia troppo presto. La luce, naturale o artificiale, può essere usata per influenzare il ritmo sonno-veglia del paziente.

 

 

Fonti

In sintesi

L’insonnia è un disturbo del sonno che causa problemi nell’addormentarsi e nel mantenimento del sonno.

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