Polipectomia

Illustrazione 3d di un intestino per descrivere la polipectomia

 

La polipectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione di polipi del colon-retto, piccole protuberanze dovute alla crescita incontrollata delle cellule della mucosa dell’intestino. La polipectomia è un importante strumento di prevenzione perché riduce l’incidenza e la mortalità del cancro del colon-retto. Per effettuare la rimozione dei polipi sono disponibili diverse tecniche e strumenti che variano in base alle caratteristiche della lesione.

 

Prima di procedere con l’asportazione, il polipo deve essere quindi analizzato per poter individuare la dimensione, la forma, la localizzazione e l’accessibilità. Tutti i polipi del colon-retto vengono normalmente rimossi, ad eccezione dei cosiddetti polipi diminutivi rettali e retto-sigmoidei, che hanno dimensioni inferiori o uguali a 5 mm. Questi rappresentano circa l’80% di tutti i polipi e la loro prevalenza nella popolazione varia tra il 50 e 70%. Il rischio di cancro in questo caso è considerato trascurabile, perché inferiore allo 0,005% (1 cancro ogni 2000 polipi diminutivi).

 

 

 

 

 

Quali sono le tecniche di polipectomia

La scelta della tecnica di asportazione dei polipi del colon-retto dipende dalla grandezza e dalla forma delle lesioni. L’asportazione può avvenire per via endoscopica, tramite un tubicino che passa dalla bocca (esofagogastroduodenoscopia) o dal retto (colonscopia), oppure tramite intervento chirurgico, se le dimensioni non consentono la prima scelta. In alcuni casi il polipo può essere rimosso nel momento stesso in cui viene individuato, mentre in situazioni più complicate si procede in un secondo momento (ad esempio quando potrebbero esserci delle difficoltà causate dalla posizione, oppure quando alcune caratteristiche ne indicano la malignità e suggeriscono la necessità di un intervento più invasivo).

 

Le neoplasie superficiali del colon-retto si possono distinguere in sessili (o piatte) e peduncolate. Nel caso di polipi sessili di dimensioni inferiori a un centimetro si utilizza la polipectomia con ansa “a freddo”, un metodo che non prevede l’innalzamento locale della temperatura tramite corrente elettrica. Questa tecnica è considerata abbastanza semplice e sicura, con un tasso di complicanze molto basso. Permette l’asportazione completa della lesione e il prelievo adeguato di tessuto per l’esame istologico. Quando necessario viene utilizzata anche per rimuovere i polipi diminutivi.

 

Per le lesioni peduncolate si utilizza generalmente la polipectomia con ansa “a caldo”, la tecnica “convenzionale” che sfrutta la corrente elettrica per cauterizzare (cicatrizzare) il tessuto durante l’asportazione del polipo. Nel caso di lesioni più grandi (testa ≥ 20 mm e larghezza del peduncolo ≥ 10 mm) l’intervento è preceduto da iniezione con adrenalina e/o emostasi meccanica, per prevenire il sanguinamento post-polipectomia.

 

Le lesioni sessili che hanno dimensioni uguali o superiori a 1 centimetro vengono indagate tramite analisi endoscopiche avanzate per verificare se è avvenuta l’infiltrazione della sottomucosa. Nel caso di lesioni non invasive di dimensioni intermedie (inferiori ai 2 cm) si può ricorrere alla polipectomia con ansa “a caldo”, mentre per lesioni più grandi si utilizza la mucosectomia, ovvero l’asportazione della mucosa nell’area che contiene la lesione. Nel caso di lesioni con sospetta invasione della sottomucosa, oltre alla mucosectomia si prendono in considerazione la dissezione endoscopica sottomucosa, con la resezione in blocco di lesioni estese, oppure la resezione chirurgica, che può riguardare anche i linfonodi loco-regionali.

 

 

Illustrazione di intervento di polipectomia con ansa che avvolge il polipo per asportarlo

 

 

Complicanze e fattori di rischio nella polipectomia

La valutazione post-operatoria del paziente consiste nel verificare che l’asportazione dei polipi sia completa e nel prevenire le complicanze. Il rischio di complicanze nel complesso è piuttosto basso: tra le più comuni vi sono sanguinamenti, sia durante l’intervento sia nel mese successivo, e la perforazione del colon, in particolare della tunica muscolare.

 

I fattori di rischio sono legati alle dimensioni e alla localizzazione delle lesioni. In particolare è stato osservato che nei pazienti con polipi nell’intestino cieco la perforazione e i sanguinamenti post-intervento sono più frequenti. Nei pazienti che assumono farmaci anticoagulanti, la terapia viene sospesa nei giorni precedenti l’intervento per ridurre il rischio di emorragie. La rimozione incompleta delle lesioni è considerato un fattore di rischio per la progressione del tumore, perché l’asportazione parziale potrebbe stimolare una risposta infiammatoria e accelerare lo sviluppo della neoplasia.

 

 

Fonti

In sintesi

La polipectomia è l’intervento attuato per la rimozione di polipi del colon-retto, la procedura può essere endoscopica o chirurgica.

Terapie associate

Ricerche degli utenti

  • Infezione da HPV

    L’infezione da HPV (Human Papilloma Virus) è altamente contagiosa ed è la più diffusa per via sessuale. Alcuni sierotipi possono portare a tumore della cervice uterina.

  • Salassoterapia

    La salassoterapia si esegue rimuovendo periodicamente dal circolo sanguigno un cospicuo volume di sangue al fine di contrastare un sovraccarico di ferro.

  • Trapianto cellule staminali

    Attraverso il trapianto di cellule staminali si ripristina la capacità di produrre alcuni tipi cellulari distrutti dalla malattia o dalle terapie.

  • Biopsia linfonodo sentinella (SLNB)

    La biopsia del linfonodo sentinella, detta anche SLNB, è una tecnica che determina se il cancro si è diffuso dal tumore primario nel sistema linfatico. Viene comunemente usata per la valutazione di tumore al seno e melanoma.

  • Bypass aorto-coronarico

    Il bypass aorto-coronarico è l’intervento cardiochirurgico più praticato, che ha come scopo la rivascolarizzazione del cuore.

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