Salassoterapia

Illustrazione 3d del sistema cardiocircolatorio per descrivere la Salassoterapia

 

Come dice il nome, la salassoterapia è un trattamento medico basato sul salasso, un prelievo di un volume abbastanza considerevole di sangue. La rimozione di questo volume di sangue riduce la quantità di ferro presente nell’organismo ed è di beneficio ai pazienti che soffrono di malattie da sovraccarico di ferro.

 

 

In cosa consiste la salassoterapia 

Un salasso terapeutico consiste in un prelievo di 350-450 ml di sangue, la stessa quantità che viene prelevata ai donatori di sangue (una “sacca” di sangue). A beneficiare di questo prelievo non è però un “ricevente”, ma il “donatore”. Il salasso terapeutico viene infatti eseguito su un paziente che presenta un sovraccarico di ferro.

 

Riducendo il volume di sangue circolante si elimina il ferro contenuto nei globuli rossi prelevati (circa 200 milligrammi di ferro per salasso). In più, si stimola la produzione di nuovi globuli rossi e ciò richiede la sintesi di emoglobina per cui viene usato il ferro presente nelle scorte dell’organismo. I livelli di ferro complessivi si abbassano e ciò permette di gestire i sintomi e le complicanze delle malattie da accumulo di ferro.

 

Il salasso è stato praticato sin dall’antichità in varie forme, usando le sanguisughe o incidendo le vene (flebotomia o venisezione), per prevenire o curare condizioni di ogni genere. Un interessante articolo pubblicato sul British Journal of Haematology (in inglese) ripercorre la storia del salasso dagli antichi egizi ai giorni nostri. Ancora nell’Ottocento si abusava di questa pratica senza un vero razionale scientifico che la giustificasse.

 

Oggi, grazie agli studi che hanno svelato i meccanismi coinvolti nel metabolismo del ferro, la salassoterapia è praticata in precise circostanze, solo sui pazienti che possono veramente trarne vantaggio.

 

 

 

 

A chi è utile la salassoterapia 

I principali destinatari della salassoterapia sono i pazienti che soffrono di tre malattie da sovraccarico di ferro:

  1. la policitemia vera;
  2. l’emocromatosi primaria;
  3. la porfiria cutanea tarda.

 

La policitemia vera è una neoplasia mieloproliferativa in cui il midollo osseo produce quantità abnormi di globuli rossi che aumentano la viscosità del sangue e conseguentemente il rischio di eventi trombotici.

 

L’emocromatosi primaria o ereditaria è una malattia genetica in cui alterazioni nel gene di una proteina coinvolta nel metabolismo del ferro fanno sì che venga accumulato più ferro del necessario.

 

La porfiria cutanea tarda è causata dalla carenza di un enzima che porta all’accumulo di porfirine, molecole che legano i metalli, nel fegato con conseguente accumulo di ferro; nei pazienti affetti da porfiria l’esposizione alla luce solare provoca la formazione di vesciche e bolle sulla pelle esposta. I pazienti con sovraccarico di ferro, a seconda dell’età e della malattia possono avere dai 3.000 ai 30.000 milligrammi di ferro in eccesso.

 

 

Donna seduta su un lettino di ospedale mentre esegue un prelievo del sangue

 

 

Come si esegue la salassoterapia 

Il salasso terapeutico viene eseguito solo su prescrizione medica. La procedura è del tutto sovrapponibile al prelievo per una donazione di sangue. Si inserisce un ago-cannula in una vena dell’avambraccio e si raccoglie il sangue in un’apposita sacca. Una volta prelevata la quantità di sangue stabilita, operazione che richiede 10-15 minuti, si chiude il tubo di drenaggio che va alla sacca, si rimuove l’ago-cannula e si applica pressione con una garza. Il trattamento è in genere ben tollerato, ma può dare una sensazione di capogiro e i pazienti possono sentirsi affaticati dopo il salasso. È importante assumere adeguate quantità di liquidi prima e dopo il salasso ed evitare attività fisiche nelle 24 ore successive al trattamento.

 

È il medico a pianificare il numero e la frequenza dei prelievi per la salassoterapia, in base alle caratteristiche del paziente e al tipo e alla gravità della malattia. In una prima fase i salassi sono molto ravvicinati per eliminare i depositi di ferro accumulati nei tessuti, poi si passa a un salasso alla settimana o anche ogni due settimane nei pazienti in cui il sovraccarico di ferro è lieve o che hanno più di 60 anni. Una volta che i livelli di ferro rientrano nella norma si imposta il regime di mantenimento che consiste in 2-10 salassi all’anno.

 

 

Fonti: 
In sintesi

La salassoterapia si esegue rimuovendo periodicamente dal circolo sanguigno un cospicuo volume di sangue al fine di contrastare un sovraccarico di ferro.

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