Diatermocoagulazione (Elettrocoagulazione)

Illustrazione 3d del derma per descrivere la diatermocoagulazione

 

La diatermocoagulazione, detta anche elettrocoagulazione, è una procedura terapeutica utilizzata in dermatologia che consiste nell’eliminare una porzione di cute attraverso la somministrazione di impulsi elettrici ad alta frequenza, che, generando alte temperature “bruciano” la parte interessata. Generalmente la diatermocoagulazione è utilizzata per trattare alcuni tipi di affezioni cutanee, come verruche, fibromi penduli, condilomi genitali.

 

 

Cosa avviene durante la diatermocoagulazione

Nella diatermocoagulazione è utilizzato lo stesso principio dell’ablazione transcatetere, procedura utilizzata per trattare le aritmie cardiache: nella procedura sono presenti due elettrodi, in grado di generare una differenza di potenziale elettrico. In particolare, l’elettrodo negativo, il catodo, viene appoggiato sulla parte di tessuto da trattare, mentre l’anodo (l’elettrodo positivo) viene appoggiato su un’altra parte del corpo. Ciò permette di far passare corrente elettrica sulla superficie cutanea da trattare: in base all’estensione dell’escrescenza e del tipo di intervento che il medico ritiene più opportuno eseguire, la frequenza e l’intensità della corrente possono essere regolate.

 

Attraversando i tessuti cutanei, la corrente elettrica genera calore, che, facendo evaporare l’acqua contenuta nelle cellule, fa coagulare le proteine contenute all’interno di esse, generando di fatto una bruciatura della porzione di tessuto interessata.

A questo punto subentrano nella zona lesa processi di cicatrizzazione, ovvero processi in cui entrano in gioco diverse componenti molecolari e diverse cellule: il risultato è che si accumulano cellule che producono tessuto connettivo ricco di fibre collagene (tessuto fibrotico), che determina l’eliminazione dell’affezione cutanea da trattare.

 

 

 

 

Come si esegue la diatermocoagulazione e come si prepara il paziente

La diatermocoagulazione è una procedura ambulatoriale, breve, poco invasiva e che non richiede alcuna preparazione. Si utilizza l’anestesia locale solo per le lesioni di grandi dimensioni, oppure se sono numerose. Il medico utilizza uno strumento dotato di elettrodi che si chiama elettrobisturi e che è in grado di generare impulsi di corrente ad alta frequenza.

 

Alla fine della procedura la zona della cute trattata si ricopre di crosticine fatte di particelle di tessuto morto e sangue secco, che non devono assolutamente essere staccate: cadranno da sole. La guarigione avviene nell’arco di pochi giorni durante e sarà necessario evitare l’esposizione al sole per almeno un mese. Di solito è sufficiente una sola seduta, ma, nel caso debbano essere rimosse più escrescenze della pelle, può essere necessario sottoporsi ad un maggior numero di sedute, per suddividere il trattamento in più tempi.

 

 

A cosa serve la diatermocoagulazione

La diatermocoagulazione serve per eliminare affezioni della cute come verruche, fibromi penduli o condilomi genitali. Le verruche sono delle escrescenze della pelle caratterizzate da notevole ispessimento e da sfumature giallo-grigiastre, dovute all’infezione di alcuni ceppi del virus del Papilloma umano (HPV); quando si manifestano a livello della pelle o delle mucose dell’area genitale e anale, si parla di condilomi genitali.

 

Verruche e condilomi spesso sono asintomatici, ma soprattutto i condilomi vanno tenuti sotto controllo perché l’infezione da HPV può causare il tumore alla cervice uterina. I fibromi penduli, invece, sono escrescenze cutanee che si protendono verso l’esterno; si generano nello strato sotto la cute e, se di grandi dimensioni, possono anche risultare antiestetici e fastidiosi. I fibromi penduli possono crescere, ma si manifestano più frequentemente in zone particolarmente soggette a sfregamento, come ascelle, collo, inguine e palpebre.

 

 

Terapeuta in camice bianco, mascherina e cuffia per i capelli che applica la diatermocoagulazione su una paziente giovane vestita di bianco sdraiata su un lettino di una sala ambulatoriale o ospedaliera

 

 

Rischi e complicanze della diatermocoagulazione

La diatermocoagulazione è una pratica sicura, di facile esecuzione e che non presenta particolari complicanze. Può succedere che in seguito a un intervento di diatermocoagulazione si abbia l’aumento o la diminuzione dell’intensità del colore della cute, o che si formino delle cicatrici, ma di solito sono eventi rari: normalmente la diatermocoagulazione non lascia esiti permanenti.

 

La diatermocoagulazione, quindi, è una procedura che utilizza l’energia elettrica data dalla differenza di potenziale tra due elettrodi per bruciare un’escrescenza presente sulla pelle. Un tipo di tecnica simile è usata nel trattamento delle aritmie cardiache attraverso l’ablazione.

 

 

Fonti:
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Ricerche degli utenti

  • Ischemia

    L’ischemia consiste nel mancato apporto di sangue a un tessuto, che genera un insufficiente apporto di ossigeno.

  • Arteriosclerosi

    L’arteriosclerosi è una malattia cronica e progressiva a carico delle arterie, che diventano sempre meno elastiche e più rigide.

  • Vescica iperattiva

    La sindrome da vescica iperattiva è una condizione che comporta l’urgenza urinare tanto frequentemente da influire sulla qualità di vita.

  • Cistocele (Prolasso della vescica)

    Il cistocele è un prolasso della vescica determinato da indebolimento dei tessuti di supporto per cui la vescica protrude all’interno della parete della vagina.

  • Esofago di Barrett (Metaplasia di Barrett)

    L’esofago di Barrett, o Metaplasia di Barrett, è una condizione che insorge a causa del reflusso gastroesofageo e predispone al tumore dell’esofago.

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