Chirurgia neonatale

Illustrazione 3d di un feto per descrivere la chirurgia neonatale

 

La chirurgia neonatale è quel settore della chirurgia che include gli interventi chirurgici eseguiti sui neonati, ovvero i bambini da 0 a 6 mesi.

Gli interventi chirurgici che riguardano i neonati vengono effettuati dal chirurgo neonatale. In generale, la correzione neonatale di molte patologie può raggiungere dei buoni risultati funzionali a lungo termine e, in molti casi, riduce il tempo totale di ospedalizzazione nel futuro, il numero di ricoveri minimizzando lo stress del bambino e della famiglia. L'avvento della tomografia computerizzata (TC), della risonanza magnetica (RM) e degli strumenti ad ultrasuoni ha eliminato la maggior parte degli errori diagnostici in modo che le operazioni, ove attentamente pianificate, possano essere eseguite con il massimo successo.

 

Le patologie trattate dal chirurgo neonatale possono riguardare molti organi ed apparati. Tra queste si possono annoverare: 

 

Apparato digerente

  • stenosi ipertrofica del piloro;
  • malformazioni dello stomaco;
  • ileo da meconio;
  • megacolon congenito o morbo di Hirschsprung;
  • ostruzione e stenosi del duodeno;
  • atresia delle vie biliari;
  • malformazioni ano-rettali;
  • enterocolite necrotizzante.

 

Apparato cardiocircolatorio

 

Apparato genitale

  • cloaca persistente;
  • genitali ambigui.

 

Parete addominale e tegumenti

  • gastroschisi;
  • onfalocele;
  • ernia inguinale.

 

Testa e collo

  • cisti e fistole branchiali;
  • igroma cistico;
  • ranula;
  • malformazioni delle ghiandole salivari.

 

Apparato respiratorio e torace

  • atresia esofagea;
  • fistola tracheo-esofagea;
  • ernia diaframmatica;
  • stenosi del'esofago;
  • ernia iatale;
  • relaxatio diaframmatica;
  • malformazioni congenite del polmone.

 

Per frequenza, gravità e necessità di correzione chirurgica tempestiva si segnalano in particolare la tetralogia di Fallot, la trasposizione dei grossi vasi arteriosi e l’enterocolite necrotizzante. La tetralogia di Fallot, assieme alla trasposizione dei grossi vasi arteriosi, è la più frequente tra le malformazioni cianogene, così definite perché caratterizzate da un particolare colore bluastro della pelle e delle mucose determinato dalla scarsa ossigenazione del sangue.

 

 

 


Quali sono le principali tecniche operatorie utilizzate dalla chirurgia neonatale?

Le tecniche chirurgiche neonatali possono essere classificate in:

  1. mininvasive con video assistenza per toracoscopia e  laparoscopia;
  2. endoscopiche per l’apparato digerente e l’apparato urinario;
  3. microchirurgiche, nel caso dell’urodinamica;
  4. innovative, nel caso della chirurgia robotica.

 

I vantaggi forniti dall'utilizzo di una tecnica minimamente invasiva rispetto alla chirurgia “a cielo aperto” - ovvero la procedura chirurgica con la quale, come risultato dell'incisione, vengono esposti visivamente organi e tessuti -  sono comuni a tutte queste procedure.

 

Il tempo operatorio è generalmente uguale e occasionalmente più breve di quello nella tecnica “a cielo aperto”. Il dolore e le cicatrici post operatori sono ridotti al minimo. Il tempo di recupero è notevolmente ridotto, come evidenziato da una ripresa più rapida della normale alimentazione e delle normali attività e da una dimissione anticipata dall'ospedale. È stata osservata una significativa diminuzione delle complicanze respiratorie, inclusi splintaggio diaframmatico postoperatorio, polmonite e atelettasia, nonché un aumento dei tassi di estubazione. Lo sviluppo di aderenze dopo l'intervento è notevolmente ridotto. Questo è estremamente importante nei neonati che potrebbero dover sottoporsi a diverse procedure, in quanto riduce il tempo operatorio e le complicazioni in questi futuri interventi chirurgici.

 

Nella chirurgia neonatale, assume un ruolo fondamentale il ruolo dell'infermiere all’interno della terapia intensiva neonatale. Oltre alle capacità altamente specialistiche di questi operatori nella valutazione e nella cura dei neonati in condizioni critiche, facilitano l'assistenza fornita da chirurghi, anestesisti e neonatologi mantenendo e comunicando informazioni complete sullo stato dei bambini: segni vitali, valori di laboratorio, peso, stato respiratorio, accesso vascolare, farmaci, alimentazione e altri fattori che influenzano l'assistenza. Inoltre, sono la risorsa primaria per fornire istruzione e supporto alla famiglia del piccolo paziente.

 

 

Equipe di chirurghi in sala operatoria per il trattamento di pazienti neonatali

 

 

Quali sono le eventuali complicazioni della chirurgia neonatale?

La sopravvivenza dopo un intervento chirurgico neonatale è aumentata notevolmente negli ultimi 60 anni. I miglioramenti negli esiti chirurgici neonatali sono in parte attribuibili a una maggiore comprensione della fisiologia neonatale, dell’anestesia pediatrica e della terapia intensiva neonatale nonché del perfezionamento della tecnica chirurgica e dei progressi nella tecnologia chirurgica, compresa quella minimamente invasiva.

 

Di grande aiuto sono anche il supporto cardiopolmonare sofisticato, l’utilizzo della nutrizione parenterale e gli aggiustamenti nella gestione dei fluidi.

 

Tuttavia, le complicanze a breve e lungo termine a seguito di interventi chirurgici neonatali possono avere effetti profondi sui singoli pazienti e sulle famiglie. Il rischio di tale complicazioni dipende in gran parte dalle tipologia di intervento e dalla condizioni di salute del neonato.

 

 

Fonti:
  • Jona JZ. Advances in neonatal surgery. Pediatr Clin North Am. 1998 Jun;45(3):605-17. doi: 10.1016/s0031-3955(05)70031-6. PMID: 9653440;
  • Escobar MA Jr, Caty MG. Complications in neonatal surgery. Semin Pediatr Surg. 2016 Dec;25(6):347-370;
  • Harres AE. Minimally invasive neonatal surgery. J Perinat Neonatal Nurs. 2007 Jan-Mar;21(1):39-49. 
In sintesi

La chirurgia neonatale include gli interventi chirurgici eseguiti sui neonati, ovvero i bambini da 0 a 6 mesi.

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