Osteoporosi

Illustrazione dello scheletro di un uomo per descrivere l'osteoporosi

 

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea, le ossa diventano più porose e più fragili. È tipica dell’età avanzata, ma può colpire anche persone giovani se è conseguente ad altre malattie o all’assunzione di farmaci. Viene diagnosticata mediante densitometria ossea. I pazienti ad alto rischio di fratture possono essere trattati con vari farmaci, tra cui i bifosfonati.

 

 

Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da un aumento della porosità delle ossa. Nell’osteoporosi la massa ossea è ridotta e le ossa sono più soggette alle fratture. L’osteoporosi può colpire tutto lo scheletro o solo una parte di esso.

 

Si distinguono due tipi principali di osteoporosi: l’osteoporosi primaria e l’osteoporosi secondaria. L’osteoporosi primaria è quella che è legata all’invecchiamento (osteoporosi senile) o alle variazioni ormonali che si verificano nelle donne entrate in menopausa (osteoporosi postmenopausale); l’osteoporosi primaria colpisce tutto lo scheletro, anche se alcuni segmenti sono colpiti più gravemente di altri.

 

L’osteoporosi secondaria si manifesta in pazienti che soffrono di alcune patologie o che assumono alcuni farmaci. Tra le malattie che provocano osteoporosi vi sono malattie endocrino-metaboliche (es. sindrome di Cushing, iperparatiroidismo), malattie gastrointestinali (es. malattia di Crohn, celiachia) o epatiche (colangite sclerosante primitiva), malattie infiammatorie croniche (es. artrite reumatoide) e tumori (es. mieloma multiplo).

 

Tra i farmaci che causano osteoporosi vi sono quelli usati per la terapia ormonale del tumore della prostata e soprattutto i glucocorticoidi; con l’uso prolungato di glucocorticoidi l’osteoporosi si sviluppa rapidamente ed è tanto più grave quanto più intensa e lunga è la terapia. Malnutrizione e malassorbimento possono portare all’osteoporosi. Anche la prolungata immobilità di un arto può avere come risultato l’osteoporosi a carico delle ossa in esso contenute.

 

Immagine di 4 ossa con le diverse fasi di osteoporosi

 

La massa ossea aumenta dall’infanzia all’età adulta, quando raggiunge il picco. Le ossa sono continuamente soggette a rimodellamento (turnover osseo): parte dell’osso viene riassorbito per essere sostituito da nuovo tessuto osseo. Le cellule che svolgono queste operazioni sono gli osteoclasti, che demoliscono l’osso, e gli osteoblasti, che ne formano di nuovo.

 

Con l’avanzare dell’età, la quantità di osso di nuova formazione è inferiore a quella di osso riassorbito, perciò si assiste a una progressiva perdita di osso. Questo processo è influenzato dall’apporto di calcio e vitamina D (essenziali per la salute delle ossa), da alcuni fattori genetici (come la presenza di varianti del recettore della vitamina D), da alcune malattie (es. diabete) e dall’attività fisica (le contrazioni muscolari stimolano il rimodellamento osseo). Chi ha familiari che soffrono di osteoporosi ha un rischio più alto di soffrirne a sua volta. Dopo la menopausa, specialmente nel primo decennio, la carenza di estrogeni provoca un’accelerazione dell’osteoporosi. Il rischio di fratture da osteoporosi è venti volte più alto nelle donne che negli uomini.

 

 

Come si presenta l’osteoporosi?

Il modo in cui si manifesta l’osteoporosi dipende dalle ossa che sono interessate. Le vertebre, che hanno un turnover osseo assai elevato, sono tra le ossa più colpite dall’osteoporosi. Fratture di più vertebre possono causare una diminuzione dell’altezza della persona e deformare la colonna vertebrale. Fratture delle vertebre della zona toracica e lombare possono causare forti dolori. Alcune fratture, come quelle del bacino o del femore, possono causare complicanze, come l’embolia polmonare, a volte fatali.

 

 

Come si diagnostica l’osteoporosi?

L’esame specifico per valutare la presenza di osteoporosi è la densitometria ossea o Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) che misura il Contenuto Minerale Osseo (BMC, dall’inglese Bone Mineral Content) e la Densità Minerale Ossea (BMD, da Bone Mineral Density). L’attività di rimodellamento osseo può essere valutata misurando i livelli di alcuni marcatori: fosfatasi alcalina dell’osso (BAP), osteocalcina, pro-peptide N-terminale del pro-collagene di tipo 1 (P1NP), telopeptide C-terminale del collagene di tipo I (CTX); queste analisi possono essere utili anche per valutare la risposta alla terapia.

 

 

 

 

Come si cura l’osteoporosi?

Esistono diverse terapie farmacologiche che possono essere usate nelle persone che soffrono di osteoporosi e hanno un rischio elevato di andare incontro a fratture. Questo rischio può essere stimato usando il Fracture Risk Assessment Tool (FRAX), uno strumento sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, in base alla densità minerale ossea del collo del femore e ad alcuni fattori di rischio (età, sesso, uso di glucoccorticoidi, ecc.), predice la probabilità di andare incontro a una frattura da osteoporosi nei 10 anni successivi. La terapia farmacologica include la terapia sostitutiva della menopausa con estro-progestinici, i bisfosfonati (alendronato, risedronato), i farmaci modulatori dei recettori selettivi per gli estrogeni (raloxifene) e un anticorpo monoclonale che interferisce con l’attività degli osteoclasti (denosumab).

 

Un buon livello di attività fisica e una dieta equilibrata possono aiutare a prevenire e migliorare l’osteoporosi. La salute delle ossa va curata nell’arco di tutta la vita, dall’infanzia alla vecchiaia, sia dalle donne sia dagli uomini.

 

 

Fonti:
In sintesi

L’osteoporosi è una malattia che comporta fragilità delle ossa, è spesso legata all’invecchiamento e alla menopausa, ma può avere anche altre cause.

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