Malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE o GERD)

Sinonimo: GERD, GastroEsophageal Reflux Disease

Illustrazione 3d di uno stomaco per descrivere la malattia da reflusso gastroesofageo

 

La malattia da reflusso gastroesofageo è un’infiammazione dell’esofago causata dalla frequente risalita dei succhi gastrici dallo stomaco all’esofago. Predispone all’insorgenza del tumore dell’esofago. Si manifesta principalmente con bruciore e dolore, ma può dare sintomi atipici come la tosse. In genere il trattamento con farmaci che interferiscono con la produzione e il rilascio dell’acido gastrico è risolutivo.

 

Il termine reflusso gastroesofageo, o reflusso gastrico, indica la risalita del contenuto acido dello stomaco nel tratto del canale alimentare immediatamente al di sopra dello stomaco, l’esofago. L’azione irritante dei succhi gastrici sullo strato superficiale dell’esofago (mucosa esofagea) provoca un’infiammazione (esofagite). La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE, o GERD se si usa l’acronimo del nome inglese, GastroEsophageal Reflux Disease) è molto diffusa nella popolazione adulta dei paesi occidentali; corrono un rischio più alto di andare incontro a questa malattia gli individui obesi, quelli che soffrono di ernia iatale (una condizione in cui lo stomaco protrude attraverso il diaframma in corrispondenza dello iato esofageo, il foro del diaframma attraverso cui passa l’esofago) e i pazienti con sclerodermia.

 

Moltissime persone sperimentano di tanto in tanto la sensazione di un ritorno acido dallo stomaco, ma nella MRGE gli episodi si ripetono con frequenza. La comunità scientifica non è ancora riuscita a dare una definizione precisa di questa patologia, che si può presentare in modo estremamente variabile da paziente a paziente, con disturbi all’esofago, ma non solo. Viene considerata malattia da reflusso gastroesofageo una sindrome causata o peggiorata dal reflusso gastroesofageo, che induce alterazioni nell’aspetto e nella funzionalità dell’esofago valutabili con appositi esami e che produce sintomi e complicanze.

 

Tra le possibili complicanze vi sono la formazione di ulcere, che possono sanguinare e dare dolore, e il restringimento dell’esofago (stenosi), che rende difficile la deglutizione. La complicanza più grave della malattia da reflusso gastroesofageo è il tumore dell’esofago (adenocarcinoma esofageo); è stato stimato che per un paziente con reflusso grave (più di 3 episodi alla settimana per più di 5 anni) il rischio di sviluppare questo tumore è 16 volte più alto rispetto a quello della popolazione generale. Il tumore esofageo è spesso preceduto da una condizione precancerosa chiamata esofago di Barret. Nei pazienti con Esofago di Barrett, l’aggressione prolungata da parte del reflusso gastrico induce una trasformazione dell’epitelio esofageo, lo strato più superficiale dell’esofago: le cellule che normalmente lo costituiscono vengono sostituite da un altro tipo di cellule più simili a quelle dell’intestino (metaplasia intestinale).

 

Questa alterazione è facilmente evidenziabile con l’esame istologico effettuato su campioni di tessuto prelevati durante l’esame endoscopico.

 

 

 

 

Come si presenta la malattia da reflusso gastroesofageo 

I sintomi più comuni del reflusso esofageo sono dolore o bruciore epigastrico (ossia percepiti in corrispondenza dell’epigastrio, la zona alta e centrale dell’addome), rigurgito acido, dolore o bruciore al torace, in particolar modo sotto lo sterno, l’osso piatto al centro del petto da cui partono le costole (dolore retro-sternale); episodi di dolore toracico intenso possono essere erroneamente scambiati per un attacco di cuore. I pazienti possono avere difficoltà a deglutire (disfagia) e avere la sensazione di un nodo in gola. Altre possibili manifestazioni di questa malattia sono tosse cronica, raucedine, faringiti, laringiti, otiti e un peggioramento dell’asma. Se risalgono fino alla bocca, gli acidi possono danneggiare lo smalto dei denti. Il reflusso gastroesofageo notturno può nuocere alla qualità del sonno.

 

Illustrazione di uno stomaco sano e di uno con sfintere aperto che provoca il reflusso gastrico

 

 

Come si diagnostica la malattia da reflusso gastroesofageo 

La diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo si basa sulla valutazione dei sintomi e sull’esecuzione di alcuni esami strumentali. Se i sintomi sono sufficientemente chiari il medico prescriverà dei farmaci che dovrebbero alleviarli. Se questo non succede, allora prescriverà una gastroscopia (esofagogastroduodenoscopia, EGDS). Questo esame è utile anche per monitorare la comparsa di esofago di Barrett o di un tumore esofageo in pazienti con MRGE considerati a rischio di complicanze. Altri esami utili sono:

  • la pH-metria, con cui si misura il pH all’interno dell’esofago per valutare l’intensità e la frequenza del rigurgito acido;
  • la manometria esofagea, con cui si misura la capacità contrattile della muscolatura dell’esofago;
  • la radiografia dell’apparato digerente superiore con mezzo di contrasto (bario), che permette di verificare se sono presenti dei restringimenti dell’esofago che interferiscono con la deglutizione.

 

 

Come si cura la malattia da reflusso gastroesofageo 

Si interviene per migliorare i sintomi e ridurre il rischio di complicanze. Gli antiacidi danno un sollievo immediato, ma di breve durata. Per curare la malattia da reflusso si utilizzano farmaci che riducono il rilascio e la produzione di acido cloridrico nello stomaco, gli antagonisti dei recettori istaminici H2 (es. ranitidina, cimetidina) e gli inibitori della pompa protonica (es.omeprazolo, lansoprazolo); alcune formulazioni sono disponibili come prodotti da banco, da usare per un periodo massimo di due settimane, ma l’uso di dosi elevate o per periodi lunghi deve essere prescritto dal medico perché i farmaci possono dare effetti indesiderati come aumentare il rischio di fratture o di infezioni intestinali gravi.

 

Poiché il reflusso gastroesofageo è stimolato dal consumo di alcuni cibi (grassi, fritti) e bevande (alcol, caffè) e dal fumo è importante intervenire sugli stili di vita per rimuovere questi fattori scatenanti. In genere i farmaci sono efficaci, se però il paziente non risponde alla terapia o presenta sintomi extra-esofagei, esofago di Barrett o ernia iatale, si può ricorrere a un intervento chirurgico, come la fundoplicatio (fondoplicazione) secondo Nissen, in cui si crea una piega nello stomaco che funge da valvola anti-reflusso.

 

 

Fonti: 
In sintesi

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE o GERD) è un’infiammazione dell’esofago causata dai succhi gastrici che risalgono nel canale alimentare.

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