Melanoma

Illustrazione 3d del derma per descrivere il melanoma

 

Il melanoma è una neoplasia che deriva dalla trasformazione maligna di uno specifico tipo di cellule, i melanociti. I melanociti sono cellule che producono la melanina, il pigmento che dà alla pelle il suo colore e che protegge l’organismo dai danni causati dai raggi solari. I melanociti si trovano nella pelle, e più precisamente nello strato superficiale chiamato epidermide, ma anche nelle mucose, i tessuti che rivestono le cavità interne che comunicano con l’esterno, e nell’occhio.

 

 

Indice degli argomenti

 

 

Tipologie e diffusione del melanoma

 Si distinguono due tipologie di melanoma:

  • il melanoma cutaneo, il tipo più comune;
  • il melanoma non cutaneo, più raro (circa il 5% di tutti i melanomi), che si sviluppa nelle mucose (melanoma mucosale) e nell’occhio (melanoma intraoculare; viene detto melanoma uveale se si sviluppa nell’uvea).

 

L’85% dei casi mondiali di melanoma cutaneo si concentra in Europa, Nord America e Oceania. Questo tumore colpisce prevalentemente soggetti giovani, con un’età tipica attorno ai 45-50 anni; nella fascia di età 0-49 anni, il melanoma cutaneo è il secondo tumore più comune negli uomini dopo il tumore del testicolo, e il terzo più comune nelle donne, dopo il tumore della mammella e il carcinoma tiroideo. L’incidenza del melanoma è aumentata negli ultimi anni, in parte perché si sono ammalate più persone a causa di una maggiore esposizione volontaria ai raggi UV, in parte perché è migliorata la capacità di diagnosi.

 

In Italia annualmente si registrano circa 2.065 decessi per melanoma cutaneo, approssimativamente il 60% dei quali nel sesso maschile. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è comunque buono: 85% negli uomini e 89% nelle donne. Ciò dipende in gran parte dal fatto che nei tumori in stadio iniziale la chirurgia è generalmente curativa; le terapie che si sono rese disponibili negli ultimi anni hanno permesso di portare la sopravvivenza dei pazienti con malattia metastatica da meno del 10% al 40-50%.

 

 

 

 

 

Fattori di rischio del melanoma

Il principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è rappresentato dall’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), sia quelli naturalmente presenti nei raggi solari sia quelli emessi da sorgenti artificiali come i lettini o le lampade per l’abbronzatura.

Il rischio di sviluppare un melanoma è più alto se l’esposizione ai raggi UV avviene in giovane età. Le persone con la carnagione chiara (specialmente quelle con capelli biondi o rossi e quelle con la tendenza a scottarsi), le persone con molti nei (detti anche nevi) dall’aspetto anomalo e coloro che hanno avuto casi di melanoma in famiglia hanno un aumentato rischio di melanoma.

 

 

Caratteristiche e sintomi del melanoma

Il melanoma cutaneo molto spesso non presenta sintomi. A volte il tumore può sanguinare, dare prurito, formare delle croste o causare dolore. È importante prestare attenzione alla formazione di nuove lesioni cutanee e ai cambiamenti nei nevi già esistenti, rivolgendosi tempestivamente al medico nel caso li si osservi. La “regola ABCDE” sintetizza i campanelli di allarme di un possibile melanoma:

  • A di asimmetria: la maggior parte dei melanomi non sono rotondi o ovali ma sono asimmetrici;
  • B di bordi: i melanomi hanno generalmente bordi irregolari, a volte frastagliati o dentellati;
  • C di colore: a differenza dei nevi benigni, i melanomi possono avere diverse sfumature di marrone o di nero e, quando crescono, presentare anche aree rosse, bianche o blu;
  • D di diametro: lesioni di dimensioni superiori a 6 mm richiedono maggiore attenzione;
  • E di evoluzione: qualunque cambiamento nelle dimensioni, nel colore, nello spessore o di altro tipo in una macchia cutanea può essere spia di un melanoma.

 

Un altro segnale di allarme del melanoma cutaneo è quello che i dermatologi chiamano il “segno del brutto anatroccolo”: la maggior parte dei nei presenti sulla pelle di un individuo sono simili, mentre i melanomi tendono ad apparire come entità diverse, magari più scuri, qualche volta più chiari, più grossi o più piccoli, oppure completamente isolati. Il confronto con i nei vicini può aiutare ad identificare le lesioni sospette.

 

 

Foto di dermatologo che cerchia un melanoma sulla schiena di una paziente

 

 

Come si diagnostica il melanoma

Il dermatologo osserva con attenzione l’aspetto della lesione cutanea sospetta, generalmente con l’ausilio della dermatoscopia, che consente di apprezzare dettagli non visibili a occhio nudo. Se ci sono elementi che fanno supporre che si tratti di un melanoma o in caso di dubbi sulla diagnosi si procede con la rimozione chirurgica della lesione.

L’analisi al microscopio permette di caratterizzare il tumore, mentre l’analisi molecolare consente di individuare alcune mutazioni genetiche che possono rendere il melanoma sensibile alle nuove terapie a bersaglio molecolare. Se il tumore ha uno spessore di almeno 10 mm si procede con la biopsia del linfonodo sentinella. Dopo la diagnosi di melanoma possono essere necessari ulteriori esami, come la tomografia computerizzata o la risonanza magnetica, per valutare se sono presenti delle metastasi.

 

 

Come si cura il melanoma

La chirurgia oncologica è il trattamento d’elezione per i melanomi in stadio iniziale. La rimozione chirurgica può essere seguita da terapie adiuvanti se il rischio che il tumore si ripresenti è alto, se la lesione era ulcerata o se le cellule tumorali avevano raggiunto i linfonodi. Il farmaco tradizionalmente utilizzato a scopo adiuvante è sempre stato l’interferone alfa, tuttavia ad oggi si tendono ad usare gli stessi farmaci utilizzati anche per curare i melanomi avanzati e metastatici.

Il trattamento del melanoma avanzato e metastatico è stato infatti rivoluzionato dallo sviluppo dell’immunoterapia con gli inibitori dei checkpoint immunologici (p. es. ipilimumab, pembrolizumab, nivolumab) e dall’introduzione in clinica dei farmaci a bersaglio molecolare, come quelli che agiscono sulle chinasi BRAF e MEK.

Il 45-50% dei melanomi cutanei presenta una mutazione nel gene BRAF, e i tumori BRAF-mutati possono beneficiare dal trattamento con una combinazione di un inbitore di BRAF e un inibitore di MEK (dabrafenib/trametinib, vemurafenib/cobimetinib, encorafenib/binimetinib). La chemioterapia viene utilizzata solo nei casi in cui l’immunoterapia e la target therapy si sono rivelate inefficaci.

 

 

Fonti

In sintesi

Il melanoma è un tumore maligno che insorge nella pelle e più raramente nelle mucose o negli occhi.

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