Tumore della mammella

Illustrazione 3d del seno di una donna per descrivere il tumore della mammella

 

Il tumore della mammella colpisce una donna su otto, si può presentare in modo molto eterogeneo, ciò condiziona la strategia terapeutica e la prognosi.

Il tumore della mammella è un tumore che ha origine dalla trasformazione maligna delle cellule del tessuto mammario. È comunemente chiamato “tumore al seno”, anche se questa denominazione non è corretta in quanto in anatomia con “seno” si indica lo spazio compreso tra le mammelle.

 

 

Cos'è la mammella e come si formano i tumori

La mammella è una ghiandola formata da 15-20 lobi, ognuno dei quali composto da alcuni lobuli, a loro volta formati da strutture più elementari, chiamate acini, in cui viene prodotto il latte. Il latte viene convogliato al capezzolo attraverso piccoli canali, i dotti galattofori. Oltre al tessuto ghiandolare, la mammella contiene tessuto adiposo e tessuto connettivo. Il tessuto connettivo dà sostegno all’organo e contiene vasi sanguigni e vasi linfatici; da questi ultimi la linfa scorre verso i linfonodi che si trovano nel cavo ascellare. Solitamente i tumori della mammella derivano dalla trasformazione delle cellule che formano i lobuli o la parete dei dotti galattofori.

 

Esistono molti tipi diversi di tumori alla mammella. Una prima distinzione che può essere fatta è tra tumori non invasivi e tumori invasivi. Appartengono ai tumori non invasivi, che sono confinati all’area in cui hanno avuto origine, la neoplasia lobulare intraepiteliale (LIN) e la neoplasia duttale intraepiteliale (DIN), ciascuna delle quali può presentarsi con diversi gradi di malignità. I principali tumori invasivi della mammella, cioè tumori che invadono i tessuti circostanti, sono il carcinoma duttale invasivo o carcinoma duttale infiltrante e il carcinoma lobulare invasivo o carcinoma lobulare infiltrante. Il 70-80% di tutti i tumori maligni della mammella è rappresentato dal carcinoma duttale invasivo, il 10-15% dal carcinoma lobulare invasivo, la frazione rimanente da altre forme più rare.

 

Tumori che all’analisi istopatologica appaiono simili possono però comportarsi in modo molto diverso. La caratterizzazione molecolare dei tumori alla mammella ha permesso di identificare vari sottotipi. Questa ulteriore distinzione consente all’oncologo di formulare una prognosi più accurata e di scegliere la terapia più appropriata. Tra gli elementi rilevanti in questo senso vi è l’espressione dei recettori per gli ormoni femminili, estrogeni e progesterone, e del recettore HER2, un recettore per un fattore di crescita che promuove la proliferazione delle cellule tumorali. In base alla presenza o all’assenza di questi recettori un tumore è più o meno aggressivo e può o non può essere trattato con certe terapie. Un tumore che non esprime né il recettore per gli estrogeni (ER) né il recettore per il progesterone (PR) né HER2 è detto “tumore triplo negativo”; i tumori triplo negativi sono quelli con la prognosi peggiore.

 

I tumori della mammella vengono classificati in quattro stadi di gravità crescente, indicati con i numeri romani (I-IV), in base alle caratteristiche del tumore (dimensioni, presenza di uno o più noduli, coinvolgimento di una sola mammella o di entrambe), al coinvolgimento dei linfonodi e alla presenza di metastasi (le sedi più comuni sono polmone, fegato e ossa). Esiste anche una forma precancerosa chiamata “carcinoma in situ”.

 

 

 

 

Incidenza e diffusione del tumore della mammella

Il tumore alla mammella è il tumore diagnosticato con maggior frequenza nel sesso femminile. Anche se molto più raramente può però colpire anche il sesso maschile: si stima che nel corso della vita una donna su otto e un uomo su 600 sviluppino un tumore della mammella. In Italia, nel 2020 erano attesi 55.000 nuovi casi di tumore al seno. In generale il tasso di sopravvivenza è molto buono: quasi il 90% delle pazienti è ancora vivo a 5 anni dalla diagnosi. Ciò nonostante, data l’elevata incidenza, il tumore della mammella è la prima causa di morte per tumore nelle donne.

 

I fattori di rischio includono:

  • età avanzata;
  • familiarità, in alcuni casi il tumore della mammella ricorre all’interno dello stesso nucleo familiare;
  • predisposizione genetica, sono stati identificati alcuni geni, BRCA1 e BRCA2, che rendono più suscettibili al tumore della mammella e al tumore alle ovaie;
  • fattori ormonali;
  • obesità;
  • fumo.

 

 

Come si presenta il tumore della mammella

I tumori alla mammella in genere non causano nessun sintomo. È molto raro che un dolore in questa sede dipenda dalla presenza di una massa tumorale. Solo quando il tumore è già in fase avanzata può essere palpabile o addirittura visibile. Possono essere segni di un tumore mammario anche alterazioni del capezzolo, un aspetto a buccia d'arancia della pelle che riveste la mammella o modificazioni nella forma di quest’organo.

 

 

Donna assistita da un medico mentre svolge una mammografia in un centro specializzato

 

 

Come si diagnostica il tumore della mammella

Gli esami strumentali che consentono la diagnosi del tumore al seno sono la mammografia e l’ecografia della mammella. La scelta dipende dall’età della paziente (nelle donne giovani solitamente si ricorre all’ecografia) e dalla struttura della mammella (se il tessuto è molto denso l’ecografia può non essere sufficientemente sensibile).

In Italia è attivo un programma di screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella (maggiori informazioni sullo screening mammografico sono riportate nella scheda dedicata all’argomento): identificare un tumore in stadio precoce aumenta notevolmente le possibilità di guarire.

 

 

Come si cura il tumore della mammella

Il trattamento si basa principalmente sull’asportazione chirurgica del tumore. Se è possibile si asporta esclusivamente la porzione della mammella che contiene la lesione (mastectomia parziale), riservando l’asportazione completa dell’organo (mastectomia totale) ai casi più gravi. Durante l’intervento può essere necessaria la rimozione dei linfonodi dell’ascella che sono stati raggiunti dalle cellule tumorali (a questo scopo si utilizza la tecnica del linfonodo sentinella). Subito dopo la rimozione del tumore o in un tempo successivo si procede alla ricostruzione del seno. Chemioterapia e radioterapia possono essere usate prima o dopo l’intervento chirurgico. A seconda delle caratteristiche del tumore si possono utilizzare anche farmaci che agiscono a livello ormonale (es. tamoxifene) o un anticorpo monoclonale che lega HER2 (trastuzumab).

 

 

Fonti:
In sintesi

Il tumore della mammella è il tumore più frequentemente riscontrato nel sesso femminile, la diagnosi precoce offre buone probabilità di guarigione.

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