Partoanalgesia

Illustrazione 3d del corpo umano di una donna in gravidanza per descrivere la partoanalgesia

 

La partoanalgesia include quelle procedure messe in atto per per controllare e, in alcuni casi, bloccare, il dolore delle donne durante il travaglio legato al parto. Il tipo di partoanalgesia più noto e usato è l’anestesia epidurale.

 

Il dolore legato al parto, come tutti i tipi di dolore, consta di due componenti principali: una fisica, dovuta alla stimolazione dei recettori del sistema del dolore disseminato nel corpo, e una psicosociale, che coinvolge i pensieri e le emozioni.

 

 

Indice degli argomenti

 

 

 

Le origini del dolore durante il parto

La componente fisica del dolore ha origine da diverse porzioni del corpo durante le diverse fasi del travaglio ed il parto. Nella prima fase del travaglio (definito come il periodo dall'inizio del travaglio alla completa dilatazione della cervice) il dolore si verifica durante le contrazioni, ha origine nell'utero e nella cervice (la parte dell’utero in comunicazione con la vagina) ed è prodotto dalla distensione dei tessuti uterini e dalla dilatazione della cervice.

 

Nella seconda fase del travaglio (definita come dalla dilatazione cervicale completa al parto) il dolore si verifica dalla distensione della vagina, del perineo e del pavimento pelvico. Il dolore di secondo stadio è caratterizzato da una combinazione di dolore viscerale da contrazioni uterine e stiramento cervicale e dolore somatico da distensione dei tessuti vaginali e perineali. Inoltre, la donna sperimenta la pressione rettale e il bisogno di "spingere" e così, seguendo questa spinta, dà alla luce il suo bambino.

 

Le due componenti del dolore possono influenzarsi a vicenda. Un disagio provato dal punto di vista emozionale può far percepire il dolore in maniera più intensa, ed allo stesso modo, il dolore fisico può indurre un disagio psicologico notevole, che a sua volta accentua la percezione del dolore, innescando un circolo vizioso. Viceversa, vivere il travaglio con serenità e circondati da persone care, influenza la percezione del dolore, alzandone anche la soglia del dolore. Le percezioni sull'intensità del dolore del travaglio, quindi, variano da situazione a situazione e da donna a donna. Pertanto, non esiste un metodo analgesico che garantisca il parto indolore in maniera soddisfacente per tutte le donne. Generalmente nelle strutture sanitarie viene offerto alle partorienti un ventaglio di possibilità che permette alla donna di scegliere. La scelta più comune per avere un parto indolore è solitamente l’anestesia epidurale.

 

 

 

 

 

Come si esegue la partoanalgesia

Le metodiche più comuni di partoanalgesia sono:

  • anestesia epidurale, questa procedura prevede l’intervento di un anestesista che, attraverso un catetere, infonde alla donna in travaglio una piccola quantità di anestetico locale e di farmaci oppiacei, nella zona lombare tra due vertebre. L’anestetico impedisce al segnale doloroso di arrivare fino al cervello e di essere percepito. Nella maggior parte dei casi, l’anestesia epidurale offre un sollievo completo dal dolore dopo 15-20 minuti dalla sua somministrazione. Se viene infusa un’anestesia epidurale, l’ostetrica controllerà per tutta la durata del travaglio le contrazioni ed il battito del bambino;
  • iniezione di un medicinale chiamato petidina, un oppiaceo, nella coscia o nel gluteo per alleviare il dolore;
  • somministrazione di una miscela di ossigeno e protossido di azoto in forma gassosa, che aiuta a ridurre il dolore e a renderlo più sopportabile, alla paziente viene offerta una maschera contenente il gas, e può decidere lei quando usufruirne;
  • elettrostimolazione, vengono applicati degli elettrodi sulla schiena della paziente, che rilasciano scosse elettriche di modesta entità ma che sono in grado di diminuire il dolore.

 

 

A cosa serve la partoanalgesia

Scegliere un parto indolore è un diritto fondamentale della paziente. Inoltre, la partoanalgesia è indicata nelle seguenti condizioni:

  • travaglio prolungato, prematuro o post-termine;
  • parti gemellari;
  • parto podalico (quando il feto si posiziona per uscire con i piedi e non con la testa);
  • parto indotto;
  • parto cesareo;
  • condizioni particolari della madre come cardiomiopatie, malattie polmonari, diabete.

 

 

Infermieri vestiti con camici blu che effettuano una puntura per partoanalgesia su una paziente

 

 

Effetti collaterali della partoanalgesia

La partoanalgesia epidurale è una procedura molto utilizzata e ha un tasso di successo del 98,8%. Comunque sia, trattandosi di un intervento medico, può presentare effetti collaterali, tra cui una leggera cefalea (mal di testa) nei giorni successivi al parto, rallentamento della ripresa della sensibilità delle gambe nelle ore successive al parto, piccole raccolte di sangue nelle donne con problemi di coagulazione.  Il bambino, invece, non corre rischi con l’anestesia epidurale.

 

 

Fonti

In sintesi

Con partoanalgesia ci si riferisce a quelle procedure utilizzate per controllare e gestire il dolore delle donne durante il travaglio del parto.

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