Varici esofagee (Vene varicose)

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Le varici esofagee sono malformazioni a carico delle vene dell’esofago. Sono la conseguenza dell’ipertensione portale causata da varie patologie del fegato, in particolar modo dalla cirrosi epatica. Possono rompersi e provocare emorragie potenzialmente mortali. Vengono identificate mediante endoscopia digestiva. Il trattamento comprende farmaci e procedure endoscopiche.

 

 

Cosa sono le varici esofagee 

Le varici o vene varicose sono malformazioni delle vene che si dilatano e assumono un andamento tortuoso. Le varici esofagee sono le varici che interessano le vene dell’esofago, il tratto del canale alimentare che va dalla faringe allo stomaco. La formazione delle varici esofagee è una conseguenza dell’ipertensione portale causata da una malattia del fegato. La vena porta è il vaso sanguigno che convoglia al fegato il sangue che arriva dall’apparato digerente; il fegato è infatti l’organo deputato all’elaborazione degli amminoacidi, degli zuccheri, dei grassi e delle vitamine introdotti con l’alimentazione.

 

Numerose malattie del fegato, prima fra tutte la cirrosi epatica, compromettono la circolazione del sangue all’interno e attorno al fegato e fanno sì che la pressione sanguigna nella vena porta aumenti. A causa dell’alta pressione localizzata, la rete venosa dell’esofago e dello stomaco si dilata. Le varici esofagee, inizialmente di piccolo calibro, aumentano progressivamente di dimensioni finché protrudono all’interno dell’esofago, trovandosi quindi in una posizione particolarmente esposta ad aggressioni chimiche o meccaniche. Le varici esofagee possono andare incontro a rottura causando emorragie gravi, potenzialmente fatali.

 

Le varici esofagee sono una complicanza frequente della cirrosi epatica, specialmente della cirrosi alcolica; la rottura di varici è una delle principali cause di morte nei pazienti con cirrosi in fase avanzata (cirrosi scompensata). Altre malattie epatiche che causano ipertensione portale, e quindi le varici, sono l'epatite cronica, la cirrosi biliare primitiva e il cancro del fegato. L’ipertensione portale può essere anche la conseguenza della formazione di un trombo nella vena porta o nelle vene epatiche o dello scompenso cardiaco.

 

Illustrazione di un fegato con cirrosi e primo piano dell'esofago con varici

 

 

Come si presentano le varici esofagee 

Spesso le varici esofagee non danno nessun sintomo finché non si verifica un sanguinamento importante per cui il paziente vomita sangue (ematemesi) o evacua feci nere (melena). Solo raramente l’emorragia si arresta da sola, perciò è necessario intervenire per via endoscopica. Il rischio di emorragia è più alto per i pazienti con varici grosse, con varici piccole che all’esame endoscopico mostrano particolari strisce di colore rosso (segni rossi) e per quelli con malattia epatica grave.  Nonostante i miglioramenti nelle tecniche diagnostiche e nei trattamenti degli ultimi decenni abbiano ridotto significativamente la mortalità, il 12-22% dei pazienti in cui le varici vanno incontro a rottura non sopravvive.

 

 

 

 

Come si diagnosticano le varici esofagee 

La presenza delle varici esofagee può essere identificata solo mediante endoscopia digestiva. L’esame viene effettuato inserendo nella bocca (gastroscopia) o nel naso (gastroscopia trans-nasale) una sonda dotata di una telecamera che permette di visualizzare l’interno dell’esofago. Il paziente deve essere a digiuno da 5-6 ore. L’esame è indolore e non è necessario nessun tipo di anestesia, ma nel caso in cui il paziente sia molto ansioso è possibile somministrare un sedativo. Se durante l’esame vengono individuate delle varici esofagee è possibile intervenire per prevenirne la progressione e il sanguinamento. L’endoscopia è raccomandata a tutti i pazienti a cui vengono diagnosticate malattie croniche del fegato, in special modo la cirrosi epatica, per capire se hanno varici esofagee e se sono ad alto rischio di sanguinamento.

 

 

Come si curano le varici esofagee 

La gestione delle varici esofagee comprende tre aspetti:

  • prevenire il primo sanguinamento
  • fermare l’emorragia in caso di rottura
  • prevenire la possibilità che la varice sanguini di nuovo (risanguinamento).

La profilassi del primo sanguinamento viene fatta per via farmacologica, somministrando beta-bloccanti non selettivi, o con una procedura endoscopica, la legatura elastica delle varici esofagee. L’emorragia acuta causata dalla rottura della varice viene affrontata mediante legatura elastica oppure mediante scleroterapia (maggiori informazioni su questa tecnica sono disponibili nella scheda dedicata); il trattamento endoscopico andrebbe effettuato il più tempestivamente possibile. Pe prevenire il risanguinamento si ricorre alla terapia farmacologica con beta-bloccanti non selettivi combinata alla legatura elastica.

 

 

Fonti:
In sintesi

Le varici esofagee, dette anche vene varicose, sono dilatazioni delle vene dell’esofago causate da malattie del fegato, sono una complicanza frequente della cirrosi epatica.

Terapie associate

Ricerche degli utenti

  • Paracentesi

    La paracentesi è la procedura con cui si drena il liquido che si accumula nel peritoneo di pazienti con malattie epatiche o tumorali.

  • Scleroterapia

    La scleroterapia è usata per curare le varici, malformazioni dei vasi sanguigni, è utile per trattare il sanguinamento delle varici gastroesofagee.

  • Bypass aorto-coronarico

    Il bypass aorto-coronarico è l’intervento cardiochirurgico più praticato, che ha come scopo la rivascolarizzazione del cuore.

  • Coronarografia diagnostica

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