Febbre Dengue

Illustrazione 3d del corpo umano per descrivere la febbre dengue

 

La dengue, o febbre dengue, è una malattia acuta di origine virale che viene tramessa dalle zanzare del genere Aedes. Può presentarsi con diversi gradi di severità che vanno da un semplice stato febbrile ad una febbre emorragica fino allo shock ipovolemico (sindrome da shock di dengue).

 

È una patologia endemica nei Paesi tropicali, ma sta diventando un problema di salute pubblica a livello globale per via dell’aumento delle aree geografiche interessate, del numero dei casi e della severità della malattia. Si stima che l’incidenza della dengue sia aumentata di 30 volte negli ultimi 50 anni e che più della metà della popolazione mondiale viva in aree a rischio di infezione da virus dengue.

 

 

Indice degli argomenti

 

 

Quali sono le cause della dengue?

Il virus dengue (DENV) è un virus a RNA che appartiene alla famiglia Flaviviridae. È un virus che muta molto frequentemente. Ne sono stati individuati quattro sottotipi, o meglio sierotipi, da DENV-1 a DENV-4, e tutti sono patogeni. In origine questi virus infettavano i primati, per poi passare all’uomo nel corso dei secoli più recenti. È stato isolato per la prima volta nel 1943 in Giappone.

 

 

 

 

 

Come si trasmette la dengue?

La trasmissione del virus, presente nel sangue dei soggetti infetti, avviene attraverso la puntura delle zanzare del genere Aedes. Le zanzare che fungono da vettore della dengue nelle aree urbane, dove la trasmissione avviene tra esseri umani, sono principalmente la zanzara tigre egiziana (Aedes aegypti) e la zanzara tigre asiatica (Aedes albopictus), ora presenti anche in Europa.

 

I viaggi internazionali, molto più diffusi che in passato, hanno contribuito alla diffusione della dengue nelle aree non endemiche; l’Indonesia, in particolare, è stata identificata come un’importante fonte di casi di dengue da importazione tra i viaggiatori.

 

Oltre che attraverso il morso delle zanzare, il virus può essere trasmesso con le trasfusioni di sangue e dalla madre al figlio durante il parto. Non ci sono prove che il virus dengue si trasmetta con il liquido seminale, come avviene invece con il virus Zika.

 

Sono maggiormente a rischio di andare incontro a una forma grave di dengue le donne, gli anziani, le persone di origine caucasica o cinese, i pazienti con asma bronchiale, diabete, o anemia falciforme. Alcuni studi suggeriscono chi ha già contratto l’infezione in passato e si infetta con un ceppo diverso di virus dengue sia particolarmente esposto al rischio di malattia grave.

 

 

Quali sono i sintomi della dengue?

Il periodo di incubazione è di 4-8 giorni. Si possono distinguere tre fasi di malattia: febbrile, critica e di guarigione. Nella fase febbrile il paziente manifesta una febbre alta improvvisa che dura 2-7 giorni. La febbre è spesso accompagnata da:

  • arrossamento del viso;
  • eritema cutaneo;
  • dolori ai muscoli e alle ossa;
  • mal di testa;
  • forte dolore dietro gli occhi;
  • mal di gola;
  • congiuntivite;
  • inappetenza;
  • nausea; e
  • vomito.

 

In questa fase la malattia è indistinguibile da altre patologie con presentazione simil-influenzale.

 

La fase critica si instaura dopo che la febbre si è abbassata: in una piccola percentuale di pazienti, la febbre si alza nuovamente dopo circa 48 ore ed è accompagnata da:

  • aumento della permeabilità capillare, con perdita di liquidi attraverso le pareti dei vasi sanguigni più piccoli;
  • tendenza all’emorragia.

 

Nei casi più gravi la perdita di liquidi è così grave da portare allo shock ipovolemico. In questo caso il volume del sangue si riduce al punto che il cuore non riesce più a inviare ai tessuti l’ossigeno necessario a sostenere le funzioni vitali, che ha come risultato la compromissione degli organi, la coagulazione intravasale disseminata (un’attivazione abnorme della coagulazione del sangue) ed emorragie. Se non si interviene, la mortalità può arrivare al 20%. I pazienti che sopravvivono alle prime 24-48 ore della fase critica si avviano verso la fase di guarigione.

 

 

Foto di zanzara, la principale forma di trasmissione della febbre dengue

 

 

Come si effettua la diagnosi di dengue?

La diagnosi non può essere basata sui soli sintomi, perché sono comuni a molte altre malattie. Si ricorre quindi a test specifici. Nei primi giorni dell’infezione si può ricorrere all’isolamento del virus, che richiede però tempi lunghi e può essere problematico se la carica virale e bassa, oppure a un test molecolare che rileva la presenza dell’RNA virale o a un test antigenico che rileva una molecola virale, solitamente la proteina NS1.

 

Dopo cinque giorni o più dall’infezione si utilizza invece un test sierologico per individuare la presenza degli anticorpi (IgM e IgG) prodotti contro il virus.

 

 

Come si cura la dengue?

Ad oggi non esiste un rimedio specifico per la dengue. Si ricorre pertanto a terapie di supporto per ridurre la gravità dei sintomi ed evitare l’insorgenza di complicanze. È particolarmente importante ripristinare i liquidi persi, e perciò la terapia reidratante ha un ruolo cruciale nella cura della dengue.

 

Per i pazienti con malattia lieve può essere sufficiente la terapia reidratante orale, mentre i pazienti gravi necessitano della terapia reidratante endovenosa per prevenire lo shock. In caso di emorragia interna i pazienti vengono sottoposti a emotrasfusione.

Sono in fase di studio sia farmaci per prevenire la perdita capillare e per ridurre la gravità dei sanguinamenti, sia farmaci antivirali che agiscono direttamente sul virus. Sono in via di sviluppo anche alcuni vaccini per prevenire l’infezione; tuttavia, lo sviluppo dei vaccini contro la dengue è reso assai complicato dal fatto che il virus muta continuamente e che i sierotipi e le diverse varianti dello stesso sierotipo sono molto diverse l’una dall’altra.

 

 

Fonti

In sintesi

La dengue, o febbre dengue, è una malattia causata da un virus diffuso nei paesi tropicali e trasmesso dalle zanzare, che a volte si può presentare come febbre emorragica con esito fatale.

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