Morbo di Crohn (Malattia di Crohn)

Illustrazione 3d di un intestino per descrivere il Morbo di Crohn

 

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino. Si manifesta principalmente con disturbi gastrointestinali, ma può avere anche manifestazioni di tipo diverso, come problemi articolari. Gli esami diagnostici più importanti sono la colonscopia e l’esame istologico.

Viene trattato con farmaci ad azione antinfiammatoria e immunosoppressiva. A volte è necessario rimuovere chirurgicamente il tratto di intestino danneggiato dalla malattia.

 

 

Descrizione del morbo di Crohn

Il morbo di Crohn, o malattia di Crohn, è, assieme alla colite ulcerosa, una delle principali forme di malattia infiammatoria cronica intestinale (l’abbreviazione italiana è MICI, ma spesso si usa l’acronimo del nome inglese Inflammatory Bowel Disease, IBD). Le due malattie si differenziano per la parte dell’intestino interessata, l’aspetto macroscopico e microscopico delle lesioni e la presentazione dei sintomi; in una piccola frazione di casi, specie nelle fasi iniziali, questa distinzione può però risultare difficile. Anche se può colpire tutto il tratto gastrointestinale, il morbo di Crohn interessa principalmente il tratto ileocecale (la parte terminale dell’intestino tenue e quella iniziale dell’intestino crasso) e il colon, altre sue caratteristiche distintive sono il fatto che le lesioni sono distribuite in modo discontinuo e che spesso si verificano complicanze come ascessi, fistole e stenosi intestinali. A differenza della colite ulcerosa, che ne coinvolge solo il primo strato (la mucosa), il morbo di Crohn coinvolge l’intero spessore della parete intestinale.

 

Le malattie infiammatorie croniche intestinali sono diffuse principalmente nei Paesi industrializzati. La malattia di Crohn è leggermente più frequente nel sesso femminile e insorge più precocemente rispetto alla colite ulcerosa. Ci sono due picchi di comparsa della malattia, attorno ai 25 anni e ai 60 anni.

 

 

 

 

Nelle IBD, fasi di quiescenza più o meno lunghe sono interrotte da episodi di riacutizzazione. Il fumo di sigaretta aggrava il decorso del morbo di Crohn, mentre l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei ( FANS come aspirina e ibuprofene) e lo stress sembrano favorirne la riacutizzazione. I pazienti con morbo di Crohn hanno un rischio più alto di sviluppare un tumore del colon-retto.

 

Le malattie infiammatorie croniche intestinali dipendono da fattori genetici, immunologici e ambientali. Chi ha un parente di primo grado affetto da IBD ha un rischio più alto di sviluppare la malattia. Mutazioni nel gene CARD15 che codifica per la proteina NOD2, usata dalle cellule del sistema immunitario per riconoscere i batteri, predispongono all’insorgenza del morbo di Crohn. Si ritiene infatti che le IBD insorgano in seguito a una risposta immunologica inappropriata contro i batteri che vivono nell’intestino, facilitata da un aumento della permeabilità intestinale per cui i batteri possono penetrare nella parete di quest’organo. L’attivazione dei globuli bianchi e la produzione di molecole della famiglia delle citochine portano alla formazione di lesioni intestinali (ulcere, fistole, granulomi, ecc.). È stato osservato che nei pazienti con IBD la composizione del microbiota intestinale (l’insieme che microrganismi che colonizzano l’intestino) è alterata

 

 

 

Come si presenta il morbo di Crohn

Le manifestazioni del morbo di Crohn possono variare in base alla localizzazione e all’intensità dell’infiammazione e alla presenza di complicanze. I sintomi più comuni sono diarrea, dolore addominale (più frequente nel quadrante inferiore destro) e perdita di peso involontaria; possono essere presenti nausea, vomito, febbricola, mancanza di appetito e debolezza. Spesso i pazienti con malattia di Crohn soffrono anche di dolore e infiammazione alle articolazioni, calcoli renali e biliari, anemia.

 

 

Illustrazione dei sintomi derivanti dal Morbo di Crohn

 

 

Come si diagnostica il morbo di Crohn

La diagnosi di morbo di Crohn si basa sulla valutazione dei sintomi e sulla diagnostica per immagini. In base al tipo ed all’intensità dei sintomi, l’attività di malattia è classificata come quiescente, lieve, moderata o severa. Per facilitare questa classificazione sono stati sviluppati degli indici di attività, come il CDAI (Crohn’s Disease Activity Index), in cui si assegnano punteggi a una serie di variabili (numero di evacuazioni giornaliere, intensità del dolore addominale, ecc.) che vengono poi sommati per dare un punteggio totale.

 

Il primo esame strumentale ad essere effettuato è in genere l’ecografia addominale, ma quello fondamentale è la colonscopia, durante la quale viene prelevato un frammento di tessuto (biopsia) per l’esame istologico. La risonanza magnetica può essere utile per valutare complicanze quali fistole e ascessi. Non esistono esami di laboratorio specifici per il morbo di Crohn, ma esami ematochimici per la ricerca di marcatori di infiammazione (proteina C reattiva, velocità di eritrosedimentazione-VES) o l’esame delle feci per la ricerca della calprotectina e di parassiti, possono essere utili per la diagnosi differenziale (per distinguerlo da patologie con sintomi simili). 

 

 

Come si cura il morbo di Crohn

Quando il morbo di Crohn è in fase attiva il trattamento punta a indurre una remissione della malattia, successivamente è finalizzato a mantenere lo stato di quiescenza. I farmaci usati per indurre la remissione sono la budesonide, la mesalazina, la sulfosalazina e i corticosteroidi. Se questi non sono efficaci, si utilizzano farmaci immunosoppressori classici (es. azatioprina, 6-mercaptopurina, metotrexato) o farmaci che appartengono alla categoria dei farmaci biologici. Questi ultimi sono anticorpi monoclonali che agiscono sulle molecole e sulle cellule che contribuiscono alla patogenesi della malattia, come la citochina TNF-α (infliximab, adalimumab, certolizumab pegol), le citochine IL-12/IL-23 (ustekinumab) o il richiamo dei globuli bianchi (vedolizumab).

 

Per il mantenimento della remissione si usano prevalentemente i farmaci immunosoppressori o i farmaci biologici. In casi specifici, come in caso di formazione di stenosi o di fistole, può essere necessario intervenire chirurgicamente per eliminare il tratto di intestino interessato (resezione intestinale). 

 

 

Fonti:
In sintesi

Il morbo di Crohn, chiamato anche malattia di Crohn, è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino dovuta a una complessa interazione tra geni, ambiente e flora intestinale

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