Trapianto di cuore

Illustrazione 3d di un cuore per descrivere il trapianto di cuore

 

Il trapianto di cuore rappresenta il trattamento di lunga durata più efficace, in termini di mortalità e di qualità della vita, per l’insufficienza cardiaca, oltre a essere eseguito in molte altre condizioni che coinvolgono il cuore, tra cui le coronaropatie, le cardiopatie e le cardiomiopatie.

 

Il trapianto di cuore consiste nella sostituzione del cuore della persona malata con il cuore di un donatore, ovvero una persona in stato di morte cerebrale che ha manifestato in vita, oppure mediante dichiarazione dei familiari, la non opposizione alla donazione. Affinché l’intervento avvenga con successo è necessario che il cuore del donatore sia prelevato poche ore prima dell’intervento, e che venga conservato a basse temperature, per conservarlo il più possibile.

 

Se è disponibile un cuore per un trapianto questo viene assegnato a una tra le persone in attesa, secondo una lista nazionale di urgenze di cuore, gestita dal Centro Nazionale Trapianti. Per selezionare il candidato migliore al trapianto deve essere valutato il gruppo sanguigno e la compatibilità tra donatore e ricevente, in modo da evitare episodi di rigetto: dopo aver accertato la compatibilità, il cuore sarà assegnato al ricevente nelle condizioni più gravi (che spesso possiede un cuore artificiale).

 

 

Come si esegue il trapianto di cuore

Il trapianto di cuore viene effettuato in anestesia generale e normalmente dura dalle quattro alle sei ore. Affinché l’intervento possa procedere in maniera ottimale, viene eseguita quella che è definita come circolazione extra-corporea: il cuore del paziente viene collegato a una macchina cuore-polmone, che, per tutta la durata dell’intervento, si occupa di ricevere il sangue poco ossigenato proveniente dalle vene, riossigenarlo e infonderlo di nuovo nelle arterie. A questo punto, la circolazione nel cuore viene temporaneamente bloccata grazie a un farmaco, senza che questo crei danni all’organismo.

 

Durante tutta l’esecuzione dell’intervento, sarà la macchina cuore-polmone a ricoprire il ruolo del cuore. A questo punto il chirurgo pratica una sternotomia, ovvero un’incisione verticale sullo sterno (l’osso lungo e piatto che si trova nella parte anteriore del torace) e riesce ad accedere direttamente al cuore.

 

L’organo viene rimosso dalla sua sede (tranne piccole porzioni delle due camere cave superiori del cuore, gli atri) e viene sostituito dal cuore del donatore: esso verrà collegato alle porzioni degli atri e ai vasi che fuoriescono dal cuore e che sono responsabili della circolazione sistemica e polmonare, l’arteria aorta e l’arteria polmonare. Una volta terminato l’impianto del cuore proveniente dal donatore, sarà possibile scollegare il paziente dalla macchina cuore-polmone, ricucire l’incisione e trasferire il paziente nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale. In questo reparto il paziente sarà intubato e aiutato a respirare (nella maggior parte dei casi solo per pochi giorni).

 

Dopo un trapianto di cuore solitamente le dimissioni avvengono entro due o tre settimane dall’intervento, anche se il paziente sarà costantemente monitorato per osservare gli esiti dell’operazione. Il paziente sottoposto a trapianto di cuore dovrà assumere costantemente dei farmaci detti immunosoppressori, per evitare eventuali rigetti.

 

 

 

 

A cosa serve il trapianto di cuore

Il trapianto di cuore rappresenta il trattamento chirurgico d’elezione per l'insufficienza cardiaca allo stadio terminale (la condizione clinica in cui il cuore non riesce a pompare adeguatamente il sangue, con la conseguenza di un insufficiente apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti). Inoltre il trapianto di cuore viene eseguito in pazienti che, a causa di cardiomiopatie (quelle malattie, acquisite o congenite, in cui si ha un mal funzionamento del miocardio, tessuto muscolare che fa battere il cuore) hanno le funzioni dei ventricoli (le camere cave che si contraggono quando pompano il sangue in circolo) gravemente compromesse; altre indicazioni per il trapianto di cuore sono le fasi avanzate della coronaropatia (la malattia che colpisce le coronarie, le arterie che irrorano il cuore, e che aumenta molto il rischio di infarto del miocardio), e in generale le cardiopatie, che sono tutte le malattie, congenite o acquisite, a carico del cuore.

 

 

Rischi e complicanze il trapianto di cuore

Il trapianto di cuore è un intervento molto invasivo, che viene eseguito se non si ottengono risultati apprezzabili con altri trattamenti. Infatti, un trapianto di cuore può presentare diverse complicanze, tra cui:

  • rigetto, cioè quando il sistema immunitario del ricevente, nonostante i farmaci immunosoppressori, riconosce il cuore appena impiantato come estraneo e attiva una potente risposta immunitaria, che può condurre anche a morte;
  • effetti collaterali dei farmaci immunosoppressori e problemi ai reni;
  • mancata ripresa funzionale del cuore trapiantato;
  • restringimento delle arterie che irrorano il cuore (detto vasculopatia da allotrapianto cardiaco);
  • infezioni;
  • complicazioni chirurgiche.

 

 

Mani di un'equipe medica impegnata in sala operatoria in un'operazione di trapianto di cuore su paziente con torace aperto e cuore in vista

 

 

Fonti:

Ricerche degli utenti

  • Mediastinoscopia

    La mediastinoscopia permette di visualizzare la parte centrale della cavità toracica ed è utilizzata per valutare la gravità del tumore del polmone.

  • Tonsillectomia

    La tonsillectomia è l’intervento chirurgico eseguito per la rimozione delle tonsille palatine.

  • Appendicectomia

    L’appendicectomia è l’intervento chirurgico di asportazione dell’appendice ciecale, si esegue nei casi di appendicite.

  • Appendicite

    L’appendicite è l’infiammazione, in genere acuta, dell’appendice cioè un’estroflessione vermiforme dell’intestino crasso.

  • Baropodometria

    La baropodometria è un esame che, valutando l’appoggio a terra del piede, può individuare anomalie posturali.

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