Endometriosi

Illustrazione di un organo genitale femminile per descrivere l'endometriosi

 

L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica dell’apparato genitale femminile caratterizzata dall’accumulo di cellule endometriali all’esterno dell’utero. Nella condizione normale la mucosa costituita da cellule endometriali, invece, riveste la cavità dell’utero.

 

 

Che cos’è l’endometriosi

L’endometrio è una mucosa che riveste la parte interna della cavità uterina le cui funzioni principali sono:

  • la preparazione all’impianto dell’embrione;
  • il mantenimento della gravidanza, in caso di impianto;
  • le mestruazioni, in caso di assenza di gravidanza.

 

Il tessuto da cui è formato è composto da due strati:

  • lo strato basale, che non si sfalda ogni mese con le mestruazioni ed ha un ruolo germinativo, ovvero serve a rigenerare lo strato funzionale;
  • lo strato funzionale, che si sfalda ogni mese con le mestruazioni, per poi successivamente ripararsi senza creare cicatrici o senza perdere le proprie funzioni.

 

Normalmente l’endometrio riveste la parte interna della cavità uterina ma in alcuni casi le cellule dell’endometrio possono accumularsi in modo anomalo anche all’esterno dell’utero, causando infiammazione. Questa patologia può sopraggiungere sin dalla prima mestruazione e perdurare fino alla menopausa, in Italia ne soffre il 10-15% delle donne in età fertile ed è una patologia che interessa il 30-50% delle donne infertili o con problemi di fertilità.

 

 

 

 

 

 

Varianti principali

L'endometriosi presenta tre varianti principali: 

  • l’endometriosi ovarica, la forma più frequente;
  • l’endometriosi peritoneale superficiale, quando interessa soltanto il peritoneo;
  • l’endometriosi infiltrante, che rappresenta la forma più grave della malattia interessando il setto retto-vaginale con infiltrazione peritoneale della malattia superiore a 5 mm.

 

Queste varianti, in certi casi, possono anche coesistere.

 

 

Quali sono le cause dell’endometriosi?

Le cause dell’endometriosi non sono ancora del tutto note, le teorie più accreditate ipotizzano:

  • la predisposizione genetica, molte delle pazienti affette da endometriosi hanno già altri casi noti in famiglia;
  • le mestruazione retrograde, una situazione in cui il sangue mestruale, invece di fluire verso l’esterno del corpo, ritorna indietro verso la pelvi lasciando depositare le cellule endometriali sugli organi pelvici e sul peritoneo;
  • un’alterazione del sistema immunitario.

 

 

Quali sono i sintomi dell’endometriosi?

L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica che può avere un impatto significativo sul normale svolgimento della vita. I sintomi più comuni che la contraddistinguono sono:

  • dolore pelvico cronico che si intensifica durante il ciclo mestruale;
  • dismenorrea, dolore generalizzato durante le mestruazioni che impedisce il normale svolgimento delle attività quotidiane;
  • dispareunia, ovvero dolore durante i rapporti sessuali;
  • perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra;
  • flusso mestruale abbondante;
  • sensazione di dolore durante la minzione o la defecazione;
  • stitichezza;
  • diarrea;
  • difficoltà a rimanere incinta.

 

 

Donna seduta sul letto mentre si stringe l'addome a causa dei dolori provocati dall'endometriosi

 

 

Quali sono le complicanze dell’ endometriosi?

Le più comuni complicanze dell’endometriosi riguardano:

  • la fertilità, la maggior parte delle donne (quasi la metà) che soffre questa patologia ha difficoltà o impossibilità ad avere una gravidanza;
  • la formazione di adesioni;
  • la formazione di cisti ovariche.

 

L'endometriosi che colpisce la vescica o l'intestino può essere difficile da trattare e può richiedere un intervento chirurgico importante.

 

 

Come si esegue la diagnosi dell’endometriosi?

La diagnosi di endometriosi viene eseguita da un medico specialista in ginecologia in quale può avvalersi di:

  • ecografia transvaginale, la quale rappresenta la tecnica diagnostica di prima scelta per lo studio di questa patologia;
  • risonanza magnetica, la quale consente di evidenziare, grazie alla sua accuratezza diagnostica la localizzazione e l’estensione dell’endometriosi;
  • laparoscopia esplorativa, la quale rappresenta il “gold standard” per la diagnosi dell'endometriosi. È una metodica mini-invasiva che attesta la presenza della malattia e la sua estensione. Mediante biopsie tissutali, è possibile determinare l'aggressività delle lesioni. Rappresenta anche l'opportunità di eseguire il trattamento iniziale dell'endometriosi.

 

 

Paziente donna seduta su un lettino mentre la ginecologa esegue delle palpazioni sull'addome per diagnosticare l'endometriosi

 

 

Come è possibile curare l’endometriosi?

La terapia per la cura dell’endometriosi varia da paziente a paziente a seconda delle necessità individuali, può essere di tipo farmacologico mediante l’uso di antidolorifici ed antinfiammatori oppure tramite terapia ormonale. In determinati casi, il medico potrà ritenere necessario dover ricorrere ad un intervento chirurgico.

 

 

Come si esegue l’intervento chirurgico per la cura dell’endometriosi?

Il ricorso alla chirurgia in genere dipende dall’insuccesso della terapia farmacologica e comunque avviene sempre successivamente. Tra queste si ricordano:

  • la chirurgia conservativa, scelta principalmente per le donne in età fertile e che cercano una gravidanza. Si esegue di norma in laparoscopia e comporta la rimozione della maggior parte del tessuto endometriosico, preservando utero e ovaie. Qualora malgrado l’intervento chirurgico la paziente non riuscisse comunque ad avere una gravidanza, si renderà necessario il ricorso alle tecniche di riproduzione assistita;
  • l’isterectomia, ovvero l’asportazione dell’utero ed eventualmente anche delle ovaie. Rappresenta l’ultima opzione nel trattamento dell’endometriosi.

 

 

Fonti

In sintesi

L’endometriosi è una patologia femminile caratterizzata dall’accumulo di cellule endometriali, normalmente presenti all’interno dell’utero, all’esterno di esso.

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